<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-4775870906213495428</id><updated>2012-02-19T09:27:58.762-08:00</updated><title type='text'>per storie</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>eieten</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02367020598082211162</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://1.bp.blogspot.com/_m4NAY49Zm88/SwgkwO6OuGI/AAAAAAAAADo/4kYdZZG2Keo/S220/eleonora_di_aquitania_e_enrico_II_tomba_fontevraud_abbazia_01.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>537</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4775870906213495428.post-8374122253700474555</id><published>2012-02-11T01:17:00.000-08:00</published><updated>2012-02-11T01:19:20.966-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;iframe width="420" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/MrLbrewroqs" frameborder="0" allowfullscreen&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4775870906213495428-8374122253700474555?l=perstorie-eieten.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/feeds/8374122253700474555/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2012/02/blog-post.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/8374122253700474555'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/8374122253700474555'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2012/02/blog-post.html' title=''/><author><name>eieten</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02367020598082211162</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://1.bp.blogspot.com/_m4NAY49Zm88/SwgkwO6OuGI/AAAAAAAAADo/4kYdZZG2Keo/S220/eleonora_di_aquitania_e_enrico_II_tomba_fontevraud_abbazia_01.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/MrLbrewroqs/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4775870906213495428.post-2775328941033085644</id><published>2012-01-28T00:12:00.000-08:00</published><updated>2012-01-28T00:16:05.916-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-EETKQhJT8ts/TyOuwbNckTI/AAAAAAAAD3A/GI3dRHLblgA/s1600/poeta%2Byeats.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 255px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-EETKQhJT8ts/TyOuwbNckTI/AAAAAAAAD3A/GI3dRHLblgA/s400/poeta%2Byeats.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5702593700142289202" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; WILLIAM BUTLER YEATS&lt;br /&gt;(Dublino 13 Giugno 1865 - Cap Martin 28 Gennaio 1939) &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;VITA E OPERE:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nasce da una famiglia di origine inglese, figlio di un pittore vicino al pre-raffaelismo (John Butler Yeats) e di una madre proveniente da una famiglia di armatori e commercianti protestanti e unionisti. Passa la sua adolescenza tra il paese di origine (si avvicina alla poesia durante le estati tranquille trascorse a Sligo, nella casa del nonno materno, grazie alle letture dello stalliere) e Londra. Nel 1883 entra alla Metropolitan School of Art di Dublino dove conosce George Russel con il quale ha in comune l'interesse per l'occultismo e il misticismo da cui continuerà a ricavare per tutta la sua vita profonde suggestioni.&lt;br /&gt;Già a soli 24 anni pubblica la sua prima raccolta di poesie, I viaggi di Ossian (The wonderings of Oisin, 1889), esempio tipo della sua prima maniera mitizzante e sognante sui temi della terra d'Irlanda. Nel 1889 comincia con la collaborazione di Ellis l'edizione critica delle opere di Blake.&lt;br /&gt;Nel 1892 a Dublino fonda la Società Letteraria Irlandese. In Inghilterra si aggiorna sul decadentismo ed il simbolismo, mentre in Irlanda prende contatto con le proprie radici. Nasce l'amore non corrisposto e mai spento per l'attrice e patriota irlandese Maud Gonne. In poesia i risultati sono splendidi ma senza grandi possibilità di evoluzione: ne Il vento fra le canne (The Wind among the reeds, 1899) alcune liriche hanno per noi un grande incanto che però non fa prevedere la o straordinario decollo delle poesie della maturità e della vecchiaia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Grazie all'incontro con il geniale commediografo J.M.Synge e con Lady Gregory, Yeats si dedica a quel teatro popolare irlandese che preannunciava la liberazione e l'autonomia del suo paese. Nel 1899 fonda la Compagnia del Teatro Irlandese che sfocerà nel 1906 con l'apertura dell'Abbey Theatre di cui sarà direttore insieme a Lady Gregory e Synge.&lt;br /&gt;Fra i drammi da ricordare La Contessa Cathleen (The Countess Cathleen, 1892), Il paese del desiderio (The Land of Heart's Desire, 1894), Deirdre, 1907.&lt;br /&gt;Yeats non si impegna però mai troppo attivamente nell'azione politica dell'Irlanda anche perché nemico di ogni violenza.&lt;br /&gt;L'elmo verde (The Green Helmet, 1910), Responsabilità (Responsabilities, 1914) - punto di passaggio da una fase "privata" ad una "pubblica", in cui non rifiuta più la politica - I Cigni Selvatici a Coole (The Wild Swans at Coole, 1919) e Michael Robartes e la Ballerina (Michael Robartes and the dancer, 1921), usciti nel decennio che vede il suo matrimonio con George Hyde Lees, mostrano il distacco dal crepuscolarismo e la sua evoluzione verso una mirabile concretezza di linguaggio, cui l'aveva portato anche l'insegnamento del giovane Ezra Pound, ed una capacità visionaria forse attinta dal grande esempio di William Blake. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra il 1915 e il 1922 evoca i tempi della sua giovinezza, delle estati trascorse a Sligo, in una serie di opere poi raccolte nel volume Autobiografie (Autobiographies, 1926). Ispirato dalle capacità di scrittura automatica della moglie cerca di teorizzare il suo pensiero filosofico soggettivo sulle diverse personalità dell'uomo e sulle maschere che egli assume nel libro intitolato Una Visione (A vision, 1925).&lt;br /&gt;Indebolito nella salute nel 1928 si trasferisce a Rapallo. Pubblica La torre (The tower, 1928) cui seguiranno La scala a Chiocciola (The winding stair, 1933), Luna piena di Marzo (A full moon in March, 1935) e Ultime poesie (Last poems, 1936-39) dove si trovano alcune delle sue riuscite più vertiginose come la celebre "Viaggiando verso Bisanzio (Sailing to Bysanthium)". Specialmente nelle liriche della Torre, considerata il punto più alto della sua produzione, le sue idee si incarnano in immagini e si svolgono in ritmi indimenticabili, che lo hanno fatto considerare come il più grande lirico di lingua inglese di questo secolo.&lt;br /&gt;Divenuto simbolo dell'Irlanda riceve il premio Nobel nel 1923 e viene nominato membro del Senato d'Irlanda nel 1922, appena creato lo Stato Libero.&lt;br /&gt;Per la malferma salute spende i suoi ultimi anni in paesi caldi e muore nel sud della Francia.&lt;br /&gt;la Repubblica Irlandese manderà un a nave da guerra per riprendere il corpo che giace, per volontà stessa del poeta, nel cimitero di Drumcliff, Sligo, sotto la montagna di Ben Bulben a cui aveva dedicato una delle sue ultime poesie e da cui sono tratte le parole del suo epitaffio ("Cast a cold eye, on death on life, horseman pass by").&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;OPERE CONSIGLIATE:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Yeats è sicuramente uno dei più importanti scrittori dell'isola di Smeraldo ed è quello a cui mi sento più legato perché proprio grazie alle sue liriche, ai suoi racconti, ho iniziato a conoscere questa meravigliosa terra. Non mi sento quindi di consigliare o sconsigliare qualcosa in particolare, anche perché la produzione è talmente varia (poesie, autobiografia, trattato filosofico, drammi teatrali, ha curato la pubblicazione di alcuni racconti fantastici e ne ha scritti lui stesso) che credo vada apprezzata in tutta la sua interezza. Date uno sguardo alla Bibliografia in italiano o provate a leggere qualcosa in inglese fino a trovare quello che più vi affascina.&lt;br /&gt;In Italia è uscito qualche anno fa un disco di Angelo Branduardi che ha musicato alcune liriche di Yeats tradotte in italiano, merita un ascolto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;William Butler Yeats &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;--------------------------------------------------------------------------------&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;GIANNA LA PAZZA PARLA CON IL VESCOVO &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;--------------------------------------------------------------------------------&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Incontrai il vescovo lungo la strada &lt;br /&gt;E molto egli disse e io dissi. &lt;br /&gt;« Quel petto è flaccido e cadente ora, &lt;br /&gt;Quelle vene saranno presto disseccate; &lt;br /&gt;Vivi in una casa celeste, &lt;br /&gt;Non in una lurida stia ». &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;« Bellezza e sozzura sono stretti parenti, &lt;br /&gt;E bellezza esige sozzura », io gridai. &lt;br /&gt;« I miei amici sono scornparsi, ma quella è una verità &lt;br /&gt;Mai negata dalla tomba o dal letto, &lt;br /&gt;Appresa in infamia del corpo &lt;br /&gt;E orgoglio del cuore. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;« Una donna può essere orgogliosa e fiera &lt;br /&gt;Quando intenta all'amore; &lt;br /&gt;Ma Amore ha piantato la sua reggia &lt;br /&gt;Nel luogo dell'escremento; &lt;br /&gt;Perché nulla può essere unico o intero &lt;br /&gt;Che non sia stato lacerato ».&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4775870906213495428-2775328941033085644?l=perstorie-eieten.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/feeds/2775328941033085644/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2012/01/william-butler-yeats-dublino-13-giugno.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/2775328941033085644'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/2775328941033085644'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2012/01/william-butler-yeats-dublino-13-giugno.html' title=''/><author><name>eieten</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02367020598082211162</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://1.bp.blogspot.com/_m4NAY49Zm88/SwgkwO6OuGI/AAAAAAAAADo/4kYdZZG2Keo/S220/eleonora_di_aquitania_e_enrico_II_tomba_fontevraud_abbazia_01.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-EETKQhJT8ts/TyOuwbNckTI/AAAAAAAAD3A/GI3dRHLblgA/s72-c/poeta%2Byeats.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4775870906213495428.post-216565980583728616</id><published>2012-01-26T00:34:00.000-08:00</published><updated>2012-01-26T00:36:19.902-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-0-J7xVsMsIw/TyEQeEKhD2I/AAAAAAAAD0o/E0uEfSVg6Ww/s1600/BertiGCover.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 159px; height: 250px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-0-J7xVsMsIw/TyEQeEKhD2I/AAAAAAAAD0o/E0uEfSVg6Ww/s400/BertiGCover.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5701856711927730018" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Gian Ugo Berti &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho parlato di te &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci sono persone che conosci solo “dopo”. Anche se le hai viste, hai stretto loro la mano, ci hai parlato, metti al posto giusto contorni e istinti, umanità e limiti solo dopo che se ne sono andate, quando te li racconta qualcuno che ne ha potuto registrare i passi, contare le pause, osservare dove gli occhi andavano a scavare. In questo libro ci sono Angiolo Berti e il buio che lo ha preso negli ultimi anni. Ma il racconto è anche quello delle luce che gli ha cucito intorno una lunga vita di cronista e protagonista nel mondo dei giornalisti italiani. Chi fa il nostro mestiere, e lo fa davvero, cucinando senza usare precotti, vive vite ricche di fardelli da portare. Mette le mani - quasi come un medico - in miserie e grandezze diventando capace, a volte, di gesti importanti che non cercano una cronaca. Agli altri, spesso, restano lische puntute di determinazione, di forza usata per fare cose grandi o anche grossolani errori. Non importa. Che poi tutto questo leggere e raccontare finisca nel buio dell’Alzheimer è un’altra storia. Forse una di quelle che ha da qualche parte una forma di contrappeso, come se in quella fuga dalla vita vissuta appieno ci fosse una ricompensa di riposo che, giustamente, mai potrà essere accettata da chi ti sta vicino. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dire che ho conosciuto bene Angiolo Berti è un po’ troppo. In due occasioni ho incontrato il pioniere della Casagit e mai avrei pensato, allora, di essere tra quelli destinati a raccoglierne il testimone. Lui parte della storia della nostra categoria, io giovane delegato, appena arrivato, ragazzino. Quello che non sapevo era che parlargli significava anche sottoporsi ad un piccolo interrogatorio, garbato, da signore d’altri tempi, ma diretto, schietto, a ben vedere anche un po’ ruvido. Ripensandoci oggi potrebbe essere la sintesi di quello che aveva tenacemente voluto: uno strumento molto concreto per dare peso alle sicurezze e completare il Welfare dei giornalisti italiani. Di lui sapevo poco, solo qualche cenno di storia personale. Lungo la strada di ricordi “riportati”, venuti fuori padre e uno zio partigiani, quest’ultimo, Lorenzo Cravero, deportato come Berti e ucciso a Mauthausen, arrivò più attenzione e altre domande. Era come se Berti avesse trovato un filo comune di ragionamento, una strada per parlare ad un giovane delegato che sembrava anche disincantato rispetto a quella Cassa da poco incontrata. Ai suoi occhi, forse, quel giovane poteva non aver ben compreso che il “modello” della Casagit si richiamava a concetti, forse sogni, che avevano cittadinanza proprio negli anni nei quali si lottava per qualcosa di ben più grande. Ma la conversazione diventò vivace, bella, curiosa. Diceva di come era stato immaginato un riparo per la salute di giornalisti liberi di scrivere dando loro uno strumento per mantenere pari autonomia anche nei momenti meno facili della vita privata. Qualcosa che li faceva addirittura più forti e tutelati di tanti altri professionisti italiani. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chissà forse una “casta”, un cesto di privilegi. Dibattito che insegue gli italiani da sempre nei momenti più scarni, quando risulta impossibile migliorare le cose per tutti. Ma per la Casagit, oggi intitolata ad Angiolo Berti, la storia è ben lontana dai privilegi. È come comprare il pane: paghi di tasca tua per avere qualcosa che ti serve. Se però devo scegliere il momento in cui ho cercato di conoscere più a fondo il Presidente Berti è stato quando, a inizio mandato, in un passaggio difficile per i conti della Cassa e per il mercato del lavoro dei giornalisti italiani, mi sono chiesto banalmente “ma quel demonio dagli occhi aguzzi, che sorrideva e colpiva dritto e a fondo adesso cosa farebbe?” Sono andato a rileggere, cercando un filo per interpretare decisioni e momenti della nostra storia di giornalisti, anche i vecchi verbali di Consiglio d’Amministrazione. Ci ho trovato una sintesi estrema che oggi in parte rimpiango, sacrificata alle aumentate complessità di gestione pratica e politica della Cassa. Ai tempi di Berti poche righe raccontavano cambi di rotta fondamentali: come l’accogliere i familiari tra gli assistiti della Casagit. Poche parole senza tanti fronzoli, né vivaci oratori, dicevano che la comunità dei giornalisti si era data regole per la salvaguardia della sua salute in tutto il paese, cercando di dribblare le tante differenze di assistenza pubblica che ieri come oggi, ahimè, restano. Una lingua ancora una volta asciutta e a tratti ruvida quella dei primi Cda: pochi numeri e meccanismi di base fondamentali, quegli stessi che anche ancora oggi ci permettono di navigare e affrontare onde alte, addirittura tempeste. Credo quella fosse, in fondo, la lingua giusta per quei tempi e per i convincimenti di Berti: i giornalisti devono avere un sistema di tutela, capace di tenere insieme previdenza e salute che è come tenere insieme solidità e tentativi di “schiena diritta”. Chi navigava il Transatlantico di Montecitorio in quegli anni sapeva come andava il mondo. Se il corsivo iniziato pungente, diventa una preghiera alla politica perché tenga conto di questo e di quello, dell’esistenza di tanti e differenti modi di camminare l’Italia, è giusto che chi si assume il compito di raccontare possa provvedere a se stesso. Non può con la stessa mano sferzare, accarezzare, indicare e chiedere. Ma lo deve fare - sono certo Berti a questo punto offrirebbe anche me un caffè come faceva con i barboni - salvaguardando quanti più colleghi possibili, meglio ancora tutti. Un pensiero semplice e complicato, sfidante. Chi ha buone retribuzioni garantisca anche chi, ieri e molto di più oggi, ha meno risorse. Forse il fondatore della Casagit nel suo buio rimestava anche questo, o forse no. A me fa piacere pensare che, comunque, certe parole d’ordine non tramontino mai.&lt;br /&gt;Buona lettura &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Daniele M. Cerrato - Presidente Casagit&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4775870906213495428-216565980583728616?l=perstorie-eieten.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/feeds/216565980583728616/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2012/01/gian-ugo-berti-ho-parlato-di-te-ci-sono.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/216565980583728616'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/216565980583728616'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2012/01/gian-ugo-berti-ho-parlato-di-te-ci-sono.html' title=''/><author><name>eieten</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02367020598082211162</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://1.bp.blogspot.com/_m4NAY49Zm88/SwgkwO6OuGI/AAAAAAAAADo/4kYdZZG2Keo/S220/eleonora_di_aquitania_e_enrico_II_tomba_fontevraud_abbazia_01.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-0-J7xVsMsIw/TyEQeEKhD2I/AAAAAAAAD0o/E0uEfSVg6Ww/s72-c/BertiGCover.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4775870906213495428.post-802625913630470716</id><published>2012-01-15T00:39:00.000-08:00</published><updated>2012-01-15T00:43:38.507-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-SrAQJ_aOLpU/TxKRtFTxnqI/AAAAAAAADwM/hJZ78R3qMgU/s1600/45.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 200px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-SrAQJ_aOLpU/TxKRtFTxnqI/AAAAAAAADwM/hJZ78R3qMgU/s400/45.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5697776682282360482" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;DAL MIO NUOVO LIBRO  (COPYRIGHT SUSANNA BERTI FRANCESCHI)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Leahhaunnshee&lt;br /&gt;Il lago era coperto da quella bruma sottile che fa apparire gli alberi solitari fantasmi.&lt;br /&gt;L’aria ferma aveva il sapore dolce della terra umida.&lt;br /&gt;Niente pareva vivere ,eppure tutto era pervaso dal movimento sottile del tempo che scorre.&lt;br /&gt;Leahhaunnshee attendeva .&lt;br /&gt;Sdraiata sull’erba bagnata ,si specchiava nell’acqua del lago.&lt;br /&gt;Che immagine rimandava lo specchio dell’acqua!&lt;br /&gt;I capelli di un rosso intenso,simile alle foglie del platano in autunno,scendevano lisci come seta sulle spalle .La pelle era bianca e trasparente come la neve incontaminata.&lt;br /&gt;Nel viso,dall’ovale perfetto ,spiccavano come creature vive ,gli occhi ,di un verde intenso ed insieme trasparente.&lt;br /&gt;Nessuna creatura del piccolo popolo era piu’ bella di lei,e nessuna creatura era più triste e sola.&lt;br /&gt;Mille anni erano trascorsi da quando era nata .Sua madre era Eoste dal coniglio bianco,colei che fa fiorire i prati ,e suo padre il grande Adna mac Bitha.&lt;br /&gt;Adna mac Bitha era ricordato del piccolo popolo,ma anche da coloro che sono uomini come colui che dette il nome alla terra.&lt;br /&gt;Giungendo dal mare freddo del nord ,dopo aver attraversato i grandi ghiacci,Adna vide le scogliere e le colline verdi e nominò l’isola Isna Fid bad,la terra verde.&lt;br /&gt; Leahhaunnshee era bella come la madre e fiera come il padre.&lt;br /&gt;Mai ,nei mille anni,si era mossa dalle sponde del lago.&lt;br /&gt;Mai aveva varcato le soglie della foresta.Gli altri venivano a lei ,richiamati dai racconti antichi della sua bellezza.&lt;br /&gt;Molti del popolo degli uomini avevano amato la fata dai lunghi capelli rossi.&lt;br /&gt;Avevano sfidato le rocce impervie ,i sentieri oscuri,si erano battuti con i migliori guerrieri degli elfi solo per avere un suo bacio,solo per stringere una volta ,tra le braccia il suo corpo flessuoso.&lt;br /&gt;Ora tutti,re ,guerrieri,soldati,poeti,menestrelli ,forti contadini,giacevano dentro la sua anima.&lt;br /&gt;Era stata Fodla,la crudele regina dei Tuatha De Dannan a lanciare la maledizione sulla figlia di Eoste.&lt;br /&gt;Invidiosa della sua bellezza e dell’amore che tutti i principi provavano al solo vederla aveva lanciato il mon.la più antica delle invettive.&lt;br /&gt;Aveva risucchiato il loro corpo e la loro anima.&lt;br /&gt;In lei giacevano,scomposti in molecole leggere corpi muscolosi e si affannavano spiriti non rassegnati .&lt;br /&gt;Tutti coloro che avevano voluto possederla ,erano stati posseduti.&lt;br /&gt;Ricordava l’odore acre di guerriero di Erwin De Ghota.&lt;br /&gt;Quando aveva avvertito il calore e il suono del FA aveva lacerato la sua mente,l’aveva guardata,stupito.&lt;br /&gt;Leahhaunnshee  era rimasta in silenzio per anni dopo Erwin e il suo odore aveva cullato le sue notti.&lt;br /&gt;Ora attendeva.&lt;br /&gt;Sarebbe passato ,il lago tingeva di un rosso cupo le sue acque .L’ora del tramonto era vicina,sarebbe passato e lei si sarebbe donata a lui.&lt;br /&gt;Non importava il dopo,non pensava a cosa poteva accadere:solo averlo aveva un significato e solo amarlo &lt;br /&gt;Poteva salvarla dal dolore del FA.&lt;br /&gt;L’erba si mosse piano,appena un fruscio scosse le foglie,i passi gravi del cavallo rosso cullavano la terra con la loro musica uguale.&lt;br /&gt;Comparve che il sole stava per sparire e il cuore di Leahhaunnshee fece una capriola come un leprotto in cerca di gioco.&lt;br /&gt;Si alzò ,la fata,e tutt’intorno l’aria si tinse di verde.&lt;br /&gt;Si fremarono gli animali del bosco,gli uccelli spensero il loro canto.&lt;br /&gt;Tese le mani Leahhaunnshee invitandolo e un impercettibile sussurro uscì dalla bocca:”amore”.&lt;br /&gt;Un turbine caldo la investì e la sollevò,il cuore cominciò a galoppare ,i polmoni si contrassero cercando aria.&lt;br /&gt;Il turbine divenne soffio ,lieve,tiepido ,vorticò leggero intorno alla bocca semichiusa del giovane.&lt;br /&gt;Entrò ,gentile ,nel suo corpo,aria tiepida,molecole luminose.&lt;br /&gt;Un attimo solo si fermò il cavaliere,sorpreso. &lt;br /&gt;Gli uccelli ripresero a cantare e il lago osservò silenzioso e pianse la morte per amore di Leahhaunnshee.&lt;br /&gt;RIPRODUZIONE PARZIALE O TOTALE PROIBITA&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4775870906213495428-802625913630470716?l=perstorie-eieten.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/feeds/802625913630470716/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2012/01/dal-mio-nuovo-libro-copyright-susanna.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/802625913630470716'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/802625913630470716'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2012/01/dal-mio-nuovo-libro-copyright-susanna.html' title=''/><author><name>eieten</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02367020598082211162</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://1.bp.blogspot.com/_m4NAY49Zm88/SwgkwO6OuGI/AAAAAAAAADo/4kYdZZG2Keo/S220/eleonora_di_aquitania_e_enrico_II_tomba_fontevraud_abbazia_01.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-SrAQJ_aOLpU/TxKRtFTxnqI/AAAAAAAADwM/hJZ78R3qMgU/s72-c/45.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4775870906213495428.post-1059350619165864813</id><published>2012-01-09T00:46:00.001-08:00</published><updated>2012-01-09T00:52:46.344-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-VXF5XzLFiqQ/Twqq1b-yfkI/AAAAAAAADvI/32RwibQ4zpk/s1600/templi34.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 184px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-VXF5XzLFiqQ/Twqq1b-yfkI/AAAAAAAADvI/32RwibQ4zpk/s400/templi34.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5695552513784315458" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;LOCUSTA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una delle grandi maestre a Roma ai tempi di Nerone fu Locusta, un personaggio a cavallo tra mito e realta', tra il mondo della magia e la botanica. Per questo motivo, della vera Locusta si sa poco. Vi e' chi sostiene che fosse una strega di origini persiana che trascorse parte della sua vita come schiava al servizio di un medico greco, da cui apprese le sue conoscenze fino a quando diventarono entrambi schiavi a Roma. Altri collocano la sua origine nelle Gallie, probabilmente discendente di una qualche tribu' celtica dove pote' esercitare da druida, nome che ricevevano le sacerdotesse e le maghe tra i Celti.&lt;br /&gt;Locusta aveva, certamente, una vasta cultura, conoscenze in ambito di erbe e persino di medicina, ma non era semplicemente un'altra avvelenatrice, ma l'avvelenatrice di Roma. Commercianti, uomini d'affari, nobili e perfino senatori passavano per la sua casa cercando da un rimedio o un feticcio per l'amore, fino ad una sostanza con la quale ravvivare la passione o con la quale eliminare un nemico. Il fatto che avesse rapporti con Agrippina, e ancora prima con Messalina, indica che ebbe relazioni eccellenti con la nobilta' romana, che sicuramente ottenne grazie alle case di prostituzione, un vero pululare di intrighi e contatti tra le sfere sociali.&lt;br /&gt;La storia non ufficiale ci narra che Locusta era stata imprigionata e aspettava di essere condannata a morte per uno dei suoi assassinii quando Agrippina la salvo' e le diede l'incarico che avrebbe cambiato la sua vita; uccidere Claudio.&lt;br /&gt;Fino alla morte di Claudio, al cui avvelenamento tramite funghi o fichi si suppone che partecipo' attivamente, Locusta era una donna rispettata, temuta e stimata, ma non lavorava per il potere. Quando mori' l'imperatore, fu contrattata esclusivamente da Agrippina, la madre di Nerone, il nuovo Cesare.&lt;br /&gt;Dopo Claudio, il secondo serio incarico a cui dovette far fronte Locusta fu la morte di Britannico. Secondo gli storici, il primo tentativo falli' e fu torturata per ordine esplicito di Nerone. Fortunatamente per lei, la seconda volta avveleno' accuratamente alcuni dolci e inoltre creo' una bevanda aromatica e speciale.&lt;br /&gt;Secondo Tacito "una pozione aromatica ancora innocua, ma molto calda, venne servita a Britannico dopo essere stata assaggiata. Quindi, dopo averla rifiutata perche' troppo calda, vi aggiunsero acqua fresca e, con questa, il veleno che ebbe un effetto cosi' rapido che si vide privato contemporaneamente della parola e della vita". Dato che si tratto' di un veleno che non poteva risaltare nell'acqua incolore, sicuramente si trattava del modernamente denominato acido prussico, di cui non conosciamo il nome usato dai romani.&lt;br /&gt;Secondo Tacito i commensali rimasero inorriditi, ma Nerone guardava pazientemente il bambino, come se la situazione non fosse stata grave, disse che il fatto non era nulla di straordinario, in quanto era la conseguenza della grave sofferenza che affligeva il giovane. E' certo che il bambino soffrisse di epilessia, ma questa volta quei movimenti erano dovuti al veleno.&lt;br /&gt;Molto probabilmente l'avvelenatrice, per desiderio esplicito della madre di Nerone, lavoro' gomito a gomito con Andromaco da Creta, medico personale del Cesare, che tra le altre missioni, doveva darle dell'oppio quotidianamente per calmare le sue terribili inquietudini e per favorire la sua necessita' di ispirazione.&lt;br /&gt;Ad Andromaco si attribuisce, non sappiamo se con l'aiuto di Locusta o meno, che era colei che meglio conosceva i veleni e i loro effetti, la creazione della therica magna, anche se cio' che in realta' fece fu migliorare quella inventata dal re Mitridate con qualche variante, quale ricorrere alla carne di vipera invece di usare quella di lucertola. La theriaca di Andromaco conteneva, tra le altre meraviglie, acacia, artemisia, oppio, zafferano, cumino di Marsiglia, finocchio, miele, incenso e carne di vipera.&lt;br /&gt;Secondo Locusta il veleno migliore era quello che uccideva "dal di dentro", quello che a causa della stitichezza che provocavano, gli alimenti gia' digeriti finivano per fermentare all'interno e per favorire quindi la putrefazione , non potendo quindi essere eliminati.&lt;br /&gt;L'artemisia veniva usata per regolare le mestruazioni e favorire l'aborto.&lt;br /&gt;Caduto Nerone essendo gia' lontana dall'influenza di sua madre, comparvero numerose persone che testimoniarono contro Locusta fino ad incolparla di 400 morti.&lt;br /&gt;Fu condannata a morte dall'imperatore Galba che,dopo aver ordinato che venisse torturata per giorni,ordino' che venisse giustiziata in una piazza pubblica dopo essere stata violentata da una giraffa ammaestrata e posteriormente squartata e consegnata alle fiere del circo. Questo ci dice Lucio Apuleio. Sicuramente fu torturata e squartata, ma il dettaglio della giraffa solleva un po' di dubbi...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4775870906213495428-1059350619165864813?l=perstorie-eieten.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/feeds/1059350619165864813/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2012/01/locusta-una-delle-grandi-maestre-roma.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/1059350619165864813'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/1059350619165864813'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2012/01/locusta-una-delle-grandi-maestre-roma.html' title=''/><author><name>eieten</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02367020598082211162</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://1.bp.blogspot.com/_m4NAY49Zm88/SwgkwO6OuGI/AAAAAAAAADo/4kYdZZG2Keo/S220/eleonora_di_aquitania_e_enrico_II_tomba_fontevraud_abbazia_01.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-VXF5XzLFiqQ/Twqq1b-yfkI/AAAAAAAADvI/32RwibQ4zpk/s72-c/templi34.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4775870906213495428.post-5055182337842774159</id><published>2012-01-05T00:05:00.000-08:00</published><updated>2012-01-05T00:23:34.529-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-4J8Q6m531Pk/TwVd_JV4ICI/AAAAAAAADsg/gdL2tTE6nDg/s1600/modotti12.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 308px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-4J8Q6m531Pk/TwVd_JV4ICI/AAAAAAAADsg/gdL2tTE6nDg/s400/modotti12.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5694060643300679714" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-Vfusy6BoSCc/TwVdupJ424I/AAAAAAAADsQ/cKHBHJezVp4/s1600/Modotti1.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 316px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-Vfusy6BoSCc/TwVdupJ424I/AAAAAAAADsQ/cKHBHJezVp4/s400/Modotti1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5694060359782554498" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-3n06Ufa_Otw/TwVduQ4J4_I/AAAAAAAADsI/yOj8TjLLKrY/s1600/modotti.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 286px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-3n06Ufa_Otw/TwVduQ4J4_I/AAAAAAAADsI/yOj8TjLLKrY/s400/modotti.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5694060353265722354" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Tina Modotti&lt;br /&gt;  &lt;br /&gt;Pracchiuso (Udine) 1896-Città del Messico 1942&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Assunta Adelaide Luigia Modotti (Tina) Modotti nasce il 16 agosto 1896 a Pracchiuso, vicino a Udine. Lascia la scuola a tredici anni e nel 1913, all'età di diciassette anni, si imbarca sul piroscafo Moltke ed emigra negli Stati Uniti. Si stabilisce a San Francisco dove lavora in una fabbrica tessile. Inizia in seguito un'attività di attrice di teatro: la sua avvenenza la porta a Hollywood, dove recita in alcuni film muti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;A Los Angeles conosce il fotografo nordamericano Edward Weston, che diviene suo maestro e inizia con lui una relazione amorosa. Nel 1922 Tina ed Edward si trasferiscono in Messico. Inizia in quegli anni l'attività di Tina Modotti nel campo della fotografia.  &lt;br /&gt;Frequenta alcuni artisti messicani, tra cui Diego Rivera. Dal 1927 dedica la sua attività anche al Partito comunista e inizia a realizzare una serie di reportage fotografici sugli strati più disagiati della popolazione. Le sue fotografie fanno presto il giro del mondo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;. &lt;br /&gt;Nel 1925, dopo avere rotto i rapporti con Weston che riparte per gli Usa, Tina Modotti, rimasta a Città del Messico, si butta con ardore nella lotta politica. Si lega poi al dirigente comunista cubano Julio Antonio Mella, conosciuto durante una manifestazione di protesta contro la condanna a morte di Sacco e Vanzetti. Mella viene in seguito ferito mortalmente da sicari del colonnello Machado in un attentato compiuto mentre era in compagnia di Tina: le autorità di polizia cercano in quell'occasione di accusare Tina del delitto. &lt;br /&gt;Mentre in Europa prendono il potere il fascismo e il nazismo, Tina si lega a Vittorio Vidali, esule antifascista e membro del Partito comunista. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 1930, accusata ingiustamente di aver cospirato per assassinare il presidente del Messico viene espulsa dal Paese. Inizia il suo esilio, prima in Germania, poi nell'Unione Sovietica. Interrompe il suo lavoro di fotografa e dal 1934 partecipa al Soccorso rosso internazionale ed è attiva nella guerra civile spagnola nel Quinto Reggimento delle Brigate internazionali con il  nome di battaglia di María. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 1940 il governo di Lázaro Cárdenas annulla la sua espulsione e Tina Modotti rientra in Messico dove continua la sua attività politica con l'Alleanza Antifascista Giuseppe Garibaldi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Muore nel 1942 a Città del Messico in seguito ad un attacco cardiaco. Oggi riposa nel cimitero della capitale, il Panteón de los Dolores, accanto alla tomba del generale Venustiano Carranza. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra le persone che l'hanno conosciuta e avuta per amica vi sono Diego Rivera, Frida Kahlo e David Alfaro Siqueiros; i poeti Pablo Neruda, Rafael Alberti e Antonio Machado sono tra coloro che l'ammirarono e la immortalarono nei loro versi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4775870906213495428-5055182337842774159?l=perstorie-eieten.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/feeds/5055182337842774159/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2012/01/tina-modotti-pracchiuso-udine-1896.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/5055182337842774159'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/5055182337842774159'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2012/01/tina-modotti-pracchiuso-udine-1896.html' title=''/><author><name>eieten</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02367020598082211162</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://1.bp.blogspot.com/_m4NAY49Zm88/SwgkwO6OuGI/AAAAAAAAADo/4kYdZZG2Keo/S220/eleonora_di_aquitania_e_enrico_II_tomba_fontevraud_abbazia_01.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-4J8Q6m531Pk/TwVd_JV4ICI/AAAAAAAADsg/gdL2tTE6nDg/s72-c/modotti12.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4775870906213495428.post-7710912083032278714</id><published>2012-01-02T06:01:00.001-08:00</published><updated>2012-01-02T06:03:16.096-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-EqxV-l8JCno/TwG5GOyKNLI/AAAAAAAADrM/roktHxWVrGg/s1600/Paure_archetipe__4ebab926d9751_203x314.png"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 203px; height: 314px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-EqxV-l8JCno/TwG5GOyKNLI/AAAAAAAADrM/roktHxWVrGg/s400/Paure_archetipe__4ebab926d9751_203x314.png" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5693034920671851698" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Paure archetipe... ed altre ancora  &lt;br /&gt;( Susanna Berti Franceschi )&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Prezzo: €6.00 &lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questi brevi racconti parlano delle angoscianti ipotesi su quello che un famoso film definì ”The day after”, il giorno dopo, o il secolo dopo, o millenni dopo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma, come dice il titolo, parla di “altro ancora”di quella condizione umana che è rimasta e rimarrà invariata, nel percorso dell’uomo: parla dell’amore, del ricordo, della nostalgia, dell’emarginazione dell’essere e sentirsi diversi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché, se c’è un buon metodo per conoscere gli esseri umani, è conoscere le loro paure e le loro angosce.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4775870906213495428-7710912083032278714?l=perstorie-eieten.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/feeds/7710912083032278714/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2012/01/paure-archetipe.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/7710912083032278714'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/7710912083032278714'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2012/01/paure-archetipe.html' title=''/><author><name>eieten</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02367020598082211162</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://1.bp.blogspot.com/_m4NAY49Zm88/SwgkwO6OuGI/AAAAAAAAADo/4kYdZZG2Keo/S220/eleonora_di_aquitania_e_enrico_II_tomba_fontevraud_abbazia_01.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-EqxV-l8JCno/TwG5GOyKNLI/AAAAAAAADrM/roktHxWVrGg/s72-c/Paure_archetipe__4ebab926d9751_203x314.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4775870906213495428.post-3540750263550793717</id><published>2011-12-28T05:25:00.001-08:00</published><updated>2011-12-28T05:25:19.209-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;iframe width="420" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/R9gs19n0jwE" frameborder="0" allowfullscreen&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4775870906213495428-3540750263550793717?l=perstorie-eieten.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/feeds/3540750263550793717/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2011/12/blog-post_28.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/3540750263550793717'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/3540750263550793717'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2011/12/blog-post_28.html' title=''/><author><name>eieten</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02367020598082211162</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://1.bp.blogspot.com/_m4NAY49Zm88/SwgkwO6OuGI/AAAAAAAAADo/4kYdZZG2Keo/S220/eleonora_di_aquitania_e_enrico_II_tomba_fontevraud_abbazia_01.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/R9gs19n0jwE/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4775870906213495428.post-1886062621127889183</id><published>2011-12-28T05:18:00.000-08:00</published><updated>2011-12-28T05:20:18.693-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;iframe width="420" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/PO1nX1nf820" frameborder="0" allowfullscreen&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una delle scelte più indovinate del grande sovrano inglese Enrico II fu quella del suo cancelliere nella persona di Tommaso Becket, nato a Londra da padre normanno verso il 1117 e ordinato arcidiacono e collaboratore dell'arcivescovo di Canterbury, Teobaldo. Nelle vesti del cancelliere del regno, Tommaso si sentiva perfettamente a proprio agio: possedeva ambizione, audacia, bellezza e uno spiccato gusto per la magnificenza. All'occorrenza sapeva essere coraggioso, particolarmente quando si trattava di difendere i buoni diritti del suo principe, del quale era intimo amico e compagno nei momenti di distensione e di divertimento.&lt;br /&gt;L'arcivescovo Teobaldo morì nel 1161 ed Enrico II, grazie al privilegio accordatogli dal papa, poté scegliere Tommaso come successore alla sede primaziale di Canterbury. Nessuno, e tanto meno il re, prevedeva che un personaggio tanto "chiacchierato" si trasformasse subito in uno strenuo difensore dei diritti della Chiesa e in uno zelante pastore d'anime. Ma Tommaso aveva avvertito il suo re: "Sire, se Dio permette che io diventi arcivescovo di Canterbury, perderò l'amicizia di Vostra Maestà".&lt;br /&gt;Ordinato sacerdote il 3 giugno 1162 e consacrato vescovo il giorno dopo, Tommaso Becket non tardò a mettersi in urto col sovrano. Le "Costituzioni di Clarendon" del 1164 avevano ripristinato certi abusivi diritti regi decaduti. Tommaso Becket rifiutò perciò di riconoscere le nuove leggi e si sottrasse alle ire del re fuggendo in Francia, dove visse sei anni di esilio, conducendo vita ascetica in un monastero cistercense.&lt;br /&gt;Conclusa con il re una pace formale, grazie ai consigli di moderazione di papa Alessandro III, col quale si incontrò, Tommaso poté far ritorno a Canterbury, accolto trionfalmente dai fedeli, che egli salutò con queste parole: "Sono tornato per morire in mezzo a voi". Come primo atto sconfessò i vescovi che erano scesi a patti col re, accettando le "Costituzioni", e il re questa volta perse la pazienza, lasciandosi sfuggire una frase incauta: "Chi mi toglierà di mezzo questo prete intrigante?".&lt;br /&gt;Ci fu chi si prese questo incarico. Quattro cavalieri armati partirono alla volta di Canterbury. L'arcivescovo venne avvertito, ma restò al suo posto: "La paura della morte non deve farci perdere di vista la giustizia". Egli accolse i sicari del re nella cattedrale, vestito dei paramenti sacri. Si lasciò pugnalare senza opporre resistenza, mormorando: "Accetto la morte per il nome di Gesù e per la Chiesa". Era il 23 dicembre del 1170. Tre anni dopo papa Alessandro III iscrisse il suo nome nell'albo dei santi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4775870906213495428-1886062621127889183?l=perstorie-eieten.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/feeds/1886062621127889183/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2011/12/una-delle-scelte-piu-indovinate-del.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/1886062621127889183'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/1886062621127889183'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2011/12/una-delle-scelte-piu-indovinate-del.html' title=''/><author><name>eieten</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02367020598082211162</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://1.bp.blogspot.com/_m4NAY49Zm88/SwgkwO6OuGI/AAAAAAAAADo/4kYdZZG2Keo/S220/eleonora_di_aquitania_e_enrico_II_tomba_fontevraud_abbazia_01.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/PO1nX1nf820/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4775870906213495428.post-944228078958563739</id><published>2011-12-23T00:29:00.000-08:00</published><updated>2011-12-23T00:31:12.508-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-TPG_Vv26HDI/TvQ8RvnpQZI/AAAAAAAADlU/jfFv0nJ_a10/s1600/51afd0f1733f0a17884fa1c16b7a2ef7.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-TPG_Vv26HDI/TvQ8RvnpQZI/AAAAAAAADlU/jfFv0nJ_a10/s400/51afd0f1733f0a17884fa1c16b7a2ef7.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5689238504813969810" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;archeologia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I carboidrati complessi: in Toscana &lt;br /&gt;si cucinavano cereali già 30mila anni fa&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La scoperta di macine preistoriche rivoluziona quanto si sapeva sulla «paleo-dieta» tra gallette preistoriche e zuppe nutrienti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siamo in un giorno imprecisato di circa 30mila anni fa, a Bilancino, fra le colline di quello che oggi chiamiamo Mugello, in Toscana. Un Homo sapiens sapiens, simile a noi come aspetto, sta riducendo in polvere le radici di una pianta di palude che cresce rigogliosa nei dintorni, la "Tifa": la farina che otterrà potrà essere facilmente conservata e trasportata e servirà per preparare l'impasto di una "galletta" preistorica o una zuppa molto nutriente, ricca di carboidrati complessi. Le due piccole pietre di arenaria che quell'uomo del Paleolitico superiore ha usato per macinare le radici sono rimaste sepolte fino a poco tempo fa, quando sono state rinvenute da un gruppo di archeologi dell'Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria. A prima vista sembravano due pietre qualsiasi ma Anna Revedin e Biancamaria Aranguren, le due ricercatrici responsabili dello scavo, si sono accorte che non era così osservandone la forma e gli avvallamenti, che indicavano tracce d'uso: si trattava infatti di una primitiva macina e di un macinello, e l'analisi degli amidi trovati sulle pietre ha svelato che la pianta usata per dare la farina era appunto la Tifa palustre. Prima di questa scoperta nessuno sospettava che l'uomo primitivo fosse in grado già 30mila anni fa di trasformare i vegetali selvatici in prodotti "raffinati", si credeva che i carboidrati complessi fossero stati introdotti nella dieta umana circa 20mila anni dopo, nel neolitico, con l'arrivo dell'agricoltura e dell'allevamento. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il ritrovamento ha perciò "ridisegnato" l'evoluzione dell'alimentazione umana, che ha sempre avuto un'enorme influenza sull'evoluzione delle capacità e della vita sociale dell'uomo. Inizialmente l'uomo si nutriva della carne delle carogne, raccoglieva tuberi, radici, bacche, frutta, uova e catturava soltanto piccoli animali, come tartarughe o molluschi. Poi, circa un milione di anni fa, imparò a costruirsi armi più efficaci e poté cacciare animali più grandi, diventando più robusto e forte. «Un passaggio importantissimo fu l'uso del fuoco per cuocere la carne, attorno ai 500mila anni fa: la cottura rende la carne più digeribile e riduce l'energia necessaria ad assimilare i nutrienti, questo ha costituito un vantaggio evolutivo enorme», spiega Anna Revedin, ricercatrice all'IIPP. Lo conferma uno studio apparso di recente sulla rivista PNAS, secondo cui il passaggio dalla carne cruda a quella cotta ha consentito all'uomo preistorico di ottenere più facilmente energia dalla dieta, aprendo la strada a un rafforzamento del fisico e al miglioramento delle capacità cerebrali. Di certo, come scrive l'antropologo Richard Wrangham che ha condotto la ricerca, «Se vogliamo capire le caratteristiche anatomiche, fisiologiche e comportamentali di una qualsiasi specie animale, uomo compreso, dobbiamo guardare alla sua dieta». Imparare a macinare piante selvatiche e ricavarne farine significò, ad esempio, avere un prodotto ricco di carboidrati complessi, nutriente e facile da trasportare: una svolta per l'uomo preistorico, che poteva così affrancarsi per lunghi periodi dalla necessità della caccia, sopravvivendo meglio anche a mutamenti climatici e ambientali sfavorevoli. «La scoperta, oltre a svelare che le attività di raccolta e trasformazione di cibi vegetali avevano un ruolo importante quanto la caccia, dimostra che in Europa c'erano le competenze e le tecnologie per sfruttare l'agricoltura ben prima del suo avvento - spiega Revedin -. Quando l'uomo ha iniziato a coltivare i campi e allevare gli animali tutto è cambiato: da una struttura corporea robusta, necessaria per affrontare la caccia dei grossi animali, si è passati a un fisico più impoverito. L'uomo del neolitico mangiava meno carne, era in balia delle carestie; inoltre, vivendo in gruppi stanziali più numerosi per coltivare le terre, era più soggetto alla diffusione di malattie. La possibilità di fare scorte di cibo maggiori e conservare prodotti raffinati come le farine, unita alla maggiore sedentarietà, ha però contribuito all'incremento demografico». Secondo molti ricercatori l'uomo tuttavia non si è ancora completamente adattato all'agricoltura, e la prova sarebbe nell'attuale diffusione di intolleranze ad alimenti sconosciuti prima del neolitico: l'intolleranza al glutine dei cereali, ad esempio, o quella al lattosio del latte di animali da allevamento. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sull'argomento c'è grande dibattito. «Certo è che lo studio delle abitudini alimentari degli uomini preistorici non è fine a se stesso ma può avere implicazioni importanti per l'uomo moderno, che dovrebbe capire meglio come è fatto e a che cosa è "più adatto" - osserva l'archeologa -. Probabilmente l'evoluzione culturale è stata più veloce di quella genetica e non siamo riusciti, o almeno non del tutto, ad adattare la nostra fisiologia alla nuova dieta ricca di cereali e carni e latte di animali d'allevamento: la carne della selvaggina cacciata dai nostri antenati più lontani, ad esempio, è ben diversa da quella ottenuta da mucche, capre o pecore allevate nei pascoli con metodi industriali. Non è perciò un caso se da qualche tempo ha preso piede la "paleodieta" che suggerisce di tornare, nei limiti del possibile, a un'alimentazione più simile a quella dell'uomo preistorico per la quale saremmo geneticamente più adattati». Si tratterebbe, in sostanza, di mangiare carni magre (meglio ancora la selvaggina) e tutto ciò che Madre Natura offriva prima che cominciassimo a coltivare i cereali: bacche, frutta fresca e secca, verdura soprattutto cruda, niente zuccheri, farine, cereali raffinati o a maggior ragione cibi industriali. Non facile da seguire, va detto. Revedin, che ha provato su se stessa una dieta più vicina a quelle "del cavernicolo", afferma: «Non si può certo vivere come 40mila anni fa, ma si può "temperare" la nostra dieta con suggerimenti presi da allora: nel mio caso ridurre drasticamente i carboidrati, mangiare carni magre provenienti da allevamenti meno intensivi e muoversi di più ha avuto un effetto indubbio di miglioramento del benessere. Non dico di eliminare i cereali, ma forse può essere opportuno limitarne l'uso o magari cercare fonti di carboidrati alternative che non siano gli attuali grani ricchi di glutine». Le gallette di Tifa pare siano buonissime: le ricercatrici hanno seccato le radici, le hanno macinate e poi con la farina hanno preparato gallette su focolari simili a quelli che usava l'uomo preistorico. Il risultato, dicono, è gradevole. «Dalla dieta dei nostri antenati possiamo prendere spunti per non dimenticare le nostre origini e ritrovare un rapporto più equilibrato con il nostro corpo e con l'ambiente», conclude Revedin. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alice Vigna&lt;br /&gt;13 dicembre 2011 (modifica il 20 dicembre 2011)&lt;br /&gt;© RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4775870906213495428-944228078958563739?l=perstorie-eieten.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/feeds/944228078958563739/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2011/12/archeologia-i-carboidrati-complessi-in.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/944228078958563739'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/944228078958563739'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2011/12/archeologia-i-carboidrati-complessi-in.html' title=''/><author><name>eieten</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02367020598082211162</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://1.bp.blogspot.com/_m4NAY49Zm88/SwgkwO6OuGI/AAAAAAAAADo/4kYdZZG2Keo/S220/eleonora_di_aquitania_e_enrico_II_tomba_fontevraud_abbazia_01.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-TPG_Vv26HDI/TvQ8RvnpQZI/AAAAAAAADlU/jfFv0nJ_a10/s72-c/51afd0f1733f0a17884fa1c16b7a2ef7.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4775870906213495428.post-8135288449926203046</id><published>2011-12-16T00:33:00.000-08:00</published><updated>2011-12-16T00:40:40.525-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-XMQogmeprnQ/TusDstToJpI/AAAAAAAADhQ/9eqXAiT5Azo/s1600/Lycosa2.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 340px; height: 249px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-XMQogmeprnQ/TusDstToJpI/AAAAAAAADhQ/9eqXAiT5Azo/s400/Lycosa2.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5686643021096429202" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ragni   DAL MIO LIBRO  PAURE ARCHETIPE ED ALTRO ANCORA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il piccolo ragno si mosse velocemente sfiorando appena la punta della sua scarpa.&lt;br /&gt;Si ritrasse d'istinto con il cuore che le balzò feroce nel petto.&lt;br /&gt;"Sciocca,stai tranquilla,non è l'ora,non è ancora il loro momento"Girò la testa per vedere se le finestre e la porta erano chiuse e se le tavole di legno che aveva messo a sostegno dei vecchi infissi,reggevano.&lt;br /&gt;Non vide fori ,le tavole erano ben fissate così come le aveva inchiodate ,come tutte le mattine faceva da mesi.&lt;br /&gt;Si mosse con esperienza nella stanza buia:conosceva ogni spigolo,ogni angolo,sapeva in una memorizzata mappa della sua mente,la disposizione di ogni sedia o mobile:lo scafale in cui era il libro era nell’angolo opposto rispetto al fornello.&lt;br /&gt;Lì era al sicuro rispetto a fiamme o calore dei cibi che riscaldava.&lt;br /&gt;Il libro:tutto ciò che era e rimaneva,qualcosa di prezioso quasi come i barattoli di fagioli o la carne conservata o le ormai quasi esaurite gallette.&lt;br /&gt;Lui era il libro,la sua voce ,il suo pensiero,il ricordo perduto e sfumato.&lt;br /&gt;Lo prese e si dispose seduta sul materasso per la consueta lettura.&lt;br /&gt;Le pagine le apparirono più fragili del solito,scricchiolava la carta,pronta a frantumarsi,pareva,ad un contatto più intenso.&lt;br /&gt;La pagina era la 236:non amava quella pagina:le sue parole non coincidevano con nessuna sua conoscenza.&lt;br /&gt;Quello di cui si parlava non aderiva a nessuna immagine che la sua mente avesse registrato:un lago.La pagina 236 non diceva cosa dovesse essere un lago,però parlava anche di cielo e lei sapeva cos’era il cielo ,anche se quel cielo non era quello che lei poteva vedere.&lt;br /&gt;Non importava,doveva comunque adempiere al compito:leggere e ricordare e ,forse,ripetere il suo ricordo a qualcuno.&lt;br /&gt;Se mai ci fosse stato un qualcuno.&lt;br /&gt;Il ragnetto si era spostato proprio sotto il tavolo e stava immobile senza dimostrare la minima intenzione di arrampicarsi e affrontare la conoscenza del piatto che lei aveva lasciato ben ripulito.&lt;br /&gt;Non era il momento,presto,l’ora non era ancora arrivata,anche se non si poteva mai sapere se i ragni potessero così,pur solo per capriccio,sconvolgere la precisa cronologia da anni conosciuta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si immerse nella lettura sforzandosi,come sempre di far diventare immagini le parole :poiana,cosa poteva essere?Certo era una cosa che si muoveva,anzi volava,forse era animale vivo,come ragni,ma non era certo un ragno .&lt;br /&gt;I ragni si ,lei li conosceva bene,tutti:colori,razze,abitudini,quelli più feroci,gli innocui,i maschi,le femmine che potevano depositare milioni di uova in un anfratto delle pareti:ed era poi morte sicura.&lt;br /&gt;Le poiane no ,non sapeva i colori che potevano avere.&lt;br /&gt;Tanti anni prima suo padre aveva ,in una piccola scatola di legno ,sei o sette bastoncini con una punta meravigliosa.&lt;br /&gt;A volte,molto raramente,prendeva un foglio ,già usato e usato a centinaia di volte,e la invitava a far scorrere i bastoncini e ,nell’immaginar le cose,farle vivere sul foglio.&lt;br /&gt;I bastoncini lasciavano tracce e il padre ,con la memoria del padre suo ,le guidava la mano e a volte uscivano fuori segni che potevano dare un volto alle parole del libro.&lt;br /&gt;Ma suo padre era morto troppo presto per lasciare la memoria nella sua mente o,forse,lei era ancora troppo piccola per la memoria.&lt;br /&gt;Sua madre non aveva la memoria e non l’amava:la riteneva cosa superflua.&lt;br /&gt;Lei era impegnata ad una guerra sistematica e produttiva contro i ragni,e in fondo aveva avuto ragione.&lt;br /&gt;Se erano sopravvissuti non era certo per la memoria di suo padre,ma per la costante battagli di sua madre.&lt;br /&gt;Il leggere la impegnava:rileggeva le pagine senza fine,con determinazione e metodo.&lt;br /&gt;Ogni singola parola doveva penetrare nella sua mente e non importava la comprensione e il piacere:era un antico rito necessario e indispensabile,questo aveva tramandato la memoria.&lt;br /&gt;La carta ormai fragilissima sembrava sgretolarsi ,ma aveva imparato la leggerezza del tocco per non danneggiare il libro.&lt;br /&gt;Mai si era posta il problema di cosa sarebbe stato quando il libro non ci sarebbe stato più:il libro era tutto ciò che rimaneva dei tempi e senza il libro la memoria non sarebbe più stata e senza memoria non ci sarebbe stato più motivo di vita.&lt;br /&gt;Alla terza volta che rileggeva la pagina capì che era il momento di uscire:il libro regolava il tempo senza errori.&lt;br /&gt;Lo chiuse delicatamente e lo ripose sullo scafale dopo averlo avvolto nella sua pezza bianca.&lt;br /&gt;Si mise il cappuccio  e sopra il cappuccio la mantella che proteggesse bene anche le spalle ,mise i guanti e calzò le soprascarpe di incerato bianco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il padre le aveva detto che erano antiche come il libro e che appartenevano agli uomini che vennero attraverso il fuoco e che proprio quei calzari fecero si che attraversassero il fuoco.&lt;br /&gt;Mise la scala appoggiata al muro per arrivare ad aprire l’abbaino del rifugio:era ora,poteva star fuori 45 minuti prima che il calore bruciasse dentro il suo corpo e sciogliesse i suoi organi.&lt;br /&gt;Serviva acqua e prese con sé il contatore per verificare quanto calore fosse nell’acqua:antiche usanze che in realtà non sapeva bene se fossero utili o no.&lt;br /&gt;Si avvicinò alla scala,il piccolo ragno era ancora immobile ai piedi del tavolo:con indifferenza lo schiacciò lentamente con la punta del piede,poi ripassò sopra a quel che rimaneva pigiando bene con il tallone.&lt;br /&gt;Mise il piede sul primo gradino della scala e cominciò a salire:fuori l’enorme sole collassato cominciava ad illuminare appena la terra facendosi largo nell’oscurità profonda&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4775870906213495428-8135288449926203046?l=perstorie-eieten.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/feeds/8135288449926203046/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2011/12/ragni-dal-mio-libro-paure-archetipe-ed.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/8135288449926203046'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/8135288449926203046'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2011/12/ragni-dal-mio-libro-paure-archetipe-ed.html' title=''/><author><name>eieten</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02367020598082211162</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://1.bp.blogspot.com/_m4NAY49Zm88/SwgkwO6OuGI/AAAAAAAAADo/4kYdZZG2Keo/S220/eleonora_di_aquitania_e_enrico_II_tomba_fontevraud_abbazia_01.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-XMQogmeprnQ/TusDstToJpI/AAAAAAAADhQ/9eqXAiT5Azo/s72-c/Lycosa2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4775870906213495428.post-134719152202259421</id><published>2011-12-08T07:12:00.000-08:00</published><updated>2011-12-08T07:13:01.665-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;iframe width="560" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/nRNqIgWXah0" frameborder="0" allowfullscreen&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4775870906213495428-134719152202259421?l=perstorie-eieten.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/feeds/134719152202259421/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2011/12/blog-post.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/134719152202259421'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/134719152202259421'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2011/12/blog-post.html' title=''/><author><name>eieten</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02367020598082211162</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://1.bp.blogspot.com/_m4NAY49Zm88/SwgkwO6OuGI/AAAAAAAAADo/4kYdZZG2Keo/S220/eleonora_di_aquitania_e_enrico_II_tomba_fontevraud_abbazia_01.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/nRNqIgWXah0/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4775870906213495428.post-773067382581777548</id><published>2011-11-29T05:47:00.000-08:00</published><updated>2011-11-29T05:49:42.223-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-yxOwz2RQQkg/TtTi8IIgGsI/AAAAAAAADak/l1wKRPCEK6o/s1600/CampWeldMeetingandSandCreekMassacreL.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 276px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-yxOwz2RQQkg/TtTi8IIgGsI/AAAAAAAADak/l1wKRPCEK6o/s400/CampWeldMeetingandSandCreekMassacreL.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5680414552624208578" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il massacro del Sand Creek&lt;br /&gt;...Il campo Cheyenne si trovava in un'ansa a ferro di cavallo del Sand Creek a nord del letto di un altro torrente quasi secco. Il tepee di Pentola Nera era vicino al centro del villaggio, e a ovest vi era la gente di Antilope Bianca e di Copricapo di Guerra. Sul versante orientale e poco discosto dai Cheyenne vi era il campo Arapaho di Mano Sinistra. In totale vi erano quasi seicento indiani nell'ansa dei torrente, due terzi dei quali donne e bambini. La maggior parte dei guerrieri si trovava diversi chilometri a est a cacciare il bisonte per i bisogni dell'accampamento, come aveva detto loro di fare il maggiore Anthony. Gli indiani erano così fiduciosi di non aver assolutamente nulla da temere che non misero sentinelle durante la notte, tranne alla mandria di cavalli che era chiusa in un recinto sotto il torrente. Il primo sentore di un attacco lo ebbero verso l'alba - il rimbombo degli zoccoli sulla pianura sabbiosa." Stavo dormendo in una tenda" disse Edmond Guerrier. "Udii dapprima alcune squaws di fuori che dicevano che vi era una massa di bisonti che si dirigeva verso il campo; altre dissero che era una massa di soldati. » Guerrier si precipitò subito fuori e corse verso la tenda di Coperta Grigia Smith. George Bent, che stava dormendo nei paraggi, disse che era ancora sotto le coperte quando udì grida e rumori di gente che correva nel campo. « Dal torrente stava avanzando a un trotto svelto un grosso contingente di truppe... si potevano vedere altri soldati che si dirigevano verso le mandrie dì cavalli indiani a sud dell'accampamento; in tutto l'accampamento vi era una gran confusione e un gran vociare: uomini, donne e bambini correvano fuori dalle tende seminudi; donne e bambini che strillavano alla vista delle truppe; uomini che correvano nelle tende a prendere le armi... Guardai verso la tenda del capo e vidi che Pentola Nera aveva una grande bandiera americana appesa in cima a un lungo palo e stava davanti alla sua tenda, aggrappato al palo, con la bandiera svolazzante alla luce grigia dell'alba invernale. Lo sentii gridare alla gente di non avere paura, che i soldati non avrebbero fatto loro del male; poi le truppe aprirono il fuoco dai due lati del campo". Nel frattempo il giovane Guerrier aveva raggiunto Coperta Grigia Smith e il soldato semplice Louderback nella tenda del commerciante. "Louderback propose di uscire e di andare incontro alle truppe. Ci avviammo. Ma giunti sulla soglia della tenda vidi i soldati che cominciavano a smontare da cavallo. Pensai che fossero artiglieri, e che stessero per bombardare il campo. Avevo appena finito dì dirlo che cominciarono a sparare con le carabine e le pistole. Quando mi accorsi che non potevo andare da loro mi diedi alla fuga; abbandonai il soldato e Smith". Louderback si fermò un momento, ma Smith continuò ad avanzare verso i soldati di cavalleria. "Sparate a quel dannato vecchio figlio di puttana! " gridò un soldato dalle file. "Non è migliore di un indiano." Ai primi spari Smith e Louderback fecero dietro-front e corsero verso la tenda. Il figlio meticcio di Smith, Jack, e Charlie Bent si erano già rifugiati lì. In quel momento centinaia di donne e bambini Cheyenne si stavano radunando intorno alla bandiera di Pentola Nera. Risalendo il letto asciutto dei torrente altri giungevano dal campo di Antilope Bianca. Dopo tutto, il colonnello Greenwood non aveva detto a Pentola Nera che finché fosse sventolata la bandiera americana sopra la sua testa, nessun soldato avrebbe sparato su di lui? Antilope Bianca, un vecchio di settantacinque anni, disarmato, il volto scuro segnato dal sole e dalle intemperie, camminò a grandi passi verso i soldati. Egli credeva ancora che i soldati avrebbero smesso di sparare appena avessero visto la bandiera americana e la bandiera bianca della resa che aveva ora innalzato Pentola Nera. Polpaccio Stregato Beckwourth, che cavalcava a fianco del colonnello Chivington, vide avvicinarsi Antilope Bianca. "Venne correndo verso di noi per parlare al comandante," testimoniò in seguito Beckwourth " tenendo in alto le mani e dicendo: Fermi! Fermi!". Lo disse in un inglese chiaro come il mio. Egli si fermò e incrociò le braccia&lt;br /&gt;La riproduzione e la diffusione di questo documento è libera.&lt;br /&gt;www.nativiamericani.it -&lt;br /&gt;finché cadde fulminato ". 1 sopravvissuti fra i Cheyenne dissero che Antilope Bianca cantò il canto di morte&lt;br /&gt;prima di spirare:&lt;br /&gt;Provenienti dal campo Arapaho, anche Mano Sinistra e la sua gente cercarono di raggiungere la bandiera di&lt;br /&gt;Pentola Nera. Quando Mano Sinistra vide le truppe, si fermò con le braccia incrociate, dicendo che non avrebbe&lt;br /&gt;combattuto gli uomini bianchi perché erano suoi amici. Cadde fucilato.&lt;br /&gt;Robert Bent, che si trovava a cavallo suo malgrado con il colonnello Chivington, disse che, quando giunsero in&lt;br /&gt;vista al campo, vide " sventolare la bandiera americana e udii Pentola Nera che diceva agli indiani di stare&lt;br /&gt;intorno alla bandiera e lì si accalcarono disordinatamente: uomini, donne e bambini. Questo accadde quando&lt;br /&gt;eravamo a meno di 50 metri dagli indiani. Vidi anche sventolare una bandiera bianca. Queste bandiere erano in&lt;br /&gt;una posizione così in vista che essi devono averle viste. Quando le truppe spararono, gli indiani scapparono,&lt;br /&gt;alcuni uomini corsero nelle loro tende, forse a prendere le armi... Penso che vi fossero seicento indiani in tutto.&lt;br /&gt;Ritengo che vi fossero trentacinque guerrieri e alcuni vecchi, circa sessanta in tutto... il resto degli uomini era&lt;br /&gt;lontano dal campo, a caccia... Dopo l'inizio della sparatoria i guerrieri misero insieme le donne e i bambini e li&lt;br /&gt;circondarono per proteggerli. Vidi cinque squaws nascoste dietro un cumulo di sabbia. Quando le truppe&lt;br /&gt;avanzarono verso di loro, scapparono fuori e mostrarono le loro persone perché i soldati capissero che erano&lt;br /&gt;squaws e chiesero pietà, ma i soldati le fucilarono tutte. Vidi una squaw a terra con un gamba colpita da un&lt;br /&gt;proiettile; un soldato le si avvicinò con la sciabola sguainata; quando la donna alzò il braccio per proteggersi,&lt;br /&gt;egli la colpì, spezzandoglielo ; la squaw si rotolò per terra e quando alzò l'altro braccio i1 soldato la colpì&lt;br /&gt;nuovamente e le spezzò anche quello. Poi la abbandonò senza ucciderla. Sembrava una carneficina&lt;br /&gt;indiscriminata di uomini, donne e bambini. Vi erano circa trenta o quaranta squaws che si erano messe al riparo&lt;br /&gt;in un anfratto; mandarono fuori una bambina di sei anni con una bandiera bianca attaccata a un bastoncino; riuscì&lt;br /&gt;a fare solo pochi passi e cadde fulminata da una fucilata. Tutte le squaws rifugiatesi in quell'anfratto furono poi&lt;br /&gt;uccise, come anche quaattro o cinque indiani che si trovavano fuori. Le squaws non opposero resistenza. Tutti i&lt;br /&gt;morti che vidi erano scotennati. Scorsi una squaw sventrata con un feto, credo, accanto.&lt;br /&gt;Il capitano Soule mi confermò la cosa. Vidi il corpo di Antilope Bianca privo degli organi sessuali e udii un&lt;br /&gt;soldato dire che voleva farne una borsa per il tabacco. Vidi un squaws i cui organi genitali erano stati tagliati...&lt;br /&gt;Vidi una bambina di circa cinque anni che si era nascosta nella sabbia; due soldati la scoprirono, estrassero le&lt;br /&gt;pistole e le spararono e poi la tirarono fuori dalla sabbia trascinandola per un braccio. Vidi un certo numero di&lt;br /&gt;neonati uccisi con le loro madri ".&lt;br /&gt;(In un discorso pubblico fatto a Denver non molto tempo prima di questo massacro, il colonnello Chivington&lt;br /&gt;sostenne che&lt;br /&gt;bisognava uccidere e scotennare tutti gli indiani, anche dei neonati. « Le uova di pidocchio fanno i pidocchi ,&lt;br /&gt;dìchiarò.)&lt;br /&gt;La descrizione di Robert Bent delle atrocità dei soldati fu confermata dal tenente James Connor: « Tornato sul&lt;br /&gt;campo di battaglia il giorno dopo non vidi un solo corpo di uomo, donna o bambino a cui non fosse stato tolto lo&lt;br /&gt;scalpo, e in molti casi i cadaveri erano mutilati in modo orrendo: organi sessuali tagliati, ecc. a uomini, donne e&lt;br /&gt;bambini; udii un uomo dire che aveva tagliato gli organi sessuali di una donna e li aveva appesi a un bastoncino;&lt;br /&gt;sentii un altro dire che aveva tagliato le dita di un indiano per impossessarsi degli anelli che aveva sulla mano;&lt;br /&gt;per quanto io ne sappia J. M. Chivington era a conoscenza di tutte le atrocità che furono commesse e non mi&lt;br /&gt;risulta che egli abbia fatto nulla per impedirle; ho saputo di un bambino di pochi mesi gettato nella cassetta del&lt;br /&gt;fieno di un carro e dopo un lungo tratto di strada abbandonato per terra a morire; ho anche sentito dire che molti&lt;br /&gt;uomini hanno tagliato gli organi genitali ad alcune donne e li hanno stesi sugli arcioni e li hanno messi sui&lt;br /&gt;cappelli mentre cavalcavano in fila.&lt;br /&gt;Un reggimento addestrato e ben disciplinato avrebbe potuto certamente distruggere quasi tutti gli indiani indifesi&lt;br /&gt;che si trovavano sul Sand Creek. La mancanza di disciplina, unita alle abbondanti bevute di whiskey durante la&lt;br /&gt;cavalcata notturna, alla codardia e alla scarsa precisione di tiro delle truppe dei Colorado, resero possibile la fuga&lt;br /&gt;a molti indiani. Un certo numero di Cheyenne scavò trincee sotto gli alti argini del torrente in secca e resistette&lt;br /&gt;fino a quando scese la notte. Altri fuggirono da soli o a piccoli gruppi attraverso la pianura. Quando cessò la&lt;br /&gt;sparatoria erano morti 105 donne e bambini indiani e 28 uomini. Nel suo rapporto ufficiale, Chivington parlò di&lt;br /&gt;quattro o cinquecento guerrieri uccisi. Egli aveva perso 9 uomini, e aveva avuto 38 feriti; molti erano vittime del&lt;br /&gt;fuoco disordinato dei soldati che si sparavano l’uno addosso all’altro. Tra i Capi uccisi vi erano Antilope Bianca,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Occhio Solo e Copricapo di Guerra. Pentola Nera riuscì miracolosamente a trovare scampo su un burrone, ma sua moglie fu gravemente ferita. Mano Sinistra, sebbene colpito da una pallottola, riuscì ugualmente a salvarsi....&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4775870906213495428-773067382581777548?l=perstorie-eieten.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/feeds/773067382581777548/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2011/11/il-massacro-del-sand-creek.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/773067382581777548'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/773067382581777548'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2011/11/il-massacro-del-sand-creek.html' title=''/><author><name>eieten</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02367020598082211162</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://1.bp.blogspot.com/_m4NAY49Zm88/SwgkwO6OuGI/AAAAAAAAADo/4kYdZZG2Keo/S220/eleonora_di_aquitania_e_enrico_II_tomba_fontevraud_abbazia_01.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-yxOwz2RQQkg/TtTi8IIgGsI/AAAAAAAADak/l1wKRPCEK6o/s72-c/CampWeldMeetingandSandCreekMassacreL.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4775870906213495428.post-8442462167340361126</id><published>2011-11-24T08:32:00.000-08:00</published><updated>2011-11-24T08:36:35.591-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-VgywKe6FeUM/Ts5yiio4XLI/AAAAAAAADY0/TQVyCmToyQg/s1600/castiglia.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 327px; height: 363px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-VgywKe6FeUM/Ts5yiio4XLI/AAAAAAAADY0/TQVyCmToyQg/s400/castiglia.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5678602117900164274" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ISABELLA DI CASTIGLIA,IL LINGUAGGIO E IL POTERE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla morte di Isabella I di Castiglia , detta la Cattolica (Madrigal de las Altas Torres , Avila, 22 aprile 1451-Medina del Campo, 26 novembre 1504), i regni peninsulari occidentali  si trovano davanti un futuro poco rassicurante. Si devono rispettare i costumi, privilegi e diritti dei diversi territori e dei diversi gruppi sociali. La fine del XV secolo non chiude la lunga tappa di conflitti e guerre nelle terre della Corona di Castiglia , e il XVI secolo continuerà in parte la stessa dinamica bellica. La lunga guerra di espansione cristiana sul territorio andaluso si chiude nel 1492  con la conquista del regno e città di Granada. Tuttavia i problemi sociali, economici e di convivenza tra le diverse etnie e religioni e la strutturazione del territorio dei regni non finiscono in questa data, ma si prolungheranno come un’immensa ombra sul futuro . Il momento culminante sarà l’espulsione del popolo ebreo  e della popolazione araba rimasta (morisca), con le diverse rivolte e rimostranze nobiliari. L’opera dell’Inquisizione  nelle terre castigliane verrà a creare una psicosi di insicurezza e di paura piuttosto generalizzata tra la gente, che si renderà conto che quasi nessuno si trova al riparo dalle sue lunghe braccia: da una contadina o artigiana quasiasi a Teresa d’Avila , e a Hernando de Talavera  ecc. Si moltiplicheranno i processi, alla ricerca di qualunque traccia o sospetto di pratiche non cattoliche, cioè di qualunque indizio che non si è cristiana o cristiano “di vecchia data”. Le terre castigliane rischiano di perdere l’esperienza e i saperi che le donne e gli uomini delle tre culture  e delle tre religioni del Libro avevano apportato durante secoli di convivenza. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con questa espressione erano conosciuti i regni di León e di Castiglia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 13 dicembre 1474, a Segovia, Isabella è proclamata “regina e proprietaria” di Castiglia, e Fernando è riconosciuto suo “legittimo marito”. Il patto di Segovia del 15 gennaio 1475 stabilisce le norme per il governo del regno: “Secondo le leggi e il costume usato e tramandato in Spagna, questi regni doveva ereditarli la regina, come figlia legittima del re don Giovanni, benché fosse donna, in quanto era erede in linea diretta discendente dei re di Castiglia e León, e non potevano appartenere a nessun altro erede, benché fosse uomo, se era in linea collaterale. Ugualmente, si stabilì che a lei, come proprietaria, apparteneva il governo del regno” (H. del Pulgar, Crónica de los Reyes Católicos, ed. di J. de Carriazo, 2 voll., Madrid 1943, cap. XXI). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È stata tradizionalmente considerata la data conclusiva dell’annessione dei territori andalusi ai regni di Castiglia e di Aragona, e può essere anche considerata la data d’inizio dell’espulsione della popolazione mussulmana dalle terre della Penisola. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il trattato di Alcoçavas - 4 settembre 1479 - mette fine alla guerra (interna ed esterna) iniziata dopo la morte di Enrico IV: Isabella e Fernando sono riconosciuti re di Castiglia, Giovanna la Beltraneja rinuncia ai suoi supposti o non diritti e viene obbligata a passare il resto della sua vita in un convento a Coimbra (dove muore nel 1530), la Castiglia accetta l’espansione portoghese in Africa, e si pattuisce il matrimonio dell’infante Alfonso, principe ereditario del Portogallo, con l’infanta Isabella, figlia dei Re Cattolici. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Durante il regno di Isabella di Castiglia e Fernando d’Aragona inizia il lungo esodo obbligato degli uomini, donne, bambini e bambine di religione ebraica ma nativi dei diversi regni in cui era divisa la Penisola. I re firmarono il decreto di espulsione che doveva essere eseguito nel corso del 1492. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’inquisizione castigliana cominciò a funzionale a partire dal 1478.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intendendo il concetto nella sua più ampia accezione di insieme di saperi ed esperienze che una generazione trasmette a quella successiva. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La cronaca di Hernando del Pulgar , la Crónica de la Guerra de Granada e altre illustrano chiaramente la situazione dei regni castigliani, le luci e le ombre che accompagnano le donne e gli uomini di queste terre nel corso del XV secolo e le prospettive che si aprono e si proiettano verso il XVI secolo. E alla complessità etnico-religiosa e sociale dei regni peninsulari si aggiungerà quella delle nuove terre conquistate e poi colonizzate  dalle isole Canarie  al continente americano: diverse nazioni indiane, diverse organizzazioni familiari e sociali, diverse cosmovisioni e tradizioni culturali, scientifiche e sistemi di credenze. Va configurandosi l’idea e si sta andando verso tempi nuovi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per colonizzazione intendo l’organizzazione territoriale, amministrativa e politico-religiosa delle nuove terre conquistate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel corso degli ultimi secoli medievali e agli inizi dell’età Moderna si verifica quello che noi storiche e storici chiamiamo l’ampliamento dell’orizzonte geografico. Alcuni paesi dell’Europa occidentale prendono l’iniziativa di esplorare l’immensità oceanica, in parte per dare uno sbocco all’arretramento del mondo cristiano occidentale di fronte all’avanzata turca. Durante il XV e il XVI secolo si effettuano numerose spedizioni formate da uomini e da alcune donne che permettono di conoscere nuove terre e che le mettono sotto il dominio politico delle monarchie dei paesi a cui appartengono. Si inquadra in questa dinamica l’annessione delle Isole Canarie alla Corona di Castiglia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il documento testamentario di Isabella I di Castiglia&lt;br /&gt;La storiografia tradizionale ha studiato con molta attenzione la situazione politica, sociale, economica ed etico-religiosa dei regni peninsulari dei secoli XV e XVI. Si è occupata meno delle trasformazioni culturali e mentali che si stavano verificando, come il peso della scrittura e lettura in lingua materna  nel passaggio dal basso Medioevo all’età moderna. Si è studiato l’evoluzione economica delle donne e degli uomini contadini e di coloro che hanno popolato borghi e città; l’evoluzione e struttura della popolazione, dei redditi, dei prezzi e salari. Si è fatto e si fa storia sociale, ma io quando analizzo, sia pur sommariamente, il testamento di Isabella I di Castiglia  voglio valutare altri fatti e stabilire altre relazioni. Le relazioni che si stabiliscono a partire dall’ordine simbolico della madre, a partire dall’opera ordinatrice della madre, di colei che ci dà la vita, che dà la misura e ci dà l’autorità, alla quale ci unisce un vincolo divino, con cui ci misureremo in una relazione di disparità e che non dobbiamo giudicare . &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Isabella risponde una volta a Fernando: “che mai per nessun motivo aveva voluto causare la benché minima contrarietà al suo amatissimo consorte, per la cui felicità e onore sacrificherebbe degnamente e debitamente non solo la corona, ma la propria salute”. E lo prega “di non separarsi dall’amante sposa, causando la disgrazia di colei che non poteva né voleva vivere lontano dall’amatissimo consorte”. Fernando ascolta gli argomenti e resta accanto alla regina (F. Pérez de Guzmán, Generaciones y Semblanzas, ed. R. B. Tate, Londra 1950, pp. 40-41, cit. in P. K. Liss, Isabel la Católica. Su vida y su tiempo, Madrid 1992, p. 104). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il testamento di Isabella I - nonostante sia un documento redatto in una maniera in cui pesa molto il formulario diplomatico di questa fonte storica e sia scritto con un linguaggio abbastanza stereotipato - rende conto, a volte tra le righe ma a volte in modo chiaro e reiterato, della costante cura e dell’affetto che la regina mette nelle disposizioni che riguardano sua figlia. E della posizione mediatrice con il re, Fernando, perché Giovanna si appoggi all’esperienza politica di suo padre e accetti le decisioni che egli prenda, insistendo molto sul rispetto e l’amore che lei aveva ed ebbe per lui tutta la vita, affinché servano alla principessa Giovanna. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il testamento della regina mostra l’amore e il rispetto che la univa al re Fernando. La regina gli concedeva una grande autorità non solo nel suo ruolo di cavaliere e uomo d’armi - in guerra o nelle azioni belliche simboliche o reali (tornei e battaglie) - ma nelle questioni di governo. Con una autorità fondata sulla sua lunga esperienza e sul suo senso comune, ella poté affermare la sua supremazia politica a volte sottolineando e altre volte elaborando il conflitto provocato dalla posizione attribuita agli uomini nel matrimonio. La sua relazione con Fernando poteva aver tenuto conto in qualche momento dei postulati di Alfonso de Madrigal, detto el Tostado: Alfonso de Madrigal [1400-1454, celebre teologo e umanista, vescovo di Avila] aveva suggerito che giacché “l’uomo non poteva sfuggire le pastoie dell’amore, la cosa migliore che poteva fare era cercare una buona moglie, perché l’amore e l’amicizia univano molto profondamente gli individui tra loro, e con Dio, e perché amare era avere un amico che, al tempo stesso, era altro e se stesso ”. Ma Isabella tenne soprattutto in conto l’amore che li unì fin quasi dalla prima volta che si incontrarono a Valladolid -il 14 ottobre 1469 - e l’amicizia che godettero durante la loro convivenza. Isabel e Fernando lasciarono in mano ai loro collaboratori il compito di elaborare le loro rispettive funzioni, competenze e gradi di potere. Ma ebbero cura e diletto, molto spesso, della loro relazione: come riferiscono alcune cronache, “tra il re e la regina non vi era divisione né disgusto, ogni giorno mangiavano insieme nella sala pubblica, parlando di cose piacevoli come si fa a tavola, e dormivano insieme..., le volontà erano con sviscerato amore eguagliate ” “l’amore teneva unite le volontá ”. Questa cura non vuol dire che non si producessero conflitti , nella convivenza come negli aspetti relativi al governo della loro casa e del regno. Le stesse cronache segnalano che i re erano in disaccordo in numerose occasioni, quando uno di loro pretendeva beneficare qualcuna o qualcuno dei propri consiglieri o qualche abitante dei propri regni, e molti altri grandi ostacoli resero difficile la relazione, ma sembra che la loro volontà di patto e concertazione prevalesse quasi sempre sui conflitti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vid. LYSS, P. K., Isabel La Católica. Su vida y su tiempo, Madrid, Neréa, p. 103. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Isabella e Fernando si vedono per la prima volta nella dimora signorile di Juan de Vivero in cui alloggiava la giovane principessa, e questo edificio ospiterà più tardi la futura cancelleria reale, la Regia Cancelleria di Valladolid. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anónimo, Crónica incompleta de los Reyes Católicos (1469-1476), ed. Julio PUYOL, Madrid, 1934, p. 145. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PULGAR, H. del, Crónica, cap. 22. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Probabilmente, tra i momenti delicati che dovettero passare nelle loro convivenza andrebbe citato quando la regina viene a sapere delle infedeltà del marito, e con una grande prova di amore e generosità accoglie e si fa carico delle figlie illegittime di Fernando. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il testamento di Isabella I di Castiglia  ci mostra la relazione primigenia e privilegiata della madre con le proprie figlie. Nonstante il linguaggio un po’ stereotipato del testamento come atto documentale, vediamo una relazione che la regina cura particolarmente. Isabel istituisce erede universale dei suoi regni, alla morte del figlio Giovanni, l’infanta Giovanna. Isabella è consapevole di trasmettere a sua figlia un pesante carico per il quale non è stata preparata né educata in modo particolare. Lo era stato suo fratello, l’infante Giovanni, che era l’erede e il futuro re di Castiglia. Alla sua morte, e a quella della sorella Isabella e di suo figlio Michele, l’eredità ricade con tutto il suo peso su Giovanna. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La regina Isabella aveva educato Giovanna in modo squisito come le sue sorelle, le principesse Isabella, Maria e Caterina. Ma le aveva educate a essere principesse, non a essere le eredi del trono di un regno che si trova in un periodo complesso della sua storia. Isabella sa quanto è duro, nemmeno lei era l’erede di Castiglia, e non poté o no seppe evitare il duro scontro che costò tanto dolore e perdite a lei, alla sua famiglia e alle e agli abitanti della Castiglia per rivendicare e ottenere il suo diritto a regnare, ed è pienamente consapevole che ogni preparazione è poca per sostenere un tale carico, ha dovuto fare un duro apprendistato, rinunciando a volte ai dettami del suo cuore, ai suoi desideri. Ma sempre ha cercato e cercherà di mantenere e dimostrare, affermando in questo sì i suoi desideri, una grande correttezza di fronte all’istituzione monarchica e alla persona che rappresenta il regno . &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A partire dal 1468, dopo la morte del fratellino, l’infante Alfonso, cambia l’intestazione delle sue lettere che ora sarà: Isabella, per grazia di Dio principessa e legittima erede successora di questi regni di Castiglia e León.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non vorrei lasciar da parte ed eludere uno dei temi che la storiografia ha trattato e su cui mantiene ancor oggi discrepanze; mi riferisco al ruolo che la regina ebbe, o che le viene attribuito, rispetto all’Inquisizione. Perché la regina appoggiò l’opera dell’Inquisizione? Le e gli storici non concordano nell’analisi del rapporto e del ruolo di Isabella nel favorire più o meno l’instaurarsi e l’azione dell’Inquisizione  nelle terre della Corona di Castiglia. È probabile che la regina, buona conoscitrice del valore e dell’importanza delle e degli ebrei conversi - alcune e alcuni di loro erano molto vicini a lei stessa e alle istituzioni del governo del regno -, cercasse di evitare le morti provocate dalla rivolte popolari  contro i conversi nelle campagne e città castigliane. Nei primi tempi dell’Inquisizione cessarono le rivolte e le rappresaglie contro le e gli ebrei conversi, si evitarono i massacri di questi e queste abitanti della Castiglia, ma iniziò un periodo di controllo ideologico che genererà una paura profonda e atavica, per generazioni, del potere dell’Inquisizione. Sicuramente si causarono meno morti ma credo che questo non giustifichi in nessun modo il tentativo di risolvere il problema creato dal fatto che una parte dei e delle converse controllavano in parte il potere del regno e rinnegavano il cattolicesimo. Alcuni di loro si arricchirono molto, accaparrarono un grande numero di cariche pubbliche di varia importanza e natura, e ritornarono alla loro antica fede - l’ebraismo - facendolo pubblicamente e con un po’ di fanatismo. Perché le e gli abitanti cristiani “vecchi” di Castiglia e Andalusia non sopportano in determinati momenti il comportamento delle e dei conversi ? Primo, perché ciò che si sta presentando è un problema sociale, economico e di potere, alcune e alcuni conversi stanno alterando la tradizionale composizione socioeconomica e di potere nelle campagne, in borghi e città della corona castigliana, monopolizzando molte cariche, da quelle dei consigli locali a quelle del Consiglio Reale, e in secondo luogo, ed è molto importante, esiste un problema di idee, di pensiero e di conoscenza. L’Europa occidentale cristiana si trova in un momento di insicurezza, sono state messe in discussione alcune teorie in alcuni campi del sapere (come nella geografia, nell’astronomia ecc.), cambia la concezione dello spazio e del tempo, e altri ambiti di conoscenza come la filosofia e la religione sono in un momento di incertezza, di riformulazione , e forse per questo reagiscono chiudendosi e imponendo in modo violento le loro verità e pratiche. E la Castiglia che era rimasta abbastanza ai margini dell’intolleranza e della barbarie religiosa (contro l’eresia catara, contro i templari, contro gli “spirituali”, contro le e i mistici, contro modi di intendere il fatto religioso e la fede e contro pratiche, soprattutto femminili ma anche maschili, molto più libere), in questo momento vi si inserisce -con tutta la forza della nuova struttura di potere che stanno sviluppando Isabella I di Castiglia  e Fernando II d’Aragona- perché adesso nelle sue terre si mescolano tutta una serie di elementi che le favoriranno. Credo tuttavia che possiamo essere d’accordo -alcune e alcuni storici- che non vadano inclusi tra gli elementi che favoriscono l’intolleranza e la persecuzione religiosa fattori di odio biologico come lo intendiamo oggi, cioè che non c’è antisemitismo, non c’è razzismo, non c’è antigiudaismo, c’è persecuzione fanatica delle idee e pratiche religiose e c’è anche un odio secolarmente consentito e cercato conto gli ebrei. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pare che verso la metà del suo regno rinasca nella politica della regina Isabella e dei suoi consiglieri un ideale di crociata, senza dubbio influenzato da quelli e quelle che rappresentavano la parte meno aperta e libera dello spirito religioso castigliano. La storiografia è concorde nel segnalare che la regina ebbe un ruolo importante nel rafforzamento dell’autorità reale e nella guerra di Granada, soprattutto a partire dal 1486; ma non va tralasciata l’influenza di un rigido spirito religioso, poco dialogante e poco aperto, che in certi momenti finirà per impregnare l’attività politica della regina e di alcune e alcuni di coloro che appoggiarono la politica della corona in questi anni. Isabella I diede impulso alla riforma della Chiesa, furono riformati tutti i monasteri, conventi e case di religiose e religiosi, e dal 1478 l’Inquisizione si istallò nei suoi territori. Sembra che questa strada segnata dall’influenza di alcuni ecclesiastici intransigenti abbia condotto gli affari politici del regno, anche se ci vorrà ancora del tempo prima che si spenga la fiamma della libertà conservata e portata da molte donne e uomini religiosi o laici che erano stati, e in parte ancora stavano, vicino alla regina. Ma l’indirizzo riformatore e intransigente si fisserà su due misure che furono particolarmente negative per i suoi regni e avranno profonde ripercussioni, l’espulsione degli ebrei e l’inasprirsi delle misure contro i mussulmani di Granada. La storiografia ha sottolineato in particolare queste due azioni del regno di Isalbella e le ha attribuite esclusivamente a lei. Ma, da un lato, la regina non regnava da sola bensì con il re e un buon numero di consiglieri laici ed ecclesiastici, e, dall’altro, è necessario sottolineare che in altri momenti lei aveva auspicato e appoggiato una politica molto più rispettosa e dialogante. E, sebbene sia possibile che la regina matrocinasse e autorizzasse l’impresa di Colombo inflluenzata dal rinascere dell’ideale di crociata che dominava la politica di buona parte della fine del suo regno, è anche vero che si preoccuperà fino alla fine della sua vita, e in modo esplicito nel testamento, al fine di evitare gli abusi dei colonizzatori delle nuove terre contro gli indiani che ne erano gli abitanti naturali. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rivolte di Toledo (1449), Ciudad Real (1449 e di nuovo nel 1477), Sepúlveda (1468 e 1472), Segovia (1473, 1474) e in diversi paesi e città dell’Andalusia a partire dal 1473 (Cordova, Cabra, Jerez ecc.). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dice Diego de Valera -storico, teorico della cavalleria cristiana e maestro di casa della regina Isabella- quando parla di Cordova: “I nuovi cristiani di questa città erano molto ricchi e li si vedeva continuamente comperare cariche pubbliche, di cui si valevano con superbia, in modo tale che i cristiani vecchi non lo potevano sopportare” (cfr. N. López Martínez, Los judaizantes y la Inquisición, Burgos 1953). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra altre questioni che attraversano questa epoca storica in tutta Europa, e a mo’ di esempio, vorrei ricordare queste: si mette in discussione, ancora, con maggiore intensità, il ruolo delle creature umane sulla terra, nel mondo (di più, cominciano ad affiorare elementi di contrapposizione tra la fede e la ragione), continuano a svilupparsi nuove forme di potere, e si discute il valore della libertà individuale di fronte al potere dello Stato, ecc. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La differenza di essere donna&lt;br /&gt;Le informazioni che possiamo trarre dal testamento e dal codicillo di Isabella I di Castiglia  sono varie, e alcune sono già state raccolte dalla storiografia tradizionale. Ma tra i temi che non sono stati trattati, o lo sono stati con prospettive molto diverse, io metterei in rilievo in primo luogo la relazione della regina con le figlie e i figli, la relazione con il re, l’interesse per il buon governo dei regni, la cura per la mediazione nei conflitti o nelle future tensioni tra la futura regina Giovanna e Fernando il Cattolico, l’insistenza sull’amore, il ruolo della lingua materna e la scrittura in questa lingua sia nei regni peninsulari sia in America. Il ruolo che conferisce alla formazione e all’esperienza. La cura e il proposito che si ascoltino i diversi gruppi socio-economici che formano i suoi regni, in molti casi senza riuscirci a causa della grande difficoltà di tenere insieme desideri e interessi tanto diversi. Il valore conferito al buon governo della casa e per estensione del regno, alla buona organizzazione, alla previsione. Ma anche, e come contrasto, il valore conferito al guerriero, a colui che rischia la vita in battaglia e in guerra, a suo marito, il re Fernando. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Parte de la historiografía coincide en señalar el profundo enamoramiento de Isabel y Fernando desde la primera vez que se reúnen, y del amor y, posiblemente, pasión que hubo entre ellos. La pareja formada por Isabel y Fernando fue una pareja fuerte, a pesar de algunas diferencias de temperamento, carácter y de las dificultades por la que pasó su unión por las infidelidades del rey, y ante otras múltiples situaciones difíciles. Isabel acepta y recibe a su cargo a los hijos e hijas naturales que Fernando había tenido, y se compromete no sólo a garantizarles su crianza y su dote, sino a sostener a sus madres. Sin duda este debió ser una decisión difícil para la reina, porque como escribe su hija, Juana, en una carta fechada el 3 de mayo de 1505, la reina, como ella, era una mujer celosa, hasta que el tiempo la cure.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Isabella e Fernando prenderanno molte decisioni insieme, e insieme staranno anche di fronte ai numerosi problemi e difficoltà che pone il governo dei loro regni; stanno vicini  persino in situazioni di guerra, come quando Isabella aspetta suo marito nell’accampamento generale, mentre si combatte davanti a Toro contro il re del Portogallo (1476) . Il primo marzo Fernando , a capo delle milizie popolari, attacca l’esercito portoghese e lo mette in fuga. Isabella aspetterà il risultato della battaglia nell’accampamento o nel quartier generale. Appena avuta la notizia della vittoria ordina di organizzare feste di ringraziamento nelle città e villaggi del regno e promette di costruire a Toledo la chiesa e il monastero di San Giovanni dei Re, che viene iniziato nel 1478. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Isabella scelse di stare con Fernando come donna e come regina, e desidera e vuole stare vicino a lui, se così desidera il re, anche nella tomba. Lo dice nel testamento: “...ma voglio e comando che se il re, mio signore, scegliesse sepoltura in qualsiasi altra chiesa o monastero di qualsiasi altra parte o luogo dei miei regni, il mio corpo sia trasportato lì e sepolto vicino al corpo di sua signoria perché la coppia che formiamo in vita la formino le nostre anime nel cielo e la rappresentino i nostri corpi in terra”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lotte che si inquadrano nel conflitto con il Portogallo e i tentativi del monarca lusitano di occupare terre castigliane e anche appoggiare le pretese al trono della nipote di Isabella, Giovanna detta la Beltraneja. Lo scontro si prolunga fino alla sconfitta dei portoghesi ad Albuera nel febbraio 1479. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fernando sarebbe per Isabella come quei cavalieri cristiani le cui avventure si mantenevano vive nelle romanze e leggende popolari che cominciavano ad essere di moda a Corte. Non sappiamo quante volte Isabella nella sua infanzia a Madrigal e ad Arévalo avrà ascoltato quei poemi orali e anche i racconti di qualche cavaliere -o di qualche soldato della guarnigione di Arévalo- sulle gesta nel conflitto di frontiera contro i mussulmani. Questi racconti, romanze, poemi, leggende e anche cronache trasmetteranno la nostalgia per un passato eroico e non troppo lontano, e il desiderio di imitarlo e di dedicare la vita alla conquista. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi interessa qui sottolineare che la storiografia raccoglie il fatto menzionando la presenza della regina attorniata da quattordici dame. Isabella era sempre circondata da donne, sua madre, le sue figlie, le sue dame e damigelle e un’infinità di donne che erano al suo servizio e a quello della sua Casa. In momenti importanti per lei le fonti scritte e/o iconografiche la mostrano attorniata da dame, come si vede nel bassorilievo dell’Ingresso a Granada, dove si contano nove o dieci donne. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Isabella fu attorniata da donne a partire dalla morte del padre, Giovanni II, e in alcuni momenti ce ne sono parecchie nello spazio in cui si muove l’infanta Isabella, la futura Isabella I. Ad Arévalo, verso il 1454, poco dopo la morte del padre, ci sono tra le altre sua nonna, sua madre, sua zia Maria. Maria - sorella di suo padre - regina d’Aragona per quasi vent’anni, donna potente, aveva governato bene e con saggezza l’Aragona mentre Alfonso V, il Magnanimo, risiedeva alla corte di Napoli. Maria veniva ad Arévalo per mediare e negoziare con suo nipote, Enrico IV, in nome di suo cognato il re Giovanni di Navarra, fratello di Alfonso V. Maria regina d’Aragona e Maria, sorella di Alfonso V il Magnanimo e prima moglie di Giovanni II, erano state due donne importanti per la storia della Castiglia: entrambe regine e cugine, avevano fatto opera di mediazione in molti momenti, alcuni cruciali, nei variabili e a volte difficili rapporti tra Aragona-Catalogna e Castiglia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Isabella si sente accompagnata da molte donne di fiducia che la possono consigliare, soprattutto quando sta ad Arévalo e a Madrigal dove passa una parte dell’infanzia, ma sarà accompagnata da alcune donne anche quando nel 1461 suo fratello, il re Enrico IV, trasferisce lei e il fratello Alfonso a Corte. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sicuramente questa compagnia femminile a Madrigal e ad Arévalo durante i suoi primi dieci anni di vita fornì all’infanta Isabella, futura Isabella I, la stabilità e la padronanza di sé necessarie per il futuro. Le storie delle sue due famiglie le saranno certo state raccontate e spiegate da alcune di queste donne e le avranno dato un forte orgoglio del proprio lignaggio reale, un grande senso di quali fossero i suoi diritti legittimi, e un forte senso di responsabilità. Le avranno insegnato anche l’importanza della cura del corpo, l’importanza della bellezza , dell’ornamento, l’importanza di presentarsi in pubblico vestita in modo conveniente, e l’importanza di un portamento regale. Isabella, a differenza di altre infante e infanti reali castigliane e castigliani, aveva goduto in questo ambiente di Madrigal e di Arévalo, circondata dalla nonna, dalla madre e da altre dame, di una maggiore stabilità e intimità familiare, e aveva goduto anche di una grande attenzione e cura dei rapporti personali e di una lunga permanenza in uno spazio fisico, un “palazzo”, costruito con una misura molto umana , molto lontano da quello che sarà poi per esempio El Escorial o altri grandi palazzi, forse meno adatti a crescere le e gli infanti reali. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Numerosi ritratti o raffigurazioni di Isabella I riprendono questa cura e bellezza della regina, secondo i canoni dell’epoca. Il Maestro de Manzanillo, un pittore castigliano del XV secolo, nella tavola in cui ritrae i re poco dopo le nozze, coglie particolari che sono stati messi in risalto da cronisti e storici: la carnagione bianchissima della regina, i suoi capelli biondi, i suoi occhi chiari. Gli occhi e i capelli scuri di Fernando. Una descrizione particolareggiata della regina Isabella - a vent’anni - la fa il suo segretario, il cronista Hernando del Pulgar : “Ben conformata nella persona e nella proporzione delle membra, molto bianca e bionda; gli occhi tra i verde e l’azzurro, lo sguardo gentile e onesto, i lineamenti del viso ben disposti, il volto tutto molto bello e gaio”. La descrizione di H. del Pulgar e la tavola del Maestro de Manzanillo ci trasmettono un’immagine piuttosto coincidente. Anche un altro ritratto conservato a Madrigal riprende questi anni dell’epoca delle nozze dei giovani monarchi, ben somiglianti ed entrambi vicini di età. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Isabella non si costruì mai un grande palazzo reale, la sua corte fu essenzialmente itinerante; invece, grazie al suo matrocinio abbiamo ricevuto, come lascito all’urbanismo e all’arte, alcune magnifiche costruzioni di ospedali e monasteri. I monarchi castigliani non legarono il loro potere a nessun palazzo, nemmeno durante il regno di Isabella e Fernando: la concezione del palazzo come simbolo del potere reale è più propria di altre monarchie, come la francese, e nella Penisola sarà un’idea che si imporrà nell’Età Moderna. Per rendere conto dell’attività edilizia e artistica in generale matrocinata dalla regina, basta solo ricordare tra i monasteri quello di san Giovanni dei Re di Toledo, e tra gli ospedali quello dei Re Cattolici a Santiago de Compostela e quello della Santa Croce di Toledo. L’interesse della regina per l’assistenza si percepisce chiaramente nella preoccupazione di organizzare quello che - a quanto sappiamo - è stato uno dei primi ospedali da campo della storia: un ospedale installato al fronte, sulla frontiera della lotta contro i mussulmani, per l’assistenza ai feriti. Dietro a questo ospedale ci sarà sempre l’Ospedale della Regina, dove si trova Isabella, per disporre di un’assistenza più accurata. Questi ospedali erano equipaggiati con abbondante materiale sanitario, la cui responsabile era nientemeno che la damigella della regina, Juana de Mendoza . Sappiamo da Pietro Martire d’Angleria, il cronista italiano, che la regina visitava quasi ogni giorno questi ospedali, specialmente quello da campo quando si trovava all’accampamento o al quartier generale del fronte (cfr. J. Dumont, La “incomparable” Isabel la Católica, Madrid, 1993, p. 143). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Isabella ideò e/o cercò di portare avanti una politica diversa per qualche aspetto da quella del re Fernando II d’Aragona, anche se ad alcuni e alcune storiche costa percepire o comprendere la differenza quando tracciano un profilo generale del regno. La politica ideata e tracciata da Isabella, se la si analizza da vicino, era differente . Da donna come era si interessò molto di più alle relazioni. Una parte importante del suo tempo e del suo stare al governo della Castiglia la dedicò a disegnare un complesso mondo di relazioni che in molti casi le permisero di sbrogliare grandi affari di stato. Stabilì relazioni con donne potenti e con altre che non lo erano tanto, e alcune le stabilì per necessità, necessità di governo, della sua Casa e del regno, ma molte altre le stabilì per il gusto di stare in relazione con un’altra donna . Con la sua ex damigella Beatriz de Bobadilla e con la sua nuova damigella - ormai da regina - Juana de Mendoza , con entrambe la regina sembra aver avuto una grande intimità e un rapporto di fiducia, che le permetteva di muoversi con grande libertà all’interno di quelli che erano i rapporti nella corte castigliana del momento. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche l’emblema dei re, simbolo del nuovo ordine, della nuova monarchia, mostra la differenza. L’emblema unisce il giogo del potere, simbolo di Fernando, con il fascio di frecce, simbolo della giustizia, emblema di Isabella. Questo emblema, che sarà riprodotto su numerosi monumenti e nella moneta corrente, il reale d’argento, è accompagnato a volte dal motto suggerito a Fernando da Nebrija: Tanto monta [Tanto vale]. Motto che si riferisce al nodo gordiano che Alessandro Magno tagliò dopo aver tentato invano di slegarlo, per cui il senso del motto è “tanto vale tagliare come slegare”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vid. RIVERA GARRETAS, M.- Milagros, Mujeres en relación. Feminismo 1970-2000. Barcellona, Icaria, 2001. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa relazione stretta la percepiamo per esempio nella promessa che verso il 1466 Beatriz de Bobadilla fa alla principessa Isabella, quando Enrico IV pretende e vuole obbligarla a sposarsi con il vecchio ma ricchissimo ebreo converso, Pedro Girón , anche se il re diceva di volere molto bene  a sua sorella Isabella. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Beatriz de Bobadilla fu damigella di Isabella quando la futura regina era principessa di Castiglia; Beatriz le era legata al punto da prometterle di usare la sua daga e uccidere con le sue mani Pedro Girón se Enrico fosse riuscito a obbligare la principessa a sposarlo. Pedro Girón, vecchio e molto ricco, fu uno dei pretendenti della giovane principessa che allora aveva solo quindici anni. Isabella era sicuramente inorridita e senza dubbio questo spinse Beatriz a prometterle di salvarla in extremis dal pericolo. Isabella si occupò, come nel caso di altre dame, di cercarle marito tra i nobili e alti funzionari della Corte e del Regno. Beatriz si sposò con il governatore di Segovia e della sua fortezza, Andrés Cabrera, conte di Moya. L’attività della regina e in qualche caso del re per favorire l’unione di dame della corte con alti funzionari, nobili e personaggi di grandi lignaggi, è ben documentata. La regina, e in questo caso anche il re, furono padrini di battesimo dell’ex governatore mussulmano di Baza, Al-Nayar, quando si convertì al cristianesimo con il nome di Pedro de Granada, e favorirono anche il suo matrimonio con la dama di corte Maria de mendoza: Questa relazione privilegiata di Isabella con alcune delle dame della sua cerchia le permise di governare la Casa e il Regno in un’altra maniera, in una maniera differente da quella di suo padre, da quella di suo fratello, Enrico, e da quella di suo marito, Fernando. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo stesso Enrico scriveva: “Molto virtuosa mia signora e sorella [...] vi supplico di ricordarvi sempre di me, dato che non avete persona al mondo che vi ami quanto me...” (Lettera autografa dell’Archivio Generale di Simancas, citata da T. de Azcona, La elección y reforma del episcopado español en tiempo de los Reyes Católicos, Madrid, C.S.I.C., 1960, p. 119). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La stretta relazione di Isabella con le sue damigelle e con altre dame della Corte e della nobiltà castigliana e non, favorì in molti casi la richiesta di mediazione in vari affari, che avessero o no a che vedere con il governo del regno. Così, Beatriz de Bobadilla, ormai contessa di Moya, si farà mediatrice con il marito Andrés Cabrera, e costui avrà un ruolo di rilievo nell’adesione della città di Segovia ai giovani principi nel 1473 . &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cfr. DUMONT, J., La “incomparable” Isabel la Católica, pp. 39-40. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un altro chiaro esempio è dato dalla mediazione della stessa regina, Isabella, su richiesta dell’infanta portoghese, Beatrice. Le due si incontrano alla frontiera, nel paese di Alcántara, e iniziano le conversazioni nel marzo 1479, per organizzare e stabilire la pace definitiva tra Castiglia e Portogallo, dopo lunghi anni di inimicizia a causa degli appetiti territoriali del monarca portoghese che prima aveva approfittato dei momenti di debolezza dovuti alle lotte tra i sostenitori della futura Isabella I e quelli di sua nipote Giovanna, la Beltraneja, e poi aveva appoggiato le pretese di Giovanna che permettevano ad Alfonso del Portogallo di dissimulare le sue intenzioni di conquistare terre castigliane. Due donne, Isabella I di Castiglia  e l’infanta del Portogallo, Beatrice, operano una mediazione in un conflitto che era diventato quasi un conflitto intestino, e sicuramente decidono una politica di unione tra le due famiglie, politica che si realizzerà più tardi e che servirà a placare le ansie guerresche dei nobili e dei cavalieri dei due regni. La regina castigliana poteva certamente, per il suo rango e la sua situazione, non accettare la mediazione, ma Isabella dava troppo valore alla relazione tra donne per rifiutare l’offerta, e inoltre di sicuro lei poteva sentirsi vicina a una donna portoghese, sua madre era una portoghese che visse fino alla morte ad Arévalo, in terre castigliane. Entrambe sapevano che la loro mediazione sarebbe stata più positiva ed effettiva quanto a ottenere la lunga e desiderata pace di quella che avrebbero potuto portare avanti alcuni consiglieri di Isabella con i consiglieri di Alfondo del Portogallo. Inoltre, se i nobili di entrambi i regni e Fernando d’Aragona e i suoi accettarono la mediazione delle due donne, è perché sapevano che avrebbe dato frutto e portato la pace. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Isabel tiene in gran conto, nella sua politica, il come si relazionano le persone tra di loro. La segretaria di stato americana Madeleine Albright , una donna che ha operato nella politica seconda, quella maschile, ma in un luogo di grande rilevanza della politica internazionale di fine XX secolo, ha segnalato chiaramente alcune differenze del suo essere donna al momento di agire persino nella politica seconda. Albright segnala che lei come donna e anche altre in cui lo ha notato -e noi lo abbiamo visto analizzando alcuni passaggi della traiettoria di vita di Isabella di Castiglia-, hanno o possono avere una maggiore capacità di visione periferica, sono o siamo capaci di tener conto e di accostarci ad aspetti che non sono sempre presenti davanti a noi e di sviluppare o cercare di sviluppare qualche tipo di consenso. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;J. M. Calvo, “Madeleine Albright. La mujer que fue Estados Unidos”, El País Semanal, n. 1447, domenica 20 giugno 2004, p. 17. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Isabella, pur dando autorità come re e come politico a suo marito Fernando, riconosce anche autorità ad altre donne. Riconosce autorità alla Latina, Beatriz Galindo, alla sua maestria nel latino, e le affida il figlio e le figlie perché insegni loro questa disciplina, e lei stessa diventa sua allieva ; e riconosce autorità anche a donne come Beatriz de Bobadilla, Juana de Mendoza  ecc., al loro sapere come mediatrici, al loro sapere come organizzatrici, come damigelle e come incaricate di affari concreti, per esempio a Juana de Mendoza come responsabile dell’ospedale da campo fondato dalla regina. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Isabella iniziò a studiare latino durante la guerra di Granada, e pare che nel giro un anno ne sapesse già abbastanza da poter percepire se qualche predicatore o ragazzo del coro non lo pronunciasse correttamente, e prendere nota per correggerlo in seguito (cfr. P. K. Liss,Isabel la Católica, cit., p. 246). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La regina cercherà di mantenere i sentieri che si era tracciata arrivando al trono e altri che andava tracciando nel corso della vita, i sentieri che sceglie e che le vengono suggeriti dal re, suo marito, dalle sue consigliere e dai suoi consiglieri e da quelle e quelli che si dedicavano al compito di governare rettamente la sua Casa e il suo Regno. Ci saranno almeno due momenti in cui la regina si farà guidare dalla politica del desiderio , si metterà al centro, la sua vita ordinerà il mondo, “metterà al mondo il mondo ”. Ci sono almeno due desideri grandi che la futura regina Isabella I vuole realizzare e realizzerà; il primo, o meglio, entrambi, sono due desideri d’amore. L’amore, o la ricerca d’amore, la guida nella scelta del futuro marito , e l’altro desiderio è l’amore per il sapere, per la conoscenza, la sua innata curiosità. Questo secondo desiderio lo realizzerà in parte, ormai adulta, da regina. Cercherà la latinista Beatriz Galindo, conosciuta come la Latina, perché insegni all’infante e alle principesse, ma anche perché insegni a lei il latino bene come lo sapeva suo padre, il re Giovanni. Isabella desidera dominare il latino per poter conoscere di più e meglio e per capire bene la letteratura e i trattati di suo gusto. Dell’educazione di Isabella all’inizio furono incaricati alcuni francescani osservanti del convento che si trovava fuori le mura del borgo di Arévalo. In questo convento c’erano tra gli altri Alfonso de Madrigal el Tostado , erudito e teologo, e anche Lope de Barrientos, arcivescovo di Cuenca, confessore di Giovanni II a cui il vecchio re raccomanderà la supervisione dell’educazione della futura Isabella I  e dell’infante Alfonso. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lia Cigarini, La politica del desiderio, Parma, Pratiche, 1995. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Diotima, Mettere al mondo il mondo. Oggetto e oggettività alla luce della differenza sessuale, Milano, La Tartaruga, 1990. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma è stata anche una fortuna per la regina che Isabella non sempre desse retta, o non del tutto, alle ragioni di stato di suo fratello il re Enrico IV, bensì alle ragioni del suo cuore. Farà così quando sceglierà il marito, sfuggendo ad mercato matrimoniale a cui voleva costringela Enrico. Se chi si sposa è lei, sarà lei a scegliere: Isabella si sposerà con chi vuole lei. La principessa è ben informata, ed è una bella donna, e sceglierà un uomo che lei considera attraente, l’erede d’Aragona, Fernando. Riprende così un’idea iniziale dello stesso Enrico, unire Castiglia e Aragona. Può esserci il suo cuore nella decisione, ma le ragioni di stato la sostengono, la sua decisione porterà con sé un grande vantaggio politico. L’Aragona smetterà di appoggiare i gruppi nobliari castigliani che si opponevano all’autorità reale. Isabella farà insieme un matrimonio d’amore e di ragione, come dimostrerà tutta la storia successiva di Isabella e Fernando, chiamati i Re Cattolici. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non so che rapporto potesse avere Isabella con il Tostado ad Arévalo, ma alla morte di Alfonso de Madrigal, nel 1455, la regina promosse la pubblicazione dei suoi scritti (cfr. P. K. Liss, Isabel la Católica, cit., p. 20). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra i libri posseduti dalla regina Isabella compare un trattato contro la magia scritto da Barrientos. Come l’arcivescovo, anche Isabella detestava la magia e la divinazione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sappiamo che Isabella ricevette il consueto “addestramento nelle arti domestiche” riservato alle donne, ma che, come abbiamo già accennato, non le fu insegnato a leggere e scrivere bene né in latino né in castigliano [spagnolo], la sua lingua materna. Isabella imparerà a leggere e scrivere bene in entrambe le lingue ormai da adulta e da regina. La sua lingua materna, il castigliano, sarebbe la lingua che avrebbe ascoltato dalla sua balia, dalla sua governante e da altre dame castigliane della corte; ma avrebbe anche ascoltato già dal ventre materno il portoghese, la lingua di sua madre, una delle lingue che si parlavano in casa. Pare che da bambina non le avessero insegnato a leggere e a scrivere nemmeno in questa lingua. Però sappiamo che in castigliano - e forse alcune volte anche in portoghese - avrebbe ascoltato le numerose leggende, racconti, poemi, storie e cronache sulla vita di cavalieri che lottano contro gli infedeli, e anche numerose storie di vite di sante e santi. Vite di sante che dovevano servire da modello di perfezione per qualunque bambina, e tanto più per una principessa. Ma è possibile che Isabella, una bambina e poi un’adolescente molto attiva e di carattere vivace, con queste vite imparasse subito il gusto per l’azione, più che per la passività, e imparasse ad ammirare quelle donne che riuscivano a dominare la volontà ed essere disciplinate. L’avrebbe visto anche in una storia di vita che cominciava a circolare per la penisola, sia nelle terre castigliane sia in quelle catalano-aragonesi, la vita di Giovanna d’Arco. La vita di Giovanna, conosciuta in Castiglia come la poucella (la pulzella) ebbe una grande accoglienza in Castiglia. Nell’ambito della corte sappiamo che lo stesso Giovanni II l’ammirava oltremodo, come anche altri cortigiani. Tra questi andrebbero citati Chacón, l’autore della cronaca di don Álvaro de Luna, lo stesso Álvaro de Luna , e uno dei più stimati consiglieri del re, il suo segretario Rodrigo Sánches de Arévalo. Sánches de Arévalo era stato ambasciatore presso la corte papale e presso quella francese, e aveva conosciuto direttamente le vicende di Giovanna d’Arco. Non sappiamo con certezza se tra i consiglieri di Giovanni II che contribuirono all’educazione dell’infanta e dell’infante ci fosse il citato chierico Rodrigo Sánches de Arévalo -diplomatico e scrittore- che per la sua esperienza personale  era decisamente favorevole a dare a Isabella una istruzione formale, ma certo ebbe un’influenza sulla grande ammirazione di Isabella per Giovanna d’Arco. Giovanna d’Arco era per Isabella un modello di vita e di azione, una delle aspirazioni della principessa. Qualunque sia stata l’istruzione formale ricevuta da Isabella, quasi inesistente almeno nella sua infanzia, fu una bambina fortunata: non fu allontanata dalla cerchia di sua nonna, sua madre e delle altre donne della corte di Arévalo, non fu allontanata dalle varie e ricche realtà della vita offerte dal vivere in un borgo piccolo ma crocevia di importanti strade commerciali. Varie e ricche realtà che Isabella senza dubbio dovette cogliere velocemente, perché era -come riferiscono un buon numero di cronache e la storiografia- una bambina intelligente, curiosa, osservatrice, che dovette apprezzare il molto che poté imparare vedendo il mondo dal luogo della sua infanzia -Arévalo- attorniata da tante donne e alcuni uomini che le prestarono attenzione e affetto. Da questo borgo dell’interno della Castiglia, Isabella avrebbe cominciato a scoprire come la Chiesa e la religione, con le festività, le cerimonie e il rituale, marcavano i giorni, le ore, gli avvenimenti e i cicli dell’anno. La religione marcava e influiva sul comportamento, arrivando fino alle emozioni, e cercava di spiegare i rapporti umani, il mondo naturale e l’universo. Isabella visse in seno a una famiglia pia, a contatto con frati devoti, abituata alla devozione marcata dalle chiese di Arévalo, le cui campane reggevano i suoi giorni. La chiesa parrocchiale del borgo, come era tradizione in molti altri abitati della corona di Castiglia, aveva le fondamenta sui resti dell’antica moschea ed era dedicata a San Michele, l’arcangelo militante. Un’altra chiesa di Arévalo era dedicata a Santa Maria dell’Incarnazione, perché la dottrina del’Incarnazione era respinta dai mussulmani. San Michele e Santa Maria dell’Incarnazione significheranno ad Arévalo come in altre città, borghi e paesi castigliani, l’affermazione cristiana di fronte agli “infedeli”. Come mostra il suo testamento, Isabella avrà tra le sue preferenze queste devozioni, e probabilmente influirà -non sappiamo in che misura- sul fatto che le moschee di Granada portino questi nomi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chacón annota nella sua cronaca l’entusiasmo con cui Álvaro de Luna e lo stesso re Giovanni II accolsero a Corte gli inviati di Giovanna d’Arco; ed evoca la profonda impressione di Luna per le gesta della pulzella d’Orleans, al punto da portare con sé una lettera sua che mostrava a corte come se si trattasse di una reliquia sacra (cfr. P. K. Liss, Isabel la Católica, cit., p. 21). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rodrigo Sánches de Arévalo aveva frequentato una scuola elementare per bambine e bambini, la scuola dei domenicani a Santa Maria di Nieva, aperta con il matrocinio della regina Carolina, la nonna paterna di Isabella. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Isabella, ormai regina, nota la mancanza di istruzione e si preoccupa di non aver ricevuto quella indicata per i principi e, come abbiamo segnalato, suggerita da alcuni consiglieri di suo padre e poi suoi. Doveva aver imparato le lettere, che completavano l’educazione di una come lei di alti natali, perché questo avrebbe giovato alla buona immagine reale, e anche il latino necessario per intendere meglio i migliori scritti sulle leggi e sull’arte di governo e della guerra, il latino che suo padre - Giovanni II - aveva imparato. Per dare esempio, la regina imparò le lettere e il latino . Isabella era una grande lettrice e diede impulso alla relativamente nuova arte della stampa . &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo l’umanista Juan de Lucena, il ruolo di esempio della regina era molto grande: “Non vedi quanti cominciano a imparare ammirando sua Maestà? Quello che i re fanno, buono o cattivo che sia, tutti cerchiamo di farlo [...]. Giocava il Re, eravamo tutti giocatori, studia la Regina, siamo ora studenti” (cit. in P. K. Liss, Isabel la Católica, cit., p. 246). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per esempio, la regina diede impulso alla pubblicazione delle operedi Alfonso de Madrigal el Tostado.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Isabella I governa da donna, si occupa della sua Casa e del Regno in modo differente rispetto a come lo fa suo fratello il re Enrico. Ormai regina, e pertanto a capo della famiglia reale, deve combinare i matrimoni dell’infante e delle principesse sue figlie . Come madre cerca, oltre che di combinare nozze di stato, di fare in modo che questi accordi abbiano, in qualche maniera, l’approvazione minima delle sue figlie. Sappiamo che andò così quando la primogenita, Isabella, rimase vedova. Isabella I aveva promesso all’infanta di non spingerla a un nuovo matrimonio e di permetterle di condurre una vita ritirata e di intensa vita spirituale nel convento o casa di sua scelta. Isabella intercederà con sua figlia vedendo gli argomenti che il delegato portoghese sfodera: costui ricorre alle qualità della principessa, all’affetto professatole dai portoghesi e al grande sostegno morale che significherà per la gente di questo regno, e inoltre aggiunge che la principessa ha l’età e la capacità di dare l’erede di cui il trono portoghese ha bisogno. Isabella I, pur avendo dato la sua parola di madre e di regina, e pur sapendo che la principessa era presa da un progetto spirituale concreto -era legata alla vita beghina , esperienza che dava una dimensione spirituale profonda alla vita di alcune donne che non volevano fare professione in un ordine monastico e volevano restare in qualche modo dentro il mondo delle laiche-, arriva a un’intesa o a un patto con la figlia. La regina sapeva che la principessa Isabella aveva una volontà ferma e decisa e solo il suo intervento come madre e come regina l’avrebbero fatta cambiare ragione di vita. Evidentemente la regina non presentò solo ragioni politiche, come facevano alcuni consiglieri, ma anche ragioni religiose: la principessa con la sua posizione -di nuovo- di regina del Portogallo poteva influire decisamente sull’adozione di una politica di unità religiosa come quella di Castiglia, in un momento in cui le imbarcazioni erano pronte a partire verso le coste dell’india, e quando il Portogallo stava diventando il rifugio di numerosi ebrei conversi in fuga dall’Inquisizione. Queste e altre ragioni di ordine politico-religioso e familiare -e sarebbe senza dubbio una di queste il fatto di aiutare sua madre come regina- convinsero la giovane principessa Isabella, che acconsentì a sposarsi con Manuel del Portogallo e a dargli gli eredi che costui sperava. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E benché fosse costume che le infante dovessero servire a rafforzare il ruolo del lignaggio e quello della Corona di Castiglia con gli altri regni, non le sottopone a quello che alcune autrici e autori chiamano “il ballo dei mariti”, a cui lei stessa era stata sottoposta dal fratello Enrico. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sui beghinaggi castigliani e su queste forme di vita e di pietà, vedi Ángela Muñoz Fernández, Mujer y experiencia religiosa en el marco de la santidad medieval, Asociación Cultural Al-Mudayna, Madrid 1988; AA. VV., Las mujeres en el cristianismo medieval. Imágenes teóricas y cauces de actuación religiosa, a cura di Ángela Muñoz Fernández, Asociación Cultural Al-Mudayna, Madrid 1989; Ángela Muñoz Fernández, Beatas y santas neocastellanas: ambivalencia de la religión y políticas correctoras del poder (ss. XIV-XVII), Dirección General de la Mujer, Madrid 1994. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il testamento e altri documenti permettono anche di valutare la stretta e speciale relazione che la regina Isabella stabilirà con la figlia Giovanna. Una relazione che probabilmente è mediata a quella con la stessa madre della regina Isabella, Isabella del Portogallo, poiché sembra che nel comportamento a volte difficile da interpretare di sua figlia Giovanna la regina riconoscesse modi di fare di sua madre. Rammentava così con nostalgia i suoi anni a Madrigal e ad Arévalo , il periodo che io chiamo dello spazio “tra donne”, erano gli anni sessanta del XV secolo e Isabella aveva allora undici anni. Di nuovo, qualche anno più tardi, recupera questo spazio: a diciassette anni torna a incontrarsi con il fratello Alfonso - a cui era molto unita fin da bambina - e con sua madre ad Arévalo, con le sue dame, damigelle, serve e domestiche. Al calore di quello che lei considera il suo focolare, organizzerà i festeggiamenti per l’undicesimo compleanno del re-bambino Alfonso. Ad Arévalo, libera dagli sguardi indagatori della corte di Enrico IV, si sente di nuovo vicina alla vita e organizza il compleanno del fratellino, l’infante Alfinso. Nella festa si svolge una colorita rappresentazione poetica in maschera, chiamata momo . Per il testo, Isabella dà personalmente l’incarico a Gómez Manrique, uno dei grandi poeti del momento, che compose un testo che si è conservato.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4775870906213495428-8442462167340361126?l=perstorie-eieten.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/feeds/8442462167340361126/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2011/11/isabella-di-castigliail-linguaggio-e-il.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/8442462167340361126'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/8442462167340361126'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2011/11/isabella-di-castigliail-linguaggio-e-il.html' title=''/><author><name>eieten</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02367020598082211162</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://1.bp.blogspot.com/_m4NAY49Zm88/SwgkwO6OuGI/AAAAAAAAADo/4kYdZZG2Keo/S220/eleonora_di_aquitania_e_enrico_II_tomba_fontevraud_abbazia_01.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-VgywKe6FeUM/Ts5yiio4XLI/AAAAAAAADY0/TQVyCmToyQg/s72-c/castiglia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4775870906213495428.post-7566871837763054341</id><published>2011-11-22T08:31:00.000-08:00</published><updated>2011-11-22T08:32:23.765-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;iframe width="560" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/yrBDccwqa28" frameborder="0" allowfullscreen&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4775870906213495428-7566871837763054341?l=perstorie-eieten.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/feeds/7566871837763054341/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2011/11/blog-post_4327.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/7566871837763054341'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/7566871837763054341'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2011/11/blog-post_4327.html' title=''/><author><name>eieten</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02367020598082211162</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://1.bp.blogspot.com/_m4NAY49Zm88/SwgkwO6OuGI/AAAAAAAAADo/4kYdZZG2Keo/S220/eleonora_di_aquitania_e_enrico_II_tomba_fontevraud_abbazia_01.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/yrBDccwqa28/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4775870906213495428.post-6700820992244120074</id><published>2011-11-22T08:27:00.000-08:00</published><updated>2011-11-22T08:28:00.174-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;iframe width="420" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/C6cr4bXlhGU" frameborder="0" allowfullscreen&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4775870906213495428-6700820992244120074?l=perstorie-eieten.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/feeds/6700820992244120074/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2011/11/blog-post_22.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/6700820992244120074'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/6700820992244120074'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2011/11/blog-post_22.html' title=''/><author><name>eieten</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02367020598082211162</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://1.bp.blogspot.com/_m4NAY49Zm88/SwgkwO6OuGI/AAAAAAAAADo/4kYdZZG2Keo/S220/eleonora_di_aquitania_e_enrico_II_tomba_fontevraud_abbazia_01.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/C6cr4bXlhGU/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4775870906213495428.post-197567722548492134</id><published>2011-11-18T00:35:00.001-08:00</published><updated>2011-11-18T00:37:02.666-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-uk6V3s4pQfM/TsYZJ7xTH_I/AAAAAAAADVY/IElFBhrHADE/s1600/guglielmo.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 230px; height: 165px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-uk6V3s4pQfM/TsYZJ7xTH_I/AAAAAAAADVY/IElFBhrHADE/s400/guglielmo.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5676252038801072114" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Guglielmo Tell è veramente esistito?  &lt;br /&gt;Guglielmo TellIntorno alla figura di Guglielmo Tell, il celebre eroe svizzero, si sono cimentati per secoli storici e studiosi, ma la conclusione è che si tratti di una leggenda. Non esistono infatti prove sulla storicità di questo personaggio, anche se la sua vicenda è legata alla nascita della prima Confederazione Svizzera del 1° agosto 1291. Secondo la leggenda, Guglielmo Tell, un contadino di Bürglen, nel cantone di Uri, reo di non aver salutato un'insegna degli austriaci invasori, è costretto a colpire una mela posta sul capo del figlio: Tell, il miglior tiratore della valle, non fallisce, ma quando rivela che, nel caso avesse fallito il primo colpo, una seconda freccia sarebbe stata destinata al governatore, viene arrestato. &lt;br /&gt;Eroe romantico. La leggenda prosegue in modo ancora più avventuroso: Tell riesce a fuggire e uccide il governatore in un'imboscata. Il fatto scatenò la ribellione degli svizzeri contro gli Asburgo e la stipulazione del patto d'alleanza tra i tre cantoni di Uri, Schwyz e Unterwalden. In realtà secondo gli archeologi il patto del 1291 non determinò l'immediata cacciata degli austriaci che abbandonarono i loro castelli soltanto nel XV secolo.&lt;br /&gt;La vicenda di Guglielmo Tell fu poi rispolverata durante il romanticismo come simbolo della lotta per la libertà personale e politica grazie a Friedrich von Schiller e al suo dramma Wilhelm Tell del 1804.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4775870906213495428-197567722548492134?l=perstorie-eieten.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/feeds/197567722548492134/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2011/11/guglielmo-tell-e-veramente-esistito.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/197567722548492134'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/197567722548492134'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2011/11/guglielmo-tell-e-veramente-esistito.html' title=''/><author><name>eieten</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02367020598082211162</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://1.bp.blogspot.com/_m4NAY49Zm88/SwgkwO6OuGI/AAAAAAAAADo/4kYdZZG2Keo/S220/eleonora_di_aquitania_e_enrico_II_tomba_fontevraud_abbazia_01.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-uk6V3s4pQfM/TsYZJ7xTH_I/AAAAAAAADVY/IElFBhrHADE/s72-c/guglielmo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4775870906213495428.post-4729017710331207350</id><published>2011-11-16T23:37:00.001-08:00</published><updated>2011-11-16T23:39:47.289-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-PIhN7Pb8AoA/TsS6N8sf4zI/AAAAAAAADVI/l-sHZ7ojI6Y/s1600/agnese.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 298px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-PIhN7Pb8AoA/TsS6N8sf4zI/AAAAAAAADVI/l-sHZ7ojI6Y/s400/agnese.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5675866179187499826" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; Interessante carteggio tra due mistiche medioevali&lt;br /&gt;Le Lettere di Chiara da Assisi ad Agnese di Boemia   &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Introduzione Lettere  &lt;br /&gt;alla Prima Lettera Prima Lettera  &lt;br /&gt;alla Seconda Lettera Seconda Lettera  &lt;br /&gt;alla Terza Lettera Terza Lettera  &lt;br /&gt;alla Quarta Lettera Quarta Lettera  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Introduzione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Agnese di Boemia era una delle donne più importanti di Europa. Figlia del re Otokar I de Boemia e di Costanza di Ungheria, da parte di madre era cugina di S. Elisabetta di Ungheria. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'amicizia tra questa figlia della più alta nobiltà di stirpe regale e la più modesta figlia di Favarone di Offreduccio cavaliere di Assisi rappresenta una delle pagine più belle della storia del movimento religioso femminile del XIII secolo. Le due donne non si incontrarono mai. I loro contatti si limitarono allo scambio epistolare, che probabilmente fu più intenso di quanto le quattro lettere conservate testimonino. Eppure, malgrado questa rarefazione di rapporti, non vi è alcun dubbio che la loro amicizia fu determinante non solo per Agnese, ma anche per la stessa Chiara.   &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Inizio Lettere Agnese)              La Prima Lettera&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando Chiara le scrisse la prima lettera (1234), Agnese era nel momento di svolta della sua vita. Essendo infatti stata allevata nella prospettiva di vantaggiose alleanze matrimoniali per la casa di Boemia, Agnese si era trovata, non molti anni prima, al centro di una contesa matrimoniale tra il re d'Inghilterra Enrico III e lo stesso imperatore Federico II. Le alterne vicende della politica europea però e soprattutto la morte del padre nel 1230 fecero fallire tutti questi progetti. In questi anni Agnese non era rimasta strumento passivo nella mano del padre e poi del fratello Venceslao, ma aveva mostrato doti e determinazione non comuni. La sua scelta religiosa trovò pieno compimento con l'incontro con i frati minori, alla loro prima missione in Boemia. Agnese si preoccupò della loro sistemazione, provvedendo alla realizzazione di un ospedale e poi di un convento, vicino al nuovo monastero destinato ad accogliere una comunità di damianite. Le prime cinque monache seguaci di Chiara arrivarono a Praga nel 1233, ma non da Assisi, bensì da Trento, probabilmente perché la vicinanza geografica e linguistica consentiva un più facile inserimento in Boemia. Nel novembre dello stesso anno fecero ingresso nel nuovo monastero le prime sette novizie boeme. Agnese invece aspettò ancora sei mesi, fino alla Pentecoste del 1234, giorno in cui, in una cerimonia tra le più solenni, alla presenza di sette vescovi e di tutta la famiglia reale, prese l'abito di S. Chiara. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di tutti questi episodi ci sono ampi riferimenti nella prima lettera di Chiara ad Agnese, che deve essere stata scritta poco prima o poco dopo. E' un primo contatto: Chiara infatti usa il "voi" (mentre nelle lettere successive userà un più familiare "tu"). E' allo stesso tempo una lettera molto rispettosa - come si conviene ad una missiva indirizzata ad una donna, che, seppure più giovane, è ei rango sociale tanto elevato - ma anche molto esplicita nel presentare l'ideale di povertà proprio delle comunità di damianite. Ben 16 sui 35 versetti che costituiscono la lettera, infatti, contengono un bell'inno alla povertà, in cui tra l'altro Chiara mette in mostra una non banale sensibilità letteraria. Naturalmente non va trascurato il fatto che, con tutta probabilità, Chiara dettava i suoi testi e che quindi uno o più copisti parteciparono alla redazione definitiva. I contenuti di questo "inno alla povertà", come del resto l'insieme delle lettere, sono così tipicamente clariani, che nessuno oggi mette in discussione il fatto che Chiara ne sia la sostanziale autrice.   &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Inizio Lettere Agnese)         La Seconda Lettera &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pochi mesi dopo la sua entrata in monastero Agnese aveva ottenuto dal papa Gregorio IX ( l'antico cardinale Ugolino dei Conti di Segni, protettore dell'Ordine ed amico personale di Francesco e di Chiara) una bolla con la quale la Sede Apostolica si assumeva la proprietà dell'Ospedale e del monastero da lei fondato. Era il primo passo della giovane principessa verso una vita di assoluta povertà. In seguito, per meglio uniformarsi allo spirito di San Damiano, Agnese chiese al papa di poter seguire anche a Praga la forma di vita che Francesco aveva composto per Chiara e per le sue compagne. Gregorio IX si rifiutò, specificando che, a suo avviso, il santo, con spirito materno, aveva dato a Chiara la piccola forma di vita (formula vita) come latte da bere, ma che ora Agnese e le sue sorores avrebbero dovuto seguire la Regola di Benedetto con l'aggiunta delle Costituzioni da lui stesso preparate quando ancora era cardinale. Forse per venire incontro al desiderio di Agnese di legarsi intimamente alle consuetudini di San Damiano però il papa, in quella stessa occasione, concedeva anche al monastero di Praga una sorta di Privilegium paupertatis. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La seconda delle lettere conservate va collocata nel tempo intermedio tra la richiesta di Agnese (della quale probabilmente Chiara era a conoscenza) e la risposta del pontefice, in ogni caso dunque prima del 1238. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto il contenuto, a cominciare dal saluto iniziale in cui Chiara augura "salutem et semper in summa vivere paupertate", è centrato sul tema della povertà, cui sono dedicati ben 24 versetti sui 26 complessivi. Il passaggio più controverso è quello riferito ad Elia, verso il quale Chiara mostra di avere grande rispetto e considerazione. Che Chiara, della quale sono noti i rapporti di amicizia con Leone e gli altri socci di Francesco, possa esser stata in buona relazione anche con Elia appare strano a chi legga la storia dei primi decenni francescani alla luce della successiva contrapposizione tra Spirituali e Comunità. Ma questa profonda amicizia di Chiara con Elia non appare forse come un indizio di un qual certo legame tra i membri della prima generazione francescana, che furono accolti nell'Ordine da Francesco stesso? Tale legame fu forse più forte di quanto non appaia oggi nelle fonti e Chiara sembra aver avuto, in sebi a questa prima generazione francescana, un ruolo non secondario.   &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Inizio Lettere Agnese)                  La Terza Lettera   &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche la terza lettera deve essere stata scritta più o meno nello stesso periodo della seconda. Questa volta pero Chiara risponde ad un preciso quesito di Agnese riguardo al digiuno e lo fa sotto l'autorità di uno scritto che Francesco stesso avrebbe lasciato per le sorores di San Damiano (che purtroppo è andato perduto). Emerge dalla lettera il desiderio grande di Agnese di conformarsi in tutto alle consuetudini di vita di Chiara e delle sue sorores e, al tempo stesso, la gioia di quest'ultima nel percepire tale determinazione di Agnese, al punto che non esita a dire: "per usare propriamente le parole dell'Apostolo stesso, ti considero adiutrice di Dio stesso e colei che solleva le membra cadenti del suo corpo ineffabile". Qui il riferimento è a 1 Cor. 3,9 e Rm. 16,3 laddove Paolo attribuisce il titolo di "collaboratore di Dio" allo stesso ministero apostolico. Il ragionamento di Chiara appare quanto mai forte: Agnese, rinunciando a vanità e superbia ed abbracciando umiltà e povertà può essere considerata al pari degli apostoli. E' forse la prima volta, nella storia della Chiesa, che un tale titolo viene applicato al femminile.   &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Inizio Lettere Agnese)                 La Quarta Lettera   &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'ultima lettera ad Agnese si riferisce invece agli ultimi tempi della vita di Chiara. Tra la prima e l'ultima sono passati dunque circa vent'anni, durante i quali l'amicizia tra le due donne, così lontane eppure così vicine, si è andata rafforzando. Non sempre la corrispondenza è stata serrata come avrebbero desiderato le due protagoniste, e di questo Chiara si scusa nell'inizio della lettera, dicendo: "non credere in alcun modo che l'incendio della carità verso di te arda meno soavemente nelle viscere di tua madre. Questo è l'impedimento: la mancanza di messaggeri e i manifesti pericoli delle strade". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quest'ultima missiva è quasi un testamento spirituale: sono predominanti i temi del martirio e delle nozze mistiche, che ricevono una luce particolare dalla circostanza che Chiara sente prossima la sua morte e quindi il suo incontro con il Signore. E' per questo stesso motivo che questa lettera è anche lo scritto di Chiara con il più alto numero di citazioni del Cantico dei Cantici. La conclusione segna forse l'apice del sentimento affettuoso di Chiara verso Agnese: "O figlia benedetta, poiché la dilezione che ho verso di te in alcun modo si potrebbe esprimere più pienamente con lingua carnale, ciò che ti ho scritto incompiutamente, ti prego di accoglierlo benignamente e devotamente, badando in esso almeno all'affetto materno, del cui ardore di carità ogni giorno ardo per te e per le figlie tue, alle quali raccomanda molto me e le mie figlie in Cristo". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Agnese di Boemia, che è stata proclamata santa il 12 nov. 1989, ha conosciuto solo negli ultimi anni l'attenzione che meritava da parte degli studiosi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4775870906213495428-4729017710331207350?l=perstorie-eieten.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/feeds/4729017710331207350/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2011/11/interessante-carteggio-tra-due-mistiche.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/4729017710331207350'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/4729017710331207350'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2011/11/interessante-carteggio-tra-due-mistiche.html' title=''/><author><name>eieten</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02367020598082211162</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://1.bp.blogspot.com/_m4NAY49Zm88/SwgkwO6OuGI/AAAAAAAAADo/4kYdZZG2Keo/S220/eleonora_di_aquitania_e_enrico_II_tomba_fontevraud_abbazia_01.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-PIhN7Pb8AoA/TsS6N8sf4zI/AAAAAAAADVI/l-sHZ7ojI6Y/s72-c/agnese.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4775870906213495428.post-3946728787754437384</id><published>2011-11-14T09:03:00.001-08:00</published><updated>2011-11-14T09:06:54.134-08:00</updated><title type='text'>Il romanzo gotico</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-2EVwSlr-j4g/TsFKgx7ukVI/AAAAAAAADTY/JMwJwvpJz90/s1600/Edgar_Allan_Poe_2.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 319px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-2EVwSlr-j4g/TsFKgx7ukVI/AAAAAAAADTY/JMwJwvpJz90/s400/Edgar_Allan_Poe_2.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5674898932483658066" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span xmlns=''&gt;&lt;p style='background: white'&gt;&lt;span style='color:#646464; font-family:Arial; font-size:6pt'&gt;.&lt;/span&gt;&lt;span style='font-family:Arial Narrow'&gt;&lt;span style='color:black'&gt;&lt;span style='font-size:10pt'&gt;&lt;br /&gt;						&lt;/span&gt;&lt;span style='font-size:8pt'&gt;L'origine di quella che, comunemente, viene chiamata &lt;strong&gt;Letteratura Gotica&lt;/strong&gt; viene individuata nel 1784, ovvero l'anno in cui viene pubblicato il romanzo &lt;strong&gt;Il Castello di Otranto&lt;/strong&gt; di &lt;a title='Vai scheda su Horace Walpole' href='http://www.realdarkdream.com/letteratura/horacewalpole.html'/&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style='font-size:8pt'&gt;&lt;span style='color:#cc0000'&gt;&lt;strong&gt;Horace Walpole&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style='color:black'&gt;. A questo seguiranno poi altre importanti opere come &lt;strong&gt;I misteri di Udolfo&lt;/strong&gt; di &lt;a title='Leggi la scheda' href='http://www.realdarkdream.com/letteratura/annradcliffe.html'/&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style='color:#cc0000'&gt;&lt;strong&gt;Ann Radcliffe&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style='color:black'&gt;, &lt;strong&gt;Il monaco&lt;/strong&gt; di &lt;strong&gt;Matthew G. Lewis&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Vathek&lt;/strong&gt; di &lt;strong&gt;William Beckford&lt;/strong&gt;. La fine del periodo "storico" della letteratura gotica viene posta in genere attorno al 1820, ma scrittori come &lt;a title='Leggi la scheda' href='http://www.realdarkdream.com/letteratura/edgarallanpoe.html'/&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style='color:#cc0000'&gt;&lt;strong&gt;Edgar Allan Poe&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style='color:black'&gt; e &lt;a title='Leggi la scheda' href='http://www.realdarkdream.com/letteratura/hplovecraft.html'/&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style='color:#cc0000'&gt;&lt;strong&gt;Howard Philip Lovecraft&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style='color:black'&gt;, anche se posteriori, sono di norma classificati come "gotici", e anche ai giorni nostri quello che è comunemente definito "gotico" occupa una buona parte della letteratura horror. &lt;br/&gt;Tutti questi racconti hanno in comune dei tratti ben precisi: il costante uso di ambientazioni arcaiche, come castelli diroccati o case isolate, ove avvengono spaventosi fatti di sangue, intricate cospirazioni e misteriosi delitti. Anche il paesaggio naturale ha un grosso peso nel creare la giusta atmosfera in quanto contribuisce a rappresentare in chiave metaforica i sentimenti dei personaggi; si ritroveranno spesso, così, delle spoglie brughiere, minacciose foreste e lande desolate. Il tutto accompagnato dalla costante presenza del soprannaturale, in tutte le sue forme: riti demoniaci, diavoli tentatori o creature fantastiche e spaventose, e sarà  proprio qui che prenderanno vita le figure caratteristiche del mostro di &lt;strong&gt;Frankestein&lt;/strong&gt;, del &lt;strong&gt;Golem&lt;/strong&gt; e del primo &lt;strong&gt;Nosferatu&lt;/strong&gt;. Ognuna di queste creature è un essere fuori dal comune, stupefacente e affascinante. &lt;br/&gt;Ed è qui che si può ritrovare il motivo di maggior successo del romanzo gotico: il fascino del mostruoso, che cattura l'attenzione del lettore verso ciò che è esterno, alieno e sconosciuto; in particolare si fa leva sulla parte latente dell'animo umano, la parte non si conosce mai perfettamente, ma che rimane ignota e latente, sospesa nel nulla del vivere quotidiano. In questo luogo galleggiano le paure dell'uomo, i terrori che ci accompagnano fin dall'infanzia, i desideri più inconfessabili ed è questo il materiale che gli scrittori gotici hanno utilizzato per le loro opere. &lt;br/&gt;Gli elementi soprannaturali presenti non sono altro che l'espressione codificata dei timori comuni: la paura costituisce la più straordinaria molla dell'immaginario sociale. In questo modo la parte oscura dell'anima viene fuori, si diffonde in ogni pagina e avvolge ogni parola. La paura, con la sua funzione catartica e tentatrice, spinge chi legge verso la tana del lupo e lo fa avvicinare alla soglia. Paradossalmente dà  coraggio perchè innesca nel profondo la perversità  umana che, in una continua e interminabile sete di conoscenza, sfida la natura rischiando la vita, cioè varcando quella soglia. La sfida con il soprannaturale è una sfida col limite che risveglia in noi la cosiddetta "fear of the unknown" ossia la paura di ciò che è sconosciuto.&lt;br/&gt;Facendo leva su un sentimento così vitale, il romanzo gotico ha attirato un pubblico vasto ed eterogeneo, rispondendo al suo bisogno di fantasia e di attesa del diverso. Un'analisi approfondita sul successo della corrente gotica interessò anche &lt;strong&gt;Sigmund Freud&lt;/strong&gt;, il quale giunse alla conclusione che l'effetto della letteratura gotica era da cercare soprattutto nel riemergere delle esperienze personali rimosse, nell'universo negativo di ciascuno che essa era appunto in grado di richiamare alla memoria attraverso i personaggi fantastici che incarnano desideri, paure e ansie diversamente censurate in nome di un'esistenza equilibrata. &lt;br/&gt;Il gotico insinua un dubbio essenziale nella mente di ciascuno, ci avverte che il bene può essere male e viceversa, che l'identità  di un individuo può perdersi nel suo stesso contrario, che esistono effetti senza cause e che il normale non conosce il confine che lo separa dall'anomalo, che ciò che è giusto non può sempre essere distinto da ciò che non lo è, anzi, che il desiderio e l'avversione si attraggono respingendosi in un macabro valzer, che il colpevole spesso è vittima&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style='text-align: center'&gt;&lt;span style='color:red; font-family:Times; font-size:8pt'&gt;Il Romanzo Gotico&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style='background: white'&gt;&lt;span style='font-family:Verdana; font-size:8pt'&gt;&lt;span style='color:black'&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;La letteratura gotica o romanzo gotico è un genere di narrativa fantastica, per lo più ambientata nel Medioevo, sviluppatasi nel corso del Settecento. La sua peculiarità è data da ambientazioni cupe e da personaggi il più delle volte malvagi e dagli atteggiamenti diabolici. L'amore perduto, i conflitti interiori, il paranormale sono temi frequenti nei romanzi gotici. In età contemporanea gotico è usato anche come sostantivato per indicare, oltre l'architettura e l'arte, tale genere di narrativa.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;L'iniziatore del romanzo gotico è considerato Horace Walpole con il suo romanzo Il castello di Otranto del 1764. L'ultimo è considerato il racconto di Bram Stoker con il suo celeberrimo Dracula del 1897.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style='color:red'&gt;&lt;strong&gt;Storia&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style='color:black'&gt;&lt;br/&gt;Il termine gothic (gotico) era originariamente applicato all'architettura del medioevo detta architettura gotica e all'arte. Il termine gothick fu adottato a partire dal XVIII secolo dai propositori del gothic revival, un precursore del Romanticismo. L'architettura neogotica, che divenne popolare nell'Ottocento, fu una reazione all'architettura neoclassica che era il marchio distintivo dell'era della ragione.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Nella narrativa la letteratura inglese del XVIII e XIX secolo fu alimentata da due temi caratteristici: il romanzo gotico, definito anche "romanzo spaventoso" per i personaggi e l'ambientazione angosciante e inaugurato dal già citato The Castle of Otranto di Horace Walpole e il romanzo storico di Walter Scott. Bisogna dire che c'è un rapporto fisico molto stretto tra architettura e romanzo gotico del quale i veri protagonisti diventano proprio l'ambientazione e la scenografia della narrazione. Non per niente in Inghilterra Horace Walpole ordinò la costruzione neogotica del castello di Strawberry Hill nei pressi di Londra. In questa fortezza, che ebbe un posto importante nell'architettura inglese, Walpole fece installare una tipografia nella quale si stamparono i suoi libri e quelli dei suoi amici.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Tra i fattori che hanno contribuito alla nascita del genere vi è senza dubbio anche il parallelo sviluppo in Europa del Romanticismo, con la sua attrazione verso i temi del misterioso, dell'esotico, del primitivo, del tenebroso, che, sviluppati secondo particolari canoni, diventeranno elementi base anche del romanzo gotico.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Il romanzo gotico conobbe dunque una certa fortuna anche nell'Ottocento, annoverando altri importanti scrittori quali Matthew Gregory Lewis, Ann Radcliffe e Mary Shelley. Sentimentalismo e romanticismo, rivolta contro il razionalismo illuminista, inquietudine per l'industrializzazione portano alla nascita del gothic revival, sottogenere che si sviluppa nella seconda metà del Settecento fino ai primi decenni del XIX secolo, proseguendo poi per tutto l'Ottocento con vari sviluppi che coinvolgono non solo la letteratura ma, come neogotico, anche l'architettura e le arti figurative.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Oltre al Castello di Otranto (The castle of Otranto, 1764) di Walpole, all'interno di questo genere si possono citare Il vecchio barone inglese (The Old English Baron, 1777) di Clara Reeve, Vathek (1786) scritto in francese da William Beckford, I misteri di Udolpho (1794) e L'italiano o il confessionale dei penitenti neri (1797) di Ann Radcliffe, Il Monaco (1796) di M.G. Lewis, Frankenstein (1818) di Mary Shelley, Il vampiro (1819) di John William Polidori, Melmoth l'uomo errante (1820) di Charles Robert Maturin.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Gli sviluppi successivi del genere letterario, già a partire dalla metà del XIX secolo con Edgar Allan Poe, più che su ambientazioni fantastiche (antichi castelli, rovine medievali, monasteri, ecc.) o sovrannaturali (fantasmi, demoni, creature mostruose, ecc.), inizieranno ad avvicinarsi all'uomo comune concentrandosi sempre più negli abissi dell'io, nelle angosce e nelle paure individuali e collettive dell'uomo moderno, anticipando in qualche misura le indagini che saranno proprie, anni dopo, della psicanalisi. Attraverso autori del tardo XIX secolo, come Robert Louis Stevenson, ad esempio, con il suo romanzo Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde, o Arthur Conan Doyle, quindi, si assisterà allo svilupparsi di diversi nuovi filoni narrativi derivati dal gotico, che specie nel XX secolo assumeranno la forma di generi letterari autonomi, come il noir, la fantascienza, l'horror.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Infine, nel XX secolo, sarà il cinema, già dai primi anni venti, a rivitalizzare presso il grande pubblico l'interesse per alcuni fra i più noti miti del romanzo gotico nati nel secolo precedente, come Frankenstein o il Vampiro.&lt;br/&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style='color:red'&gt;&lt;strong&gt;&lt;br/&gt;Caratteristiche e ambientazione&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style='color:black'&gt;&lt;br/&gt;Tipici di questo genere letterario sono il tema della morte, della possessione demoniaca, del male, delle antiche profezie.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Materia dei romanzi gotici sono il terrore (e di conseguenza il sublime) e i conflitti interiori senza soluzione. I personaggi che animano il romanzo gotico sono spesso ambigui, misteriosi, preda di passioni violente o tormentati da pene d'amore. Una delle figure fondamentali è la vergine perseguitata, già personificata dalla Clarissa di Richardson: nel Castello di Otranto di Walpole, e più ancora nella Radcliffe e in Lewis, giovani donne pure sono costrette a fuggire da biechi seduttori.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Il romanzo gotico è spesso ambientato nel medioevo o nel XIX secolo: epoca buia e misteriosa la prima, considerata più mistica e "borghese" la seconda. L'ambientazione non è più quella del mondo borghese settecentesco, ma cupi castelli medievali o bui conventi. La minaccia proviene e si manifesta spesso in paesi cattolici: a dispetto del fatto che le vicende narrate sembrano distaccarsi dalla realtà sociopolitica del tempo, secondo una visione apodittica "anglicanofila", il gothic revival ricorda agli inglesi la loro scelta di allontanarsi dal papato, per trovarsi un re di sicura fede protestante disposto a governare con un parlamento ed una costituzione che limita i suoi poteri (Glorious Revolution). Allo stesso tempo però, secondo tale prospettiva tutta da provare, si afferma che la letteratura inglese è stata osteggiata, messa in ombra perché appartenente ad un paese non cattolico.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style='color:red'&gt;&lt;strong&gt;Luoghi tenebrosi &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style='color:black'&gt;&lt;br/&gt;In età preromantica, sempre riguardo al romanzo gotico e al gusto per il mistero e alla religiosità medievale, facili strumenti per ottenere il sublime e gli stati d'animo forti e incontrollati sono le ombre e l'oscurità (al contrario la luce rientra nel senso del bello); oggetti molto potenti, grandi, che incutono timore (come cannoni, palazzi possenti, catene, il celeberrimo elmo che campeggia, enorme e minaccioso all'inizio del "Castello di Otranto" di Walpole); rumori molto forti; il senso di vastità, di cose non misurabili; l'approssimazione (ad esempio John Milton nel Paradise Lost accennava solo vagamente all'aspetto e alle fattezze del diavolo); infine la mancanza di rapporto causa-effetto.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;I luoghi in cui si svolgono le vicende sono spesso tetri e tenebrosi, come vecchi castelli (Dracula, Il castello di Otranto, I misteri di Udolpho), abbazie e conventi (La vergine perseguitata, "The monk" di Lewis, ma anche "L'italiano" della Radcliffe); più in generale in paesi cattolici che sembrano governati da monarchie assolute che non tutelano affatto i diritti dei cittadini. Il potere religioso agisce mediante immagini che invitano alla contemplazione di tipo emotivo. Ricorrenti le ambientazioni naturali, come le foreste, le Alpi o il Polo Nord, dove dominano neve e ghiacci (Frankenstein), ma anche il deserto come terra inospitale (Vathek).&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Tutte queste tematiche e simboli presto diverranno emblematici del romanticismo inglese.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Il potere feudale e il dispotismo contribuiscono allo sfondo gotico sublime e sono temi poi ripresi nell'Ottocento dagli scrittori americani, che hanno vissuto i governi dispotici puritani (caccia alle streghe, ordalia; indiani = lingua incomprensibile, feroci e superstiziosi).&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style='color:red'&gt;&lt;strong&gt;Esponenti&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style='color:black'&gt;&lt;br/&gt;Horace Walpole (1720-1800 ca), terzo figlio sopravvissuto del primo ministro sir Robert Walpole, a metà del Settecento comincia a costruirsi un castello a Strawberry Hill, ai margini di Londra, e lo riempie man mano di straordinari pezzi d'arte (tra cui intere collezioni di reliquie cattoliche) e in effetti Horace Walpole rimane un intenditore e un antiquario di notevole importanza culturale. Con il breve romanzo del 1764 Il castello di Otranto, dà inizio in modo abbastanza consapevole al genere gotico. Il testo si presenta come la traduzione di un antico racconto italiano ambientato nella Puglia medievale ed è la fonte d'ispirazione diretta per The Old English Baron di Clara Reeve (1870).&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;L'opera orientaleggiante Vathek di William Beckford è scritta in francese e muove i primi passi nella narrativa protoscientifica che esplorerà poi Mary Wollstonecraft Shelley. Nessuno dei due romanzi è gotico in senso stretto, dato che entrambi superano il mondo medievale ed approdano invece nel campo della conoscenza, ma presentano tematiche riconducibili al genere in questione. Vathek offre poi un'opportunità di evasione nella vita di un gentiluomo inglese dell'epoca. L'eroe arabo di Beckford è assetato di potere, quel potere che pervaderà anche Victor Frankenstein, di dominare la vita e la morte; per assecondare le sue ambizioni il protagonista si inoltra nelle caverne segrete di un mondo sotterraneo, dove però scopre che le sue fantasie sono destinate a rimanere tali. Vathek è un Rasselas (Samuel Johnson) privato della sua filosofia morale.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Dal gotico di Ann Radcliffe seguiranno tutte le narrazioni nere successive. In un saggio la Radcliffe distingue le reazioni che si provano di fronte al terrore, che dilata l'animo e rende le facoltà estremamente ricettive, e all'orrore, che invece fa contrarre e raggelare i sensi. Sia in I misteri di Udolfo che in L'italiano (1797) troviamo due eroine (Emily nel primo, Ellena nel secondo) perseguitate da una presenza maschile; entrambe vantano grande delicatezza e profondo senso del decoro ed immerse nel cattolicesimo più sinistro fanno affidamento sulla loro razionalità per superare le difficoltà; riescono al contempo a rendersi conto della pericolosità della loro posizione sia dal punto di vista sessuale sia morale. Ne L'Italiano, Ellena è rinchiusa in un convento in un'Italia immaginaria (la Radcliffe non l'ha visitata) dominata da potenti stereotipi visivi. Va ricordato che nella prima fase della nascita della Chiesa anglicana si era assistito ad un vero e proprio annientamento dell'immagine sacra.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Anche Il monaco (1795) di Matthew Gregory Lewis è ambientato in un convento di frati cappuccini e in un paese cattolico, la Spagna (in particolare Madrid), ma il convento è ora dominato da un'atmosfera di repressione e ambizione opposta alla vita serena dei monasteri della Radcliffe. Il romanzo è totalmente privo di profondità psicologica, ma riesce ugualmente a rappresentare la natura segreta del monaco Ambrosio; le sue passioni represse riaffiorano in ambientazioni d'effetto come stanze segrete, passaggi sotterranei e cripte (Lewis inserisce tra l'altro una rivisitazione della scena della cripta di Romeo e Giulietta). Ambrosio, colpevole persino di un tentativo di stupro, giunge alla distruzione spirituale nonché fisica: la sua morte arriva ormai quasi come una liberazione dopo una lenta agonia, dettagliatamente descritta (Miriadi d'insetti si posavano sulle sue ferite, conficcandogli i pungiglioni nel corpo e infliggendogli le più acute e insopportabili torture. Le aquile della roccia gli strapparono le carni pezzo dopo pezzo e con i becchi ritorti gli spiccarono gli occhi). Stephen King ha scritto alcuni romanzi che possono essere ascritti al sottogenere del suburban ghotic&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style='background: white'&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style='color:black; font-family:Verdana; font-size:8pt'&gt;sbf&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4775870906213495428-3946728787754437384?l=perstorie-eieten.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/feeds/3946728787754437384/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2011/11/blog-post_14.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/3946728787754437384'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/3946728787754437384'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2011/11/blog-post_14.html' title='Il romanzo gotico'/><author><name>eieten</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02367020598082211162</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://1.bp.blogspot.com/_m4NAY49Zm88/SwgkwO6OuGI/AAAAAAAAADo/4kYdZZG2Keo/S220/eleonora_di_aquitania_e_enrico_II_tomba_fontevraud_abbazia_01.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-2EVwSlr-j4g/TsFKgx7ukVI/AAAAAAAADTY/JMwJwvpJz90/s72-c/Edgar_Allan_Poe_2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4775870906213495428.post-1263294966487105132</id><published>2011-11-14T06:36:00.000-08:00</published><updated>2011-11-14T06:38:01.893-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;iframe width="420" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/oVONzm8aWUo" frameborder="0" allowfullscreen&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4775870906213495428-1263294966487105132?l=perstorie-eieten.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/feeds/1263294966487105132/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2011/11/blog-post.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/1263294966487105132'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/1263294966487105132'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2011/11/blog-post.html' title=''/><author><name>eieten</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02367020598082211162</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://1.bp.blogspot.com/_m4NAY49Zm88/SwgkwO6OuGI/AAAAAAAAADo/4kYdZZG2Keo/S220/eleonora_di_aquitania_e_enrico_II_tomba_fontevraud_abbazia_01.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/oVONzm8aWUo/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4775870906213495428.post-7809478566173829365</id><published>2011-11-13T07:32:00.001-08:00</published><updated>2011-11-13T07:33:46.764-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-fxwxWwiSNNs/Tr_jUs-BMwI/AAAAAAAADSU/YaZSsNSG3hg/s1600/300px-Mary_of_burgundy_pocher.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 283px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-fxwxWwiSNNs/Tr_jUs-BMwI/AAAAAAAADSU/YaZSsNSG3hg/s400/300px-Mary_of_burgundy_pocher.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5674504000318288642" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Poetesse nel Medioevo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ognuno di  noi ha ascoltato i canti dei trovatori medievali almeno una volta nella vita, ma più raramente ci è data la possibilità di conoscere la voce delle trobadours, donne vissute nelle corti d’amore del XII e XIII secolo nell’area Occitanica del sud della Francia e del nord ovest dell’Italia.&lt;br /&gt;Le poetesse vengono definite in modo più appropriato con il termine provenzale trobairitz e non sono il primo esempio di poesia al femminile, ma sono lo specchio di una nuova coscienza storica che ci permette di rivalutare un periodo che spesso viene indicato come “buio e oscuro”, ma che in realtà ci riserva notevoli e piacevoli sorprese.&lt;br /&gt;Nel Medioevo esistono pochissimi casi di donne poetesse e ci si stupisce quando si scopre che in un’area così ristretta e in un lasso di tempo relativamente breve hanno operato un largo numero di trobairitz.  La trasmissione delle poesie probabilmente spesso era unicamente orale, ma ci sono stati tramandati i versi di ben venti poetesse&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Cosa è successo nel XII secolo in Occitania da permettere il fiorire della poesia al femminile?&lt;br /&gt;Le trobairitz al contrario dei trovatori sono principalmente aristocratiche che vivono all’interno della propria corte. Una differenza che ha permesso la diffusione della poesia al femminile è la diversa condizione di vita vissuta dalla donna nell’area occitanica rispetto al resto dell’Europa compreso il nord della Francia. L’Occitania tra l’XI e il XII secolo vede crescere in modo significativo il commercio e, inoltre, sono determinanti gli effetti delle crociate. &lt;br /&gt;La società feudale è suddivisa in classi sociali e il vassallo è colui che deve garantire rispetto e tutela al suo signore in cambio di protezione e di benefici (terre e possedimenti), i due sono uniti quindi da un legame verticale di mutua obbligazione.&lt;br /&gt;Nei territori della antica Gallia Togata (sud della Francia e Italia nord occidentale), fin dal VI e VII secolo d.C. vengono utilizzati i codici di Teodosio e di Giustiniano che determinano, rispetto ad altri luoghi in Europa, un miglioramento della condizione della donna.&lt;br /&gt;Questo è evidente anche all’inizio del X secolo durante il quale, dai documenti, risulta che alcuni possedimenti del sud della Francia: Auvergne, Carcassonne, Limousin, Montpellier, Nîmes e Tolosa sono in mano ad alcune donne. Ciò comporta una minaccia e il conseguente indebolimento dell’equazione feudale: forza militare = terra = potere. &lt;br /&gt;In Occitania le donne hanno il potere pur non avendo la capacità di difendere i propri territori con la forza. I fattori che determinano questa situazione sono molteplici e riguardano la situazione socio-economica e di sviluppo della zona.&lt;br /&gt;L’XI è il secolo dei grandi monasteri e degli abbondanti commerci (seta e spezie da oriente, abiti e tessuti dalle Fiandre, lana dall’Inghilterra, materie prime dalla Spagna e dalla Scozia). L’Occitania diventa il luogo di passaggio dei traffici dei commerci dei tessuti e abiti prodotti al nord e importati in Lombardia per poi essere commerciati con l’oriente.&lt;br /&gt;Oltre ai nuovi traffici commerciali, l’Occitania diventa la protagonista di un nuovo flusso determinato dal passaggio di sempre più numerosi pellegrini diretti a Roma o a Santiago de Compostela. E’ stato stimato che, nel periodo di maggiore afflusso, nel Medio Evo  viaggiarono più di 500.000 pellegrini all’anno.&lt;br /&gt;Cresce la borghesia e i nobili vengono lentamente sostituiti dai nuovi ricchi e si forma una nuova equazione: terra = soldi = potere.&lt;br /&gt;E’ questo, inoltre, il periodo delle prime crociate (la prima è del 1099), nuovo fenomeno che determina un grande cambiamento nella situazione politica e socio-economica dell’Europa.&lt;br /&gt;Nel 1209 Papa Innocenzo III proclama una crociata contro gli Albigesi. &lt;br /&gt;L’eresia catara (da cataro = puro) o albigese (dal nome della città di Albi in Francia) si diffonde all’inizio del XII secolo in Francia meridionale e Italia settentrionale. Questo movimento religioso nasce come strumento per riportare il cristianesimo alle sue origini e, in particolare, i Catari rifiutano i beni materiali e tutte le espressioni della carne e professano un dualismo in base al quale il re d'amore (Dio) e il re del male rivaleggiano. Sono vegetariani, uomini e donne sono considerati sullo stesso piano e non riconoscono il rito del battesimo dell’acqua, l'Eucarestia e il matrimonio&lt;br /&gt;La poesia dei trovatori è la prima vittima della crociata contro gli albigesi. Probabilmente i trovatori vengono considerati come il simbolo del modo di vivere del sud francese contrapposto al nord e considerato oltraggioso dal Papa.&lt;br /&gt;A molti trovatori è impedito di comporre nuove poesie e alcuni tra loro vengono esiliati in Spagna e in Italia e smettono di scrivere o cambiano il proprio stile e il soggetto del proprio cantare.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4775870906213495428-7809478566173829365?l=perstorie-eieten.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/feeds/7809478566173829365/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2011/11/poetesse-nel-medioevo-ognuno-di-noi-ha.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/7809478566173829365'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/7809478566173829365'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2011/11/poetesse-nel-medioevo-ognuno-di-noi-ha.html' title=''/><author><name>eieten</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02367020598082211162</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://1.bp.blogspot.com/_m4NAY49Zm88/SwgkwO6OuGI/AAAAAAAAADo/4kYdZZG2Keo/S220/eleonora_di_aquitania_e_enrico_II_tomba_fontevraud_abbazia_01.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-fxwxWwiSNNs/Tr_jUs-BMwI/AAAAAAAADSU/YaZSsNSG3hg/s72-c/300px-Mary_of_burgundy_pocher.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4775870906213495428.post-741411569760556339</id><published>2011-11-09T00:22:00.000-08:00</published><updated>2011-11-09T00:25:31.381-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-VURcDZCvtGM/Tro4rRMIQhI/AAAAAAAADQA/2TWWc0f53yI/s1600/Ulisse__il_cane__4eb9aa529101d_203x314.png"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 203px; height: 314px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-VURcDZCvtGM/Tro4rRMIQhI/AAAAAAAADQA/2TWWc0f53yI/s400/Ulisse__il_cane__4eb9aa529101d_203x314.png" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5672908996626366994" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un libro di avventure per ragazzi e adulti che non hanno smesso di sognare&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Ulisse, il cane della D.I.G.O.S.  &lt;br /&gt;( Gian Ugo Berti )&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Prezzo: €6.00 &lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;--------------------------------------------------------------------------------&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siete davvero convinti che gli animali non parlino? O forse è il genere umano a non saperli o volerli ascoltare? Comunque la pensiate,a modo loro sono in grado di comunicare,elaborare pensieri e sentimenti,costruire azioni,finalizzare intenti. Troppo,secondo voi? Pura fantasia?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Agli increduli, offriamo allora la cronaca di una giornata qualunque nella vita di un gruppo di animali coinvolti,loro malgrado,in una tipica nefandezza - un attentato terroristico – da parte degli uomini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dalla Prefazione dell'Autore&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Formato: epub (432 kb).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4775870906213495428-741411569760556339?l=perstorie-eieten.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/feeds/741411569760556339/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2011/11/un-libro-di-avventure-per-ragazzi-e.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/741411569760556339'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/741411569760556339'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2011/11/un-libro-di-avventure-per-ragazzi-e.html' title=''/><author><name>eieten</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02367020598082211162</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://1.bp.blogspot.com/_m4NAY49Zm88/SwgkwO6OuGI/AAAAAAAAADo/4kYdZZG2Keo/S220/eleonora_di_aquitania_e_enrico_II_tomba_fontevraud_abbazia_01.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-VURcDZCvtGM/Tro4rRMIQhI/AAAAAAAADQA/2TWWc0f53yI/s72-c/Ulisse__il_cane__4eb9aa529101d_203x314.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4775870906213495428.post-2650030285780919772</id><published>2011-11-08T00:48:00.001-08:00</published><updated>2011-11-08T00:54:11.580-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-jAduquI_VGA/TrjuKzNXrhI/AAAAAAAADPI/eZq6mNEe-9k/s1600/chiara%2Bmatraini.bmp"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-jAduquI_VGA/TrjuKzNXrhI/AAAAAAAADPI/eZq6mNEe-9k/s400/chiara%2Bmatraini.bmp" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5672545599985528338" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Chiara Matraini,la poetessa lucchese&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(1515-1604) &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nacque a Lucca, nel 1515, da Benedetto Matraini e Agata Serantoni. Rimasta orfana di padre all'età di un anno, passò sotto la tutela dello zio Rodolfo. Sfortunatamente, non esistono documenti che riportino notizie sulla famiglia Matraini e sui rapporti tra i suoi membri. Sappiamo che la famiglia partecipò alla rivolta degli "straccioni", ribellione che avvenne a Lucca, nel 1531, affinché anche le famiglie prive di ascendenze nobili, potessero accedere a cariche pubbliche. La repressione, violenta ed efferata, lasciò dei segni profondi nella poesia della scrittrice. &lt;br /&gt;Sappiamo inoltre, che a sedici anni Chiara Matraini era già sposata con Vincenzo Cantarini, e che la ragazza, molto legata alla sua famiglia, non rinunciò mai al suo nome. &lt;br /&gt;Tra il 1533, anno in cui nacque il suo primo figlio, ed il 1540, si perdono completamente le tracce della poetessa. Nel 1542, rimase vedova, e la sua vita prese una piega pubblica. Nel 1547, inoltre, venne implicata in uno scandalo, riguardante la sua relazione con il poeta Bartolomeo Graziani. In quel periodo, Chiara Matraini aveva già intrapreso la carriera letteraria, e frequentava abitualmente molti scrittori, i quali la aiutarono a lanciarsi nell'editoria. &lt;br /&gt;Il suo primo libro, Rime e prose, risale al 1555; l'anno successivo, pubblicò una traduzione del A Demonicus, presunta opera di Isocrate; alcune sue poesie, inoltre, furono incluse nell'antologia, Rime dei signori napoletani ed altri, edita da Lodovico Domenchi. &lt;br /&gt;Nel 1560 circa, incontrò colui che sarebbe diventato il suo secondo amore, il giudice Cesare Coccapani. &lt;br /&gt;Il 1576, segna invece l'inizio di un nuovo periodo nella vita della scrittrice. Dimenticati gli scandali, iniziò a ricostruire la sua immagine. Fece costruire una cappella ed un altare, nella chiesa di Santa Maria Forisportam, e vi fece affrescare un suo ritratto come Sibilla cumana, e, tra il 1581 e il 1590, pubblicò diverse opere a carattere religioso. &lt;br /&gt;Solo negli ultimi anni della sua vita, una volta ristabilita la sua fama, il suo spirito trasgressivo riemerse nelle sue opere. Nel 1595 e nel 1597, infatti, pubblicò il suo Canzoniere, una vera e propria sintesi delle inusuali esperienze della sua vita.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4775870906213495428-2650030285780919772?l=perstorie-eieten.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/feeds/2650030285780919772/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2011/11/chiara-matrainila-poetessa-lucchese.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/2650030285780919772'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/2650030285780919772'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2011/11/chiara-matrainila-poetessa-lucchese.html' title=''/><author><name>eieten</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02367020598082211162</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://1.bp.blogspot.com/_m4NAY49Zm88/SwgkwO6OuGI/AAAAAAAAADo/4kYdZZG2Keo/S220/eleonora_di_aquitania_e_enrico_II_tomba_fontevraud_abbazia_01.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-jAduquI_VGA/TrjuKzNXrhI/AAAAAAAADPI/eZq6mNEe-9k/s72-c/chiara%2Bmatraini.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4775870906213495428.post-5499162581537337307</id><published>2011-11-07T00:26:00.000-08:00</published><updated>2011-11-07T00:32:15.022-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-kQ1lckGiDGY/TreXiWxT2yI/AAAAAAAADOU/ANCxkQf9PWw/s1600/rankin.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 393px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-kQ1lckGiDGY/TreXiWxT2yI/AAAAAAAADOU/ANCxkQf9PWw/s400/rankin.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5672168872180177698" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; Jeannette Rankin è stata la prima donna eletta al Congresso degli Stati Uniti, e la prima donna eletta al legislatore nazionale in qualsiasi democrazia occidentale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Rankin ha usato la sua fama e notorietà in questo "famoso primo" grado lavorando per la pace e i diritti delle donne e contro il lavoro minorile, era inoltre opinionista per una rubrica settimanale su un giornale,cosa rarissima in quel periodo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Solo quattro giorni dopo l'entrata in carica, Jeannette Rankin ha fatto la storia in un altro modo: ha votato contro l' entrata in guerra degli Stati Uniti(prima guerra mondiale) Ha violato il protocollo, parlando durante l'appello prima di lanciare il suo voto.Alzandosi  in piedi ,tra lo scandalo dei deputati grida: "Voglio stare con il mio paese, ma non posso votare per la guerra"&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4775870906213495428-5499162581537337307?l=perstorie-eieten.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/feeds/5499162581537337307/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2011/11/jeannette-rankin-e-stata-la-prima-donna.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/5499162581537337307'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/5499162581537337307'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2011/11/jeannette-rankin-e-stata-la-prima-donna.html' title=''/><author><name>eieten</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02367020598082211162</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://1.bp.blogspot.com/_m4NAY49Zm88/SwgkwO6OuGI/AAAAAAAAADo/4kYdZZG2Keo/S220/eleonora_di_aquitania_e_enrico_II_tomba_fontevraud_abbazia_01.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-kQ1lckGiDGY/TreXiWxT2yI/AAAAAAAADOU/ANCxkQf9PWw/s72-c/rankin.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4775870906213495428.post-4786945973053852863</id><published>2011-11-06T01:17:00.001-07:00</published><updated>2011-11-06T01:19:21.971-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-OLrEh3zBGtk/TrZREvxVN1I/AAAAAAAADM0/9Dg7S4ExnNw/s1600/eymerich.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 334px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-OLrEh3zBGtk/TrZREvxVN1I/AAAAAAAADM0/9Dg7S4ExnNw/s400/eymerich.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5671809922704422738" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La Caccia alle STREGHE &lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Svolazzante a cavallo sul suo manico di scopa, così viene rappresentata la strega nell'iconografia popolare, immagine che però ricopre una realtà storica complessa, fatta di sapere sciamanico e di persecuzioni.&lt;br /&gt;Antichissime credenze legate ai culti pagani della fertilità risalendo al mondo antico ed oltre, senz'altro alla fine del Paleolitico. &lt;br /&gt;Le streghe ed i maghi nel medio evo, cosi' come erano chiamati e denunciati, venivano condannati e finivano sui Roghi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I ricercatori e scienziati stimano oggi il numero delle vittime tra 50.000 e 100.000 durante i due secoli in cui sia i tribunali dell'Inquisizione che quelli della Riforma le conducono al rogo.&lt;br /&gt;Non si tratta di una cifra irrilevante poiché la popolazione europea di quei tempi non era certo quella odierna. E si tratta, per l'80% di queste vittime, esclusivamente di donne. Va notato che, paradossalmente, se è in Italia che nasce il sintomo della caccia alle streghe con l'affare di Triora, non è in questo paese (eccetto nel nord in Piemonte, ovvero vicino alla linea di contatto fra protestantesimo e cattolicesimo) che si scateneranno più violentemente queste persecuzioni, né quello in cui mieteranno più vittime. Esse saranno ben più numerose sia in Francia che in paesi anglosassoni quali la Gran Bretagna e la Germania. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le supposte streghe (e a volte anche i loro figli, sopratutto se femmine), appartenevano per lo più alle classe popolari. Soltanto una piccola minoranza di loro poteva esse considerata come vere e proprie criminali (fu il caso della cosiddetta "Voisin", per esempio, prestatrice di servizi satanici per le messe nere della Marchesa di Montespan, pure lei criminale, favorita di Luigi XIV di Francia, al fine di assicurasi a lungo i favori del re), colpevoli di omicidi, o di malate mentali. La stragrande maggioranza era invece di ogni età e condizione, spesso "levatrici" e guaritrici (utilizzavano alcune tecniche della medicina naturale  - NdR), in un tempo in cui medicine e medici rischiavano di mandare più facilmente i pazienti nell'altro mondo, dei decotti ed infusi a base di piante usati dall'empirico sapere tradizionale delle guaritrici.&lt;br /&gt;La popolazione, essenzialmente rurale, non aveva altre possibilità per curarsi del ricorrere ai loro rimedi, meno costosi di quelli dei medici del tempo. Molte di queste streghe vennero torturate e bruciate vive. Perché giovani, perché vecchie, ma - secondo alcuni - soprattutto perché donne, che sarebbe stato il più grande peccato rimproverato loro dalle autorità del tempo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A differenza di quanto si creda comunemente, durante il medioevo le persecuzioni sono rivolte sopratutto contro gli eretici (Catari, Valdesi, o Albigesi). È solo a partire dall'età moderna (dopo lo scoperta delle Americhe, nel momento in qui nasce l'Umanesimo e in cui la stampa appare) che incomincia questa persecuzione che alcuni non esitano a definire sessista (probabilmente l'unica del genere nella storia) e altri hanno voluto chiamare genocidio.&lt;br /&gt;Sembra che la paura suscitata da questa globalizzazione epocale non possa però essere l'unica ragione per avere demonizzato un sesso ed averlo utilizzato come capro espiatorio. Ciò non appare sufficiente a spiegare l'accanimento di una simile persecuzione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se però si considera il fatto che, alla stessa epoca, due corporazioni lavorative stanno per avere un ruolo economico importante, quella dei medici e quella dei chierici, si capisce che le donne, che fino alla fine del medioevo godevano di una libertà (in particolar modo relativamente all'esercizio di una professione) più grande di quanto si sia voluto notare, vengano minacciate di eventuali persecuzioni, convincendole così a ritirarsi tra le mura domestiche e a rinunciare ad ogni tipo di attività all'infuori della cura della casa.&lt;br /&gt;(L’accanimento e la persecuzione e’ avvenuta perche’ le streghe ed i maghi, cosi’ venivano chiamati i guaritori di campagna ovvero i pagani, facevano in realtà grande “concorrenza ai “medici ufficiali ed ai frati/preti, pastori (protestanti) che si arrogavano il diritto di avere solo per loro il diritto di insegnare e praticare la medicina ai sudditi dei vari paesi  – NdR) &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La "caccia alle streghe" ebbe luogo durante due secoli e conobbe due ondate: una dal 1480 al 1520 e l'altra dal 1560 al 1650, dunque non nel medioevo come tanti credono. I due ultimi episodi di streghe arse vive avvennero uno nella Svizzera protestante nel 1782 e l'altro nella Polonia cattolica nel 1793. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se il termine genocidio può non apparire quello più appropriato, ciò non di meno si tratta di quel che oggi verrebbe chiamato "crimine contro l'umanità". Un manuale scritto da due Domenicani per stabilirne i criteri fu pubblicato nel XVII secolo, il Malleus Maleficarum. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Va comunque ricordato che la Chiesa Cattolica ha sempre manifestato consistenti dubbi circa l'esistenza della magia, di streghe o stregoni, e conseguentemente ha prodotto, nei secoli, diverse istruzioni per i giudici dell'Inquisizione nelle quali li si metteva in guardia circa la possibilità che le accuse di stregoneria non fossero che conseguenza della superstizione o volte ad eliminare persone 'scomode'. Quanto alla condanna a morte attraverso il rogo, va ricordato che tale pratica non era propria della Chiesa, bensì dell'autorità civile che, basandosi su una sentenza dell'autorità ecclesiastica, competente per materia, ne emetteva una propria di condanna e provvedeva all'esecuzione. Questo perché le condanne inquisitoriali per stregoneria, in effetti, erano condanne per i contenuti eretici portati dai 'colpevoli' e l'eresia era considerata un reato civile. &lt;br /&gt;Ciò perché l'ortodossia della fede era intesa come corpo portante dell'unità sociale e quindi la sua presenza non violava solamente la unità della fede, bensì anche l'unità sociale.&lt;br /&gt;Quando più tardi, a causa della Riforma protestante, l'unità della fede non potrà più essere considerata l'elemento di unità della società, si dovranno assumere altri principi, ad esempio la nazionalità o l'appartenenza ad uno Stato e più tardi ad una classe sociale.&lt;br /&gt;Non sfugge che tutti questi elementi di riferimenti genereranno una nuova morale sociale che tenderà all'eliminazione del diverso, sia esso da un punto di vista razziale, politico od economico attraverso tante diverse 'inquisizioni' laiche. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bibliografia &lt;br /&gt;La strega, Jules Michelet &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sorcière en occident. La destruction de la sorcellerie en Europe des origines aux grands buchers., Guy Bechtel, Paris, Plon.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4775870906213495428-4786945973053852863?l=perstorie-eieten.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/feeds/4786945973053852863/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2011/11/la-caccia-alle-streghe-svolazzante.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/4786945973053852863'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/4786945973053852863'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2011/11/la-caccia-alle-streghe-svolazzante.html' title=''/><author><name>eieten</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02367020598082211162</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://1.bp.blogspot.com/_m4NAY49Zm88/SwgkwO6OuGI/AAAAAAAAADo/4kYdZZG2Keo/S220/eleonora_di_aquitania_e_enrico_II_tomba_fontevraud_abbazia_01.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-OLrEh3zBGtk/TrZREvxVN1I/AAAAAAAADM0/9Dg7S4ExnNw/s72-c/eymerich.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4775870906213495428.post-5369842280369973623</id><published>2011-11-03T01:15:00.001-07:00</published><updated>2011-11-03T01:17:29.443-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-osG_wsjv01Y/TrJODfBb6_I/AAAAAAAADLQ/aDOMOHQHWt0/s1600/vinfreda.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 239px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-osG_wsjv01Y/TrJODfBb6_I/AAAAAAAADLQ/aDOMOHQHWt0/s400/vinfreda.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5670680702586973170" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;GWENFREWI,la celtica&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il nome di Gwenfrewi, patrona del Galles, appare piú spesso nella forma inglese Winifred o Winifrid; un'altra forma è Guineura. Non c'è alcuna testimonianza della santità e neppure dell'esistenza di Gwenfrewi anteriore a due Vitae del sec. XII, cioè cinque secoli dopo l'epoca presunta della santa. La cosiddetta Vita prima fu scritta probabilmente da un monaco di Basingwerk intorno all'anno 1200; la secunda, che invece è la piú lunga e piú antica, è opera di Roberto, priore di Shrewshury intorno all'anno 1139. Il nome di Gwenfrewi non appare, d'altra parte, prima del sec. XIII nei Calendari gallesi.&lt;br /&gt;Dalle due Vitae la storia di Gwenfrewi risulta abbastanza interessante; suo padre era Teuyth, figlio di Eylud, il quale visse nel Tegeingl (Flintshíre) e fu valoroso soldato e comandante sotto re Eliuth. Madre di Gwenfrewi era Gweolo, figlia di Bugi e sorella di s. Beuno.&lt;br /&gt;Teuvth dette a s. Beuno della terra a Svchnant, ove questi costruí una chiesetta. In cambio s. Beuno divenne il maestro spirituale di Gwenfrewi, figlia unica di Teuyth. Una domenica, era il 22 giugno, i genitori di Gwenfrewi la lasciarono sola in casa per andare alla Messa. Disgraziatamente Caradog di Hawarden, figlio del re Alauc, che era andato a caccia ed era assetato, venne alla casa di Teuvth a cercare acqua. Quando comprese che Gwenfrewi era sola le fece proposte sconvenienti; benché allarmata, Gwenfrewi saggiamente disse di volersi ritirare in un'altra camera per indossare il suo abito migliore, e scappò, andando a Sychnant a chiamare in aiuto s. Benno. Adirato, Caradog la inseguí a cavallo e, raggiuntala davanti alla chiesa, l e tagliò la testa. Nel punto in cui cadde la testa scaturí una sorgente, chiamata poi Holvwell. Quando lo zio s. Beuno giunse. rimise la testa di Gwenfrewi al suo posto e, come fu detto, solo una cicatrice, come una linea bianca, rimase attorno al collo della santa, quindi maledisse Der la sua perfidia Caradog, che morí in una maniera orribile.&lt;br /&gt;Vi sono diversi resoconti contrastanti su quello che accadde a Gwenfrewi dopo la sua meravigliosa guari gione. La Vita prima afferma che Gwenfrewi si recò a Roma, ma ne tornò per presenziare ad un concilio di monaci e eremiti britannici sulla riunione degli eremiti in conventi. La Vita seconda, invece, narra che s. Beuno lasciò Holywell per Clynnog, nel regno di re Cadvallon, figlio di Cadfan, intorno al 630. mentre, probabilmente, Gwenfrewi vi rimase dopo la sua partenza per sette o otto anni, fondando un convento per vergini. Si dice pure che trascorse un periodo di tempo a Bodfari con s. Deifer, che la mandò a Henllan da s. Sadwrn, che a sua volta la mandò a Gwytherin da s. Elerio il quale mise Gwenfrewi nel vicino convento di sua madre, Theonia. Gwenfrewi succedette a Theonia come superiora di undici vergini. e morí a Gwytherin il 2 o 3 novembre, circa quindici anni dopo la sua decapitazione (650?). Fu sepolta da s. Elerio.&lt;br /&gt;La sorgente di Holywell, ora molto impoverita da scavi vicini, è stata sempre nota per il volume dell'acqua che vi scaturiva ed è la piú famosa fonte sacra delle isole britanniche continuando ad attrarre molti pellegrini, che vi si curano con risultati positivi confermati dalle autorità mediche. Altre fonti dedicate a Gwenfrewi si trovano a Woolston (Shropshire) e ad Oxford (Holywell).&lt;br /&gt;Le reliquie di Gwenfrewi furono translate con grande solennità nell'abbazia di Shrewsbury nel 1138, come riferisce la Vita secunda scritta da Roberto priore di Shrewsbury, nel 1139 o 1140. Nel 1398 l'arcivescovo Arundel di Canterbury ordinò che si celebrasse la festa di Gwenfrewi nell'arcidiocesi di Canterbury, ordine rinnovato dal successore Chichele nel 1415 . Da allora la sua popolarità è cresciuta: Gwenfrewi è diventata la patrona del Galles e la sua intercessione è invocata ovunque si reciti la preghiera per il paese. La festa di Gwenfrewi è celebrata il 3 novembre probabilmente il giorno della sua morte, mentre il 22 giugno si celebrava la ricorrenza della sua decollazione; alcuni calendari menzionano invece Gwenfrewi al 19 ed al 20 settembre.&lt;br /&gt;Gwenfrewi e lo zio s. Beuno sono effigiati su un pulpito del XIV sec. nel refettorio dell'abbazia di Shrewsbury. Una statua di Gwenfrewi, conservata alla sua fonte, la mostra con un ramo di palma ed un pastorale e, sebbene non fosse una principessa, il capo è coronato.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4775870906213495428-5369842280369973623?l=perstorie-eieten.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/feeds/5369842280369973623/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2011/11/gwenfrewila-celtica-il-nome-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/5369842280369973623'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/5369842280369973623'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2011/11/gwenfrewila-celtica-il-nome-di.html' title=''/><author><name>eieten</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02367020598082211162</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://1.bp.blogspot.com/_m4NAY49Zm88/SwgkwO6OuGI/AAAAAAAAADo/4kYdZZG2Keo/S220/eleonora_di_aquitania_e_enrico_II_tomba_fontevraud_abbazia_01.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-osG_wsjv01Y/TrJODfBb6_I/AAAAAAAADLQ/aDOMOHQHWt0/s72-c/vinfreda.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4775870906213495428.post-8107303678791471435</id><published>2011-11-01T05:56:00.000-07:00</published><updated>2011-11-01T05:56:37.554-07:00</updated><title type='text'>Life In A Day</title><content type='html'>&lt;iframe width="480" height="270" src="http://www.youtube.com/embed/JaFVr_cJJIY?fs=1" frameborder="0" allowFullScreen=""&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4775870906213495428-8107303678791471435?l=perstorie-eieten.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/feeds/8107303678791471435/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2011/11/life-in-day.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/8107303678791471435'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/8107303678791471435'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2011/11/life-in-day.html' title='Life In A Day'/><author><name>eieten</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02367020598082211162</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://1.bp.blogspot.com/_m4NAY49Zm88/SwgkwO6OuGI/AAAAAAAAADo/4kYdZZG2Keo/S220/eleonora_di_aquitania_e_enrico_II_tomba_fontevraud_abbazia_01.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/JaFVr_cJJIY/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4775870906213495428.post-1195342825430253495</id><published>2011-11-01T05:52:00.000-07:00</published><updated>2011-11-01T05:58:09.132-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-FSrAHQxscXg/Tq_sUEIjAYI/AAAAAAAADJQ/DCLPbbudzaM/s1600/tara.bmp"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 286px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-FSrAHQxscXg/Tq_sUEIjAYI/AAAAAAAADJQ/DCLPbbudzaM/s400/tara.bmp" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5670010285333873026" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; Another life:Tara&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4775870906213495428-1195342825430253495?l=perstorie-eieten.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/feeds/1195342825430253495/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2011/11/httpyoutu_01.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/1195342825430253495'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/1195342825430253495'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2011/11/httpyoutu_01.html' title=''/><author><name>eieten</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02367020598082211162</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://1.bp.blogspot.com/_m4NAY49Zm88/SwgkwO6OuGI/AAAAAAAAADo/4kYdZZG2Keo/S220/eleonora_di_aquitania_e_enrico_II_tomba_fontevraud_abbazia_01.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-FSrAHQxscXg/Tq_sUEIjAYI/AAAAAAAADJQ/DCLPbbudzaM/s72-c/tara.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4775870906213495428.post-4573037157263620987</id><published>2011-10-31T07:13:00.001-07:00</published><updated>2011-10-31T07:15:53.859-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-wAzQ6h4ot0w/Tq6tj-hnz8I/AAAAAAAADHY/SSyx6gCL0hQ/s1600/ghost%2Bdue.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 225px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-wAzQ6h4ot0w/Tq6tj-hnz8I/AAAAAAAADHY/SSyx6gCL0hQ/s400/ghost%2Bdue.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5669659814497079234" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Morte&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Immobile&lt;br /&gt;Portata&lt;br /&gt;Dal vento di sabbia&lt;br /&gt;La locusta cieca&lt;br /&gt;Attende.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Susanna Berti Franceschi &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;copyrights&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4775870906213495428-4573037157263620987?l=perstorie-eieten.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/feeds/4573037157263620987/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2011/10/morte-immobile-portata-dal-vento-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/4573037157263620987'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/4573037157263620987'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2011/10/morte-immobile-portata-dal-vento-di.html' title=''/><author><name>eieten</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02367020598082211162</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://1.bp.blogspot.com/_m4NAY49Zm88/SwgkwO6OuGI/AAAAAAAAADo/4kYdZZG2Keo/S220/eleonora_di_aquitania_e_enrico_II_tomba_fontevraud_abbazia_01.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-wAzQ6h4ot0w/Tq6tj-hnz8I/AAAAAAAADHY/SSyx6gCL0hQ/s72-c/ghost%2Bdue.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4775870906213495428.post-8775732975724599278</id><published>2011-10-25T00:43:00.000-07:00</published><updated>2011-10-25T00:49:27.055-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-zURI_T3AfYk/TqZp_9C97jI/AAAAAAAAC_s/qmeobp6DLvg/s1600/gillesderais.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 248px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-zURI_T3AfYk/TqZp_9C97jI/AAAAAAAAC_s/qmeobp6DLvg/s400/gillesderais.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5667333728532033074" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;GILLES DE RAIS&lt;br /&gt;Soprannome: Barbablù&lt;br /&gt;Luogo omicidi: Machecoul (Francia)&lt;br /&gt;Periodo omicidi: 1432 - 1440 &lt;br /&gt;Numero vittime: 300 + &lt;br /&gt;Modus operandi: pedofilia, sadismo, torturava e squartava le sue vittime&lt;br /&gt;Cattura e Provvidementi: strangolato il 26 ottobre 1440 &lt;br /&gt;Il mondo della storia è particolare. E' un mondo senza vie di mezzo, dove tutto è o bianco o nero, dove gli eroi nazionali vengono ricordati in maniera epica e quasi mitica, mentre i cattivi sono spesso disegnati come mostri senza anima.&lt;br /&gt;Tra questi ultimi, troviamo Gilles De Rais, un nobile francese del XV secolo, un ufficiale militare che aveva combattuto al fianco di Jeanne D'Arc e che, al termine della Guerra dei Cento Anni, si ritrovò ad essere uno degli uomini più ricchi e potenti della Francia. Ottenuta la carica nobiliare di Barone su "raccomandazione" del nonno, un uomo molto influente che ricorreva al nepotismo per controllare più territori possibili, è probabile che la "caduta" di De Rais fu causata sopratutto alla sua ingenuità politica e al suo edonismo che lo portò a dissipare la gran parte dei propri averi. &lt;br /&gt;Gilles De Rais non è però ricordato né per il glorioso passato militare né per gli sfortunati giochi di potere. La storia racconta che Gilles nascose per molti anni il lato oscuro della sua personalità, un lato scuro e sinistro che lo spinse a rapire, torturare e uccidere centinaia di bambini, figli di contadini per la maggior parte. Si tramanda inoltre che l'ufficiale usasse circondarsi di stregoni e alchimisti esperti in magia nera, con i quali cercava la formula per trasformare il metallo in oro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Arrestato e minacciato di tortura, Gilles confessò di essere un omosessuale e un pedofilo. Due reati che a quel tempo erano puniti con la confisca di tutte le proprietà e con la pena di morte. &lt;br /&gt;La storia ci consegna così Gilles De Rais come uno dei peggiori e più sadici assassini dell'umana esistenza. La maggior parte degli studiosi lo descrive come un cavaliere al servizio del Re, che una volta in pensione trascorse il tempo libero a violentare e uccidere ragazzini. &lt;br /&gt;Altri invece sostengono che sia rimasto vittima di una congiura, perché è impossibile che sia riuscito a rimanere impunito per tutti quegli anni. Secondo questa ipotesi, De Rais sarebbe stato accusato con delle finte prove e condannato da un tribunale truccato, dal quale non riuscì a difendersi a causa della sua scarsa intelligenza. Un eroe di guerra, rimasto vittima di alcuni giochi di potere.&lt;br /&gt;Per capire meglio Gilles De Rais e la sua storia, dobbiamo innanzitutto cercare di immaginarci la società in cui si svolgono i fatti. La Francia del 1400 è un paese tormentato dalla guerra, dalle pestilenze, dalla violenza e dagli intrighi politici. Un paese dove le cariche nobiliari e il potere vengono svenduti al miglior offerente, mentre i matrimoni strategici sono all'ordine del giorno. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gilles nasce nel 1404, presumibilmente a Champtoce, in uno dei tanti castelli di proprietà della sua famiglia, chiamato la Torre Nera. &lt;br /&gt;La Francia è ancora in guerra con l'Inghilterra a causa della disputa sull'erede del trono francese. &lt;br /&gt;La causa della guerra risale al 1066, quando William il Conquistatore, Duca di Normandia, aveva invaso l'Inghilterra e ne era diventato Re. Le discendenze, la disputa su alcuni territori importanti come le Fiandre e diversi matrimoni combinati in 300 anni di storia hanno fatto il resto.&lt;br /&gt;La guerra è scoppiata ufficialmente nel 1337, ma è risaputo che la Guerra dei 100 Anni sia stata piuttosto un insieme di battaglie sanguinose, separate tra loro da molti anni di tregua e alleanze momentanee.&lt;br /&gt;Negli anni dell'infanzia di Gilles, sul trono inglese siede Enrico V, che è riuscito nell'impresa di riappacificare Inghilterra, Scozia e Galles e adesso pretende il trono francese.&lt;br /&gt;A Parigi invece regna Carlo VI, detto Il Pazzo. Carlo è malato di schizofrenia, porfiria e disturbi bipolari. Sono note a tutti le sue famigerate "crisi", durante le quali il Re fa le cose più strane.&lt;br /&gt;Una volta, sul finire del 1300, attaccò e uccise i soldati che gli facevano da scorta. Durante un'altra crisi, Carlo dimenticò il suo nome, ignorò di essere re e fuggì terrorizzato dalla moglie. Non riconobbe i figli, sebbene identificasse il fratello ed i consiglieri e ricordasse i nomi delle persone defunte. In alcuni degli attacchi successivi, egli vagò per il palazzo ululando come un lupo, si rifiutò di fare il bagno per mesi e soffrì dell'allucinazione di essere fatto di vetro. &lt;br /&gt;Con un personaggio del genere a governare, il paese si ritrova diviso in diverse regioni, ognuna delle quali governata da un feudatario che dispone di grandi poteri, come coniare monete e fare leggi. In cambio il governo francese si accontenta di disporre dei servigi degli eserciti di questi Signori.&lt;br /&gt;I primi anni di vita del giovane De Rais sono a noi sconosciuti. Come la società dell'epoca imponeva, è probabile che sia stato cresciuto come un "adulto in miniatura", trattato in maniera fredda e senza amore. Raggiunti i 7 anni, considerata l'età della ragione, probabilmente è stato istruito nelle discipline artistiche e umanistiche, costretto a recitare a memoria alcuni passi di letteratura greca e latina, addestrato nelle arti militari e nel bon ton. &lt;br /&gt;Gli archivi descrivono Gilles come uno studente capace ed esperto nel campo militare, quanto goffo e grezzo nelle arti politiche. Sin da bambino viene quindi etichettato come individuo non all'altezza delle cospirazioni machiavelliche su cui si basa la Francia dell'epoca.&lt;br /&gt;Il 25 ottobre del 1415, giorno di San Crispino, i due eserciti si fronteggiano sul campo di battaglia di Agincourt. Sarà una battaglia dura, ma alla fine l'esercito inglese, diretto da Enrico V in persona, la spunterà. Il Re inglese, al termine del combattimento, decide di uccidere gli 11 mila francesi catturati, per evitare di incontrarli in un'altra battaglia futura. Fra di loro ci sono molti nomi importanti dell'aristocrazia francese. Uno di questi è Amaury De Craon, zio di Gilles De Rais (all'epoca 11enne).&lt;br /&gt;Fu la prima delle tre perdite significative che il giovane Gilles subirà in quegli anni. &lt;br /&gt;Sua madre, Marie, muore durante la Festa dell'Epifania dell'anno dopo. Suo padre, Guy, muore invece pochi mesi dopo, ucciso da un cinghiale durante una battuta di caccia.&lt;br /&gt;Nel proprio testamento, l'uomo lascia precise istruzioni affinché, per nessun motivo, i suoi due figli, Gilles e Rene, vengano affidati alla famiglia De Craon, dalla quale veniva sua moglie. &lt;br /&gt;Anche in questo caso, i giochi di potere hanno la meglio e Jean De Craon, rimasto senza eredi, decide di venire meno alle volontà del proprio genero per il bene dei propri possedimenti. Così, verso la metà del 1416, Gilles e suo fratello si trovano affidati alle cure del terribile nonno .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Jean De Craon è un abile politico e cospiratore, sono pochi i personaggi storici che possono competere con le sue intricate macchinazioni. Agisce senza una coscienza e fa di tutto per raggiungere i propri scopi, principalmente legati al profitto. Non a caso, è il secondo uomo più ricco della Francia. &lt;br /&gt;La sua influenza negativa si riversa immancabilmente sui due bambini. Mentre nei castelli dei loro genitori erano stati istruiti nella morale, nella religione e nelle discipline umanistiche, nel castello del nonno, situato a Champtoce, vicino alla Loira, vengono istruiti nelle arti militari e vengono plagiati dalla particolare morale di Jean. E'probabile che Gilles abbia sviluppato proprio in questo castello la perversione e la follia che esploderanno in età adulta.&lt;br /&gt;Quando Gilles compie i 13 anni, Jean negozia il matrimonio tra lui e Jeanne Peynel, la figlia del Duca di Normandia. La ricchezza in dote alla piccola Peynel è pari a quella di Gilles e il matrimonio avrebbe reso la casata De Craon la più potente e ricca della Francia intera, per questo il Parlamento riesce a trovare in breve tempo un motivo abbastanza valido per impedirlo. Dieci mesi dopo, Gilles viene dato in fidanzato alla nipote del Duca della Borgogna. Anche questo matrimonio salterà, ma gli archivi storici non sanno spiegare il motivo. &lt;br /&gt;Passano due anni e il 16enne De Rais è costretto dal nonno a rapire Catherine Thouars, una sua cugina erede di numerosi terreni. Jean fa rinchiudere nelle segrete del castello tre parenti della giovane che si erano avventurato in un'operazione di salvataggio, poi, nel 1420, sposa i due ragazzini e comincia le negoziazioni con il padre della ragazza, Milet Thouars. L'uomo però muore misteriosamente qualche tempo dopo e, in seguito alla liberazione degli ostaggi, Jean riesce a far riconoscere il matrimonio dalle autorità ecclesiastiche. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli anni successivi scorrono "tranquillamente", fino a quando, nel 1429, Gilles De Rais diventa consulente e primo generale di Giovanna D'Arco.&lt;br /&gt;Dopo numerose e faticose battaglie, i due riescono a liberare Orleans e a scortare sano e salvo il nuovo erede al trono fino a Riems, la città dell'incoronazione dei Re francesi. &lt;br /&gt;In quel periodo, Gilles riceve la massima carica militare francese e diventa molto potente, ma la sua ormai risaputa ignoranza politica lo lascia scoperto a diversi cospiratori che lo colpiranno molto presto.&lt;br /&gt;Nel frattempo, nel 1432, anche Giovanna D'Arco cade vittima delle macchinazioni di un consigliere del Re e viene bruciata come eretica, mentre il nonno di Gilles, Jean De Craon, muore di malattia.&lt;br /&gt;Sul letto di morte, l'uomo si pente di aver vissuto in maniera immorale e di aver cresciuto una persona spietata come suo nipote. Nel testamento, per farsi perdonare di tutto il male che aveva procurato in vita, l'uomo lascia tutte le proprietà ai contadini del luogo, mentre i soldi vengono destinati a un fondo per edificare due ospedali. Ai nipoti viene lasciata la spada personale.&lt;br /&gt;Francesi e inglesi raggiungono un accordo e la Guerra dei Cento anni finisce. I nobili sciolgono i loro eserciti e tornano a gestire i propri terreni.&lt;br /&gt;Tornato a vivere a Champtoce, Gilles si accorge ben presto che la vita sedentaria da eroe di guerra in pensione non fa per lui. La pratica militare in quegli anni aveva contribuito a celare la sua bramosia di morte, ma ora non c'è più nessuna battaglia da combattere. Memore delle stragi di nemici, il suo corpo desidera tornare a provare l'eccitazione del sangue che scorre fuori dal corpo di una vittima. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli archivi dell'epoca non sono molto precisi, ma la prima vittima di De Rais dovrebbe risalire al 1432, quando l'uomo si trasferisce con i suoi cortigiani al castello di Machecoul.&lt;br /&gt;La vittima è un anonimo garzone di 12 anni, che un cugino di Gilles aveva mandato al castello per consegnare un messaggio. Alle autorità verrà raccontato che il bambino è stato rapito da una banda di briganti dei boschi.&lt;br /&gt;Vestiti con gli abiti migliori e invitati a un banchetto, i bambini vengono trascinati dopo il pasto in una stanza nascosta, dove sono ammessi solo De Rais e i suoi servitori più fedeli.&lt;br /&gt;Qui la vittima di turno viene appesa per il collo ad un gancio di ferro e quindi stuprata diverse volte. Tra una violenza e l'altra, Gilles De Rais toglie il ragazzo dal gancio e gli fa coraggio, consolandolo. Ad un certo punto, durante uno di questi gesti di conforto, il ragazzo viene ucciso. &lt;br /&gt;Gli sventurati vengono assassinati in diversi modi, dalla decapitazione al taglio della gola. A volte vengono smembrati, altre volte vengono presi a bastonate sull'osso del collo. In alcuni casi, l'assassino si siede sulla loro pancia, facendosi un sacco di risate e masturbandosi nel vederli soffocare. Quando Gilles dispone di più teste decapitate, improvvisa macabre gare di bellezza.&lt;br /&gt;De Rais fa forgiare anche una spada speciale, una spada a doppia lama corta e molto spessa, che lui chiama braquemard e che viene utilizzata appositamente per sgozzare i bambini.&lt;br /&gt;Difficilmente le vittime vengono lasciate vive per più di una sera e occasionalmente il Barone ha rapporti anche con i loro cadaveri oppure gioca con le loro viscere.&lt;br /&gt;I corpi vengono poi cremati e gettati nel fossato.&lt;br /&gt;Gilles non è solo. Agisce con i suoi cortigiani. Non si sa con certezza fino a che punto siano costretti a reggergli il gioco e fino a che punto siano invece esseri perversi come il loro padrone. Uno dei principali coinvolti è un giovane, soprannominato Poitou, inseparabile braccio destro di Gilles. Originariamente arrivato nel castello come vittima, è stato risparmiato per la sua straordinaria bellezza e promosso al grado di complice.&lt;br /&gt;Si sa inoltre che alcune persone procacciavano le vittime per lui.&lt;br /&gt;Uno di questi è il cugino, Gilles De Sille, che gli manda numerosi bambini con qualche scusa, come il ragazzo-messaggero che ha dato inizio alla carneficina. Un altro procacciatore di vittime è Roger Briqueville, mentre che un'anziana donna senza nome, soprannominata da tutti "La Meffraye", si aggira per i borghi contadini rapendo alcuni bambini.&lt;br /&gt;Tutte queste persone confesseranno i loro crimini durante il processo a De Rais e saranno punite.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ben presto cominciano a girare strane voci sul castello di Machecoul, tanto che la gente trasale innanzi ai viandanti che dichiarano di venire da lì.&lt;br /&gt;Le numerose scomparse di bambini dai villaggi mettono in allarme la popolazione contadina. De Sille sparge la voce che i bambini sono stati consegnati al Re d'Inghilterra, secondo un patto di pace, e che saranno educati come paggi di corte. Gli archivi non ci sanno dire se queste voci bastarono a placare l'opinione pubblica, ma di sicuro le scomparse continuarono senza freno.&lt;br /&gt;Anche misticismo, spiritualità e religione giocano un ruolo importante nella vita di Gilles De Rais. &lt;br /&gt;E' proprio il conflitto tra questo suo aspetto religioso e caritatevole con i crimini che avrebbe confessato sotto tortura che spinge molti studiosi a dubitare della reputazione criminale che accompagna il nome di Gilles da secoli. &lt;br /&gt;Fervido e generoso sostenitore della Chiesa, De Rais fa edificare numerose cappelle e addirittura una cattedrale, stipendiando anche gli ecclesiastici necessari a svolgere tutte le funzioni.&lt;br /&gt;Come compagno di Giovanna D'Arco, era stato testimone dei suoi miracoli, per esempio l'improvviso cambiamento di vento durante una battaglia in seguito a una preghiera della donna. Era al suo fianco quando l'eroina si era strappata via dalla spalla un dardo che avrebbe mandato all'ospedale un cavaliere di taglia media. L'aveva ascoltata pronunciare profezie che si sono poi avverate.&lt;br /&gt;Per questo a Gilles non è mai risultato difficile credere nel soprannaturale, anche se secondo alcuni storici si sarebbe presto convertito all'alchimia e alla necromanzia. &lt;br /&gt;L'alchimia era stata bandita dalla Chiesa un secolo prima, ma ciò non aveva dissuaso molti credenti dal cercare la famigerata Pietra Filosofale, che secondo la leggenda ha tra i suoi poteri quello di trasformare il piombo in oro. La chimica moderna trova le sue radici in questi folli sperimentatori che, nonostante le loro immorali motivazioni, fecero delle scoperte molto importanti per l'umanità. &lt;br /&gt;La maggior parte degli alchimisti era comunque composta da un manipolo di ciarlatani e prestigiatori che approfittavano delle loro abilità con le mani e con le parole per servirsi di uomini ricchi e creduloni.&lt;br /&gt;Gilles, fissato con il misticismo e in crisi economica, diventa ben presto una facile preda di questi alchimisti artefatti e non ammetterà mai di essere stato manipolato e raggirato numerose volte. La maggior parte degli alchimisti da lui assunti scapperà infatti con un bel bottino, dopo aver mostrato un paio di numeri da circo.&lt;br /&gt;Oltre all'alchimia, uno dei riti che più interessano De Rais, è l'invocazione di qualche Demone, al qualche vorrebbe chiedere di ripristinare la sua ricchezza e di donargli molto potere. &lt;br /&gt;Per questo motivo, nel 1439, fa venire da Firenze un certo Francesco Prelati, un truffatore molto abile e intelligente, che è riuscito a crearsi la fama di più grande mago della Penisola, capace di invocare qualsiasi tipo di spirito o entità soprannaturale.&lt;br /&gt;Un giorno di maggio, verso mezzanotte, il ragazzo si appresta a realizzare un'invocazione di un Demone. Lo assistono De Rais, De Sille, Poitou e Blanchet, l'alchimista di fiducia di Gilles. &lt;br /&gt;Riuniti nella sala più bassa del castello, tra le tappezzerie antiche e i manufatti di guerra, Prelati disegna un grande cerchio sul pavimento e comincia a tracciare strani simboli pagani e religiosi all'interno. De Rais stringe tra le braccia un libro di formule magiche che avrebbe fatto scrivere con il sangue dei bambini uccisi.&lt;br /&gt;Lo showman apre tutte le finestre della stanza e avverte il suo pubblico di non farsi per nessun motivo al mondo il segno della croce durante il rito. Per tutta risposta, Gilles caccia tutti i presenti, ritenuti da lui dei grandi fifoni, e chiede di rimanere solo con il mago. &lt;br /&gt;La fortuna assiste Prelati e un temporale si scatena dopo circa 3 ore di invocazioni inutili, permettendo al toscano di carpire ancora di più la fiducia del suo "datore di lavoro". Prelati dichiara così che Barron, un demone molto potente, si è messo in contatto con lui e ha chiesto il cuore, gli occhi, le mani e l'organo sessuale di un bambino. &lt;br /&gt;Gilles accontenta il truffatore, che per i 10 mesi successivi riuscirà a portare avanti questa commedia con successo, mettendo da parte un buon gruzzolo. Il Demone Barron naturalmente non si paleserà mai, ma in compenso intratterrà numerose discussioni private con Prelati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I fallimenti esoterici non distraggono comunque Gilles dalla sua sete di sangue e le sparizioni dei giovani contadini continuano.&lt;br /&gt;Nello stesso anno, il 1439, Rene De Rais, preoccupato dallo sperperare del fratello, riesce ad ottenere dal Re un editto che gli conferisce il controllo del castello di Champtoce e impedisce a Gilles di vendere qualsiasi appezzamento di terreno della famiglia.&lt;br /&gt;Quando Gilles scopre che Rene sta venendo in visita con le intenzioni di prendere possesso anche del castello di Machecoul, si fa prendere dal panico e ordina a Poitou e a Henriet (un servo anziano e molto fedele) di uccidere e bruciare immediatamente i 40 bambini che sono ancora tenuti in ostaggio nel maniero.&lt;br /&gt;La cosa viene fatta troppo in fretta e viene scoperta da due nobili amici di De Rais, che decidono però di non denunciare il fatto, in quanto le vittime sono semplici e miseri contadini.&lt;br /&gt;Il timore di Gilles si rivela comunque corretto. Tre settimane dopo essere passati da Champtoce, Rene e un suo cugino occupano Machecoul. &lt;br /&gt;Gilles De Sille e un servitore vengono incaricati di distruggere tutti gli attrezzi alchemici e di far sparire alcuni scheletri rinvenuti nelle segrete, sui quali i familiari di Gilles non si interrogano nemmeno, innalzando di proposito un muro di silenzio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Impotente politicamente, in pensione a soli 36 anni, senza i soldi per pagarsi un esercito e privato del potere di gestire le sue proprietà, Gilles De Rais è ormai una preda facile e ambita da molti dei feudatari vicini, che desiderano ardentemente entrare in possesso dei suoi terreni. &lt;br /&gt;Cominciano ad essere tessute delle intricate trame e per Gilles scatta il conto alla rovescia.&lt;br /&gt;L'inizio della fine si colloca nei primi mesi del 1440, quando Gilles, messo insieme un piccolo esercito di briganti, fa irruzione nella chiesa di St. Etienne de Mermorte durante un'importante rito cattolico. Con lo sguardo da pazzo e brandendo un'ascia, Gilles prende in ostaggio il prete, fratello di un nobile che aveva occupato un castello dei De Rais costringendoli a venderglielo, pretendendo la liberazione della sua proprietà.&lt;br /&gt;E' a questo punto che i nemici di Gilles decidono che il rivale è andato troppo oltre.&lt;br /&gt;Jean V, Duca della Bretagna (il fratello del prete sequestrato) è il primo a muoversi e a formare un'alleanza con il Vescovo di Nantes, Jean De Malestroit, rivale della famiglia De Rais da molti anni. &lt;br /&gt;Malestroit comincia l'operazione anti-Gilles De Rais, raccogliendo deposizioni e informazioni da sette persone vicine all'ex combattente, mettendo insieme tutte le informazioni utili. Possiamo immaginare la sua reazione quando scoprì del libro magico scritto con il sangue dei bambini per invocare i Demoni e delle torture ai danni dei giovani contadini.&lt;br /&gt;Nel luglio del 1440, viene finalmente pubblicato il documento su Gilles De Rais redatto dal Vescovo. &lt;br /&gt;Nel rapporto, Malestroit asserisce: "Milord Gilles de Rais, cavaliere, signore e barone posto sotto la nostra giurisdizione, con certi complici tagliò le gole a molti giovani e ne uccise atrocemente degli altri. E' stato dichiarato che lui ha praticato con questi bambini la sodomia. Spesso ha cercato di convocare a sé degli esseri infernali, facendo anche sacrifici umani in loro nome, e ha perpetrato altri orrendi crimini sempre restando entro i limiti della nostra giurisdizione..."&lt;br /&gt;Nonostante le parole aspre provenienti dalla cattedrale in Nantes, Gilles rimane risoluto e si barrica ingenuamente nel castello di Tiffauges. Lui è Maresciallo di Francia, capo militare del Re, padrone spirituale del potente Demone Barron e signore dei villaggi di Rais: nessuno avrà mai il coraggio di sfidarlo e di presentarsi al castello per accusarlo di eresia e omicidio. &lt;br /&gt;I suoi complici non sono invece così ottimisti. Gilles De Sille e Roger Briqueville avevano messo da parte dei soldi per un'evenienza simile e fuggono. Henriet tenta inutilmente il suicidio.&lt;br /&gt;Solo Poitou e i due maghi Prelati e Blanchet rimangono fedeli a De Rais, attendendo il proprio fato nel castello. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad agosto, il Conestabile della Francia, fratello dell'onnipresente Duca della Bretagna, prende possesso del castello di Tiffauges e chiede il permesso alle autorità per poter arrestare De Rais, che nel frattempo si rifugia a Machecoul. L'autorizzazione non arriva fino al 14 settembre 1440, perché il Re aveva ordinato di aprire un'inchiesta parallela a quella del Vescovo di Nantes, per assicurarsi che le prove fossero fondate.&lt;br /&gt;Il giorno successivo all'autorizzazione per l'arresto di Gilles, il Duca di Bretagna si presenta ai cancelli di Machecoul e prende in custodia sia il Barone che i suoi servitori. De Rais viene portato a Nantes, dove un tribunale lo interroga sull'assalto alla chiesa di St. Etienne de Mermorte. Nessun fa cenni agli omicidi di bambini o alla passione per il soprannaturale.&lt;br /&gt;Non trattandosi di un cittadino comune, la custodia di Gilles si svolge nelle comode stanze di un castello a Nantes. Mentre lui si gode questa "vacanza" forzata, il giudice principale della Bretagna, Pierre De L'Hopital, fa interrogare i genitori e i parenti dei bambini scomparsi nei dintorni di Machecoul. Molte donne dichiarano di essere state costrette da Poitou a consegnare i loro figli per permettere a De Rais di condurli al castello dove ne avrebbe fatto dei cortigiani.&lt;br /&gt;Gli interrogatori ai parenti delle vittime vanno avanti da 18 settembre all'8 ottobre, sotto l'occhio attento delle autorità ecclesiastiche che pretendono e ottengono la partecipazione del Vicario dell'Inquisizione, Jean Blouyn.&lt;br /&gt;Il 13 ottobre 1440, i giudici, basandosi sulle testimonianze raccolte, accusano formalmente De Rais di 34 omicidi (avvenuti a partire dal 1432), di sodomia, di eresia e di assalto contro un rappresentante della Chiesa. L'accusa chiede invece di alzare il conto delle vittime a 140, a partire dal 1426. La più curiosa delle accuse è sicuramente quella di non aver mantenuto fede a una promessa fatta a Dio, in un presunto periodo di pentimento, di fare un pellegrinaggio fino a Gerusalemme per purificare la propria anima. &lt;br /&gt;Convocato di fronte al tribunale per rispondere ai capi di accusa, Gilles De Rais attacca verbalmente le persone che lo stanno interrogando, chiamandoli simoniaci (i venditori di indulgenze) e dichiarando di preferire l'impiccagione immediata piuttosto che parlare con loro. In tutta risposta, gli ecclesiastici di Nantes lo scomunicano. &lt;br /&gt;E' una mossa astuta, che fa vacillare il credentissimo Gilles, preoccupato adesso della propria anima. Per questo l'imputato, due giorni dopo, visibilmente provato, riconosce l'autorità della corte e, inginocchiato e in lacrime, chiede umilmente perdono per l'attacco verbale di due giorni prima. &lt;br /&gt;Il Vescovo, avendo ormai ottenuto la sua collaborazione, lo riammette prontamente nella Chiesa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nonostante sia De Rais che i suoi complici si siano dichiarati collaborativi, l'accusa chiede ed ottiene che Gilles venga torturato presso La Tour Neuve, per avere la sicurezza che l'imputato confessi tutto quello che ha fatto.&lt;br /&gt;Nemmeno poche ore dopo, Gilles De Rais, prima ancora di cominciare il "trattamento", fermatosi davanti allo strumento di tortura che lo attende, si dichiara disponibile a consegnare a Pierre De L'Hopital e al Vescovo una confessione dettagliata e firmata. Nella confessione, Gilles scagiona i propri complici, dichiarandosi unico colpevole e responsabile. Confessa inoltre di aver agito per soddisfare i propri bisogni carnali e i propri vizi, senza altri scopi.&lt;br /&gt;La confessione non contiene l'ammissione di aver tentato di invocare il Demonio. Siamo in un'epoca in cui l'omicidio di un contadino è ritenuto davvero di poco conto rispetto a un'eresia.&lt;br /&gt;Per riuscire a condannare a morte il Maresciallo, i giudici hanno bisogno di una confessione anche sul piano esoterico. Per questo, decidono di minacciare di tortura anche il mago italiano, Prelati, che prontamente confessa di aver aiutato Gilles a invocare un Demone.&lt;br /&gt;Quando i due si incontrano nei corridoi del tribunale, Gilles De Rais scoppia in lacrime e dimostrando di non provare nessun rancore dichiara al mago: "François, amico mio! Non ci vedremo mai più in questo Mondo, ma pregherò Dio affinché ci perdoni e ci faccia incontrare in Paradiso!"&lt;br /&gt;Effettivamente non si vedranno mai. Condannato all'ergastolo, Prelati riuscirà ad evadere qualche anno dopo, ma, tornato a fare il mago, verrà definitivamente catturato, condannato per eresia e impiccato. &lt;br /&gt;La settimana successiva, Gilles ripete la sua confessione di fronte alla corte ecclesiastica, che nuovamente lo scomunica, straziandolo. Sarà di nuovo il Vescovo di Nantes a riaccoglierlo nella Chiesa qualche giorno dopo, promettendogli una sepoltura in terra benedetta.&lt;br /&gt;Il tribunale, nel frattempo, condanna Gilles, Poitou, Henriet ad essere appesi per il collo fino alla morte, mentre i loro corpi erano destinati a bruciare fino all'incenerimento su delle pire.&lt;br /&gt;Non si sa che fine abbia fatto la vecchia donna che si aggirava nei boschi vestita di nero a rapire i bambini.&lt;br /&gt;De Rais chiede e ottiene di essere giustiziato per primo, per dare il buon esempio ai propri servitori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli imputati vengono condotti alla forca il 26 ottobre 1440. &lt;br /&gt;Prima della sua esecuzione, Gilles pronuncia alla folla un lungo sermone su quanto sia pericoloso educare in maniera diabolica i giovani. Ammette i suoi peccati ed esorta gli astanti ad allevare i loro bambini in maniera severa e secondo gli insegnamenti della Chiesa.&lt;br /&gt;Il testo intero del sermone è andato perduto, ma gli archivi ne parlano come un eccellente esempio di umiltà cristiana e di pentimento.&lt;br /&gt;Gilles viene impiccato subito dopo, ma il Vescovo, per mantenere la propria promessa, fa rimuovere il corpo prima che la pira infuocata lo raggiunga e lo fa seppellire con il rito cattolico.&lt;br /&gt;La chiesa dove si trovava la tomba andrà distrutta durante la rivoluzione francese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non vi voglio opprimere con l'ennesima descrizione degli intrighi e dei giochi di potere della nobiltà francese per spiegare come furono divisi gli averi di Gilles De Rais.&lt;br /&gt;In breve, la moglie Catherine Thouars, sparita dalla scena poco dopo il matrimonio, si sposò con Jean De Vendome, un uomo ricco e potente, alleato dell'ormai potentissimo Duca di Bretagna, il presunto burattinaio di tutta la storia. La figlia di Gilles, Marie De Rais, si sposò con un ammiraglio della marina militare francese, stranamente nemico del Duca di Bretagna, ma morì senza figli. Il fratello Rene, ereditata la maggior parte dei beni, compreso il titolo di Barone, soggiornerà nel castello di Champtoce fino alla morte, controllato come un carcerato dagli uomini del Duca di Bretagna. Morirà nel 1473, lasciando una figlia che rimarrà senza eredi.&lt;br /&gt;La casata De Rais, che il vecchio Jean De Craon aveva cercato in ogni modo di preservare e rendere potente era dunque finita miseramente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La storia di Gilles De Rais termina qui.&lt;br /&gt;Ricostruita soprattutto in base agli archivi storici, ci lascia comunque con il dubbio iniziale. Gilles De Rais è stato un eroe di guerra o un mostro sanguinario? La storia, si sa, la scrivono i vincitori e bisogna anche considerare che la confessione è arrivata solo dopo le minacce di tortura. Chi non confesserebbe, posto davanti a orribili strumenti di tortura? Secoli di storia dell'Inquisizione ci insegnano che delle donne, poste a quei trattamenti disumani, siano arrivate addirittura a confessare di aver praticato sesso anale con Satana!&lt;br /&gt;I giudici inoltre non avrebbero mai permesso a Gilles di tenere un discorso alla folla se non fossero stati sicuri di avergli lavato il cervello. Coloro che continuavano a dichiararsi innocenti venivano giustiziati direttamente nelle segrete, dopo le torture, e veniva sparsa la voce che avevano confessato.&lt;br /&gt;Noi non abbiamo nessuna prova della sua colpevolezza oltre alla sua confessione, dato che i corpicini, stando a quanto raccontato, venivano bruciati fino ad essere ridotti in cenere.&lt;br /&gt;D'altra parte, che motivo avrebbero avuto tutte quelle famiglie per accusare Gilles De Rais di aver fatto sparire i loro figli? Inventandosi delle storie a proposito della scomparsa di alcuni bambini non avrebbero comunque ottenuto nulla in cambio. Non avevano nessuna buona ragione per mentire. &lt;br /&gt;È improbabile che Gilles abbia ucciso un centinaio di bambini. E' possibile invece che abbia ucciso il primo messaggero che è arrivato al suo castello. A questo punto però, potrebbe non essere stata l'unica vittima... &lt;br /&gt;La verità sul Gilles De Rais non ci sarà mai nota. Soltanto due cose resteranno abbastanza certe: la prima è che la confessione, essendo stata ottenuta con la forza, è comunque inesatta e volutamente esagerata. La seconda è che De Rais in qualche modo si era sicuramente macchiato di qualche crimine e non merita di essere ricordato esclusivamente come un eroe al servizio dell'esercito francese. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;D.D.F(OCCHI ROSSI)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4775870906213495428-8775732975724599278?l=perstorie-eieten.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/feeds/8775732975724599278/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2011/10/gilles-de-rais-soprannome-barbablu.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/8775732975724599278'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/8775732975724599278'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2011/10/gilles-de-rais-soprannome-barbablu.html' title=''/><author><name>eieten</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02367020598082211162</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://1.bp.blogspot.com/_m4NAY49Zm88/SwgkwO6OuGI/AAAAAAAAADo/4kYdZZG2Keo/S220/eleonora_di_aquitania_e_enrico_II_tomba_fontevraud_abbazia_01.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-zURI_T3AfYk/TqZp_9C97jI/AAAAAAAAC_s/qmeobp6DLvg/s72-c/gillesderais.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4775870906213495428.post-154492298857496993</id><published>2011-10-24T00:22:00.000-07:00</published><updated>2011-10-24T00:24:55.878-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-l5ol_oBz_vg/TqUSwYVlvdI/AAAAAAAAC_U/iLgg0Z5KXyY/s1600/aghiosoritissa.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 285px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-l5ol_oBz_vg/TqUSwYVlvdI/AAAAAAAAC_U/iLgg0Z5KXyY/s400/aghiosoritissa.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5666956328491662802" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Una Santa dal nome insolito: Tabita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo insolito nomediviene, però, quanto mai suggestivo quando si sappia che Tabita in ebraico, significava " gazzella ", e che " gazzella ", a sua volta, era nome composto con la parola ebraica " bellezza ", evidentemente grazie alla delicata eleganza di questo animale. &lt;br /&gt;In greco, la Santa di oggi è chiamata Dorcas: il significato di questo nome è identico, perché vuoi dire anch'esso " gazzella ".&lt;br /&gt;Che cosa sappiamo sul conto della gazzella cristiana? Conosciamo soprattutto - anzi, esclusivamente - un episodio narrato dagli Atti degli Apostoli, che resta tra i miracoli più celebri dell'Apostolo Pietro.&lt;br /&gt;Rileggiamo insieme: " C'era nella terra di loppe, - è scritto, - una cara discepola, chiamata Tabíta, che tradotto significava Dorcas. Era donna ricca di buone opere, e faceva molte elemosine.&lt;br /&gt;" Avvenne che proprio in quei giorni ella si ammalò, e morì. E, dopo che l'ebbero lavata, la posero nella sala al piano di sopra. Siccome Lidda era vicina a Joppe, i discepoli, saputo che Pietro era lì, gli mandarono due uomini a pregarlo: "Non ti dispiaccia venire sino noi! ".&lt;br /&gt;" Pietro si levò, e andò con loro e, come fu giunto, lo condussero nella sala di sopra. Tutte le vedove gli si fecero intorno, piangendo, mostrando le vesti e i mantelli di ogni genere che Dorcas faceva per loro.&lt;br /&gt;" Allora Pietro, fatti uscire tutti fuori, si mise in ginocchio e pregò. Poi, rivoltosi alla morta, disse: "Tabíta, alzati”, ed ella apri gli occhi e, vedendo Pietro, si levò a sedere.&lt;br /&gt;" Pietro le dette una mano, e la fece alzare e, chiamati i santi e le vedove, la presentò a loro viva.&lt;br /&gt;" Il fatto - aggiungono gli Atti degli Apostoli -venne risaputo per tutta loppe, e molti credettero nel Signore. Pietro si fermò a Joppe diversi giorni, in casa di un certo Simone, cuoiaio ".&lt;br /&gt;Nulla di più sappiamo sul conto della donna di Joppe, cioè deIl'odierna città di Giaffa. L'episodio miracoloso narrato dagli Atti degli Apostoli è l'unica testimonianza storica alla quale è affidato il ricordo della " gazzella " cristiana, richiamata in vita dalle preghiere di San Pietro.&lt;br /&gt;I Greci introdussero il nome della " cara discepola " nel Calendario dei Santi, ma non si può dire che Tabita abbia mai conosciuto un culto particolare né una diffusa devozione. La sua memoria, tra i Santi, è restata sempre un po' in disparte, e neanche le leggende hanno aggiunto un seguito al clamoroso miracolo di loppe.&lt;br /&gt;Ma la memoria della gazzella risvegliata dal sonno eterno dalle preghiere di San Pietro non si è perduta, e dalle pagine del testo ispirato, la figura della donna generosa si leva ancora eloquente davanti a noi, pur nell'oscurità che la circonda prima e poi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4775870906213495428-154492298857496993?l=perstorie-eieten.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/feeds/154492298857496993/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2011/10/una-santa-dal-nome-insolito-tabita.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/154492298857496993'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/154492298857496993'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2011/10/una-santa-dal-nome-insolito-tabita.html' title=''/><author><name>eieten</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02367020598082211162</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://1.bp.blogspot.com/_m4NAY49Zm88/SwgkwO6OuGI/AAAAAAAAADo/4kYdZZG2Keo/S220/eleonora_di_aquitania_e_enrico_II_tomba_fontevraud_abbazia_01.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-l5ol_oBz_vg/TqUSwYVlvdI/AAAAAAAAC_U/iLgg0Z5KXyY/s72-c/aghiosoritissa.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4775870906213495428.post-5021389134134776679</id><published>2011-10-19T00:14:00.000-07:00</published><updated>2011-10-19T00:17:10.088-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-4PLTcyO3h8Y/Tp55TTkuwPI/AAAAAAAAC-M/J9FCbJfsenM/s1600/zanzotto02g_0.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 330px; height: 250px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-4PLTcyO3h8Y/Tp55TTkuwPI/AAAAAAAAC-M/J9FCbJfsenM/s400/zanzotto02g_0.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5665098753857470706" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Zanzotto, la poesia&lt;br /&gt;che vedeva in anticipo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Andrea Zanzotto, nel giorno del suo 90/mo compleanno del poeta, in una foto d'archivio del 10 ottobre 2011 a Pieve di Soligo (Treviso).&lt;br /&gt;+ Morto Zanzotto, il cantore del tempo &lt;br /&gt;+ L'ultima intervista a La Stampa MARCO ALFIERI  &lt;br /&gt;E' morto ieri a 90 anni, festeggiati appena pochi giorni fa. Si confrontava con la tradizione, ma nella piena apertura al rischio della sperimentazione&lt;br /&gt;MAURIZIO CUCCHI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ha lasciato che il mondo lo festeggiasse per i suoi novant’anni, e poi, così rapidamente, si è congedato per sempre. Andrea Zanzotto ha scavato in profondità per tutta la vita, è stato una figura di intellettuale apertissima e capace di spaziare liberamente nelle più diverse forme del pensiero e dell’arte. Ma certo, è stato soprattutto un grande poeta, e lo è stato, in effetti, fin da subito, fino dagli esordi dei primi Anni Cinquanta. Possiamo tranquillamente affermare che la sua opera, nel panorama della nostra poesia del secondo Novecento, ha un valore di centralità assoluta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fino dai suoi esordi, promossi tra l’altro da figure ormai storiche di primissimo piano, tra le quali Giuseppe Ungaretti, l’intensità verticale della sua lirica - sempre caratterizzata, peraltro, da forti strappi interni, da vistose increspature - era stata ampiamente riconosciuta. Dopo Dietro il paesaggio (del ’51), con un libro come Vocativo (’57), Zanzotto aveva già scritto uno dei capitoli più sicuri della nostra poesia del secolo scorso, dimostrando, tra l’altro, una virtù che è dei grandi ma solo dei grandi: quella, cioè, di antivedere, di cogliere in sensibile anticipo i mutamenti storici. Poiché Zanzotto, considerato spesso scrittore arduo e poeta del significante, è soprattutto un grande poeta della complessità, un poeta di pensiero e di contenuti forti, un poeta nettamente immerso nella condizione del proprio tempo, nei suoi disagi e nelle sue contraddizioni. Cosa che ha spesso evidenziato nelle dichiarazioni pubbliche, nelle prese di posizione anche negli ultimi anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed è stato un anticipatore - da straordinario inventore di linguaggio quale era - di alcune delle principali tendenze della nostra poesia recente. Come l’uso del dialetto, tanto che con Filò, nel ’76 (un poemetto scritto su commissione di Federico Fellini per il Casanova), aveva riscoperto in poesia, tra i primissimi, le virtù di una lingua essenzialmente orale, legata al territorio - nel suo caso il Veneto, essendo nato e vissuto a Pieve di Soligo (Treviso). E questo suo forte legame con il territorio, e con quanto nel corso della storia il territorio ha saputo assorbire e progressivamente, in parte, cedere, è visibilissimo nella sua opera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma Zanzotto è stato anche il primo a promuovere, in senso antiframmentistico, la necessità di un progetto ampio in poesia, e dunque di un’articolazione poematica, realizzata nella sua trilogia, da lui definita con sublime understatement «pseudo-trilogia», composta dal Galateo in bosco, Fosfeni e Idioma (tra il ’78 e l’86). Nel primo di questi tre libri, forse uno dei punti più alti della sua ricerca (termine da lui prevalentemente usato per indicare il proprio lavoro poetico) si è cimentato magistralmente con la forma chiusa, scrivendo l’Ipersonetto, una serie concatenata di sonetti, che suonava come un definitivo, personale addio a una struttura classica, forse la più nobile e amata, poi ripresa in seguito da numerosi altri poeti delle generazioni più giovani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Tradizionista a sera / all’alba novatore», aveva già in precedenza detto ironicamente di se stesso, nelle IX Ecloghe. E infatti, uno degli elementi chiave della sua grandezza è stato nella capacità di confrontarsi sempre con l’amata tradizione della nostra lirica, ma nella piena apertura al rischio indispensabile del nuovo e dunque alla sperimentazione, come è evidente in uno dei suoi libri più apprezzati, La Beltà, del ’68. Dentro il suo animo era incancellabile il rimpianto per un perduto tempo della poesia elegiaca, per una quieta «normalità» semplice del suo amato paesaggio. Ma nella piena, per quanto dolorosa, consapevolezza che nulla sarebbe potuto ormai tornare com’era stato per secoli. Così come nulla avrebbe potuto riportare il senso della poesia alla sua classica dimensione, a quella degli amatissimi Virgilio e Petrarca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per chi lo ha conosciuto e lo ha ascoltato nel corso dei decenni, ha sempre meravigliato la vitalità formidabile e brillante della sua intelligenza, la scioltezza vivacissima di affabulatore creativo e critico nei confronti dei vari orrori della contemporaneità. Ho avuto la fortuna di incontrarlo quarant’anni fa, e l’onore di laurearmi sulla sua poesia. Mi si perdoni questa nota personale, ma anche la sua geniale semplicità umana è stata in grado di alimentare chi ha potuto frequentarlo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A novant’anni, il pensiero poetico di Zanzotto si era conservato ben attivo. Ho qui tra le mani un suo volumetto di nove poesie, Il vero tema (Biblioteca Nazionale Marciana/Cento amici del libro), dal quale voglio citare, per concludere, questi versi: «Non c’è bruscolo di tempo / né di spazio / che non meriti per sé infiniti poemi / che già in sé non li sia».&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4775870906213495428-5021389134134776679?l=perstorie-eieten.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/feeds/5021389134134776679/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2011/10/zanzotto-la-poesia-che-vedeva-in.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/5021389134134776679'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/5021389134134776679'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2011/10/zanzotto-la-poesia-che-vedeva-in.html' title=''/><author><name>eieten</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02367020598082211162</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://1.bp.blogspot.com/_m4NAY49Zm88/SwgkwO6OuGI/AAAAAAAAADo/4kYdZZG2Keo/S220/eleonora_di_aquitania_e_enrico_II_tomba_fontevraud_abbazia_01.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-4PLTcyO3h8Y/Tp55TTkuwPI/AAAAAAAAC-M/J9FCbJfsenM/s72-c/zanzotto02g_0.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4775870906213495428.post-8589566474894848999</id><published>2011-10-16T23:56:00.000-07:00</published><updated>2011-10-16T23:59:23.707-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-KRsOy8MN8sg/TpvSN2gbMxI/AAAAAAAAC9E/SdWDqlzOggc/s1600/Teatro-comico-di-Carlo-Goldoni.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 331px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-KRsOy8MN8sg/TpvSN2gbMxI/AAAAAAAAC9E/SdWDqlzOggc/s400/Teatro-comico-di-Carlo-Goldoni.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5664352091760177938" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Carlo Goldoni e i rapporti con l’Illuminismo Lombardo&lt;br /&gt;di Domenico Letizia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il riformatore comicista Carlo Goldoni ha attraversato dalla nascita alla morte  l’intero secolo del settecento, quello famoso per la rivoluzione non violenta dei lumi. Goldoni ha rinnovato il teatro comico restituendogli dignità letteraria , salvandolo dalla deludente e primitiva commedia dell’arte a cui il teatro sembrava destinato e abilitandolo a svolgere una responsabile funzione di civilizzazione. &lt;br /&gt;Le opere del Goldoni intrinseche di tematiche care agli Illuministi: dal contrasto generazionale, il sentimento di eguaglianza tra gli uomini, la polemica contro la nobiltà che disprezza i valori di sincera modernità, l’antipatia che Carlo Gozzi provava per il Goldoni, per il Gozzi il teatrante aveva attributo, e vi era riuscito, del ridicolo ai personaggi della nobiltà per cattivarsi l’animo della plebe, anche queste dichiarazioni fruttarono al Goldoni l’incondizionata ammirazione dei membri della Società dei Pugni quelli del famoso periodico lombardo e non “Il Caffè”, l’organo di battaglia e divulgazione dal carattere enciclopedico dei fratelli Verri, Pietro e Alessandro,  lumi dell’illuminismo lombardo a cui partecipava e collaborava, il nonno di Alessandro Manzoni, Cesare Beccaria passato alla storia per la pubblicazione nel 1764 del capolavoro, oggi ancora attualissimo per il diritto, la giustizia e anche l’etica filosofica: “Dei delitti e delle pene”. &lt;br /&gt;Per il Caffè tutto ciò che rappresentava progresso, umanità e diffusione di queste era vera letteratura, la loro lotta era ispirata da originalità e da una seria e consapevole volontà di rinnovamento morale e culturale. Goldoni con la sua riforma, la commedia di carattere e attraverso i capolavori come “La Bottega del Caffe”, “I quattro rusteghi” o “La Locandiera” con la creatura capolavoro goldoniano Mirandolina, ha espresso concretamente le idee dei fondatori del Caffè. &lt;br /&gt;Costoro provarono ammirazione e appoggiarono il Goldoni quando si svelarono le più aspre critiche da parte degli avversari sulla questione della lingua usata dal Goldoni, ritenuta banale, troppo legata ai dialetti, lontana dalle esattezze dei puristi della lingua italiana. Ma le ragioni e motivazioni che diede il Goldoni furono profonde, concrete e innovatrici: “Lo fo sapere agli esteri e i posteri ch’io non sono accademico della Crusca, ma sono un poeta comico che ha scritto per essere inteso in Toscana, in Lombardia, in Venezia principalmente ….. essendo la commedia un imitazione delle persone che parlano, più di quelle che scrivono, mi sono servito del linguaggio più comune rispetto all’universale italiano ”. &lt;br /&gt;Anche da ciò la totale ammirazione concretamente legata a valori moderni per il poeta comico Carlo Goldoni da parte degli illuministi della Società dei Pugni e del periodico “Il Caffè” .        &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rivista “InStoria”, Ottobre 2011&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4775870906213495428-8589566474894848999?l=perstorie-eieten.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/feeds/8589566474894848999/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2011/10/carlo-goldoni-e-i-rapporti-con.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/8589566474894848999'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/8589566474894848999'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2011/10/carlo-goldoni-e-i-rapporti-con.html' title=''/><author><name>eieten</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02367020598082211162</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://1.bp.blogspot.com/_m4NAY49Zm88/SwgkwO6OuGI/AAAAAAAAADo/4kYdZZG2Keo/S220/eleonora_di_aquitania_e_enrico_II_tomba_fontevraud_abbazia_01.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-KRsOy8MN8sg/TpvSN2gbMxI/AAAAAAAAC9E/SdWDqlzOggc/s72-c/Teatro-comico-di-Carlo-Goldoni.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4775870906213495428.post-705716010775443212</id><published>2011-10-16T04:50:00.000-07:00</published><updated>2011-10-16T04:53:59.471-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-c8yrSUYVga4/TprF0lHdGFI/AAAAAAAAC80/Zd_YECL3B_k/s1600/nessie_legend.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 303px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-c8yrSUYVga4/TprF0lHdGFI/AAAAAAAAC80/Zd_YECL3B_k/s400/nessie_legend.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5664056988479068242" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il piú antico documento su Gallo è un frammento della Vita che B. Krusch data dalla fine del sec. VIII.&lt;br /&gt;Il monaco Vettino compose una seconda biografia tra l'816 e l'824. Valafrido Strabone scrisse, verso l'834, una terza Vita e rimaneggiò una raccolta di miracoli composta da Gozberto il Giovane, monaco di San Gallo. Una Vita ritmica, pervenuta sotto il nome dello stesso Valafrido, è in realtà di un anonimo del sec. IX. Altri documenti posteriori non apportano niente di nuovo.&lt;br /&gt;Nonostante queste Vitae, s. Gallo è poco conosciuto. Scartate le leggende e ciò che è incerto, si può dire che, nato in Irlanda verso la metà del sec. VI, fu uno dei dodici discepoli di s. Colombano, che lo accompagnarono nel continente. Visse prima a Luxenil col suo maestro, poi lo seguí di nuovo nei suoi spostamenti, specialmente quando partí per l'esilio l'anno 610. Insieme andarono fino a Bregenz, sulle rive del lago di Costanza, ma allorché Colombano dové partire per l'Italia, verso l'anno 612, si separarono e Gallo andò con qualche compagno a stabilirsi in Svevia, ad ovest di Bregenz, presso la sorgente dello Steinach, dove visse come eremita con alcuni fedeli, e dove, verosimilmente, morí in data indeterminata, fra gli anni 630 e 645.&lt;br /&gt;Dopo la sua morte sulla tomba fu edificata una chiesa che, prima dell'anno 750, col nome sancti Galluni era divenuta il centro d'una abbazia, fondata da Otmaro. Nel sec. IX essa si chiamava abbazia di San Gallo, sebbene non fosse stata da lui fondata.&lt;br /&gt;Che cosa si può ricavare da tradizioni piú o meno leggendarie trasmesse tramite le Vitae che conosciamo? Gallo sarebbe stato ordinato prete per volere del suo abate prima di lasciare l'Irlanda. In esilio a Bregenz, egli avrebbe mostrato molto zelo nel predicare alle popolazioni della regione e nel distruggere gli idoli, ciò che gli avrebbe attirato l'inimicizia dei pagani.&lt;br /&gt;L'episodio piú noto è la sua separazione da s. Colombano: quando questi si mise in strada per l'Italia, Gallo, ammalato, sollecitò il permesso di restare. Colombano, credendo forse che la malattia nascondesse l'attaccamento ad un luogo calmo e gradevole, rimproverò a Gallo ciò che considerava un rifiuto ad affrontare pene e fatiche e in conseguenza gli vietò di celebrare il santo sacrificio della Messa finché vivesse. Gallo sarebbe infatti rimasto molti anni senza salire all'altare. Avvertito miracolosamente della morte prossima di Colombano, inviò un messaggero a sollecitare l'assoluzione presso il suo maestro che si trovava in Italia. a Bobbio. Il messaggero ritornò portando il perdono di Colombano e il suo bastone abbaziale lasciato al suo antico discepolo come pegno di riconciliazione.&lt;br /&gt;Un giorno, mentre Gallo era in preghiera, un orso sarebbe venuto per cibarsi dei resti del pasto e per alimentare un magro fuoco acceso per riscaldare un ammalato. Gallo avrebbe tolto dal piede dell'orso una spina e questo lo avrebbe aiutato a costruire il suo romitorio. Per questa ragione l'iconografia rappresenta di solito Gallo accompagnato da questo animale. Egli avrebbe anche liberato dal demonio la figlia del re di Francia, Sigeberto, che, in riconoscenza, gli avrebbe offerto una proprietà presso Arbon, sul lago di Costanza, per stabilirvi un'abbazia. Gallo avrebbe rifiutato a due riprese il vescovato di Costanza e l'ufficio di abate di Luxeuil, ma avrebbe pronunziato, in occasione dell'intronizzazione nella cattedrale di Costanza di uno dei suoi discepoli, un discorso che si:sarebbe conservato. Sarebbe morto in Arbon, a novantacinque anni, e sarebbe stato sepolto ai piedi dell'altare del suo eremitaggio. Come separare in tutto ciò il buon grano della storia dal loglio della leggenda?&lt;br /&gt;L'abbazia, fondata cento anni dopo la morte del santo eremita, divenne custode dei suoi resti e del suo culto. Usuardo iscrisse la festa di s. Gallo, che è ancor oggi celebrata anche il 16 ottobre, al 2 febbraio, data, probabilmente, di una traslazione delle reliquie. Il Pidoux riferisce che in questo giorno nell'abbazia di San Gallo, i sacerdoti celebravano tre Messe, come per Natale.&lt;br /&gt;L'abbazia, a partire dall'854, fu esente dalla giurisdizione del vescovo di Costanza; nello stesso tempo divenne centro di irradiazione spirituale e culturale per una vasta regione, ma pur se potente e centro di un autentico principato monastico, non poté resistere alla Riforma. Nel sec. XVI le reliquie di Gallo furono bruciate quasi per intero dagli Zuigliani, padroni della città che era sorta intorno al monastero. All'abbazia successe un vescovato nel 1823 che divenne del tutto indipendente nel 1846.&lt;br /&gt;Il culto di Gallo resta vivo nell'est della Svizzera, nel sud-ovest della Germania e nell'Alsazia. Nel 1950 il vescovo di San Gallo portò a Luxeuil, con una statua offerta dagli abitanti della città svizzera, alcune reliquie di Gallo. In Baviera, a Fussen e a Kempten, si possiedono ancora, si crede, i resti del bastone inviato da s. Colombano al santo.&lt;br /&gt;In seguito ad una confusione nata tra il popolo, si invoca s. Gallo come protettore dei volatili, specialmente dei gallinacei.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le leggende su San Gallo &lt;br /&gt;L'orso di San Gallo nello stemma della città omonimaUna nota leggenda su San Gallo vuole che un fatto straordinario avesse avuto luogo presso queste cascate. Mentre il compagno di San Gallo, Hiltibod, dormiva, quegli era già sveglio quando improvvisamente gli si parò innanzi un grosso orso. San Gallo non si lasciò intimidire da quell'apparizione: egli ordinò all'orso, in nome del Signore, di gettare un pezzo di legno nel fuoco. L'orso ubbidì e gettò il pezzo di legno nel fuoco. San Gallo deve aver infine dato all'orso una pagnotta, a condizione che non si facesse più vedere. Hiltibod, che nel frattempo si era svegliato ed aveva visto ed udito tutto, disse a San Gallo: Ora so che il Signore è con te, se persino gli animali della foresta ubbidiscono alla tua parola. L'orso non si fece poi più vedere. Nell'interpretazione di questa leggenda l'incontro di San Gallo con l'orso fu un segno al missionario pellegrino di stabilirsi quel luogo e vincere le forze della natura.&lt;br /&gt; La leggenda del mostro di Loch Ness &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C'è un'altra leggenda riguardo a San Gallo, descritta nei libri della tradizione scozzese.[senza fonte] Si dice che San Colombano, che nel 565 con i suoi seguaci giunse nelle Highlands per convertire al cristianesimo gli scozzesi, abbia partecipato per puro caso ad una cerimonia funebre presso il lago di Loch Ness. Il morto fu afferrato all'amo da un mostro sul lago. San Colombano mandò un suo seguace (forse proprio San Gallo) sul luogo dell'incidente. Immediatamente il mostro emerse dai flutti. Non disturbare più questa gente! Ritorna immediatamente giù di dove sei venuto! ordinò il santo e fece il segno della croce. Il mostro obbedì e tutti i testimoni di questo miracolo si convertirono alla fede cristiana.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4775870906213495428-705716010775443212?l=perstorie-eieten.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/feeds/705716010775443212/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2011/10/il-piu-antico-documento-su-gallo-e-un.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/705716010775443212'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/705716010775443212'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2011/10/il-piu-antico-documento-su-gallo-e-un.html' title=''/><author><name>eieten</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02367020598082211162</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://1.bp.blogspot.com/_m4NAY49Zm88/SwgkwO6OuGI/AAAAAAAAADo/4kYdZZG2Keo/S220/eleonora_di_aquitania_e_enrico_II_tomba_fontevraud_abbazia_01.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-c8yrSUYVga4/TprF0lHdGFI/AAAAAAAAC80/Zd_YECL3B_k/s72-c/nessie_legend.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4775870906213495428.post-2445204077135362201</id><published>2011-10-15T00:39:00.000-07:00</published><updated>2011-10-15T00:42:32.734-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-azReE1dGe90/Tpk5XWFJ4hI/AAAAAAAAC7g/mSOgg-Up2LM/s1600/7705gep.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 278px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-azReE1dGe90/Tpk5XWFJ4hI/AAAAAAAAC7g/mSOgg-Up2LM/s400/7705gep.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5663621079622083090" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;- ERA IL 15 OTTOBRE 1917 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Novantaquattro anni fa moriva Mata Hari, la spia &lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Respinse con fierezza il giovane soldato, tutto emozionato, che voleva bendarle gli occhi&lt;br /&gt;La donna spia più famosa di tutti i tempi, il cui nome d’arte, Mata Hari, è diventato addirittura sinonimo di mistero e seduzione, fu fucilata 90 anni fa, il 15 ottobre 1917, nel poligono militare francese di Vincennes, come spia dei tedeschi. Aveva 41 anni. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per un personaggio così particolare, anche il momento fatale dell’esecuzione non può essere paragonabile ad una cerimonia “normale”: sul comportamento, vero o presunto, di Margarita Geltrude Zelle (questo il suo vero nome) di fronte ai militari incaricati di colpirla a morte, sono fiorite leggende e dicerie. C’è anche chi dice che i componenti del plotone furono bendati per prevenire il rischio che si facessero condizionare dal carisma della bella spia, pronta ad immolarsi al loro cospetto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mata Hari, poi, avrebbe affrontato l’ultima prova dando prova di uno smisurato sangue freddo, guardando tranquillamente negli occhi i suoi esecutori e addirittura inviando loro dei baci. Il fascino erotico della danzatrice olandese emerge infine nella voce, mai confermata, secondo la quale un attimo prima dei colpi Mata Hari si sarebbe tolta il soprabito, offrendosi nuda alle fucilate. Dettagli, chissà se reali, che contribuirono ad alimentare il mito dell’affascinante agente segreta e a tramandarlo nei decenni, fino ad oggi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quel 15 ottobre 1917, i fatti &lt;br /&gt;Quel giorno Mata Hari venne svegliata all’alba. Sapeva cosa l’attendeva e non mostrò nessuna emozione, così come aveva fatto durante tutto il processo. Venne portata nella foresta parigina di Vincennes, normalmente luogo di fucilazioni o zona di esercitazioni al tiro dei soldati. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Formando un quadrato sul terrapieno del poligono di tiro trenta fucilieri attendevano allineati su tre file, le armi in pugno,con l’elmetto in testa e le uniformi azzurre. &lt;br /&gt;La condannata venne accompagnata da due suore, un sacerdote e dal suo avvocato Clunet: indossava un lungo abito grigio, cappotto blu scuro e un ampio cappello di paglia che le nascondeva il viso. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Respinse con fierezza il giovane soldato, tutto emozionato, che voleva bendarle gli occhi. Dal plotone avanzarono i dodici fucilieri che avrebbero dovuto portare a termine l’esecuzione: uno dei dodici fucili era caricato a salve, per lasciare a ogni soldato l’illusione che si trattasse del proprio. Delle undici pallottole sparate, tre centrarono Mata Hari, una proprio al cuore. Non vi fu dunque bisogno di un colpo di grazia alla nuca come si era invece soliti fare per procedura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un soldato si avvicinò e disse ad alta voce: “Nessuno reclama il cadavere?”. Era la formula di rito e non ebbe risposta. Allora, secondo la legge, il corpo fu trasferito all’Istituto di medicina legale dove le venne recisa la testa dal corpo per essere conservata in un museo di anatomia a Parigi. Ciò che rimase venne sepolto in una fossa comune.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4775870906213495428-2445204077135362201?l=perstorie-eieten.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/feeds/2445204077135362201/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2011/10/era-il-15-ottobre-1917-novantaquattro.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/2445204077135362201'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/2445204077135362201'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2011/10/era-il-15-ottobre-1917-novantaquattro.html' title=''/><author><name>eieten</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02367020598082211162</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://1.bp.blogspot.com/_m4NAY49Zm88/SwgkwO6OuGI/AAAAAAAAADo/4kYdZZG2Keo/S220/eleonora_di_aquitania_e_enrico_II_tomba_fontevraud_abbazia_01.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-azReE1dGe90/Tpk5XWFJ4hI/AAAAAAAAC7g/mSOgg-Up2LM/s72-c/7705gep.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4775870906213495428.post-5600715155728020720</id><published>2011-10-10T06:17:00.000-07:00</published><updated>2011-10-10T06:18:42.021-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-GGlJNR4WSqo/TpLwqLgX_zI/AAAAAAAAC5w/rY3j2qMjgP4/s1600/Berti.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 357px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-GGlJNR4WSqo/TpLwqLgX_zI/AAAAAAAAC5w/rY3j2qMjgP4/s400/Berti.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5661852288991887154" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aveva letto d’ apparizioni e ritorni di morti che non riuscivano a staccarsi dalle cose amate, ma lui non era tornato, perlomeno, quel giorno. Solo il suo odore dappertutto. Quella sera aveva mangiato per la prima volta dopo l’ incidente: un po’ di pasta al sugo come piaceva a lei e al suo Ugo, ma non era riuscita a finire il piatto. Il picchio era arrivato mentre si accingeva a lavare quelle poche stoviglie. Si era messo a fare piroette ed acrobazie e lei s’era incantata a guardarlo. “Mi vedi?”. “Ti vedo”.  (dal libro Il Picchio)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4775870906213495428-5600715155728020720?l=perstorie-eieten.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/feeds/5600715155728020720/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2011/10/aveva-letto-d-apparizioni-e-ritorni-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/5600715155728020720'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/5600715155728020720'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2011/10/aveva-letto-d-apparizioni-e-ritorni-di.html' title=''/><author><name>eieten</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02367020598082211162</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://1.bp.blogspot.com/_m4NAY49Zm88/SwgkwO6OuGI/AAAAAAAAADo/4kYdZZG2Keo/S220/eleonora_di_aquitania_e_enrico_II_tomba_fontevraud_abbazia_01.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-GGlJNR4WSqo/TpLwqLgX_zI/AAAAAAAAC5w/rY3j2qMjgP4/s72-c/Berti.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4775870906213495428.post-6719878869964536786</id><published>2011-10-08T05:41:00.000-07:00</published><updated>2011-10-08T05:45:53.607-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-8SBiexen6XE/TpBF_H3syWI/AAAAAAAAC4Q/A_4dgU3sBHU/s1600/IMG_0464.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 225px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-8SBiexen6XE/TpBF_H3syWI/AAAAAAAAC4Q/A_4dgU3sBHU/s400/IMG_0464.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5661101682351458658" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;– Alone&lt;br /&gt;O! I care not that my earthly lot&lt;br /&gt;Hath — little of Earth in it —&lt;br /&gt;That years of love have been forgot&lt;br /&gt;In the fever of a minute —&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I heed not that the desolate&lt;br /&gt;Are happier, sweet, than I —&lt;br /&gt;But that you meddle with my fate&lt;br /&gt;Who am a passer-by.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I heed not that my founts of bliss&lt;br /&gt;Be gushing, oh! with tears&lt;br /&gt;That the tremor of one kiss&lt;br /&gt;Hath palsied many years —&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;‘T is not that the flowers of twenty springs&lt;br /&gt;Which have wither’d as they rose&lt;br /&gt;Lie dead on my heart-strings&lt;br /&gt;With the weight of an age of snows.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nor that the grass — O! may it thrive!&lt;br /&gt;On my grave is growing or grown —&lt;br /&gt;But that, while I am dead and alive&lt;br /&gt;I cannot be, love, alone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Egdar Allan Poe&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4775870906213495428-6719878869964536786?l=perstorie-eieten.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/feeds/6719878869964536786/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2011/10/alone-o-i-care-not-that-my-earthly-lot.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/6719878869964536786'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/6719878869964536786'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2011/10/alone-o-i-care-not-that-my-earthly-lot.html' title=''/><author><name>eieten</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02367020598082211162</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://1.bp.blogspot.com/_m4NAY49Zm88/SwgkwO6OuGI/AAAAAAAAADo/4kYdZZG2Keo/S220/eleonora_di_aquitania_e_enrico_II_tomba_fontevraud_abbazia_01.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-8SBiexen6XE/TpBF_H3syWI/AAAAAAAAC4Q/A_4dgU3sBHU/s72-c/IMG_0464.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4775870906213495428.post-9084723392382238474</id><published>2011-10-08T05:38:00.000-07:00</published><updated>2011-10-08T05:40:49.503-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-TF5tSHwkpqw/TpBEyRbj_WI/AAAAAAAAC4I/7rEI1d7pUCQ/s1600/edgar_allan_poe2.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 250px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-TF5tSHwkpqw/TpBEyRbj_WI/AAAAAAAAC4I/7rEI1d7pUCQ/s400/edgar_allan_poe2.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5661100362067869026" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;EDGAR ALLAN POE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LA VITA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E.A. Poe nasce a Boston nel 1809. da due attori girovaghi, entrambi morti di tisi, quando ancora egli era piccolissimo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Di lui si prende immediatamente cura un commerciante scozzese di Richmond, John Allan, assieme alla moglie Frances Keeling Valentine, cui lo scrittore rimarrà per sempre legato affettivamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 1815 gli Allan si trasferiscono in Inghilterra, dove il piccolo Poe comincia gli studi, che poi proseguirà anche al rientro negli Stati Uniti, iscrivendosi alla Virginia University di Charlottesville, dove studia lingue antiche e moderne. Ben presto, però, nonostante i suoi ottimi voti, viene espulso dall'Università per i suoi eccessi alcolici e per i suoi debiti di gioco. Questo ed altri fattori lo fanno entrare in duro contrasto con il patrigno, tanto che nel 1827, a soli 18 anni, decide di abbandonare la famiglia e di trasferirsi a Boston, dove pubblica a sue spese ed anonimo un libretto di poesie Tamerlane and other poems by a Bostonian (Tamerlano ed altre poesie). Il libro viene accolto dall'indifferenza generale e, per la delusione Poe decide di arruolarsi come soldato semplice nell'artiglieria federale con il nome di Edgar A. Perry. Nel 1829, però, interrompe il suo servizio per recarsi a Richmond per la morte della signora Allan. Questo evento luttuoso porta un riavvicinamento con il patrigno, anche se la rottura sarà ormai insanabile, tant'è vero che, quando nel 1834 Allan morirà, non lascerà nulla in eredità allo scrittore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Grazie all'aiuto di John Allan, Poe riesce a sottrarsi al suo dovere nell'esercito, dove avrebbe dovuto restare ancora un paio d'anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla fine del 1829 si trasferisce a Baltimora da una zia, che lo manterrà per tutta la vita, ed ha modo di pubblicare una seconda raccolta di versi. Nel 1830 decide di nuovo di intraprendere la vita militare e si iscrive all'Accademia di West Point, da dove però sarà ben presto espulso per il suo rifiuto di sottomettersi alla rigida disciplina che vi impera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 1831 è a New York, dove, grazie all'aiuto di alcuni suoi amici di West Point, pubblica la terza raccolta di poesia, Poems.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ritorna a Baltimora. Sul giornale locale The Courier pubblica i suoi primi cinque racconti: Metzengerstein, The Duc of l'Omelette (Il Duca dell'Omelette), A Tale of Jerusalem (Racconto di Gerusalemme), A decided Loss (Una perdita decisa), The Bargain Lost (L'affare perso). Per il racconto M.S. Found in a Bottle (Manoscritto trovato in una bottiglia), pubblicato sul Baltimora Saturday Visiter, nel 1835, vince un premio di cento dollari. Nel frattempo lavora nella redazione del Southern Literary Messenger, dove ben presto per le sue eccezionali doti di giornalista, viene promosso vicedirettore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 22 settembre dello stesso anno sposa a Richmond la cugina Virginia Clemm, appena quattordicenne. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 1838 pubblica il suo primo ed unico romanzo The Narrative of Arthur Gordon Pym (La storia di Arthur Gordon Pym), che però non ha successo. L'anno successivo a Filadelfia pubblica, invece, una raccolta di tutti i racconti che aveva sino ad allora scritto, intitolata Tales of Grotesque and Arabesque (Racconti del grottesco e dell'arabesco). Lavora poi nella redazione del Gentleman's Magazine, ed ancora una volta le sue straordinarie capacità di giornalista portano il giornale ad aumentare vertiginosamente la tiratura (addirittura dalle iniziale 500 copie a ben 40000!!). Si fa apprezzare sia come scrittore di racconti che come critico letterario, purtroppo i rapporti con il direttore del quotidiano diventano sempre più critici, tanto che Poe decide di abbandonare il giornale e fondarne uno tutto suo, attraverso una raccolta di fondi. L'esperienza di The Stylus, come Poe aveva chiamato il suo giornale, dura un paio di anni e non è delle più felici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inizia adesso il periodo più terribile di tutta la sua vita. La moglie si ammala gravemente e lo scrittore non avendo i mezzi per farla curare, si dà all'alcol e al laudano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 1844 è di nuovo a New York, pubblica sulla rivista The Evening Mirror la sua poesia più famosa The Raven (Il corvo), con la quale ottiene finalmente il successo che inseguiva da anni. Purtroppo per una serie di vicende il suo successo non dura a lungo. Infatti si riempie di nuovo di debiti di gioco e ricomincia a bere senza misura. Nel 1847 inoltre la moglie, a cui Poe era molto legato, muore di tubercolosi, da questo momento in poi lo scrittore cade in uno stato di prostrazione e di disperazione da cui non uscirà più. In questo periodo pubblica solo il poemetto in prosa Eureka. Il 3 ottobre 1849 viene trovato in stato di incoscienza in una locanda di Baltimora, ricoverato al Washington Hospital, muore di delirium tremens il 7 ottobre alle cinque del mattino.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4775870906213495428-9084723392382238474?l=perstorie-eieten.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/feeds/9084723392382238474/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2011/10/edgar-allan-poe-la-vita-e.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/9084723392382238474'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/9084723392382238474'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2011/10/edgar-allan-poe-la-vita-e.html' title=''/><author><name>eieten</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02367020598082211162</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://1.bp.blogspot.com/_m4NAY49Zm88/SwgkwO6OuGI/AAAAAAAAADo/4kYdZZG2Keo/S220/eleonora_di_aquitania_e_enrico_II_tomba_fontevraud_abbazia_01.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-TF5tSHwkpqw/TpBEyRbj_WI/AAAAAAAAC4I/7rEI1d7pUCQ/s72-c/edgar_allan_poe2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4775870906213495428.post-411478537115596314</id><published>2011-10-04T07:06:00.001-07:00</published><updated>2011-10-04T07:07:40.266-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-0LDlQZ_vwbE/TosTIsUkn5I/AAAAAAAAC3w/4gXWk9BGFNw/s1600/IMG_0366.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 225px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-0LDlQZ_vwbE/TosTIsUkn5I/AAAAAAAAC3w/4gXWk9BGFNw/s400/IMG_0366.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5659638396778487698" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Un vecchio proverbio dell'epoca dell'imperialismo cinese affermava: ' meglio avere un cane che una figlia'...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In una società fortemente votata al maschilismo, in cui l'uomo deteneva tutto il potere (lavoro, famiglia, pubblica amministrazione) si sviluppò un linguaggio segreto delle donne, detto appunto Nu Shu, che diventò uno spazio intimo e riservato al mondo femmininile, ignorato e trascurato dagli uomini, e gelosamente custodito dalle donne in questa speciale 'sorellanza'. &lt;br /&gt;In quell'epoca così lontana, oppressiva, le donne apparentemente erano prive di qualsiasi diritto, in balia del volere dei padri e dei mariti. In questo clima il Nu Shu, un linguaggio strettamente riservato alle donne e tramandato di madre in figlia, rappresentava un modo di difendersi dagli uomini e dava un senso alla vita stessa.&lt;br /&gt;Le origini di questo linguaggio segreto sono nella provincia dello Hunan e la sua nascita è strettamente connessa all'unicità degli usi e costumi locali che erano un mix di Cinese Han e dei gruppi etnici Yao (in cui era forte l'influenza matriarcale). &lt;br /&gt;Furono le donne analfabete e senza educazione formale a inventare questo originale e unico sistema di scrittura, che mantenne il suo segreto per secoli grazie proprio alla discriminazione di cui le donne erano oggetto quotidianamente, in quanto considerate esseri inferiori, che servivano solo per la procreazione e per soddisfare i desideri degli uomini. Per contrasto le donne che conoscevano il Nu Shu chiamavano la scrittura cinese "Nan Shu", cioè scrittura dei maschi.&lt;br /&gt;Il linguaggio segreto delle donne portava alla formazione di una sub-cultura strettamente femminile: il Nu Shu trovava espressione nella vita quotidiana delle donne, veniva letto con una speciale forma di canto, durante le riunioni di donne in cucina e mentre ricamavano.&lt;br /&gt;Il Nu Shu aveva la funzione di rinforzare la sorellanza tra le donne unite nella stessa sorte, e di trasformare la vita quotidiana in una sorta di fuga colorata e profumata contrapposta al grigiore e all'odore pestilento di un quotidiano, altrimenti, insopportabile. Le parole segrete liberavano emozioni profonde e rivelavano il risentimento nei confronti della dominanza maschile e la malinconia di tutti i giorni.&lt;br /&gt;Il Nu Shu fu ignorato per secoli, e solo negli anni 50 in Cina si prestò grande attenzione ad esso: si temeva che si trattasse di un codice segreto per lo spionaggio internazionale e ciò spinse i servizi segreti ad indagare, suscitando un grande interesse che coinvolse le migliori accademie del paese. Furono consultati i migliori linguisti ma nessuno degli esperti fu in grado di decifrare il Nu Shu. &lt;br /&gt;Solo negli anni 80 il sistema di scrittura fu riconosciuto come Nu Shu, che significa, per l'appunto, "scrittura delle donne". Questa scrittura è composta da 7.000 caratteri e si differenzia molto dalla scrittura cinese i cui caratteri sono di forma quadrata, con linee dritte. Il Nu Shu è, invece, scritto con forme curvilinee e le donne spesso ricamavano i caratteri Nu Shu sui vestiti come se fossero dei disegni. &lt;br /&gt;Poco tempo fa è morta Yang HuanYi, l'ultima donna che conosceva il vero significato del linguaggio.&lt;br /&gt;Con la sua morte è tramontata anche un'epoca, l'epoca della discriminazione sessuale.&lt;br /&gt;Al giorno d'oggi in Cina oltre alla parità formale è stata quasi raggiunta anche la parità reale tra i due sessi e lentamente sta tramontando anche la predilizione dei genitori verso i figli maschi.&lt;br /&gt;Il Nu Shu non serve più, ma rimarrà per sempre nella storia a testimoniare la passata oppressione delle donne nella società cinese e nel mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Nu Shu ha ispirato un libro, " Le parole segrete di Jin-Shei", di Alexander Alma. In un non definito regno dell'antica Cina, in cui a regnare sono le donne( che hanno il dono del jin-a-shu, una lingua conosciuta solo da loro, tramandata da madre in figlia..), si intrecciano i destini di alcune coraggiose ragazze legate tra di loro da un sacro vincolo di sorellanza: il jin-shei. Le jinshei-bao (le sorelle legate dal jin-shei) Tai, Liudian, Nhia, Xaforn, Yuet, Khailin, Qiaan,Tammary.. dovranno lottare contro un mago malefico (che per mantenere la propria giovinezza si nutre della linfa vitale degli altri esseri umani, preferibilmente ragazze vergini...) e contro le loro stesse paure...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;FONTE: http://giovanicinesi.splinder.com&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4775870906213495428-411478537115596314?l=perstorie-eieten.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/feeds/411478537115596314/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2011/10/un-vecchio-proverbio-dellepoca.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/411478537115596314'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/411478537115596314'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2011/10/un-vecchio-proverbio-dellepoca.html' title=''/><author><name>eieten</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02367020598082211162</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://1.bp.blogspot.com/_m4NAY49Zm88/SwgkwO6OuGI/AAAAAAAAADo/4kYdZZG2Keo/S220/eleonora_di_aquitania_e_enrico_II_tomba_fontevraud_abbazia_01.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-0LDlQZ_vwbE/TosTIsUkn5I/AAAAAAAAC3w/4gXWk9BGFNw/s72-c/IMG_0366.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4775870906213495428.post-6134255932392756078</id><published>2011-09-27T09:27:00.001-07:00</published><updated>2011-09-27T09:27:48.805-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span xmlns=''&gt;&lt;p&gt;&lt;span style='font-size:22pt'&gt;FRAMMENTI&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style='font-size:18pt'&gt;Momento&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style='font-size:12pt'&gt;Il vento trema le foglie &lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style='font-size:12pt'&gt;Al platano orgoglioso&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style='font-size:12pt'&gt;Aria di sole puro&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style='font-size:12pt'&gt;Ricopre la campagna&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style='font-size:12pt'&gt;Giacciono a terra&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style='font-size:12pt'&gt;Le ossa del nemico&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style='font-size:12pt'&gt;E riposa il mio cuore&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style='font-size:16pt'&gt;VOI&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style='font-size:12pt'&gt;Più vi guardo&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style='font-size:12pt'&gt;E vi ascolto,&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style='font-size:12pt'&gt;voi che non appartenete alla mia vita.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style='font-size:12pt'&gt;Ascolto suoni &lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style='font-size:12pt'&gt;Che rallegrano le mie orecchie&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style='font-size:12pt'&gt;E parlo con chi solo ama questo silenzio&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style='font-size:18pt'&gt;Morte&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style='font-size:12pt'&gt;Immobile&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style='font-size:12pt'&gt;Portata&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style='font-size:12pt'&gt;Dal vento di sabbia&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style='font-size:12pt'&gt;La locusta cieca&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style='font-size:12pt'&gt;Attende.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style='font-size:18pt'&gt;Solo ieri&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style='font-size:12pt'&gt;Scura e pesante&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style='font-size:12pt'&gt;La sera mi sta davanti&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style='font-size:12pt'&gt;Solo ieri chiamava il mio nome&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style='font-size:12pt'&gt;E invocava il tocco&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style='font-size:12pt'&gt;E&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style='font-size:12pt'&gt;Ora&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style='font-size:12pt'&gt;Solo i richiami dei pastori e&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style='font-size:12pt'&gt;Uccelli alla ricerca di riposo&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style='font-size:12pt'&gt;Tra rami nascosti di antiche querce&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style='font-size:18pt'&gt;Ossessioni&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;			&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Caldo opprimente ottunde&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Pensieri di un abbraccio&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;E un ginocchio sbucciato,&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;viale ombroso e foglie &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;precocemente cadute&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;di vecchi sulle panchine e tu&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;che correvi avanti,&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;io dietro come di chi non saprebbe essere in altro posto.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ferite sanguinanti &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Di indicibili torture &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La mente disfatta e il corpo a sostenerla che si muove &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Convulso&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt; a non sentire il dolore.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Le lame aguzze &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Che impedirono il riposo &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Rovistando implacabili .&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ne renderanno conto&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;A me &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;A te&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style='font-size:18pt'&gt;Lapide&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Se è vero che si può rinascere &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Se è vero che la morte non sempre &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Rende ineluttabile il passaggio alla collina&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Certo così fu per me.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Quando mi chiusero la cassa con occhi soddisfatti di tanta cura &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Udii il vorticare dei bulloni che si stringevano&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Soffocando sentii  la terra stringersi su di me,&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;fu allora che decisi di uscire&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;senza curarmi di esser vista&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;e non mi videro,&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;risalì con movimenti veloci ,scossi rimasugli di foglie dai capelli &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;e mi incamminai &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;a piedi nudi ormai,su per il sentiero che non conoscevo.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Lo percorsi tutto&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Senza voltarmi mai &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Che la cosa mi avrebbe reso incerta.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Fu davanti ai platani danzanti che mi fermai &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Seduta son qui ancora che riposo le mie quattro ossa.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style='font-size:18pt'&gt;Tara&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;			&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Arano &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Di notte,&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;i contadini ,sotto la luna che osserva&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;antichi gesti di &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;memorie perdute&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;ancora come&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;le colline di Tara&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;solcate da aratri di ferro e lacerate da sogni .&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Lavorano silenziosi,&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;soli tra tanti,&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;lontani dalle miserie del mondo.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style='font-size:18pt'&gt;Ti ho sentito&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ho riconosciuto il tuo volto&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;E le tue mani,&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;ho riconosciuto,tra tanti ,il tuo odore,&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;non mi sono scordata il tuo tocco &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;né lo sguardo.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Mi hai accompagnato in tutte le mie vite&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Lungo lo scorrere quieto del tempo.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Oscurità e dolore&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Noi nel rifugio della cava &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Freddo&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ma tu mi hai preso la mano &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Non l'hai lasciata,&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;chi fu più coraggioso non me lo chiesi allora &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;né ora&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;che noi fummo da subito uno.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style='font-size:18pt'&gt;Cantarono i poeti&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;			&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Potevano &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;I poeti scrivere&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;con i corpi dilaniati dei ragazzi,&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;viscere aperte &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;proiettili a perforare i cervelli&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;lame a straziare?&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Potevano &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;I poeti scrivere &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;con donne violate e torturate&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;cuori grondanti di sangue?&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Potevano i poeti cantare i loro versi&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Con bimbi dentro cancelli d'orrore &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;E vecchi attoniti senza ricordi?&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Eppure scrissero&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;I poeti&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;E riempirono di suoni &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il vuoto del tempo confuso del putrido odore &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Della violenza.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ora &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;I poeti&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Scrivono d'amori infelici&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Di piegate passioni&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Di sogni infranti&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Si voltano &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Sdegnosi&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Alla mesta e dolorante miseria.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style='font-size:18pt'&gt;Tramonto&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Che il tempo &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Sia gentile con te&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt; gli anni sfiorino appena &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il tuo viso,&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;e che il tramonto &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;ti sia&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;dolce come lo fu l'alba.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style='font-size:22pt'&gt;Semi&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Semi &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Portati dal vento&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Germinano&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Nella terra.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Per caso&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Così,&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;fatti&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;e improbabili amori&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;senza ragione.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style='font-size:18pt'&gt;Lapide II&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Quando mi presero&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Sperai a lungo&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Di rivederti,&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;ma uccisero &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;in me &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;e in te&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;i ricordi.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Riposai,allora,in improbabili stanza.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Quando verrai&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Dove le mie ceneri &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Sono disperse &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Respira piano&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La mia anima che fu dolente&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style='font-size:18pt'&gt;Non sono un poeta&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Dove sono le mie poesie&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Sparse in foglietti?&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Non sono un poeta,&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;io sono un cantore di storie.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;I poeti hanno un'anima,&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;la mia mi fu estirpata&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;come un tumore antico&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;che mi avrebbe portato alla morte.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Dove sono le mie poesie&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Sparse in foglietti?&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Riascoltare i rumori&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Risentire odori&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ricordare gli oggetti&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Riconoscere volti&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Non sono un poeta,&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;io sono un cantore di cose.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style='font-size:18pt'&gt;Il profumo del tempo&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Profumano &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;I sassi&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Della memoria&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Del tempo&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style='font-size:16pt'&gt;Airone&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style='font-size:16pt'&gt;Vola&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style='font-size:16pt'&gt;Armonioso&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style='font-size:16pt'&gt;L'airone &lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style='font-size:16pt'&gt;Bianco.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4775870906213495428-6134255932392756078?l=perstorie-eieten.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/feeds/6134255932392756078/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2011/09/frammenti-momento-il-vento-trema-le.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/6134255932392756078'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/6134255932392756078'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2011/09/frammenti-momento-il-vento-trema-le.html' title=''/><author><name>eieten</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02367020598082211162</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://1.bp.blogspot.com/_m4NAY49Zm88/SwgkwO6OuGI/AAAAAAAAADo/4kYdZZG2Keo/S220/eleonora_di_aquitania_e_enrico_II_tomba_fontevraud_abbazia_01.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4775870906213495428.post-4282962336432754395</id><published>2011-09-15T00:10:00.000-07:00</published><updated>2011-09-15T00:14:15.648-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-_yshhozVEZ8/TnGlwHoJMjI/AAAAAAAAC14/tU6YFZgzZ3M/s1600/giardino_nel_Medioevo1.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 318px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-_yshhozVEZ8/TnGlwHoJMjI/AAAAAAAAC14/tU6YFZgzZ3M/s400/giardino_nel_Medioevo1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5652481253426410034" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Santa Notburga,la santa cameriera&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La santità oggi è più estesa a tutte le categorie sociali, quindi non fa più meraviglia sentire di santi medici, operai, coniugi, ragazzi, studenti, scienziati, ecc., non solo papi, vescovi, religiosi, suore; ma nei secoli scorsi le categorie erano molto ristrette e quindi fece meraviglia che una santa, nel secolo XIV, provenisse dalla condizione degli addetti ai lavori domestici e dal mondo contadino, perché di solito nel campo femminile, erano badesse o regine. &lt;br /&gt;Per questo il culto per s. Notburga, ebbe una diffusione immensa nei Paesi della sua regione l’Austria e degli Stati limitrofi. Su di lei sono state scritte numerose ‘Vitae’ e libri di devozione, come pure è stata raffigurata in tante opere d’arte. &lt;br /&gt;Notburga nacque nel XIII secolo a Rattenberg nel Tirolo del Nord; fu cuoca di un nobile nel vicino castello sul Rottenburg e distribuiva ai poveri tutto ciò che avanzava dalla tavola dei padroni, poi si mise al servizio di un contadino ad Eben, con cui convenne, che avrebbe lasciato il lavoro servile al sabato all’ora dei Vespri, quando secondo il concetto medioevale, cominciava già la festa domenicale; per potersi dedicare alla preghiera ed alle faccende di casa. &lt;br /&gt;Dopo qualche tempo di cui non si conosce la durata, tornò a fare la cuoca presso il nobile nel castello di Rottenburg, continuando nella sua opera caritatevole, fino alla sua santa morte, avvenuta il 14 settembre 1313; venne sepolta ad Eben. &lt;br /&gt;Come già accennato prima, non esistono documenti contemporanei, il testo più antico della sua leggenda, in tedesco, si trovava sul dipinto ad olio e su tavola di legno, che una volta abbelliva la tomba di Notburga ad Eben ed ora disperso. &lt;br /&gt;Questo testo che fu trascritto in latino e conservato nel Museo Ferdinandeum di Innsbruck, riporta il racconto di numerosi miracoli e prodigi verificatesi dopo la sua morte. L’iconografia che la riguarda è numerosa e riporta come simbolo la falce, che secondo la leggenda, di fronte all’insistenza a continuare a lavorare fatta dal contadino, Notburga lanciò in alto la falce che rimase sospesa nell’aria. &lt;br /&gt;In tutti i secoli successivi ella ebbe notevole culto, si sa che nel Seicento i numerosi pellegrini erano soliti asportare un poco di terra dal cimitero di Eben, per usarla contro le malattie che colpivano uomini ed animali, si racconta di miracoli e di grande affluenza di devoti. &lt;br /&gt;La chiesetta di Eben in cui era sepolta, venne ampliata nel 1434 e nel 1516 e abbellita con il concorso munifico dell’imperatore Massimiliano I d’Asburgo. Nel 1718 le reliquie furono ricomposte secondo l’uso dell’epoca, rivestite con seta, oro e argento e furono esposte sull’altare maggiore in posizione verticale e lì sono tuttora. &lt;br /&gt;È invocata come modello e patrona della gioventù rurale e si venera come patrona dei contadini e delle domestiche. Il suo culto diffuso nel Tirolo, Austria, Istria, Baviera è stato confermato da papa Pio IX con decreto del 27 marzo 1862.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4775870906213495428-4282962336432754395?l=perstorie-eieten.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/feeds/4282962336432754395/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2011/09/santa-notburgala-santa-cameriera-la.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/4282962336432754395'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/4282962336432754395'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2011/09/santa-notburgala-santa-cameriera-la.html' title=''/><author><name>eieten</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02367020598082211162</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://1.bp.blogspot.com/_m4NAY49Zm88/SwgkwO6OuGI/AAAAAAAAADo/4kYdZZG2Keo/S220/eleonora_di_aquitania_e_enrico_II_tomba_fontevraud_abbazia_01.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-_yshhozVEZ8/TnGlwHoJMjI/AAAAAAAAC14/tU6YFZgzZ3M/s72-c/giardino_nel_Medioevo1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4775870906213495428.post-8723200784812796501</id><published>2011-09-06T00:11:00.001-07:00</published><updated>2011-09-06T00:11:58.651-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-6hHKT5M9uLQ/TmXHuI8UERI/AAAAAAAACzs/raKwjMCe908/s1600/Cavallopazzo2.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 302px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-6hHKT5M9uLQ/TmXHuI8UERI/AAAAAAAACzs/raKwjMCe908/s400/Cavallopazzo2.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5649140903094522130" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Cavallo Pazzo, Sioux&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Abbiamo bisogno di una grande visione, e l’uomo che l’avrà deve seguirla come l’aquila segue il profondo blu del cielo. Io ero ostile all’uomo bianco… preferivamo la vita di caccia alla vita di inutilità nelle riserve. Durante quei tempi non avevamo cibo a sufficienza e non potevamo cacciare. Tutto quello che volevamo era la pace ed essere lasciati soli. Arrivarono i soldati e distrussero i nostri villaggi. Poi arrivò Custer… Dissero che noi lo massacrammo, ma egli voleva fare la stessa cosa con noi. Il nostro primo impulso fu di fuggire ma fummo circondati e dovemmo combattere.”&lt;br /&gt;Noi non abbiamo chiesto a voi uomini bianchi di venire qui. Il Grande Spirito ci diede questa terra perché ne facessimo la nostra casa. Voi avevate la vostra. Non abbiamo interferito con voi. Il Grande Spirito ci affidò un grande territorio per viverci, e bufali, cervi, antilopi e altri animali. Ma voi siete arrivati; state rubando la mia terra, state uccidendo la nostra selvaggina rendendoci difficile la sopravvivenza. Ora ci dite di lavorare per mantenerci, ma il Grande Spirito non ci creò per faticare, bensì per vivere di caccia. Voi uomini bianchi siete liberi di lavorare, se volete. Noi non vi ostacoliamo, e ancora chiedete perché non ci civilizziamo. Non vogliamo la vostra civiltà! Vogliamo vivere come i nostri padri e come i padri dei nostri padri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Morendo) Di alla gente che non dipende più da me adesso!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non ero ostile all’uomo bianco. I bisonti ci fornivano cibo e pelli per vestirci; preferivamo la caccia piuttosto che l’ozio, le liti o le gelosie, e i frequenti periodi di fame passati nelle riserve. Ma Volpe Grigia (il Generale Crook) comparve tra la neve ed il freddo pungente e distrusse il mio villaggio. Saremmo tutti morti di freddo e di fame se non fossimo riusciti a riprendere i nostri cavalli. Poi fu la volta di Lunghi Capelli (Custer). Dicono che lo abbiamo massacrato, ma sarebbe stato lui a sterminarci se non ci fossimo difesi e battuti fino alla morte.&lt;br /&gt;Non si vende la terra sulla quale la gente cammina.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4775870906213495428-8723200784812796501?l=perstorie-eieten.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/feeds/8723200784812796501/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2011/09/cavallo-pazzo-sioux-abbiamo-bisogno-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/8723200784812796501'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/8723200784812796501'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2011/09/cavallo-pazzo-sioux-abbiamo-bisogno-di.html' title=''/><author><name>eieten</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02367020598082211162</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://1.bp.blogspot.com/_m4NAY49Zm88/SwgkwO6OuGI/AAAAAAAAADo/4kYdZZG2Keo/S220/eleonora_di_aquitania_e_enrico_II_tomba_fontevraud_abbazia_01.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-6hHKT5M9uLQ/TmXHuI8UERI/AAAAAAAACzs/raKwjMCe908/s72-c/Cavallopazzo2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4775870906213495428.post-9133410084012395312</id><published>2011-08-26T23:44:00.001-07:00</published><updated>2011-08-26T23:45:32.442-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-7aoEF9ywrAk/TliShXDD7qI/AAAAAAAACy0/7eT2tDIPL40/s1600/ark_angel_1300.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 321px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-7aoEF9ywrAk/TliShXDD7qI/AAAAAAAACy0/7eT2tDIPL40/s400/ark_angel_1300.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5645423234729111202" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Crustumium L'atlantide romagnola &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Della mitica città sommersa nel mare di Cattolica si parla ormai da diversi secoli, ma sembra rimanere per tutti un evanescente miraggio. C'è chi afferma di averla vista e di questo troviamo autorevoli testimonianze sin dai primi secoli dopo il mille, e chi dice senza dubbi che è solo una montatura, una leggenda popolare e tra questi troviamo personaggi altrettanto credibili quali studiosi e archeologi dei nostri tempi. Rimane il fatto, tremendamente affascinante, che da centinaia di anni, moltissime persone che hanno solcato le acque nei pressi di Cattolica, giurano di aver visto sott'acqua a poche miglia dalla costa, soprattutto con il mare calmo e la bassa marea, resti di mura e di torri. I pescatori e tutta la popolazione della zona sostengono che si tratti di una millenaria città sommersa da un cataclisma. I primi affermano di aver più volte agganciato le loro reti in mastodontici macigni e alcuni sommozzatori si sono trovati davanti ai loro occhi attoniti una intera città sotto l'acqua. Mura possenti, torri, statue e palazzi dagli eleganti colonnati, sembra possedesse la mitica Crustumium. Questo il nome originale dell'ipotetica città sorta vicino all'omonimo fiume da cui prese il nome, oggi conosciuto come Conca. Esistente già nel V secolo perché citata da un autore latino di quell'epoca, l'antica città fu sicuramente distrutta da un cataclisma naturale, molto frequenti a quei tempi. Probabilmente tutta la costa di allora subì un mutamento geologico e s'inabissò. Subì la stessa fine della sua gemella d'oltreoceano, la ancor più mitica Atlantide, ma se di questa rimangono solo racconti leggendari racchiusi nella fantasia di ogni uomo, della sua sorella romagnola testimonianze molto tangibili accerterebbero la sua possibile esistenza. Innanzitutto la vicina zona costiera è conosciuta come terra di abitati romani, lo stesso mare ha frequentemente restituito alla luce diversi reperti oggi custoditi nel pregiato Antiquarium di Cattolica, a sua volta antico vicus romano. Quindi il luogo imputato è fortemente sospetto. In secondo luogo, ma non di minor importanza, ci sono le numerose ed equivalenti testimonianze umane perpetuate da ieri a oggi: tutti quanti, studiosi o semplici curiosi, dicono di aver scorto sott'acqua alla profondità di mezzo braccio, resti di mura e di torri. Da allora si è sparsa la credenza che in quelle acque così vicine alla costa, nei tempi antichi sia sprofondata in mare una città conosciuta comunemente con il nome di Conca. Sulle cause disastrose che la fecero scomparire ai nostri occhi, oltre alla più accreditata ipotesi del terremoto, c'è chi sostiene, traendo spunto da un'altra lontana leggenda orientale e dalle numerose presenze di anguille giunte dalle valli di Comacchio in Adriatico (almeno nel'600), che il cataclisma avvenne per opera dell'uomo, il quale tagliò via un monte per aprire un canale di sbocco per i pesci, e il mare si mangiò tutta la zona. Affascinante realtà o miraggio collettivo, rimane ancora un mistero da scoprire... un mistero che ha veramente dell'incredibile, un mito che si fonde in leggenda e si perde da secoli tra le onde del mare Adriatico, a due passi dalla famosa Riviera della Notte. Può rimanere solo leggenda? Alcuni anni fa, un paio di amici che praticano immersioni, mi hanno raccontato di aver visto nel mare vicino a Cattolica dei resti di un'antica città sommersa, davanti a loro si trovavano torri, mura, colonne, statue e palazzi. Non hanno avuto dubbi e si portano ancora questa coinvolgente esperienza nella memoria. Chissà... un altro miraggio collettivo, frutto della fervente fantasia dei romagnoli? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4775870906213495428-9133410084012395312?l=perstorie-eieten.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/feeds/9133410084012395312/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2011/08/crustumium-latlantide-romagnola-della.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/9133410084012395312'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/9133410084012395312'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2011/08/crustumium-latlantide-romagnola-della.html' title=''/><author><name>eieten</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02367020598082211162</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://1.bp.blogspot.com/_m4NAY49Zm88/SwgkwO6OuGI/AAAAAAAAADo/4kYdZZG2Keo/S220/eleonora_di_aquitania_e_enrico_II_tomba_fontevraud_abbazia_01.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-7aoEF9ywrAk/TliShXDD7qI/AAAAAAAACy0/7eT2tDIPL40/s72-c/ark_angel_1300.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4775870906213495428.post-7014790243969076765</id><published>2011-08-23T00:05:00.000-07:00</published><updated>2011-08-23T00:10:25.686-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-83ox38_yxLQ/TlNSWoFrRXI/AAAAAAAACyk/dkzbP6ESgPE/s1600/eroe%2Bwallace.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 297px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-83ox38_yxLQ/TlNSWoFrRXI/AAAAAAAACyk/dkzbP6ESgPE/s400/eroe%2Bwallace.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5643945306697188722" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; Il 23 agosto 1327 dopo torture viene ucciso William Wallace colui che unificò le tribù e i clan scozzesi e irlandesi contro l'occupazione inglese&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;GUGLIELMO WALLACE (o Walleys o Wallas). Era un piccolo proprietario delle Basse Terre occidentali, poco più che venticinquenne, probabilmente di origine normanna poi, si pretese che parlasse gaelico e portasse l'abito scozzese.&lt;br /&gt;E ben difficile formulare un giudizio sul carattere e sul patriottismo di Wallace - uno scampaforche, un assassino crudele secondo i cronisti inglesi; secondo gli Scozzesi e secondo il suo poeta, Harry il Cieco, un eroe generoso, gigantesco, di forza incredibile, che fendeva i nemici dalla testa ai piedi con un sol colpo di spada. È il solito destino storico degli eroi nazionali - filibustieri e ribelli secondo la nazione dominante, santi combattenti agli occhi degli oppressi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si narra che soldati inglesi avessero offesa (o uccisa) una donna che egli amava e perciò egli assaltasse la guarnigione di Lanark con pochi seguaci, e ammazzasse Sir Guglielmo di Hazelrig, sceriffo inglese. Si gettò alla macchia, nella primavera del 1297, e gradualmente tutti gli sbandati, i malcontenti, gli inquieti si riunirono intorno a lui. La sua tattica offensiva, la guerriglia, attacchi di sorpresa, imprese leggendarie ora in fuga ora all'offensiva, Wallace incuté tale terrore che al suo avvicinarsi a Scone, il giustiziere Ormsby scappò in Inghilterra. Il vescovo palatino di Durham cercò di affrontarlo, e venne volto in fuga. Poi, il guardiano Warenne si decise a muoversi, chiamò sotto le armi gli uomini a nord dellaTrent e mosse contro i ribelli con 300 uomini a cavallo e 40 mila pedoni. Intanto Wallace aveva proclamato di combattere in nome del re Baliol tenuto prigioniero, e a lui si era unito anche lo sfortunato difensore di Berwick, Guglielmo signore di Douglas, forse di una famiglia fiamminga che aveva larga parentela e sparsi domini in Scozia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi restava in posizione equivoca era il nipote del competitore di Baliol, Roberto Bruce : suo padre aveva combattuto a fianco di Edoardo I contro Baliol nel 1295 e ora viveva contento nei feudi inglesi della famiglia, mentre Roberto teneva i domini scozzesi della madre come conte di Carrick. Ma rimaneva incerto : un po' perché non voleva combattere a favore del Baliol, un po' perché la gente di Annandale (il dominio scozzese del padre) rifiutava di seguirlo.&lt;br /&gt;L'esercito inglese, comandato da Sir Henry Percy, nipote di Warenne, giunse rapidamente a Irvine, incutendo terrore ai ribelli non ancora ben organizzati. Molti dei nobili che si erano uniti a loro chiesero perdono e giurarono fedeltà a Edoardo I - tra essi, Roberto Bruce e Guglielmo Douglas.&lt;br /&gt;Intanto Wallace, con la gente più umile e più decisa che accorreva a lui dalle Basse Terre settentrionali, cacciava gli Inglesi da Perth, Stirling Bridge, Lanark. L'esercito regio, ora guidato da Warenne e dal tesoriere Cressingham, procedette verso il ponte sulla Forth, dominata dal castello di Stirling, chiave della Scozia ché eretto dove finisce l'estuario e si restringe il fiume che divide le Basse Terre del sud dalle regioni del nord.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Naturalmente le forze di Wallace erano quasi tutte a piedi (180 cavalieri e qualche migliaio di fanti) : gli Scozzesi, tra le loro montagne, non erano abituati ai cavalli : e così si ha uno dei primi casi di fanterie armate di picche o di asce contro i cavalieri feudali, abituati a considerare i pedoni come marmaglia da disperdere. Le ripetute sconfitte della cavalleria, alla lunga, faranno capir qualcosa anche ai militari (mai famosi per intelligenza e preveggenza) e indurranno Edoardo I e suo nipote a portare sulla fanteria il peso delle future battaglie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Wallace prese posizione sulle piccole elevazioni che comandavano l'ansa del fiume e gli assicuravano una via di ritirata verso le montagne. L'armata inglese, sicura per il numero e per i cavalieri pesanti, cominciò a passare il ponte; quando fu passata metà dell'armata, Wallace lanciò un contingente a conquistare la testa del ponte e attaccò di fronte le forze già sulla sua riva. Confusione, strage : Cressingham restò ucciso, Warenne scappò fino a Berwick (Settembre 1297).&lt;br /&gt;La Scozia rimase libera, Wallace prese il titolo di "guardiano del regno" in nome di Baliol, occupò tutti i castelli, anche quello di Berwick, sconfinò in Inghilterra devastando il Northumberland e il Cumberland, con crudeltà spietata, coadiuvato dai nobili scozzesi settentrionali che tentarono anche di prendere Carlisle. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Edoardo I tornò in Inghilterra nel Marzo 1298, assetato di vendetta. Convocò un Parlamento a York, i nobili gli diedero pieno appoggio : un mese dopo, si radunava un esercito di quasi 3000 uomini a cavallo (per metà mercenari, per metà signori e dipendenti inglesi) oltre a un numero imprecisato di soldati.&lt;br /&gt;La scarsità di viveri nel paese devastato, l'indisciplina dei contingenti gallesi minacciarono il successo. Ma Wallace commise l'errore di attendere e accettare battaglia anziché temporeggiare, pur non avendo che un numero trascurabile di armati pesanti.&lt;br /&gt;I due eserciti si affrontarono a Falkirk (Luglio 1298). Wallace dispose le sue forze in quattro masse (schiltron) di picchieri, che tenendo le picche inclinate in avanti e col calcio piantato in terra, offrivano un ostacolo insuperabile alla cavalleria pesante; pochi arcieri difendevano gli approcci. La fronte era protetta da un marese, le spalle dal terreno elevato e boscoso. - Non aveva che pochi cavalieri, e la fanteria contro gli armati a cavallo doveva tenersi sulla difensiva.&lt;br /&gt;Le prime « battaglie » o squadre inglesi che tentarono attacchi alle ali, si infransero contro i picchieri. Ma Edoardo I, prima di ordinare la carica generale, mise in disordine gli schiltrons col tiro accelerato dei suoi arcieri iniziando così, su larga scala, l'impiego tattico sistematico di questa armi che solo dalla metà del Duecento (pare) era stata introdotta negli eserciti inglesi. L'attacco della cavalleria pesante infranse facilmente le ultime resistenze. Wallace fuggì sui monti, poi in Francia, cercando aiuti da Filippo il Bello e perfino dalla Norvegia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fu l'ultima battaglia dell'indipendenza scozzese fino al Bannockburn. Da allora in poi, ammaestrati dell'esperienza, gli Scozzesi fuggiranno di fronte all'invasione, portando con sé armenti e provviste su per le montagne, e i corpi inglesi troppo numerosi, continuamente tormentati da rapide incursioni, non potranno sostentarsi nel deserto. Ogni tentativo di conquista integrale fallirà e quindi anche ogni tentativo di occupazione parziale perché il paese era ormai unito nell'odio contro l'Inghilterra.&lt;br /&gt;Già la vittoria di Falkirk fu (come tante strepitose vittorie) assolutamente inutile. Edoardo I avanzò fino a Stirling, inviò contingenti ad occupare Perth e S. Andrea; ma intanto, nel sud-ovest, divampava la rivolta del nipote del Competitore, Roberto VIII Bruce. Il Re dovette retrocedere, Bruce fuggì : ma i viveri erano scarsi, le truppe stanche, le diserzioni numerose. A Carlisle anche i baroni dichiararono di non poter continuare, date le perdite e le spese. Edoardo I li lasciò andare di malagrazia, si trattenne nel nord fino al Natale 1298, imprecando contro la defezione dei nobili alla quale dava la colpa della vittoria mancata. Quando fu partito, non restò in mano inglese che la Scozia del sud, e minacciata da torme di patrioti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma intanto Filippo il Bello, dopo un molle tentativo di far liberare Baliol, si era accordato con Edoardo I senza curarsi dei suoi alleati scozzesi, anzi imprigionando per qualche tempo Wallace che si era rivolto a lui.&lt;br /&gt;Nel 1299 Re Edoardo I, impegnato nelle solite liti coi baroni per infrazioni alle Carte e alla Conferma, non poté far nulla. Gli Scozzesi, lasciati in asso dalla Francia, cercavano un altro appoggio : messi scozzesi, e forse lo stesso Wallace andarono a Roma e decisero Bonifacio VIII (che già nel 1298 aveva tentato di intervenire consigliando a Edoardo I moderazione) a un passo in favore della Scozia, suggerendogli di rivendicare quella supremazia papale su di essa che derivava dalla dipendenza diretta da Roma delle diocesi scozzesi, le quali avevano sempre vittoriosamente rifiutato di sottostare all'arcivescovo di York.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un papa come Bonifacio VIII non poteva lasciarsi sfuggire una occasione per estendere il suo potere, e nella Scozia avrebbe avuto un appoggio per ricattare eventualmente tanto Francia che Inghilterra se avessero tentato di sottrarsi alle imposizioni pontificie. Già Nicolò IV aveva rifiutato di appoggiare le pretese di sovranità sulla Scozia di Edoardo I; nel 1298 Bonifacio VIII aveva privatamente ammonito Edoardo I di non ascoltare la sua ambizione e di non dar noia ai vicini. Ora, nel Luglio 1299, gli diresse una lettera protestando contro sequestri e incarceramenti a danno del clero scozzese, accusandolo nettamente di prepotenza, asserendo che la Scozia non era mai stata feudo della Corona inglese, che l'omaggio del 1292 era stato estorto approfittando della situazione, che le imprese inglesi erano ingiuste, che solo alla Santa Sede spettava l'alta sovranità sulla Scozia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intanto il Re tentava di radunare un esercito per un altro tentativo, e tuttavia continuava, con tipica ostinazione di cattivo politico, a non voler mantenere le promesse fatte ai suoi sudditi.&lt;br /&gt;I nobili scozzesi cominciavano a sostenere la causa nazionale, dando la reggenza del regno a Giovanni Comyn il Rosso e Giovanni Comyn conte di Buchan, figlio il primo, l'altro parente di quel Comyn che nel 1291 si era presentato fra i competitori al trono.&lt;br /&gt;Solo nella primavera del 1300, concedendo gli Articuli super Cartas, Edoardo I ottenne i mezzi per un'altra campagna : un tentativo di sottomettere almeno il sud-ovest che riuscì soltanto a conquistare un castello secondario. Durante questa impresa, giunse l'arcivescovo Winchelsea, latore della dichiarazione del Papa. Naturalmente Edoardo I s'infuriò : riunì un Parlamento a Lincoln per aver l'appoggio di tutti contro il Papa, come farà di lì a poco anche Filippo il Bello. I baroni, dato che erano d'accordo col Re nell'odio contro gli Scozzesi e che una lettera non costava nulla, inviarono al Papa una protesta, respingendo ogni giurisdizione pontificia in questioni temporali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La campagna del 1300 si concluse con una tregua : ma Edoardo I, incaparbito, cominciò a rendersi conto che per sottomettere la Scozia non bastava una delle solite campagne feudali di breve durata. Non abbandonò il nord, e intanto sfogò lo spirito letichino con una ponderosa controdeduzione alla dichiarazione del Papa, nella quale riprendeva la questione scozzese dai tempi preistorici, sciorinando come fatti accertati tutte le frottole di Goffredo di Monmouth e degli autori di altri Brut : il troiano Bruto aveva conquistata l'isola allora abitata da giganti, l'aveva divisa fra i tre figli ma riservando al maggiore la dignità regia; e poi Arturo sovrano anche della Scozia; e così via, in una girandola di fatti e fiabe, di documenti e falsificazioni. Questa lettera fu trasmessa dal Papa ai messi scozzesi : uno di essi rispose brevemente impugnando di falso la protesta di Edoardo I; poi dalla Scozia venne inviata una lunghissima replica alle pretese inglesi, riaffermando che la Scozia era un allodio pontificio e battendo il Re sul terreno pseudo storico da lui scelto : i giuristi scozzesi sostenevano che la Scozia doveva il nome alla figlia d'un Faraone, che gli Scoti avevano cacciato Bruto, e così via.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma la questione si fermò lì perché Bonifacio VIII si impelagò nella lite con Filippo il Bello, e d'altronde gli Scozzesi riuscirono benissimo da soli a bloccare l'incauto Re inglese. Nemmeno la campagna del 1301 ottenne risultati. Nel 1302 nuova tregua, mentre procedevano le trattative con la Francia che porteranno, l'anno dopo, alla restituzione della Guascogna e ai matrimoni franco-inglesi. La pacificazione col secolare nemico diede al Re modo di usare tutte le forze del regno contro la Scozia, anche perché si era andata esaurendo l'opposizione nobiliare.&lt;br /&gt;Abbiamo già accennato alla politica, ormai tradizionale, di ridurre i grandi possessi nelle mani di parenti del Re. Essa fece in questi anni, più per fortuna che per abilità, passi giganteschi. I feudi principali, dai quali era partita l'opposizione contro Enrico III e contro Edoardo I, erano ora, direttamente o indirettamente, dominati dal Re.&lt;br /&gt;( Quelli de conti di Gloucester erano in mano a un genero di Edoardo I; anche l'erede di Bohun e della contea di Hereford sposò una sua figlia; Bigod rinunciò all'ereditarietà del Norfolk che così, nel 1306, ricadrà alla corona e verrà poi dato a un figlio di Edoardo I. Edmondo il Gobbo morì nel 1300 senza eredi e la Cornovaglia tornò alla Corona. Di lì a poco, l'erede dei conti del Surrey sposerà una nipote del Re. Tommaso di Lancaster, figlio di suo fratello Edmondo, aveva tre feudi imposrtantissimi (Lancaster, Derby, Leicester) e aggiungerà as essi, per matrimonio, anche quelli di Lincoln e Salisbury. Almarico di Valenza, uno dei Lusignano, cugino del Re, aveva la contea di Pembroke).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quanto ai prelati, l'Arcivescovo non proseguì nell'opposizione ché il Papa non poteva più appoggiarlo. Approfittando di questo, Edoardo I sequestrò anche il palatinato di Durham e (più tardi) le terre dell'arcivescovo di York, in modo da aver aperta la strada verso nord.&lt;br /&gt;Secondo lui la colpa degli insuccessi scozzesi era dei nobili e dei prelati, stanchi di fatiche e spese inutili, più saggi di lui nel vedere che era impossibile sottomettere la Scozia appunto perché troppo povera e poco abitata. E continuò a insistere nella vana impresa fino alla sua morte, profondendo forze e denaro, preparando quel malcontento che scoppierà contro suo figlio (Edoardo II) in un'altra crisi costituzionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non riusciva a staccarsi dal nord. Alla fine del 1302 mandò forze a svernare a Edimburgo, sotto Giovanni di Segrave, che lasciò sorprendere e volgere in fuga l'esercito presso Roslin, al principio del 1303. Ma intanto Edoardo I aveva radunato un grosso esercito con il denaro ottenuto per mezzo della Carta mercatoria, e avanzò senza incontrare resistenza notevole verso l'estremità settentrionale della Scozia. Tutti i nobili si affrettarono a sottomettersi, primo il reggente Comyn il Rosso. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Solo Wallace preferì la vita randagia dello sbandato, pur non rinunciando a organizzare gruppi di ribelli. Alla fine del 1304 il Re poteva illudersi, un'altra volta, di aver sottomessa la Scozia.&lt;br /&gt;Ma in un paese in sommossa da anni, tra un popolo animato ormai da odio instancabile e sorretto dalla gente della montagna, sempre pronta alle redditizie incursioni, l'omaggio dei nobili significava meno che altrove. Wallace trovava aderenti senza paura, decisi a lottare, ma le speranze scozzesi furono troncate dal tradimento d'un amico che fece cadere Wallace nelle mani di Edoardo I.&lt;br /&gt;Sperava di salvarsi, dato che mai aveva giurato fedeltà al Re. Ma questi era sempre pronto ad abbandonare quella legalità alla quale si appellava così spesso e volentieri finché gli faceva comodo, e impiantò una infame parodia di processo, accusando Wallace di tutte le crudeltà possibili e impossibili, e lo fece morire della morte crudele d'un traditore, infine impiccato a Westminster (1305).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi Edoardo, tornò a rivestire la toga del sapiente legislatore. Col consiglio del vescovo di Glasgow, di Roberto Bruce e di Giovanni Mowbray aveva fissato di convocare 10 Scozzesi insieme a 20 suoi consiglieri per riordinare la Scozia. L'ordinanza che venne emessa fu ispirata dagli stessi criteri adottati per il Galles - senza tener conto della differenza fra i due paesi, della lunga lotta che aveva confermate le caratteristiche nazionali scozzesi.&lt;br /&gt;Fino a un certo punto, le misure non furono tiranniche. La Scozia restava amministrativamente separata, sotto Giovanni di Bretagna conte di Richmond, cugino e luogotenente del Re. Venivano stabiliti quattro dipartimenti giudiziari per le quattro diverse regioni scozzesi (Galloway, Lothian, Basse Terre a nord del Forth, Alte Terre) e l'organizzazione in contee ma lasciando le antiche divisioni di contee e spesso gli sceriffi ereditari. Ma si proibivano « le costumanze degli Scoti e dei Gallesi » (tutto il diritto indigeno delle Alte Terre sul quale si basava la costituzione dei clans); si confermavano le leggi del re Davide e degli altri Re scozzesi, ma solo in ciò che non urtasse « Dio e la ragione » - cioè le idee dei funzionari reali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi il Re si volse a vendicare la lunga opposizione. L'arcivescovo Winchelsea fece la sua ultima prova di forza nel 1305, riuscendo a evitare che venisse promulgata una legge che proibiva al clero di esportare denaro - la stessa disposizione che aveva condotto al conflitto fra Bonifacio VIII e Filippo il Bello, ormai risolto contro la tesi papale : in quello stesso anno, diveniva papa Bertrando di Goth, vescovo guascone, supino ai voleri del suo Re, Filippo il Bello, e del suo superiore feudale, Edoardo I. - Cominciava la servitù avignonese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Clemente V cominciò subito a mostrare di che stoffa fosse fatto, inchinandosi alla volontà di Edoardo I e liberandolo dal giuramento di rispettare la Conferma del 1297 e le promesse successive. Edoardo I, spergiuro come i suoi predecessori, approfittò tuttavia con maggiore prudenza del turpe permesso. Si limitò, per il momento, a revocare alcuni disafforestamenti; ma sfruttò l'appoggio del Papa in tutti i modi. Tornò a sequestrare i beni del vescovo di Durham, fece sospendere l'arcivescovo Winchelsea, e pagò il Papa concedendogli le rendite di Canterbury e dandogli mano libera nell'esazione delle decime. Naturalmente questo disgustò il paese e un Parlamento del 1307 progettò uno statuto De asportatis religiosorum nello stesso spirito del provvedimento fallito del 1305. Fu il Re a impedire la promulgazione della legge antipapale.&lt;br /&gt;Ma questo Parlamento era stato radunato di nuovo nel nord, a Carlisle, perché la bella ordinanza per il riordinamento della Scozia era stata subito seguita da una nuova insurrezione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa volta, non aveva per esponente un Re debole e inetto come Baliol né un masnadiero coraggioso e tenace come Wallace : ma un nobile ambizioso e ambiguo, dotato però di coraggio instancabile e di grande abilità.&lt;br /&gt;Roberto Bruce, il nipote del Competitore, che già aveva i possessi della madre (Carrick) nel 1204 aveva ereditato anche quelli del padre (Annandale), così riunendo i più grossi feudi del sud-ovest scozzese. Aveva tenuto atteggiamento equivoco fino ad allora, sembrando appoggiare la politica di Edoardo I, probabilmente perché attendeva che il ricordo dell'esule re Baliol fosse spento del tutto con la rinuncia di lui al trono e col nuovo ordinamento della Scozia. Non vi era ormai altro competitore possibile che Comyn il Rosso il quale si era mostrato più supino al volere del Re inglese che non Bruce, il quale già nel 1204 si era segretamente alleato con l'infaticabile patriota Lamberton, vescovo di S. Andrea, partigiano di Wallace. Con Lamberton, Bruce era sicuro dell'appoggio del clero scozzese che temeva di cadere sotto il primato dell'arcivescovo di York e di venir sostituito da prelati ligi all' Inghilterra.&lt;br /&gt;Forse qualche spia rivelò l'accordo a Edoardo I; certo, al principio del 1306 Bruce non si sentì più sicuro e fuggì nello Annandale. Lì, a Dumfries, nel chiostro dei Frati Minori, trovò Comyn il Rosso e gli chiese di unirsi a lui per liberare la Scozia. Sorse una lite (può darsi che fosse stato Comyn a svelare al Re l'accordo con Lamberton) e Bruce tirò una coltellata al pericoloso rivale, che si rifugiò in chiesa mentre Bruce tornava sconvolto tra i suoi seguaci e confessava ad essi che dubitava di aver ucciso Comyn. Un tal Kirkpatrick gli replicò : « Dubitate? I mak sikkar, mi assicurerò ». Entrò e finì Comyn sui gradini dell'altare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per Bruce non vi era più scampo : o re o traditore. Si rifugiò in un suo castello, chiamò la popolazione a rivolta. Il vescovo di Glasgow (tradendo il sesto giuramento di fedeltà a Edoardo I) e Lamberton (membro del governo eduardiano) lo appoggiarono e lo fecero incoronare (25 Marzo 1306) re di Scozia a Scone, per mano della contessa di Buchan, sorella del conte di Fife al quale spettava il diritto ereditario di imporre la corona al re di Scozia . (il diritto discendeva alla casa di Fife dall'antenato Macduff che aveva coadiuvato Malcolm contro l'usurpatore Machbeth. La contessa di Bucham, caduta poi nelle mani di Edoardo I, verrà punita chiudendola in una gabbia di legno sulle mura di Berwick, esposta alla vista di tutti i passanti).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il castello di carta della dominazione inglese cadeva un'altra volta. Edoardo I infuriato abbandonò ogni progetto di pacificazione, chiamò a raccolta tutte le sue forze contro il piccolo regno imperterrito. I due vescovi vennero deposti, Bruce scomunicato dal Papa ligio ai voleri del Re. Il Parlamento inglese votò fondi per la buona causa. Venne inviato a nord Amalrico di Valenza, nuovo guardiano di Scozia, con ordini di repressione spietata, mentre il Re, più lentamente, si portava a Carlisle.&lt;br /&gt;Bruce, attaccato a Methven, si dovette rifugiare nelle Alte Terre e poi in un'isoletta lungo la costa irlandese. Molti suoi parenti e seguaci, i due vescovi caddero in mani inglesi. Edoardo I procedette con brutale severità i fratelli di Bruce, il conte di Atholl, altri nobili patrioti vennero impiccati; le donne e i preti imprigionati.&lt;br /&gt;La repressione fece divampare più forte la rivolta. Nella primavera del 1307 Bruce rientrò in Scozia, vendicò a London Hill presso Ayr la sconfitta di Methven, batté il conte di Pembroke.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intanto Edoardo I, prima di partire da Londra, aveva armato cavaliere il figlio facendogli giurare eterna guerra alla Scozia. Le leve si adunarono a Carlisle al principio dell'estate e il Re, ormai greve di vecchiezza (aveva 69 anni), volle guidarle in persona allo sterminio. La sete di vendetta lo teneva in piedi sull'orlo della tomba. Si mise a cavallo; dopo poche miglia dovette fermarsi a riposare. Il giorno dopo, si sforzò ancora, rimontò a cavallo - ma ancora si stancò presto. Tentò ancora, disperato contro la vita che gli fuggiva, e ancora si dovette fermare, passare su un letto il resto del giorno e la notte. La mattina dopo, mentre lo aiutavano a mettersi seduto per mangiare, si arrovesciò morto fra le braccia dei serventi. Era il 7 Luglio 1307. Tutto gli era riuscito - ma la Scozia, afferrata un momento, gli era sempre sfuggita di mano, e l'impresa restava come pesante eredità al figlio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma Edoardo II si stancò presto. Ricevette l'omaggio dei nobili scozzesi che non avevano ancora accettato Bruce come re, avanzò verso nord un po' a caso, poi se ne tornò verso Londra. La guerra, lasciata a forze sparse e capi inetti, languì; Bruce acquistò successivamente terreno, i magnati scozzesi si fecero all'idea di un re venuto dai loro ranghi. Vi erano ancora, inconciliabili, tribù montanare indipendenti : sono anni leggendari di colpi di mano, di prodigi eroici. Ma la causa nazionale progrediva. L'opposizione non trovava appoggio nell'Inghilterra, governata da un Re incapace e sconvolta da lotte civili. I luogotenenti inglesi cambiavano continuamente, i castelli sfuggivano alle loro mani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 1310 Edoardo II, per distrarre l'attenzione dalla sua politica interna, tentò un'altra grande spedizione. Avanzò fino a Linlithgow, mandò forze fino a Perth : Bruce, ancora troppo debole, si ritirò e Edoardo II tornò senza aver concluso nulla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tormentato dai gravi contrasti interni fin dal suo esordio, nel 1322 l'opposizione divenne più forte. Nel 1327 il Parlamento inglese lo depose, con la scusa che era incapace di governare e che aveva lasciato in mano d'altri il governo del regno, incurante degli interessi dello Stato. Venne imprigionato nel castello di Berkeley e quindi assassinato.&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4775870906213495428-7014790243969076765?l=perstorie-eieten.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/feeds/7014790243969076765/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2011/08/il-23-agosto-1327-dopo-torture-viene.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/7014790243969076765'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/7014790243969076765'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2011/08/il-23-agosto-1327-dopo-torture-viene.html' title=''/><author><name>eieten</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02367020598082211162</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://1.bp.blogspot.com/_m4NAY49Zm88/SwgkwO6OuGI/AAAAAAAAADo/4kYdZZG2Keo/S220/eleonora_di_aquitania_e_enrico_II_tomba_fontevraud_abbazia_01.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-83ox38_yxLQ/TlNSWoFrRXI/AAAAAAAACyk/dkzbP6ESgPE/s72-c/eroe%2Bwallace.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4775870906213495428.post-2004177090848112734</id><published>2011-08-10T00:40:00.000-07:00</published><updated>2011-08-10T00:45:24.960-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-gr9QL38COa8/TkI2qbLaQbI/AAAAAAAACw0/EX2FIQFh7Xg/s1600/briganti_2.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-gr9QL38COa8/TkI2qbLaQbI/AAAAAAAACw0/EX2FIQFh7Xg/s400/briganti_2.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5639129785899303346" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;BRIGANTAGGIO NELLA MARSICA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.sezionec.terremarsicane.it/storia6/ilbnm.htm&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IL BRIGANTAGGIO PRIMA DELL'UNITÀ&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci si potrebbe obiettare che il fenomeno del brigantaggio è assai antico nella Marsica&lt;br /&gt;(e, certamente, in gran parte del Meridione): nomi come quelli di Marco Sciarra, di&lt;br /&gt;Giulio Pezzola, di Fra Diavolo, avevano acquistato un alone di leggenda e perfino di&lt;br /&gt;epopea popolare. E noi potremmo anche aggiungere altri nomi e altri episodi, per&lt;br /&gt;dimostrare come la storia della Marsica sia stata, fondamentalmente, una storia di&lt;br /&gt;«santi, lavoratori e… briganti». Molti documenti d'archivio, specialmente del Seicento e&lt;br /&gt;del Settecento, testimoniano della frequenza con cui si verificavano nella zona autentici&lt;br /&gt;episodi di banditismo. Un certo Domenico Santilli, di Aschi, cosí si espresse, nel 1680, a&lt;br /&gt;favore di un pastore suo compaesano: «Le pecore morsero per mala invernata, et le&lt;br /&gt;capre morsero per essere azzeccate, che quell'anno detta zecca fece morire una&lt;br /&gt;quantità di dette capre (...), et so anco benissimo che mentre detto Gio.Domenico del&lt;br /&gt;Papa ritornando dalla Puglia con detti animali che gl'erano restati et alcuni altri delli suoi&lt;br /&gt;proprj, fu pigliato da' banditi, che per ridimersi da quelli fu necessitato vendere parte di&lt;br /&gt;detti animali (...)» (22). E molto numerosi erano coloro che andavano in giro con&lt;br /&gt;archibugi e coltelli, comportandosi senza tanti complimenti come autentici «briganti di&lt;br /&gt;montagna». Un tale Giovanni Palma ad esempio, originario di Luco dei Marsi, andava&lt;br /&gt;quasi sempre «vestito all'uso di brigante con abito color viola fino al ginocchio e con&lt;br /&gt;bastone in mano» (23). Un altro esempio: Ermenegildo Mazzelli, di Pietrasecca,&lt;br /&gt;nell'ottobre del 1778, dopo «aver tirato una archibugiata in campagna alla povera donna&lt;br /&gt;Mariantonia di Giovambattista, mentre che costei ritornava dalla selva, dove era andata&lt;br /&gt;a legnare, perché, richiestala di onore, costei non volle acconsentire alle di lui brame&lt;br /&gt;(...)», buttò in terra la povera donna picchiandola a sangue; e la stessa cosa fece contro&lt;br /&gt;i familiari di lei, che erano accorsi in suo aiuto. (24) Un brigantaggio dongiovannesco,&lt;br /&gt;dunque, che nulla ha a che vedere con le motivazioni di carattere sociale o politico di&lt;br /&gt;quello di cui ci stiamo occupando. Un'altra forma di brigantaggio marsicano dei secoli&lt;br /&gt;scorsi potrebbe essere paragonata all'abigeato sardo, con furti di animali e sanguinose&lt;br /&gt;vendette. Un episodio del genere (uno dei tanti) accadde a Marano nel 1729, quando&lt;br /&gt;Ercole Antonio di Tomasso si appropriò di trenta «animali negri» che appartenevano a&lt;br /&gt;Domenico Luce di Santa Anatolia, giustificando la sua rapina con il fatto che detti&lt;br /&gt;animali avevano invaso le sue terre. (25) E c'era anche una terza forma di brigantaggio,&lt;br /&gt;che potremmo considerare di puro divertimento. Nel maggio del 1778 Cassiano Pozzi,&lt;br /&gt;un giovane di buona famiglia di Magliano dei Marsi, aveva deciso di recarsi al santuario&lt;br /&gt;di S.Domenico di Cocullo insieme con alcuni suoi compagni di brigata. I pellegrini&lt;br /&gt;partirono a piedi, com'era costume, e ben presto giunsero presso il valico di Forca&lt;br /&gt;Caruso, dove decisero di fermarsi nel vallone detto Femmina Morta, per una sosta&lt;br /&gt;ristoratrice. Proprio in quel momento transitavano di lí due «mercanti di sale», i signori&lt;br /&gt;Giannicola d'Andrea e Niccolò Ruscitti della terra di Antrosano, i quali «si portavano con&lt;br /&gt;li loro animali nella città di Pescara a caricare il reggio sale per l'Università di Civita&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;d'Antino». Non appena i maglianesi videro i cavalli dei mercanti, decisero di&lt;br /&gt;impadronirsene, non tanto a scopo di rapina, quanto soprattutto per godere l'ebbrezza&lt;br /&gt;della folle velocità. E poiché i venditori di sale «non vollero prestarli udienza, il detto&lt;br /&gt;Cassiano, che faceva da Capo sopra gl'altri suoi compagni, con due bastoni di legno li&lt;br /&gt;picchiò ferocemente.Dopodi che rubò i cavalli&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4775870906213495428-2004177090848112734?l=perstorie-eieten.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/feeds/2004177090848112734/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2011/08/brigantaggio-nella-marsica-httpwww.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/2004177090848112734'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/2004177090848112734'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2011/08/brigantaggio-nella-marsica-httpwww.html' title=''/><author><name>eieten</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02367020598082211162</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://1.bp.blogspot.com/_m4NAY49Zm88/SwgkwO6OuGI/AAAAAAAAADo/4kYdZZG2Keo/S220/eleonora_di_aquitania_e_enrico_II_tomba_fontevraud_abbazia_01.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-gr9QL38COa8/TkI2qbLaQbI/AAAAAAAACw0/EX2FIQFh7Xg/s72-c/briganti_2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4775870906213495428.post-7824745963290565588</id><published>2011-08-08T00:27:00.000-07:00</published><updated>2011-08-08T00:29:20.180-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-YZE6vZ7d5f4/Tj-QSQDL4wI/AAAAAAAACwU/tprCeMlnmuw/s1600/monaci%252520benedettini%2525203.bmp"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 262px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-YZE6vZ7d5f4/Tj-QSQDL4wI/AAAAAAAACwU/tprCeMlnmuw/s400/monaci%252520benedettini%2525203.bmp" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5638383901711524610" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Nel 1534 il clero inglese fu chiamato a prestare un giuramento di supremazia che riconosceva il sovrano inglese come capo della Chiesa nel territorio del regno. Ad eccezione dei Santi Tommaso Moro e Giovanni Fisher, dei monaci certosini e degli osservanti francescani, pochi altri si opposero immediatamente a questo tradimento nei confronti del papa. Gli abati di Glastonbury, Reading e Colchester prestarono tutti giuramento assieme ai loro monaci, sperando di poter così proteggere i loro antichi monasteri dalla tirannia del re, ma tutti e tre raggiunsero un punto di non ritorno quando s’intensificò la soppressione degli ordini monastici.&lt;br /&gt;Glastonbury occupa un posto unico tra i centri spirituali europei e per lungo tempo fu una speciale meta di pellegrinaggi. La morte dell’ultimo abate Richard Whiting, del tesoriere e del sacrestano, durante il regno di Enrico VIII, si colloca in un periodo ben documentato della sua storia. Riccardo Whiting era nato a Wrington nel Somerset, forse dopo il 1460, e fece i suoi studi a Cambridge, probabilmente al Magdalene College. Diventò ben presto monaco, si laureò nel 1483 e ricevette l’ordinazione presbiterale nel 1501. Fece poi ancora ritorno a Cambridge, ove conseguì il dottorato nel 1505. Per alcuni anni fu cappellano nel monastero di Wells e nel 1525 il cardinale Wolsey lo designò nuovo abate, alla morte dell’abate Bere. La lettera contenente il mandato d’incarico, firmata anche da San Tommaso Moro, lo descrisse così: “un monaco retto e devoto, uomo discreto e provvido, sacerdote encomiabile per il suo stile di vita, le virtù e l’erudizione”.&lt;br /&gt;Nel 1535, in seguito all’Atto di Supremazia, gli ispettori regi visitarono Glastonbury e, constatando come i monaci fossero assolutamente innocui, questi furono rassicurati sul loro futuro. Ma in seguito sopragiunse la soppressione dei monasteri e nel Somerset l’ultimo a sopravvivere fu proprio Glastonbury. Qui gli ispettori giunsero nel 1539, sequestrando vari documenti tra i quali un libro contro il divorzio del re, alcune copie delle bolle pontifice ed una Vita di San Tommaso Becket. Interrogarono inoltre l’abate Riccardo che, rifiutando le accuse rivoltegli e dichiarando apertamente “la sua opinione devastante e traditrice contro la Maestà reale e i suoi successori”, fu rinchiuso nella Torre di Londra.&lt;br /&gt;Thomas Cromwell ricevette un “libro di prove” dagli ispettori, purtroppo andato perso, che accusava l’abate di vari tradimenti. Cromwell annotò allora tra le sue “Remembrances”: “Item, l’abate di Glaston sarà processato a Glaston e là giustiziato”. Egli era dunque già condannato in partenza. In realtà la scarità di fonti non rende possibile sapere con certezza dove si svolse il processo quale fu l’accusa specifica rivoltagli. L’abate Riccardo giunse a Wells venerdì 14 novembre 1539 con la sua scorta ed il giorno seguente fu portato a Glastonbury, ove gli fu negato di poter salutare un’ultima volta l’abbazia. Egli non sapeva che in realtà l’abbazia era ormai stata abbandonata e la congregazione dispersa. Venne trascinato su un carro sulla cima della collina del Tor, ove nonostante la vecchiaia e la malattia fu impiccato e smembrato. Al tramonto la sua testa fu esposta all’ingresso del monastero.&lt;br /&gt;Allo stesso modo furono giustiziati il tesoriere John Thorne ed il sacrestano Roger James, anch’essi monaci e sacerdoti benedettini. Essi furono accusati di sacrilegio poiché avevano nascosto diversi tesori della chiesa abbaziale affinché non finissero in mano al sovrano. La medesima accusa potrebbe essere forse stata rivolta al loro abate.&lt;br /&gt;Richard Whiting, abate di Glastonbury, Roger James e John Thorne sono stati beatificati dal pontefice Leone XIII 13 maggio 1895 mediante conferma di culto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4775870906213495428-7824745963290565588?l=perstorie-eieten.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/feeds/7824745963290565588/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2011/08/nel-1534-il-clero-inglese-fu-chiamato.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/7824745963290565588'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/7824745963290565588'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2011/08/nel-1534-il-clero-inglese-fu-chiamato.html' title=''/><author><name>eieten</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02367020598082211162</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://1.bp.blogspot.com/_m4NAY49Zm88/SwgkwO6OuGI/AAAAAAAAADo/4kYdZZG2Keo/S220/eleonora_di_aquitania_e_enrico_II_tomba_fontevraud_abbazia_01.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-YZE6vZ7d5f4/Tj-QSQDL4wI/AAAAAAAACwU/tprCeMlnmuw/s72-c/monaci%252520benedettini%2525203.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4775870906213495428.post-7856861622069792011</id><published>2011-08-01T09:25:00.001-07:00</published><updated>2011-08-01T09:26:24.333-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-mwVhb6Yj3ek/TjbTqNVjpgI/AAAAAAAACvc/lcbVsl7bLgM/s1600/anna20lolli.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 191px; height: 277px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-mwVhb6Yj3ek/TjbTqNVjpgI/AAAAAAAACvc/lcbVsl7bLgM/s400/anna20lolli.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5635924705788798466" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   Le Donne di Pietro Mascagni       &lt;br /&gt;" I colletti duri di Mascagni l'acconciatura delle sue chiome tosto adottata sul nome di lui, i suoi soprabiti corti, alla Picadilly, suscitavano una specie di sommessa emozione. &lt;br /&gt;Signore e signorine andarono tosto pazze pel maestro livornese. Ancora oggi sentiamo dire da donne oramai vecchie e gratificate da stuoli di nipotini, quanto le antiche madri vigilassero attentamente al loro entusiasmo mascagnano, sulla improvvisa mania di saper tutto di lui, di scrivere di nascosto a Mascagni, di procurarsi sue fotografie."&lt;br /&gt;(Giulio Gonfalonieri ) &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fisico prestante, la chioma fluente, la parlata aperta, lo sguardo luminoso e penetrante, affascinante, alla moda,irruente,  Mascagni fece tutta la vita stragi di cuori femminili. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con una faccia tosta a dir poco incredibile rassicurava la moglie sulla sua fedeltà ricorrendo ad un'arma infallibile: la distruzione delle possibili rivali. Basta leggere il giudizio dato del soprano Nellie Melba: "è una mummia, una marionetta": In realtà si vociferò su una possibile breve relazione del musicista con la cantante che nel 1893, a Londra al Covent Garden, interpretò l'opera I Rantzau diretti dall'autore. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il nome della Melba circolò spesso in famiglia e fu al centro di un significativo incidente: Mascagni si trovava in albergo con la moglie, donna Lina, la figlia Emy e il nipotino Piermarcello (Bubi). All'ora di pranzo le due signore e il bambino precedettero il musicista a tavola, il piccolo Bubi golosissimo come il nonno, s'informò subito della lista dei dolci: il cameriere rispose "Per gelato c'è la Coppa Melba" e Donna Lina aggiunse "Coppa Melba come una donnaccia di tuo nonno!". Poco dopo arrivò Mascagni, chiese subito la lista dei desserts e il piccolo si affrettò a spiegare al nonno che come gelato c'era "La coppa Annuccia". A distanza di molti anni il nipote ricordava perfettamente i due forti calcioni ricevuti sotto il tavolo dai nonni. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Annuccia non era una amante ma "L'Amante" &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Donna Lina in realtà non si faceva ingannare perché conosceva il suo Pietro, però nulla poté contro Anna Lolli, il grande amore del musicista dal 1910 fino alla morte di lui nel 1945. &lt;br /&gt;Trentacinque anni nei quali il musicista si divise tra la famiglia e la compagna. Quando nel 1910 Pietro ed Anna s'incontrarono lei aveva 22 anni e lui 47. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ANNA LOLLI (1888-1973) &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mascagni aveva un debole per l'Emilia Romagna. Da Parma veniva Lina e da Bagnara di Romagna arrivò Anna Lolli, l'affascinante corista dalla bella voce. Disse di lei il maestro Ricci: "Bella, gentile, con un volto sereno…le labbra carnose, sensuali, due grandi occhi verdi, stupendi." &lt;br /&gt;Un piccolo Museo ricavato nella canonica di Bagnara di Romagna raccoglie un importante carteggio (quasi cinquemila lettere) e testimonianze della vicenda amorosa di Mascagni. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per trentacinque anni il musicista ebbe due famiglie ognuna delle quali sapeva dell'esistenza dell'altra. Annuccia donna discreta e riservata si trasferì a Roma per stare più vicina a Mascagni, e condusse un'esistenza appartata , quasi da reclusa; viveva in attesa di una visita del musicista o di una lettera. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fu per lui una saggia consigliera, ne raccoglieva gli sfoghi e le incertezze, lo rincuorava nei momenti difficili. E Pietro non mancò di mai di esprimere i propri sentimenti: la stessa passionalità, ma anche la stessa tenerezza e la stessa forza che si ritrova nelle sue opere. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Lolli riuscì a vivere con lui solo durante la preparazione di Parisina, dal luglio al dicembre del 1912, in Francia insieme a Gabriele D'Annunzio e alla figlia del musicista Emy, che aiutò il padre a coprire la vicenda nei confronti di Donna Lina. &lt;br /&gt;Alla Lolli furono dedicate le opere Isabeau e Parisina.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4775870906213495428-7856861622069792011?l=perstorie-eieten.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/feeds/7856861622069792011/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2011/08/le-donne-di-pietro-mascagni-i-colletti.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/7856861622069792011'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/7856861622069792011'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2011/08/le-donne-di-pietro-mascagni-i-colletti.html' title=''/><author><name>eieten</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02367020598082211162</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://1.bp.blogspot.com/_m4NAY49Zm88/SwgkwO6OuGI/AAAAAAAAADo/4kYdZZG2Keo/S220/eleonora_di_aquitania_e_enrico_II_tomba_fontevraud_abbazia_01.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-mwVhb6Yj3ek/TjbTqNVjpgI/AAAAAAAACvc/lcbVsl7bLgM/s72-c/anna20lolli.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4775870906213495428.post-2857724948326201892</id><published>2011-07-23T08:36:00.000-07:00</published><updated>2011-07-23T08:38:23.369-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-aE6YpAdhUdw/Tirq6dxzHpI/AAAAAAAACuE/VWkcWd95ekA/s1600/il-martirio-di-santa-seconda-e-santa-rufina.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 388px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-aE6YpAdhUdw/Tirq6dxzHpI/AAAAAAAACuE/VWkcWd95ekA/s400/il-martirio-di-santa-seconda-e-santa-rufina.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5632572574127038098" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;GIUSTA e RUFINA, le ceramaie martiri di Siviglia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Patrone della città di Siviglia, sono menzionate nel Martirologio Geronimiano (soltanto Giusta), in quelli di Adone e di Usuardo (19 luglio) e nel Romano (18 dello stesso mese). Nei libri liturgici mozarabici la commemorazione è sempre al 17 luglio.&lt;br /&gt;Il culto delle loro reliquie è abbondantemente testimoniato dal sec. VII ed il racconto del loro martirio, benché conservato in codd. del sec. X, risale al sec. VI; lo stile sobrio, l'esatta descrizione dei riti siri in onore di Adone e Salambò, e la precisione di altre notizie storiche ci permettono di pensare, se non ad un teste oculare, almeno a un autore che raccolse con cura tradizioni orali o scritte non ancora deformate.&lt;br /&gt;Giusta e Rufina vendevano oggetti di ceramica. In occasione delle feste di Adone, che si celebravano in Siviglia dal 17 al 19 luglio, i devoti di questa divinità orientale facevano una processione coll'idolo, e andavano danzando di casa in casa per chiedere un obolo; arrivati da Giusta e Rufina, chiesero alcuni vasi per fiori, che dovevano essere usati per i « giardini di Adone ». Il rifiuto delle sante ebbe come conseguenza la distruzione della loro merce ed esse distrussero a loro volta Ndolo Salambò; il governatore Diogeniano pertanto le fece rinchiudere in carcere e torturare. Dovendosi celebrare una nuova processione Diogeniano dispose che le due donne vi partecipassero a piedi nudi. Giusta mori poi in carcere; Rufina fu decapitata. L'epoca del martirio è ignota.&lt;br /&gt;Diverse città, oltre a Siviglia, hanno le sante come patrone, o hanno intitolato loro una chiesa: Orihuela, Huete, Maluenda, Badajoz, Lisbona, ecc.&lt;br /&gt;Sono rappresentate con oggetti di ceramica in mano o con gli strumenti del martirio o con un leone ai piedi; spesso si stagliano sullo sfondo della celebre torre della cattedrale di Sivíglia, «la Giralda».&lt;br /&gt;A Maluenda (Saragozza), nella chiesa loro dedicata, si conserva una pittura del XV sec.; una si trova a Siviglia, nella cattedrale, un'altra, di Zurbarán, a Parigi, nel museo del Louvre, un'altra ancora nella stessa cattedrale di Siviglia ed, infine, una di Goya a Madrid, nel Museo del Prado e una di Murillo al Museo provinciale di Siviglia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4775870906213495428-2857724948326201892?l=perstorie-eieten.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/feeds/2857724948326201892/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2011/07/giusta-e-rufina-le-ceramaie-martiri-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/2857724948326201892'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/2857724948326201892'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2011/07/giusta-e-rufina-le-ceramaie-martiri-di.html' title=''/><author><name>eieten</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02367020598082211162</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://1.bp.blogspot.com/_m4NAY49Zm88/SwgkwO6OuGI/AAAAAAAAADo/4kYdZZG2Keo/S220/eleonora_di_aquitania_e_enrico_II_tomba_fontevraud_abbazia_01.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-aE6YpAdhUdw/Tirq6dxzHpI/AAAAAAAACuE/VWkcWd95ekA/s72-c/il-martirio-di-santa-seconda-e-santa-rufina.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4775870906213495428.post-5261211227411047947</id><published>2011-07-15T00:22:00.001-07:00</published><updated>2011-07-15T00:23:45.085-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-4PoKqu7YpwY/Th_q9N6NjDI/AAAAAAAACtc/jwwbPybFTWQ/s1600/ball.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-4PoKqu7YpwY/Th_q9N6NjDI/AAAAAAAACtc/jwwbPybFTWQ/s400/ball.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5629476396663147570" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;JOHN BALL&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;VITA John Ball è nato a St. Albans, in Hertfordshire. Divenne il prete della chiesa di St James in Colchester. John Ball credeva fosse sbagliato che in Inghilterra alcune persone fossero troppo ricche, mentre altre fossero troppo povere. I sermoni pronunciati in chiesa da Ball, che criticavano il sistema feudale, fecero arrabbiare il suo vescovo, così nel 1366 fu rimosso dal suo ruolo nella chiesa di St James.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A quel punto John Ball cominciò a viaggiare ed a pronunciare sermoni nelle chiese locali. Mentre predicava a Norfolk, il Vescovo di Norwich ordinò il suo imprigionamento. Dopo essere stato rilasciato, cominciò a girare le contee di Essex e Kent. Quando l'Arcivescovo di Canterbury lo venne a sapere, ordinò che a John Ball non sarebbe stato più permesso di predicare in chiesa. John Ball cominciò a pronunciare le sue orazioni sui prati al centro dei villaggi. L'arcivescovo di Canterbury ordinò che chiunque fosse trovato ad ascoltare i sermoni di John Ball sarebbe stato punito. Neanche questo provvedimento riuscì a fermare John Ball; così fu deciso di arrestarlo e di trasferirlo alla prigione di Maidstone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 7 giugno 1381 Ball fu liberato dalla prigione di Maidstone dai ribelli comandati da Wat Tyler. Dopo il saccheggio del palazzo dell'Arcivescovo di Canterbury, i ribelli cominciarono la loro marcia su Londra. Quando i ribelli giunsero a Blackheath, fu stimato che l'esercito di Wat Tyler fosse composto da circa 30 000 persone. Ball era con Tyler quando portò avanti le negoziazioni con Riccardo II a Mile End il 14 giugno. Il giorno seguente Tyler fu ucciso da William Walworth ed i ribelli, in seguito alla concessione di uno statuto da parte del re, accettarono di abbandonare Londra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un esercito, comandato da Thomas di Woodstock, fratello più giovane John di Gaunt, fu mandato nell'Essex per reprimere i ribelli. Una battaglia tra i contadini e l'esercito del re si svolse vicino al villaggio di Billericay il 28 di giugno. L'esercito del re aveva esperienza ed era ben armato, così i ribelli furono facilmente sconfitti. Si stima che oltre 500 contadini siano rimasti uccisi durante la battaglia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Re Riccardo cominciò ad ispezionare con un vasto esercito i villaggi che avevano partecipato alla ribellione. In ogni paese, alla gente veniva promesso che non avrebbero subito ripercussioni se avessero fatto il nome di chi li aveva incoraggiati ad unirsi alla ribellione. Le persone denunciate come agitatori furono giustiziate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli ufficiali del re furono incaricati di cercare John Ball. Fu catturato a Coventry. Giudicato colpevole di alto tradimento, John Ball fu impiccato, tirato giù e smembrato il 15 luglio 1381.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IL MESSAGGIO di John Ball in un sermone del 1377: &lt;&lt;Perché quelle persone che noi chiamiamo signori, sono i nostri padroni? Come se lo sono meritato? Secondo quale diritto ci rendono schiavi? Noi tutti discendiamo dai nostri progenitori, Adamo ed Eva; come possono dunque affermare di essere migliori di noi... In principio noi siamo stati creati tutti uguali. Se Dio avesse voluto che esistessero dei servi, lo avrebbe stabilito all'inizio del mondo. Noi siamo stati creati ad immagine e somiglianza di Cristo, e loro ci trattano come animali... Loro sono vestiti di velluto e pelliccia, mentre noi indossiamo solo stracci. Loro hanno vino, e spezie, e buon pane, mentre noi abbiamo pane duro ed acqua. Loro hanno belle case e tenute, e noi dobbiamo affrontare il vento e la pioggia quando fatichiamo nei campi. È grazie al sudore della nostra fronte se loro mantengono il loro alto stile di vita. Noi siamo chiamati servi, e siamo picchiati se non assolviamo ai nostri doveri... Andiamo a trovare re Riccardo. Lui è giovane, e noi gli mostreremo la nostra miserabile schiavitù, noi gli diremo che questo deve essere cambiato, oppure ce ne occuperemo da soli. Quando il re ci riceverà, o ci starà a sentire, oppure ci aiuteremo da soli. Quando saremo pronti per marciare su Londra, vi manderò un messaggio segreto. Il messaggio è "Adesso è l'ora. Alziamoci insieme nel nome di Dio”.&gt;&gt; Fonte: "A Medieval Village" by John Simkin&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4775870906213495428-5261211227411047947?l=perstorie-eieten.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/feeds/5261211227411047947/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2011/07/john-ball-vita-john-ball-e-nato-st.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/5261211227411047947'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/5261211227411047947'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2011/07/john-ball-vita-john-ball-e-nato-st.html' title=''/><author><name>eieten</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02367020598082211162</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://1.bp.blogspot.com/_m4NAY49Zm88/SwgkwO6OuGI/AAAAAAAAADo/4kYdZZG2Keo/S220/eleonora_di_aquitania_e_enrico_II_tomba_fontevraud_abbazia_01.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-4PoKqu7YpwY/Th_q9N6NjDI/AAAAAAAACtc/jwwbPybFTWQ/s72-c/ball.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4775870906213495428.post-5427903341235692458</id><published>2011-07-10T00:48:00.000-07:00</published><updated>2011-07-10T00:52:56.695-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-4_i4hz_0Qws/ThlaUJxJBcI/AAAAAAAACsI/46nwNOyTjjM/s1600/portrait_caterina_cornaro_145_hi.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 286px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-4_i4hz_0Qws/ThlaUJxJBcI/AAAAAAAACsI/46nwNOyTjjM/s400/portrait_caterina_cornaro_145_hi.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5627628511642060226" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;CATERINA CORNARO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Caterina Cornaro (o meglio Caterina Cornèr) nacque a Venezia nel 1454 da antica e nobile famiglia, i Cornèr, una delle dodici casate tribunizie, il cui nome sembra derivare dalla "Gens Cornelia". &lt;br /&gt;Figlia di Marco Cornèr fu educata a Padova e divenne famosa per la sua bellezza.&lt;br /&gt;A Venezia, tra il Quattro ed il Cinquecento, due sono le figure femminili più in vista del patriziato: Bianca Cappello, Granduchessa di Toscana, e Caterina Cornaro. Fra le due, la prescelta da dare in sposa a Jacques II° di Lusignano, è Caterina, nata da una numerosa ed antica famiglia che aveva grandi interessi economici nell'Isola di Cipro, e vantava da parte di madre una parentela con la dinastia imperiale bizantina dei Comneno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' chiaramente un matrimonio di convenienza sia per i Cornèr, ai quali una figlia regina conferiva una posizione di altissimo privilegio sociale, che per il Re, che era nato illegittimo e che temeva gli intrighi della legittima pretendente Carlotta di Savoia.&lt;br /&gt;Inoltre, tra gli interessi che i Cornèr avevano nell'Isola di Cipro, c'erano le proprietà di canna da zucchero, di cotone, di lino, di canapa e di grano. Altri Cornèr, detti Psicopio, erano anch'essi presenti nell'Isola fin dall'inizio del XIV° secolo e possedevano vasti terreni tra cui il grande feudo di Episkopi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Nel 1468, lo zio Andrea, intimo amico del Re di Cipro, il trentenne Jacques II° di Lusignano, combinò dunque il matrimonio di Caterina con costui, promettendogli in pegno la protezione di Venezia. Ciò perchè il Lusignano, pur essendo figlio di Jean II° (appartenente ad una dinastia di crociati originari del Poitou e che portava anche il titolo di Re di Gerusalemme, anche se ormai sotto il completo dominio musulmano), era avversato da altri eredi, che gli contestavano il diritto al trono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il fidanzamento avvenne a Venezia nel luglio del 1468, durante una fastosa cerimonia, alla presenza del rappresentante dello sposo, l'ambasciatore Filippo Mistahel. A Caterina, dichiarata dal Senato veneto "figlia adottiva della Repubblica" - onore mai tributato a nessuna donna prima di lei - fu assegnata una dote di 100.000 ducati d'oro; inoltre la famiglia Cornèr acquistava diritti e privilegi sulle città di Famagosta e di Cerines.&lt;br /&gt;Ma fu solo nel 1472 che Caterina venne condotta a Cipro, dove a Famagosta furono celebrate nozze sontuose.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Jacques II° (Re Zaco, per i veneziani) morì tra il 6-7 luglio 1473 a causa di una strana malattia dovuta ad uno strapazzo di caccia, poco prima della nascita del suo erede Jacques III°, che a sua volta morì l'anno successivo di febbri malariche.&lt;br /&gt;Questo fece sì che l'intera eredità dei Lusignano passasse nelle mani della Regina Caterina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Subito dopo la morte di Jacques II° a Famagusta scoppiò una sommossa, fomentata da più parti per sostituire a Caterina l'erede "legittima" Carlotta, figlia di Janus II, sorella di Jacques e maritata a Ludovico di Savoia.&lt;br /&gt;A questo punto Venezia intervenne dirigendo la politica di Caterina, che governò su Cipro assistita da un Consiglio di Reggenza, dallo zio Andrea Cornèr e da due cugini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A Cipro tra i poteri dei Rettori, c'era anche quello di nominare il Visconte di Nicosia, scelto tra la nobiltà feudale dell'isola per esercitare funzioni giudiziarie ed amminstrative. Sottoposto a lui era il "mathessep", un funzionario eletto dal popolo per controllare pesi, misure e prezzi delle merci, oltre che per svolgere compiti di polizia. Portava come insegna d'ufficio, un bastone argentato. Siriani maroniti e copti avevano un giudice di prima istanza per le loro liti, il "rais", arabo di nome, ma per lo più occidentale (franco, come si diceva) di discendenza. Dopo la presa del potere da parte di Venezia, la nobiltà cipriota si trovò comunque irreggimentata nel Maggior Consiglio dell'Isola formato da 145 membri, nel quale i patrizi veneziani che si erano stabiliti a Cipro sedevano di diritto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 14 novembre dello stesso anno (1473) un gruppo di nobili catalani, con alla testa l'Arcivescovo di Nicosia, penetrava nel Palazzo Reale e nella stanza stessa della Regina assassinava lo zio Andrea, il cugino Marco Bembo, il medico ed un domestico.&lt;br /&gt;Caterina rimase rinchiusa e guardata a vista dopo essere stata costretta a consegnare i soldi ed i gioielli ed il sigillo di Stato.&lt;br /&gt;I ribelli intendevano far sposare la piccola "Zarla" (Carlotta), figlia naturale di Re Jacques II° ad Alfonso d'Aragona, figlio di Ferdinando Re di Napoli, costringendo Caterina ed il figlio neonato Jacques III° a cedere i suoi diritti di Re.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Cipro. La sommossa &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma Venezia, come da accordi, reagisce decisamente. Il 23 novembre, dieci galee agli ordini del Provveditore Vettor Soranzo sono a Famagosta e la flotta agli ordini del capitano Generale Pietro Mocenigo è sul piede di guerra. Truppe veneziane da sbarco occupano rapidamente la città ed i congiurati si danno alla fuga. Il Senato ordina che da ora in poi la Regina venga affiancata da un Provveditore e da due Patrizi veneziani come Consiglieri, che le truppe siano agli ordini del Provveditore e che guarnigioni veneziane presidino Famagosta e Kyrenia. Nessuna decisione però dovrà essere presa senza l'assenso della Regina e soltanto i suoi stendardi potranno sventolare dalle fortezze. Ai nobili ciprioti si dovrà dare l'impressione di essere partecipi al potere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Regina di nome, Caterina , lo è sempre meno di fatto. &lt;br /&gt;Gli onori non le mancano, ma è isolata perchè il padre Marco Cornèr, che le era stato vicino a Cipro, è morto a Venezia e la madre Fiorenza Crispo ha lasciato l'Isola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 21 febbraio 1487 il Senato veneziano decide che il Regno di Cipro venga annesso ai domini della Serenissima. Il Consiglio dei Dieci viene incaricato dell'esecuzione della delibera, anche perchè gli intrighi di Alfonso d'Aragona, che non si è ancora rassegnato, inquietano ancora il Consiglio.&lt;br /&gt;Il 28 ottobre 1488, i Dieci ribadiscono l'ordine al Capitano Generale Francesco Priuli di ricondurre Caterina a Venezia, pur blandendola dapprima, ma anche minacciandola poi, se necessario. In caso di rifiuto avvertirla che sarebbe stata trattata da ribelle e che le sarebbe stato tolto il ricco appannaggio. Nello stesso tempo ordinano a Giorgio Cornèr, fratello di Caterina, di raggiungere il Capitano Generale a Cipro e di esercitare tutta la sua influenza per convincere la sorella ad abdicare in favore della Serenissima. Giorgio non trova la sorella disposta all'obbedienza e deve passare alle minacce avvertendola che sarebbe sopraggiunta l'Armata veneziana perdendo in tal caso tutti i vantaggi che ne sarebbero derivati per la loro famiglia se invece avesse accettato. Così riuscì a convincerla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 26 febbraio 1489 a Famagosta, dopo un solenne "te Deum", la bandiera dei Lusignano viene ammainata e sale il gonfalone di San Marco. La cerimonia viene ripetuta, alla presenza della Regina, in tutte le città cipriote, compresa Nicosia.&lt;br /&gt;Il 18 marzo, vestita di nero, la Regina lascia per sempre l'isola di Cipro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Venezia fu generosissima con sua "figlia" tributandole un'accoglienza memorabile il 6 giugno 1489. C'era anche il Bucintoro, dove Caterina prese posto vicino al Doge, Agostino Barbarigo. Dopo un forte temporale, ma di breve durata, il corteo, accompagnato dal suono delle campane si recò in processione nella Basilica di San Marco dove venne celebrato un solenne pontificale e dove Caterina rinnovò la rinuncia alla corona di Cipro in favore della Serenissima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da allora ogni anno il 5 di settembre a Venezia si festeggia con la Regata Storica a ricordo dell'accoglienza riservata alla Regina di Cipro.&lt;br /&gt;Seguirono poi sontuose onorificenze date anche al fratello Giorgio per la sua opera di persuasione ed i banchetti durarono ben tre giorni.&lt;br /&gt;Ma il Senato fece ancora un sontuoso regalo a Caterina conferendole la Signoria di Asolo con il permesso di mantenere il titolo di "Reina de Jerusalem Cypri et Armeniae".  Asolo era una piccola signoria, ma molto bella: una cittadina della Marca trevigiana comprensiva anche di trentatrè villaggi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 10 ottobre 1489, nel suo viaggio da Venezia ad Asolo, l'ex regina incontrò nei pressi di Treviso due ambasciatori asolani, che le recarono il primo saluto della comunità. Caterina ricevette poi l'omaggio del Podestà di Asolo e di illustri concittadini. All'arrivo, la sera dell'11 ottobre, alla presenza di circa quattromila persone accorse per vederla, la Cornaro fu ricevuta sul piazzale della cittadina dalle Autorità e poi si recò nel Duomo per sentire il canto del "Te Deum". Il giorno seguente partecipò alla messa e poi ascoltò, sotto la loggia, il discorso di benvenuto pronunciato dal giurista e letterato asolano Taddeo Bovolini.&lt;br /&gt;Altri festeggiamenti vennero fatti il mese seguente: il 9 novembre ci fu ad Asolo una giostra, cui parteciparono i gentiluomini della cittadina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Caterina era giunta ad Asolo accompagnata da una piccola corte (un cappellano cipriota, i suoi due segretari, un medico, due cancellieri ed un maggiordomo) e da nobili (Nicolò Priuli, podestà in Asolo dal 1489 al 1497, e Filippo Cornaro, fratellastro di Caterina, che diventerà cancelliere regio in Asolo).&lt;br /&gt;Stabilitasi ad Asolo, Caterina strinse ben presto legami di amicizia e politici con gli esponenti più in vista delle famiglie asolane e richiamò attorno alla corte asolana letterati famosi, come Pietro Bembo, futuro Cardinale, che qui ambientò "gli Asolani", Luigi da Porto, Andrea Navagero ed altri meno illustri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Caterina regnò per 20 anni con il suo seguito nel Palazzo Pretorio, oggi sontuoso castello di origine medioevale che conserva la torre dell'orologio, la torre mozza e la sala delle udienze della Regina.&lt;br /&gt;Amava anche molto la sontuosa villa che si era fatta costruire vicino ad Asolo, ad Altivole, che il Bembo aveva battezzato per Lei "il Barco" (il fienile, il pagliaio), luogo di delizia e di caccia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; La Cornaro trascorreva il suo tempo tra opere pie: i benefici e le donazioni a favore di parenti, di amici e della chiesa di Asolo; le prediche del beato Bernardino da Feltre, nel maggio del 1492; le elargizioni, nel 1505, di granaglie fatte arrivare da Cipro per il popolo asolano colpito da carestia.&lt;br /&gt;lstituì un Monte di Pietà, e non trascurò le attività mondane come le nozze della fedele damigella Alvisa con Floriano de' Floriani nel castello di Asolo nel 1494.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Fra le cose notevoli di questo periodo, non va dimenticato il "teler dei Miracoli della Croce" di Gentile Bellini che mostra Caterina, circondata da dame con il seno stretto in un farsetto molto scollato e intessuto di gemme, con un'acconciatura molto ricca portata anche dalla bambina che la accompagna, probabilmente una nipote e che Caterina tiene accanto a sè con gesto protettivo. Caterina avrebbe voluto che questa bimba venisse accasata col Re di Napoli, sotto la sorveglianza dell Repubblica. Ma il Papa non ne volle sapere temendo, con ragione, che la protezione preludesse ad un'annessione come era già avvenuto per Cipro e mandò a monte il matrimonio.&lt;br /&gt;La seconda nipote Bianca divenne invece l'amante di Francesco de' Medici, ottenendo anche il titolo di Granduchessa e figlia della Repubblica di Venezia. Fece però una brutta fine, avvelenata, essendo invisa al Cardinale Ferdinando, che diventato Granduca, farà anche"espellere" i resti dell'"Avventuriera" dalle tombe medicee in San Lorenzo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; La passione teatrale diventerà nel tempo una delle caratteristiche della società e della civiltà veneziana. Ai primi del '500, il Consiglio dei Dieci, aveva veramente guardato di cattivo occhio il moltiplicarsi delle rappresentazioni di opere teatrali classiche e no. "Siano del tutto bandite" era stato ordinato il 29 dicembre 1508. Il Consiglio si era messo in allarme per il clamoroso successo delle recite di Plauto e di Terenzio messe in scena dall'attore-regista Francesco Nobili da Lucca, detto Cherea. Il 23 settembre 1507 erano stati recitati, nel palazzo di Caterina i "Menechmi" di Plauto, tradotti in italiano. La norma repressiva fu ben presto disattesa: essere membri di una Compagnia della Calza era diventata cosa elegante e così anche il fratello di Caterina Giorgio e il Doge Andrea Gritti avevano fatto carriera, divenuti soci della stessa Compagnia. C'erano 23 compagnie, alcune delle quali, col tempo, avevano abbandonato l'uso della Calza come insegna. L'istituzione scomparirà nel 1565.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Caterina andava spesso a Venezia, non troppo distante da Asolo.&lt;br /&gt;Frequentava anche la magnifica villa del fratello Giorgio a Murano, considerato elegante luogo di villeggiatura per tutto il cinquecento. Qui nel 1493 Caterina ospitò Isabella d'Este Gonzaga, Marchesa di Mantova e poco dopo Beatrice Sforza, Duchessa di Milano. In questa villa, l'umanista Andrea Navagero piantò un raro giardino botanico, il primo in Europa.&lt;br /&gt; Ugualmente a Venezia riceveva splendidalmente i suoi ospiti nel Palazzo sul Canal Grande, che Giorgio aveva messo a sua totale disposizione dopo la morte della madre.&lt;br /&gt;Un ulteriore possedimento era a San Cassiano, dove la Regina di Cipro, aprì le sale del suo palazzo per festeggiare matrimoni di nipoti con dame e gentiluomini di nobile lignaggio, come le nozze del nipote Filippo Cappello con Andriana Marcello.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La salute di Caterina diventa nel frattempo precaria: il 18 maggio 1508, è colpita da un "gravissimo mal di colico". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 1509, all'inizio della guerra della Lega di Cambrai, all'avanzare delle truppe imperiali di Massimiliano, Caterina riparò a Venezia. Qui la Cornaro ricevette gli ambasciatori da Asolo, che le attestano il profondo legame ed affetto del popolo della cittadina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Forse non del tutto dimentica del suo passato di Regina, Caterina intrattiene ancora rapporti con Cipro, come rivela un documento del Consiglio dei Dieci, datato 3 aprile 1510, in cui viene diffidata dal compiere azioni per riconquistare il regno perduto, e si incarica il fratello Giorgio di vigilare sulla sua condotta. Forse a seguito di questo ammonimento Caterina ritorna ad Asolo, ma per poco tempo, perchè le truppe tedesche ricompaiono al Barco di Altivole e così, non sentendosi più sicura, tornò sempre più ammalata ed indebolita, a Venezia dove morì tra il 9 e 10 di luglio 1510.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Il torrido mese di luglio 1510 privò Caterina Cornèr della pompa funeraria che Lei, così attaccata alle prerogative della regalità, avrebbe probabilmante desiderato. La Repubblica aveva fatto di tutto perchè i suoi funerali riuscissero solenni, col cataletto coperto di restagno d'oro e con una delle corone d'oro conservate nel tesoro di San Marco sulla bara. Ciò per ricordare a tutti il suo rango, col Patriarca di Venezia e molti vescovi a cantare la messa e ad impartire assoluzioni e con un ponte di barche gettato sul Canal Grande perchè la salma, dopo l'ufficiatura nella Chiesa di San Cassiano, venisse portata processionalmente nella Chiesa dei Santi Apostoli, dov'era la tomba di famiglia. Ma mancava il Doge Leonardo Loredan, dichiaratosi indisposto e non c'erano anche tutti i notabili che avrebbero dovuto essere presenti. Il dono di Cipro era ormai cosa del passato e non erano molte le personalità che volevano seguire il vicedoge Alvise Priuli, vestito di scarlatto, a scorta dell'ultima Regina di Cipro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il testamento di Caterina fatto dieci anni prima non era mai stato cambiato. Le vicissitudini l'avevano attaccata ancora di più alla famiglia d'origine. Suo erede universale era dunque stato nominato il fratello Giorgio, capo di casa, cui venivano lasciati il Barco e tutti i beni presenti e futuri della Regina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 2 agosto 1527 si celebrarono anche le esequie del Cavaliere e Procuratore, il ricchissimo Giorgio Corner, fratello di Caterina. Il testamento fu un atto importantissimo. Egli aveva stabilito una spesa di 1000 ducati all'anno fino a quando fossero terminati i monumenti funebri di Caterina e del figlio Cardinale nella Chiesa di San Salvador in Venezia. In tale chiesa sono tuttora visibili anche le loro lapidi. Il Barco di Altivole e la villa di Caterina furono destinati al figlio primogenito Giovanni Cornèr.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La vicenda dell’infelice regina di Cipro, spodestata dal trono e confinata nel castello di Asolo, fu resa popolare nella tragedia di Scribe e musicata nel 1841 da Fromental Halevy, nel 1842-1843 da Donizetti e nel 1846 da Pacini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'Isola di Cipro rimase in mano veneziana fino alla sconfitta con i Turchi del 1571 con la caduta di Famagosta.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4775870906213495428-5427903341235692458?l=perstorie-eieten.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/feeds/5427903341235692458/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2011/07/caterina-cornaro-caterina-cornaro-o.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/5427903341235692458'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/5427903341235692458'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2011/07/caterina-cornaro-caterina-cornaro-o.html' title=''/><author><name>eieten</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02367020598082211162</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://1.bp.blogspot.com/_m4NAY49Zm88/SwgkwO6OuGI/AAAAAAAAADo/4kYdZZG2Keo/S220/eleonora_di_aquitania_e_enrico_II_tomba_fontevraud_abbazia_01.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-4_i4hz_0Qws/ThlaUJxJBcI/AAAAAAAACsI/46nwNOyTjjM/s72-c/portrait_caterina_cornaro_145_hi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4775870906213495428.post-3930981259604784185</id><published>2011-07-04T09:34:00.001-07:00</published><updated>2011-07-04T09:36:04.895-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-b4PKvdIcjvw/ThHr4VRUSEI/AAAAAAAACrI/9V7Uw3G2rcE/s1600/Santa_Zoe.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 180px; height: 287px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-b4PKvdIcjvw/ThHr4VRUSEI/AAAAAAAACrI/9V7Uw3G2rcE/s400/Santa_Zoe.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5625536762577438786" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Come inventare una santa:Santa Zoe&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Martire del III secolo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Negli atti di San Sebastiano, il valoroso cavaliere cristiano messo a morte dagli arcieri dell’imperatore, si legge a un certo punto il nome di Zoe, sposa del beato Nicostrato, la quale prima che il santo cavaliere venisse trafitto dalle frecce, fu messa a morte dai persecutori pagani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Leggenda Aurea, ripetendo quell’episodio della vita di San Sebastiano, racconta:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;« Predicando queste cose e altre simiglianti, Zoe, la moglie di Nicostrato, ne la cui casa i santi erano a guardia, la quale aveva perduta la favella, li si gettò à piedi e con cenni domandava perdonanza. Allora Sebastiano disse: "Se io sono servo di Cristo, e se vere sono tutte quelle cose che questa femmina ha udite de la bocca mia e credutele, quelli apra la bocca sua, il quale aperse la bocca di Zaccaria profeta". A questa boce gridoe la femmina, e disse: a Benedetto sia il sermone che è uscito de la bocca tua, e benedetti sono quelli che credono a tutto quello che tu hai parlato; però che io vidi l’angelo che tenea il libro dinanzi a te, dov’erano scritte tutte queste cose che tu hai detto" ».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Zoe il nome della donna muta guarita e convertita da San Sebastiano, è termine greco, e significa, come l’ebraica Eva, « la vita ». Un nome quindi quasi simbolico, che non poteva mancare nel calendario cristiano, a costo d’inventarlo apposta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciò che è successo, presso a poco, nel caso di Santa Zoe. C’è infatti un particolare da notare: gli Atti di San Sebastiano nei quali viene fatto il nome di Zoe sono apocrifi, cioè quasi certamente falsi. Un antico compilatore di Martirologi, prendendoli per buoni, ne ha estratto il nome di Zoe, con l’attributo di Santa e la qualifica di Martire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma il nome non bastava. Bisognava dare alla donna un passato, possibilmente colorito, e una passione, possibilmente drammatica. Ed ecco la storia della moglie di Nicostrato, funzionario imperiale incaricato della custodia di San Sebastiano; della perdita della parola e della prodigiosa guarigione, che il Beato Jacopo da Varagine ha rinarrato, nella sua Leggenda, nei termini che abbiamo letto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alle miracolose parole di San Sebastiano si converte, come abbiamo sentito, Santa Zoe; e dietro Zoe si converte il marito Nicostrato. La storia della Santa dal nome stesso della vita seguita poi a lieto fine, cioè si conclude con la morte gloriosa. Mentre prega sulla tomba di San Pietro, durante la persecuzione di Diocleziano, Zoe viene arrestata e imprigionata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Finalmente viene sospesa per i capelli ad un albero, sotto il quale viene acceso un fuoco. Muore così, non tra le fiamme, ma per il fumo, con un supplizio che meriterebbe davvero, ai persecutori pagani, uno dei primi premi di raffinata crudeltà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non è però per la morte affumicata che Santa Zoe - figura così bene inventata da parer vera - è restata viva alla devozione popolare. Piuttosto per il prodigio operato su di lei da San Sebastiano, che l’ha fatta considerare, con realistica venerazione, protettrice nelle malattie della lingua. E viene festeggiata oggi, oppure il 18 di giugno.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4775870906213495428-3930981259604784185?l=perstorie-eieten.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/feeds/3930981259604784185/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2011/07/come-inventare-una-santasanta-zoe.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/3930981259604784185'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/3930981259604784185'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2011/07/come-inventare-una-santasanta-zoe.html' title=''/><author><name>eieten</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02367020598082211162</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://1.bp.blogspot.com/_m4NAY49Zm88/SwgkwO6OuGI/AAAAAAAAADo/4kYdZZG2Keo/S220/eleonora_di_aquitania_e_enrico_II_tomba_fontevraud_abbazia_01.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-b4PKvdIcjvw/ThHr4VRUSEI/AAAAAAAACrI/9V7Uw3G2rcE/s72-c/Santa_Zoe.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4775870906213495428.post-565644217428342385</id><published>2011-06-28T09:36:00.001-07:00</published><updated>2011-06-28T09:37:58.733-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-q7hS9OXtH04/TgoDXtlOeqI/AAAAAAAACqI/cbc9U2vw5Dk/s1600/marshall-lady-jane-greylj.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 340px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-q7hS9OXtH04/TgoDXtlOeqI/AAAAAAAACqI/cbc9U2vw5Dk/s400/marshall-lady-jane-greylj.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5623310790633093794" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Lettera che Lady Jane Grey, già Regina d’Inghilterra, inviò alla signora Caterina Grey, sua sorella, scritta due giorni prima di essere giustiziata,e allegata ad un suo Nuovo Testamento greco mandatogli in dono. &lt;br /&gt;Qui tu hai, carissima sorella, un siffatto libretto, il quale, benché d’oro adornato non sia, non è tuttavia che non si debba anteporre all’oro ed a tutte le più preziose gioie, se diligentissimamente tu lo anderai ben ben considerando dentro di te stessa. Infatti, esso contiene la legge del tuo Signore Iddio e quest’ultimo ed estremo Suo testamento, che dovendo Egli morire, a noi miseri raccomandò con tanta diligenza. Se con quella mente e con quel proposito che tu debba, cotal testamento tu leggerai, e con quella diligenza e vigilanza d’animo che bisogna, scolpito lo terrai nella memoria, esso ti aprirà e mostrerà la strada che alla vita eterna conduce. Ti insegnerà finalmente a come ordinare la tua vita e come altresì bisogni morire. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Laonde un più grande e felice patrimonio t’è per venire, di quel che l’eredità de le possessioni dell’afflitto e calamitoso tuo padre, mai ti fosse potuto. Siccome di quello erede, e dei suoi beni saresti stata, se vissuto egli fosse: così anche se sollecitamente tu riceva questo testamento, e come tu debba la tua vita ben ordinare in quello che cerchi. Assicurati d’aver a essere erede di siffatte ricchezze, che né gli avari te lo potranno cavar di mano, né i ladri rubare, né le tignole consumare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con ardente desiderio, insieme con il divino cantore (ottima sorella mia) procura d’intendere e conoscere la legge del tuo Signore Iddio, e tutto il tempo della tua vita attendi con diligenza e sollecitudine a quella, affinché piamente tu muoia: che facendolo, la morte un largo ed agevole cammino alla vita eterna ti sia. Né ti pensar, sorella mia, che per essere tu fanciulletta, e di pochi anni, tu possa aspettar per ciò di vivere lungo tempo. Che quando così pare a Dio ottimo massimo, tanto presto muoiono i bambini quanto i decrepiti. E’ necessario, dunque, che tu impari come tu debba morire. Disprezza le delizie del mondo, fuggi le insidie ed i lacci di Satana, e schiva gli allettamenti della carne. Fa’ che tutta la tua speranza e consolazione, sia posta e ferma nel Signore, e che tuoi peccati, dolore e pentimento, e non disperazione ti rechino. La fede partorisca in te la fiducia, e non una temeraria audacia. Prega con Paolo, di poterti dipartire dalla prigione di questo corpo, per andartene a morire con Cristo; appresso il quale la stessa morte si mostra la vita. Segui le orme di quel buon servo evangelico, e fa che a mezzanotte tu sii desta, affinché la morte, quando essa verrà, e come ladro entri di notte, a giacere non ti trovi ed addormentata come il servo cattivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fa’ che, come alle stolte donnicciole, a te non manchi l’olio, affinché tu non venga chiusa di fuori, ovvero cacciata via come colui che entrò al convito, senza la veste da nozze. Tutta la tua gloria e la tua speranza sia in Cristo, si com’è la mia, ed essendo tu detta cristiana, nelle orme di Cristo, cui ti sei consacrata, ti bisogna star salda. La croce ti fa mestiere prendere, ed i tuoi peccati mettere sulle spalle di Cristo e con sollecitudine, diligenza abbracciarlo.&lt;br /&gt;Non ti accada che tu pianga la mia morte, anzi, tu devi rallegrartene con me, perché in quella metter giù debbo la corruzione e l’incorruttibilità prendere. Io sono certissima che invece della perdita di questa caduca e mortale vita, io riceverò quella vita che in nessun modo si può perdere. La qual vita io prego l’Iddio ottimo massimo, che ti conceda; e donati tanto de la Sua grazia, che in ogni tempo il Suo timore ti stia dinanzi agli occhi, e finalmente che nella fede di Cristo la tua vita finisca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da questa fede, sorella mia, che ne veruna speranza di vita, né veruna paura di morte non ti stanchi. Che se la difesa della verità, per vivere lungo tempo in questo mondo, tu abbandoni, Cristo stesso ti rinnegherà dinanzi al Padre, ed i tuoi giorni scortati saranno. Ma se, al contrario, ti appoggi a Cristo, né da quello svellere ti lasci, prolungati ti siano i termini della vita, si che tutte le cose avranno buona riuscita, perché a te gran consolazione e a Lui gloria verranno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla qual gloria me al presente, Iddio ottimo massimo, e te anche, sorella mia, per l’avvenire, quando a Lui piacerà, conduca. Sta sana, carissima sorella, e fa che tu ponga in Cristo tutta la tua fiducia, perché da Cristo aspettar si deve ogni salvezza.&lt;br /&gt;Dalla Torre di Londra, il 10 di febbraio, l’anno del Signore 1554.&lt;br /&gt;Tua sorella, che sinceramente t’ama. Jane Gray.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4775870906213495428-565644217428342385?l=perstorie-eieten.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/feeds/565644217428342385/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2011/06/lettera-che-lady-jane-grey-gia-regina.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/565644217428342385'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/565644217428342385'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2011/06/lettera-che-lady-jane-grey-gia-regina.html' title=''/><author><name>eieten</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02367020598082211162</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://1.bp.blogspot.com/_m4NAY49Zm88/SwgkwO6OuGI/AAAAAAAAADo/4kYdZZG2Keo/S220/eleonora_di_aquitania_e_enrico_II_tomba_fontevraud_abbazia_01.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-q7hS9OXtH04/TgoDXtlOeqI/AAAAAAAACqI/cbc9U2vw5Dk/s72-c/marshall-lady-jane-greylj.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4775870906213495428.post-8691426854735679288</id><published>2011-06-24T05:42:00.000-07:00</published><updated>2011-06-24T05:44:25.278-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-0GwN435lTkE/TgSGoQFGFuI/AAAAAAAACpQ/cSWKvZAwH_8/s1600/-Anna_Kashinskaya.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 225px; height: 266px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-0GwN435lTkE/TgSGoQFGFuI/AAAAAAAACpQ/cSWKvZAwH_8/s400/-Anna_Kashinskaya.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5621766260934448866" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Anna di Kašin&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Figlia del Principe Dimitrij Borisovič di Rostov e bisnipote del Principe Basilio di Rostov, fu educata fino ai suoi primi anni di vita a una stretta aderenza ai dettami cristiani. Il suo precettore fu Sant'Ignazio, vescovo di Rostov, noto per il suo altruismo nei confronti dei più bisognosi. Come ogni nobildonna del suo tempo Anna imparò inoltre l'arte del cucito. Una volta cresciuta, la Principessa Xenia di Tver', seconda moglie del Gran Principe Jaroslav di Tver', inviò un'ambasciata a Rostov recante la richiesta di unire in matrimonio Anna con il proprio figlio Mikhail. Il riscontro fu positivo e Anna divenne sposa di quest'ultimo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il matrimonio si svolse l'8 novembre 1294 nella Cattedrale Preobraženskij di Tver'. Per celebrare questo evento gli abitanti della città di Kašin costruirono il Tempio Mikhailovskij e una grande porta monumentale sulla via per Tver', chiamandola anch'essa "Mikhailovskij." Una commemorazione dello sposalizio viene officiata ogni anno nella Cattedrale di Kašin.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anna e Mikhail ebbero cinque figli:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Feodora &lt;br /&gt;Principe Dimitrij di Tver' (1299–1326) &lt;br /&gt;Principe Alessandro I di Tver' (1301–1339) &lt;br /&gt;Principe Konstantin di Tver' (1306–1346) &lt;br /&gt;Principe Basilio di Kašin (morto dopo il 1368) &lt;br /&gt;Nel 1294 il padre di Anna morì e nel 1295 un terribile incendio distrusse Tver'. Poco dopo tale evento la primogenita della coppia, Feodora, morì ancora bambina dopo una breve malattia. Nel 1296 un altro incendio distrusse il loro palazzo e i principi si salvarono a stento. Nel 1317 prese inizio l'aspro scontro che contrappose il marito al Principe Jurij di Mosca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 1318 la principessa vide per l'ultima volta suo marito che, convocato a Saraj da Uzbeg Khan, fu ivi torturato a morte il 22 novembre 1318. Anna venne a conoscenza di tale fatto solo nel luglio successivo e, dopo aver saputo che i resti del marito erano stati trasportati a Mosca, inviò un'ambasciata nell'intento di riottenerli. Grazie agli uffici della moglie il corpo di Mikhail fece così ritorno a Tver', ove fu seppellito nella Cattedrale Preobraženskij.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 1325, Dimitrij, primo figlio maschio della coppia, fu, come il padre, torturato e ucciso dall'Orda. Nel 1327, il suo terzogenito Alessandro, sterminò il contingente tataro che si era installato a Tver'. Per vendetta il Khan inviò un nuovo esercito e distrusse la città; Alessandro fu costretto a fuggire a Pskov. Per un decennio Anna non rivide il proprio figlio che, assieme al nipote Fëdor, fu squartato dall'Orda nel 1339.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo la morte del Principe Mikhail, anna decise di rifugiarsi "nel silenzio e nel lavoro per Dio". Prese così i voti monastici nel monastero di Santa Sofia di Tver' ove adottò il nome di Eufrosinija. Nel 1365 il figlio più giovane della Principessa, Basilio, l'unico rimasto in vita, convinse la madre a trasferirsi nel proprio Principato. Si ritirò nel monastero Uspenskij di Kašin, dove la santa prese lo schema con il nome di Anna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Morì in tarda età il 2 ottobre 1368 e fu seppellita nella Cattedrale della Beata Vergine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Glorificazione[modifica]Il nome della Principessa Anna fu dimenticato per alcuni secoli. Fu durante l'assedio di Kašin da parte delle truppe lituane che, secondo le sue agiografie, Anna apparve a un fedele annunciando che avrebbe pregato il Salvatore e la Madonna per la liberazione della città dalle truppe nemiche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il sinodo della Chiesa ortodossa russa, riunito nel 1649, dichiarò le sue reliquie degne della venerazione universale e la glorificò a Santa. Ventotto anni dopo il Gioacchino convocò un nuovo sinodo chiedendo la sua immediata decanonizzazione a causa della grande venerazione cui la stessa era oggetto da parte dei Vecchi Credenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si ritiene che gli scismatici innalzarono Anna nel loro Palladium perché la Principessa era solitamente raffigurata nelle icone nell'atto di compiere il segno della croce con due dita, così come voleva il vecchio rituale ortodosso, invece che con tre, uso introdotto dalle Riforme di Nikon nel 1656. Opere di autori del Vecchio Credo spiegano inoltre tale culto con il fatto che, da un esame delle reliquie, una mano del corpo incorrotto di Anna sia piegata con le due dita tese. Nonostante le autorità ecclesiastiche si siano sforzate di "correggere" tale situazione, secondo queste fonti agiografiche, la mano sarebbe sempre tornata nella posizione originaria, provocando l'ira di Gioacchino che, prima di convocare il sinodo, ordinò che i resti della Santa non fossero più esposti alla venerazione dei credenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo studi recenti la sua decanonizzazione sarebbe stata invece determinata dalla circolazione di una Vita della Santa, composta da Ignatius di Solovki, uno dei più noti e radicali leader del Raskol.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fu solo il 12 giugno 1909 che la Chiesa ortodossa russa glorificò nuovamente Anna, stabilendone il culto. Lo stesso anno una comunità monastica fu creata in suo onore a Grozny, un anno dopo una chiesa le fu consacrata a San Pietroburgo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4775870906213495428-8691426854735679288?l=perstorie-eieten.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/feeds/8691426854735679288/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2011/06/anna-di-kasin-figlia-del-principe.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/8691426854735679288'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/8691426854735679288'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2011/06/anna-di-kasin-figlia-del-principe.html' title=''/><author><name>eieten</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02367020598082211162</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://1.bp.blogspot.com/_m4NAY49Zm88/SwgkwO6OuGI/AAAAAAAAADo/4kYdZZG2Keo/S220/eleonora_di_aquitania_e_enrico_II_tomba_fontevraud_abbazia_01.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-0GwN435lTkE/TgSGoQFGFuI/AAAAAAAACpQ/cSWKvZAwH_8/s72-c/-Anna_Kashinskaya.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4775870906213495428.post-2052069103436001025</id><published>2011-06-20T08:29:00.000-07:00</published><updated>2011-06-20T08:34:18.450-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-o6F7fru_t24/Tf9oRPAW2EI/AAAAAAAACoo/stAvZ2IjWyQ/s1600/margot.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 282px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-o6F7fru_t24/Tf9oRPAW2EI/AAAAAAAACoo/stAvZ2IjWyQ/s400/margot.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5620325505276762178" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  Margherita di Francia, La reine Margot  &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Margherita di Francia o Margherita di Valois (soprannominata la “reine Margot” nell’800) nasce il 14 maggio 1553 nel castello di Saint Germaine en Laye e muore a Parigi il 27 marzo 1615.&lt;br /&gt;E’ la settima dei figli di Enrico II e Caterina de’ Medici.&lt;br /&gt;Conobbe poco suo padre, mortalmente ferito nel 1559, in coincidenza con le nozze della sorella Elisabetta con il re di Spagna, Filippo II: aveva solo 6 anni. Con sua madre ebbe rapporti distanti, provando per lei un misto di ammirazione e di timore.&lt;br /&gt;Cresce prevalentemente in compagnia dei fratelli, perché le sorelle maggiori lasciano la Francia per sposarsi all’estero, ma anche del cugino, suo coetaneo, Enrico di Borbone, figlio di Antonio di Borbone e Jeanne d‘Albret, regina di Navarra.&lt;br /&gt;La Francia è attraversata in quegli anni dalle prime due guerre di religione che lacerano il paese e dividono persino le famiglie (#entry250737602).&lt;br /&gt;E’ lei che accompagna la madre e il fratello Carlo, salito al trono nel 1560 alla morte del primogenito Francesco, in un lungo viaggio di pacificazione attraverso tutta la Francia, dal 1564 al 1566.&lt;br /&gt;I rapporti con i fratelli sono all’inizio eccellenti (tant’è che si vociferava di relazioni incestuose con Enrico e Francesco, persino con Carlo). E’ così che quando Enrico duca d’Angiò prende il comando dell’armata reale, dopo la morte del Connestabile Montmorency, e guida i cattolici nella Terza guerra i religione (1568-1570), affida a lei la difesa dei suoi interessi nei confronti della madre.&lt;br /&gt;Nel frattempo nasce un idillio tra la principessa ed Enrico di Guisa, l’ambizioso e giovane capo dei cattolici intransigenti. La famiglia reale, cattolica ma attestata su posizioni moderate, si oppone decisamente. Questo episodio potrebbe essere all’origine dell’«haine fraternelle durable» che nasce tra Margherita e il fratello maggiore.&lt;br /&gt;Il duca di Guisa non è che il primo di una lunga serie di amanti attribuiti a Margherita. E’ vero che la principessa era bella, colta e raffinata, tuttavia è difficile stabilire il confine tra la verità e le voci a proposito delle relazioni a lei attribuite.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un matrimonio politico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Caterina de’ Medici aveva proposto sua figlia in matrimonio al figlio di Filippo II di Spagna, l’infante Carlos, ma il matrimonio non si fece (meno male!); anche il progetto matrimoniale con il re del Portogallo Sebastiano I fu abbandonato. Rispuntò l’idea, già coltivata dal defunto Enrico II, di un’unione con il cugino Enrico di Navarra, diventato nel frattempo uno dei capi protestanti: principe del sangue, erede al trono dopo i figli di Francia (ma la prospettiva di una successione era allora molto lontana), Enrico è anche erede di vasti possedimenti nel Sud-Ovest. Questa unione ha per obiettivo soprattutto la riconciliazione tra cattolici e protestanti dopo la fine delle ostilità. La madre di Enrico, la fervente ugonotta regina di Navarra Jean d’Albret diffida della regina madre ed esige la conversione di Margherita al protestantesimo. Ma deve cedere di fronte alla volontà della principessa di conservare la propria religione e finisce, dietro la pressione del partito protestante, per dare il suo consenso, non senza aver ottenuto per la sua futura nuora una dote considerevole. Ma muore poco dopo ed Enrico diventa re di Navarra. Quanto a Margherita, è solo perché costretta da sua madre e da Carlo IX e non senza reticenza che acconsente a sposare il sovrano eretico di un piccolo regno, ma, soprattutto, un uomo che considerava molto repellente. Senza attendere la dispensa pontificia richiesta in ragione della differenza di religione e della parentela dei futuri sposi (tutti e due sono pronipoti di Carlo d’Angouleme), l’”union execrable”(secondo il termine del generale dei Gesuiti) è celebrata il 18 agosto 1572. Lo svolgimento delle nozze venne regolato in modo da non urtare la sensibilità dei protestanti venuti numerosi ad assistere al matrimonio del loro giovane capo: la benedizione nuziale ebbe luogo sul sagrato di Notre Dame, evitando loro di assistere alla messa, e fu impartita dal cardinale di Borbone, in qualità di zio dello sposo e non di prete. Le nozze furono seguite da tre giorni di feste sontuose.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La notte di San Bartolomeo e l’inizio degli intrighi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sappiamo come finì, per cui quelle nozze furono chiamate “nozze vermiglie”: la notte tra il 23 e il 24 agosto più di mille ugonotti furono trucidati per ordine di Caterina e di Carlo IX, primo fra tutti l’ammiraglio Coligny, uno dei capi protestanti. Guidava il massacro, passato alla storia come notte di San Bartolomeo, il giovano capo dei cattolici, proprio quell'Enrico di Guisa di cui Margherita era stata innamorata. Enrico di Navarra, il novello sposo, accetta di abiurare il protestantesimo per aver salva la vita. Non c’è più possibilità di riconciliazione e il matrimonio potrebbe essere annullato, ma Margherita sceglie di dare prova di lealtà e resta a fianco del marito. Segue una nuova fase della guerra civile, la Quarta guerra di religione (1572-1573) che si conclude con uno status quo, ma con un paese profondamente diviso per la nascita di una specie di Confederazione autonoma delle città del Sud.&lt;br /&gt;Nel 1574, quando Carlo IX muore e sale al trono Enrico, duca d’Angiò, protestanti e cattolici moderati (soprannominati i “Malcontenti”, essi propugnano la moderazione dello Stato negli affari religiosi) preparano un complotto per impadronirsi del potere. Li guida Francois d’Alencon, il più piccolo dei fratelli di Margherita; ad essi si aggrega anche il cognato re di Navarra. Ma la cospirazione viene scoperta e due congiurati vengono subito arrestati e decapitati: uno di essi è Joseph Boniface de la Mole, preteso amante di Margherita. Dopo il fallimento della congiura, Alencon e Navarra sono imprigionati, prima nel castello di Vincennes, poi ritornano a corte sotto stretta sorveglianza. Da qui riescono a scappare. Enrico non avverte neanche sua moglie, a dimostrazione di quanto sia opportunista. Margherita si ritrova reclusa al Louvre, con le guardie alle porte della sua stanza, perché Enrico III la ritiene complice. Scoppia una Quinta guerra di religione (1574-1576) a cui partecipa Alencon, ovviamente dalla parte degli ugonotti, il quale si rifiuta di trattare finchè la sorella sarà prigioniera. Margherita è liberata e assiste con la madre ai negoziati di pace, che sfociano in un testo estremamente generoso per i protestanti: l’editto di Beaulieu.&lt;br /&gt;Enrico di Navarra richiama la moglie presso di lui (i coniugi nel frattempo si erano riconciliati al punto che la moglie informava il marito, durante il conflitto, di ciò che apprendeva a corte), ma Caterina e Enrico III rifiutano di lasciarla partire, temendo che possa diventare un ostaggio degli ugonotti o che possa rafforzare l’alleanza tra Navarra e Alencon.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’avventurosa spedizione nei Paesi Bassi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allorchè la guerra civile riprende subito dopo, Sesta guerra di religione (1566-1577), Margherita, reclama l’autorizzazione a partire in missione nel sud dei Paesi Bassi per conto del fratello minore. Le Fiandre, che si sono sollevate contro la dominazione spagnola, sembrano disposte a offrire un trono a un principe francese tollerante e suscettibile di offrire l’appoggio diplomatico e militare necessario alla conquista della loro indipendenza. Enrico III finalmente accetta la spedizione di sua sorella, scorgendo l’occasione di sbarazzarsi di un fratello ingombrante.&lt;br /&gt;Con il pretesto di una cura termale a Spa, Margherita parte con un grande seguito. Consacra due mesi alla missione. In ciascuna delle tappe del suo viaggio, si intrattiene, in occasione di fastosi ricevimenti, con gentiluomini ostili alla Spagna e, vantando loro i meriti del fratello, tenta di convincerli che è loro interesse allearsi a lui. In questo viaggio fa anche la conoscenza del governatore spagnolo, don Giovanni d’Austria, il vincitore di Lepanto. Ma per Margherita, il ritorno in Francia è movimentato, attraverso un paese in piena insurrezione, al punto da temere che le truppe spagnole possano prenderla in ostaggio. Alla fine, se pure Margherita ha stretto qualche legame utile, Alencon non sa o non può trarne vantaggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nerac: letteratura e amore&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo aver reso conto della sua missione al fratello minore, Margherita ritorna a corte, dove l’atmosfera è assai tesa. Gli scontri si moltiplicano tra i favoriti di Enrico III e i partigiani di Alencon, innanzitutto Louis Bussy d’Amboise, amante di Margherita. La situazione è tale che nel 1578 Enrico III fa arrestare di nuovo il fratello e lo consegna nella sua stanza, dove Margherita lo raggiunge. Qualche giorno più tardi, Francois fugge ancora grazie a una corda gettatagli dalla sorella attraverso una finestra.&lt;br /&gt;Poco dopo Margherita, che ha negato ogni partecipazione a questa evasione, ottiene infine l’autorizzazione di raggiungere suo marito. Enrico III spera che la sorella possa giocare un ruolo nella pacificazione delle province del Sud-Ovest e, per evitare sorprese, le assegna una scorta d'eccezione: Margherita è accompagnata questa volta da sua madre Caterina e dal suo cancelliere, un umanista, magistrato e poeta di fama, Guy du Faur de Pibrac.&lt;br /&gt;Caterina de Medici e suo genero si accordano sulle modalità di esecuzione dell’ultimo editto di pacificazione (l’editto di Poitiers che aveva concluso la Sesta guerra), dopodichè la regina madre ritorna a Parigi e la coppia reale, finalmente riunita, si stabilisce nel castello di Nerac. Qui si forma intorno a Margherita una vera e propria Accademia letteraria: oltre ad Agrippa d’Aubignè, compagno d’arme di Navarra, e Pibrac, ci sono Salluste de Bartas e Montaigne. Ma la corte è soprattutto celebre per le avventure amorose che si moltiplicano, al punto d' aver ispirato Shakespeare per la sua opera "Pene d’amor perdute". Si attribuisce a Margherita una relazione con uno dei più illustri compagni di suo marito, il visconte di Turenne.&lt;br /&gt;Neanche un anno dopo, nel 1579 scoppia la Guerra degli amanti (o Settima guerra di religione), cosiddetta perché dichiarata da quelli che vengono considerati i corteggiatori di Margherita e ritenuta, a torto, voluta da lei, sempre per rancore nei confronti di suo fratello maggiore. Ella avrebbe incitato Turenne e spinto le sue dame d’onore, ugualmente legate a capitani ugonotti, a fare altrettanto. In realtà, il conflitto fu provocato dalla scorretta applicazione dell’accordo relativo all'ultimo editto di pacificazione. Dura poco, in parte anche grazie a Margherita, che suggerisce di ricorrere ad Alencon per condurre negoziati. Questi sono rapidi e portano alla pace di Fleix.&lt;br /&gt;E’ allora che Margherita si innamora del grande scudiero di suo fratello, Jacques de Harlay, signore di Champvallon. Le lettere che gli scrive illustrano la sua nuova concezione dell’amore, improntata al neoplatonismo: si tratta di privilegiare l’unione dello spirito su quella del corpo (il che non significa che Margherita rinunci all’amore fisico) per arrivare alla fusione delle anime.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra due corti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo la partenza d’Alencon, la situazione coniugale di Margherita si deteriora ancora di più. Responsabile di questa situazione una delle dame d’onore, la giovane Françoise de Montmorency-Fosseux, detta Fosseuse,che ha solo 14 anni, di cui suo marito è innamorato, e che resta incinta. La ragazza non fa che aizzare il marito contro la moglie, sperando di farsi sposare.&lt;br /&gt;Nel 1582 Margherita ritorna a Parigi. Le ragioni di questa partenza restano oscure. Senza dubbio vuole scappare da un’atmosfera divenuta ostile, forse anche per avvicinarsi al suo amante Champvallon, o sostenere suo fratello minore. Ma è accolta freddamente, giacchè il re la ritiene responsabile dell’ultimo conflitto. E la situazione si degrada ancora: mentre Enrico III alterna una vita dissoluta a crisi di misticismo, Margherita incoraggia tutti i pettegolezzi e le caricature nei suoi confronti, conducendo una vita scandalosa (resta incinta di Champvallon).&lt;br /&gt;Alla fine, nel 1583 il re scaccia la sorella dalla corte, misura senza precedenti, che fa molto scalpore in Europa, tanto più che Enrico III fa arrestare alcuni servitori per interrogarli a proposito di un eventuale aborto. Ma c’è di più: Navarra, a cui sono arrivate le voci sulla vicenda, offeso nel suo onore (!) per la storia dell'aborto, si rifiuta di ricevere sua moglie. Ci vogliono otto mesi e la presa di possesso di qualche città per convincere Navarra a riprendersi Margherita , che però è accolta molto freddamente. Ed ecco che alle sventure coniugali si aggiunge la notizia della morte di Alencon, nel giugno 1584&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;D'Agen à Usson: la rivolta e la prigione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La guerra riprende, l’Ottava guerra di religione, l’ultima e la più lunga (1585-1598), perché Enrico III dichiara Navarra il suo successore. Ecco che Margherita cambia fronte: rifiutata dalla famiglia e da suo marito, si allea alla Lega, che raccoglie a questo punto i cattolici intransigenti ostili sia a Enrico III che ad Enrico di Navarra, guidati da Enrico di Guisa, lo Sfregiato, il suo antico amore (ecco perché Guerra dei tre Enrichi). Margherita si installa ad Agen, città facente parte della sua dote e della quale è contessa, e fa rinforzare le fortificazioni. Recluta truppe e si lancia all’assalto delle città vicine. Ma i cittadini si ribellano e Margherita deve fuggire precipitosamente. Dopo un lungo peregrinare, le truppe reali la catturano ed Enrico III decide di imprigionarla nel castello di Usson. Poiché anche sua madre non era meglio disposta nei suoi confronti (meditava di dare in moglie al Navarra la nipote preferita, Cristina di Lorena), Margherita comincia a temere per la sua vita.&lt;br /&gt;A partire dal 1586, Margherita è dunque prigioniera. Per occuparsi, intraprende la redazione delle sue Memorie, che dedica allo storico Brantome. Legge molto, soprattutto opere religiose (!) e riceve la visita di molti amici letterati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La riconciliazione e il ritorno a Parigi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 1588 muore Enrio di Guisa, assassinato per volere del re che non tollera più l'estremismo della lega, l'anno dopo anhe Enrico III cade in un attentato, e, pochi mesi dopo, muore anche la regina madre. Margherita è rimasta sola.&lt;br /&gt;Nel 1593, Margherita riallaccia i rapporti con il marito divenuto re, il quale, per consolidare il suo potere, oltre che portare avanti la guerra contro gli irriducibili, desidera risposarsi per assicurarsi una discendenza legittima. Gli argomenti non mancano per sostenere l’annullamento del matrimonio: consanguineità, pressioni esercitate sulla volontà degli sposi, sterilità. Enrico sogna di sposare la sua maitresse, Gabrielle d’Estrée, madre di suo figlio Cesare. Margherita all’inizio è restia a cedere il posto ad una “bagasse”. Ma Gabrielle muore nel 1599 e le trattative arrivano a buon fine, favorite da un forte compenso finanziario. L’annullamento è pronunciato dopo circa 30 anni di matrimonio tempestoso. Enrico IV sposa Maria de’ Medici e finalmente buoni rapporti si stabiliscono tra i due ex coniugi.&lt;br /&gt;Margherita ritorna definitivamente Parigi nel 1605. Dopo 19 anni a Usson, è molto cambiata, fisicamente è terribilmente grassa, ma è anche diventata molto devota: il giovane frate Vincenzo de Paoli, futuro santo, è il suo cappellano.&lt;br /&gt;Si fa costruire un vasto hotel sulla riva sinistra della Senna, di fronte al Louvre (oggi non resta niente di questo edificio se non una piccola cappella). Grazie al suo amore per le lettere, per i ricevimenti che organizza, per i poeti e filosofi di cui si circonda Margherita perpetua il ricordo della corte brillante dei Valois.&lt;br /&gt;“Unique héritière de la race des Valois», come lei stessa si definisce, Margherita realizza, negli ultimi annni, la transizione, non solo tra la sua dinastia e quella dei Borboni, ma anche tra lo spirito del Rinascimento e quello del Grand Siècle. Quanto sia adatta a ricoprire questo ruolo di trait d’union tra due epoche lo dimostrano le eccellenti relazioni che intrattiene con Maria de Medici, prima regina e poi reggente, a cui dà addirittura dei consigli, e il Delfino, futuro Luigi XIII, che nomina suo erede.&lt;br /&gt;Margherita sopravvive qualche anno al suo ex marito, ucciso nel 1610 da un fanatico cattolico, e muore nel 1615.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4775870906213495428-2052069103436001025?l=perstorie-eieten.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/feeds/2052069103436001025/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2011/06/messaggio-margherita-di-francia-la.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/2052069103436001025'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/2052069103436001025'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2011/06/messaggio-margherita-di-francia-la.html' title=''/><author><name>eieten</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02367020598082211162</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://1.bp.blogspot.com/_m4NAY49Zm88/SwgkwO6OuGI/AAAAAAAAADo/4kYdZZG2Keo/S220/eleonora_di_aquitania_e_enrico_II_tomba_fontevraud_abbazia_01.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-o6F7fru_t24/Tf9oRPAW2EI/AAAAAAAACoo/stAvZ2IjWyQ/s72-c/margot.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4775870906213495428.post-8575535550990389330</id><published>2011-06-16T07:36:00.000-07:00</published><updated>2011-06-16T07:42:09.537-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-UYUq9UHUT30/TfoWNuCF0OI/AAAAAAAACoY/ZVF2h1I7nL4/s1600/_Eyck_072.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 322px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-UYUq9UHUT30/TfoWNuCF0OI/AAAAAAAACoY/ZVF2h1I7nL4/s400/_Eyck_072.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5618827910049026274" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; Lutgarda la santa indipendentista&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Tongres, 1182 - Aywières, Brabante, 16 giugno 1246 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nata a Tongres nel 1182, in Belgio, Lutgarda a dodici anni entrò fra le Benedettine di Santa Caterina a Saint-Trond. Eletta priora, nel giorno stesso della nomina lasciò il suo monastero per raggiungere la comunità cistercense di lingua francese a Aywières in Brabante dove Lutgarda si ostinò a parlare fiammingo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Santa LUTGARDA (lat. Liudgarda, Liutgardis, Lutgardis; ted. Luitgard, Lutgard), patrona dei FIAMMINGHI. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Vita Lutgardis fu compilata in meno di due anni dopo il trapasso della santa; l'autore era uno dei suoi familiari la cui testimonianza è, quindi, importante per quanto vada considerata con prudenza e spirito critico. D'altra parte, egli modificò il suo racconto dopo il 1254, per l'intervento di un altro familiare di Lutgarda, fra Bernardo, penitenziere di Innocenzo IV.&lt;br /&gt;Questa Vita ebbe un certo successo, a giudicare dalle versioni popolari, in lingua fiamminga, che fiorirono ad intervalli regolari; citiamo in proposito quelle di Guglielmo d'Afflighem e di Gerardo.&lt;br /&gt;Nata a Tongres, Lutgarda a ca. dodici anni (?) entrò fra le Benedettine di s. Caterina a Saint-Trond. Eletta priora, nel giorno stesso della nomina lasciò il suo monastero per raggiungere infine, certamente dopo soste nelle comunità di Awirs (presso Liegi) e di Lillois, Aywières, comunità di lingua francese, dove Lutgarda si ostinò a parlare fiammingo.&lt;br /&gt;Appartenendo a quel gruppo di pie donne del XIII sec. che condussero una vita mistica piuttosto eccezionale, come Cristina di Saint-Trond, Giuliana di Cornillon, Ida di Nivelles ecc., Lutgarda fu particolarmente privilegiata dal Sacro Cuore che le concesse apparizioni e incontri commoventi; si sottopose a un regime di eccessiva austerità per la conversione degli albigesi, di alcuni signori della regione e dei poveri peccatori dei dintorni. Avrebbe ottenuto guarigioni miracolose per intercessione delle anime del Purgatorio e beneficiato di premonizioni specialmente relative alla duchessa di Brabante e alla propria morte. Divenuta cieca, visse ancora per undici anni esercitando un certo influsso benefico sui devoti del suo tempo. &lt;br /&gt;Fu beatificata "modo antiquo" e la sua tomba, nel coro di Aywières sul lato destro, fu oggetto di viva devozione. Il 4 dicembre 1796 la comunità, per sfuggire alle conseguenze della Rivoluzione, si rifugiò a Ittre con le reliquie della santa, esumate nel sec. XVI. Nel 1870 queste preziose spoglie divennero proprietà della chiesa parrocchiale per passare, sette anni dopo, a Bas-Ittre dove sono custodite tuttora.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4775870906213495428-8575535550990389330?l=perstorie-eieten.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/feeds/8575535550990389330/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2011/06/lutgarda-la-santa-indipendentista.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/8575535550990389330'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/8575535550990389330'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2011/06/lutgarda-la-santa-indipendentista.html' title=''/><author><name>eieten</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02367020598082211162</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://1.bp.blogspot.com/_m4NAY49Zm88/SwgkwO6OuGI/AAAAAAAAADo/4kYdZZG2Keo/S220/eleonora_di_aquitania_e_enrico_II_tomba_fontevraud_abbazia_01.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-UYUq9UHUT30/TfoWNuCF0OI/AAAAAAAACoY/ZVF2h1I7nL4/s72-c/_Eyck_072.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4775870906213495428.post-8855888269194499630</id><published>2011-06-13T08:48:00.001-07:00</published><updated>2011-06-13T08:51:57.309-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-bceQda6D39c/TfYyFa-GgXI/AAAAAAAACnw/PR-tH-nHmSg/s1600/monete2.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 350px; height: 171px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-bceQda6D39c/TfYyFa-GgXI/AAAAAAAACnw/PR-tH-nHmSg/s400/monete2.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5617732653911802226" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Il disegno illustra come spesso venivano rappresentate le comete e le stelle sulle monete celtiche (disegno di M. Milani) &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli archeologi datano questa serie di monete tra il 100 e il 60 a. C. e di conseguenza la cometa potrebbe essere quella di Halley, osservata durante il passaggio dell'anno 87 a.C. Più recentemente, Galliou nella sua Histoire de la Bretagne e des Pays Celtiques (1983) riporta che i Coriosoliti iniziarono a battere moneta tra il 90 e l'80 a.C., periodo che risulta in ottimo accordo con l'attribuzione dell'immagine riportata sulle monete alla cometa di Halley. Una simulazione del moto orbitale mostra che durante il passaggio dell’ anno 87 a.C., la data del perielio fu il 6 agosto. Nelle 37 settimane precedenti la distanza della cometa dalla Terra toccò un minimo di 0,44 U.A., con il risultato che essa doveva essere presumibilmente molto luminosa e ben visibile nel cielo. Secondo gli annali cinesi, tradotti da Ho Peng Yoke, la cometa fu vista in Cina dal 10 agosto all'8 settembre dell'anno 87 a.C. Da fonti babilonesi, decifrate da Stephenson nel 1985, la Halley sarebbe stata osservata, giorno dopo giorno, nel mese lunare che andava dal 14 luglio all'11 agosto dell'anno 87 a.C. Le registrazioni cuneiformi babilonesi, incise su pietra, riportano anche la presenza di una coda ben visibile ed estesa circa 10 gradi, 20 volte il diametro della Luna Piena. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma cosa avrà spinto a ritenere così importante la presenza in cielo di questa cometa da indurre coloro che governavano i Coriosoliti a disporne la rappresentazione sulle monete? Per tentare una risposta bisogna ricordare che nella struttura sociale celtica, pur esistendo una classe sociale dominante, cioè quella della nobiltà guerriera la quale governava la tribù per mezzo del re, in realtà chi veramente aveva nelle mani il potere assoluto era la classe dei druidi alla cui autorità anche il re doveva sottomettersi. Tra le quattro importanti feste religiose dei Celti una era dedicata al dio Lug e veniva celebrata nei primi giorni di agosto. Questa divinità rappresentava il dio della luce ed era la più importante dell'olimpo celtico: a lui erano attribuite assoluta sapienza e assoluta competenza in tutte le arti e i mestieri. Il nome Lug significava "luminoso" ed il suo astro caratteristico era ovviamente il Sole. Usualmente i giorni della festa di Lug erano anche il periodo della grande assemblea di tutte le tribù galliche. E' interessante il fatto che il periodo di massima visibilità della Halley nell'87 a.C. sia corrisposto proprio con il cadere della festa di Lug. Paradossalmente la Halley fu ben visibile in cielo per qualche tempo prima e per qualche tempo dopo di essa, ma fu invisibile, essendo in congiunzione eliaca, proprio nei giorni della festa. Cercando di ricostruire l'andamento del fenomeno visibile si osserva che la Halley, di per sé già luminosa, andò approssimandosi al Sole man mano che la festa si avvicinava, sparì nei bagliori solari durante i giorni della festa e si allontanò dal Sole a festa conclusa e nei mesi successivi. Questo fenomeno, straordinario agli occhi di quelle popolazioni, fu probabilmente ritenuto di origine divina e deve aver sicuramente colpito la fantasia dei druidi, tanto da disporne la rappresentazione sulle monete.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa ipotesi potrebbe essere confortata anche dalla circostanza che è il cinghiale (attributo religioso) ad essere sostituito dal simbolo astronomico (la cometa), entrambi di pertinenza strettamente sacerdotale, mentre il simbolo del potere temporale, il cavallo, rimane sempre presente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il caso delle monete dei Coriosoliti non è il solo. Infatti abbiamo anche gli interessanti esempi rappresentati dalle monete delle Isole del Canale. Tra le monete che compongono il "ritrovamento di Jersey" esistono quindici esemplari differenti in cui, oltre ad una cometa, si cerca anche di rappresentare la costellazione in cui fu visibile. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A titolo di esempio, citiamo uno statere armoricano in argento datato fra il 100 a.C. e il 60 a.C. in cui su un verso appare, sotto l'immancabile figura del cavallo, l'immagine di una cometa situata in mezzo ad una coppia di stelle. La consultazione degli annali cinesi suggerisce che si tratti della rappresentazione della cometa passata il 69 a.C. tra le stelle alfa e gamma Virginis (Spica e Heze), nel luglio di quell'anno. L'astro, però, potrebbe anche non essere una cometa, ma una nova, visto che secondo le registrazioni cinesi essa rimase fissa durante tutto il periodo di visibilità e posizionata vicino a Spica. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un altro caso interessante è rappresentato da una piccola moneta delle Isole del Canale e risalente allo stesso periodo. Su questa moneta è possibile osservare la presenza di ben tre comete e di un certo numero di simboli di carattere stellare. Facendo nuovamente ricorso agli annali cinesi, si rileva che nell'anno 69 a.C. non era passata solo una cometa, quella già menzionata, ma tre. Il primo evento è indicato come una cometa apparsa a circa 30 gradi da Venere, nel febbraio di quell'anno. Il secondo riguarda la cometa già menzionata. Il terzo sarebbe una cometa apparsa in agosto a nord-est della costellazione della Corona Boreale e con moto in direzione sud. Il 27 agosto del 69 a.C. essa attraversò la parte meridionale della costellazione di Ercole presentando una coda bianca. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un'altra popolazione celtica, spesso nominata da Giulio Cesare nel suo De Bello Gallico, è quella degli Edui. Anche sulle loro monete è possibile riscontrare riferimenti di tipo astronomico. Su una moneta d'argento coniata fra il 100 e il 60 a.C., quindi precedentemente all' invasione romana, è possibile osservare, per esempio, una stella sotto la figura del cavallo.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'interpretazione in questo caso è più complicata: l'oggetto potrebbe essere stato una nova o una supernova invece che una cometa. Se si assume che l'astro rappresentato fosse una cometa visibile a quel tempo come un oggetto nebuloso senza coda, allora la solita consultazione degli annali cinesi suggerisce che si tratti di quella passata nel 61 a.C., visibile in direzione est nell'agosto di quell'anno. La mancanza di coda potrebbe anche essere dovuta all'influenza dei Romani, già presenti a quei tempi nella Gallia Narbonense, grosso modo l'attuale Provenza: in particolare, all'abitudine dei coniatori di monete romani di rappresentare le comete come stelle raggiate, ma senza coda. La moneta in esame riporta sul dritto la scritta "ORCHTIRIX", comune sulle monete coniate dagli Edui in quel periodo. Quel nome, che viene tradotto dal Celtico in Orgetorix, potrebbe essere messo in relazione con un personaggio omonimo citato da Giulio Cesare: "Orgetorige era molto superiore, per nobiltà e ricchezza, a tutti gli altri principi..." (De Bello Gallico, I, 2).  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quanto alla seconda ipotesi, cioè che sulla moneta degli Edui sia rappresentata una stella e non una cometa, v'è da dire che la figura della stella è diversa da quella usuale sulle altre monete celtiche, e perciò farebbe pensare ad un astro per qualche verso particolare, come una nova o una supernova. L'assenza della linea dell'orizzonte presente invece su altre monete rappresentanti comete, potrebbe suggerire che l'astro rappresentato era visibile alto nel cielo e non vicino all'orizzonte. L'identificazione dell'oggetto in questo caso diventa però molto difficile.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La rappresentazione di oggetti stellari include un altro caso molto interessante dal punto di vista archeoastronomico: si tratta dello statere d'oro di Tincommius, coniato in Bretagna e databile fra il 20 a.C. e il 5 d.C. Su questa moneta è possibile osservare la presenza di una stella sul verso sopra l'immagine del cavaliere, mentre sul dritto è presente la scritta "TINC" che si riferisce al nome del personaggio dominante all'epoca del conio.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche in questo caso la questione della attribuzione dell'oggetto rappresentato a una stella o a una cometa non è di facile soluzione. Se si accettasse la rappresentazione cometaria, allora le registrazioni antiche non riportano notizie di comete, escluso il ritorno di quella di Halley nel mese di agosto del 12 a.C. Il passaggio al perielio avvenne il 10 ottobre; la minima distanza della Terra fu di 0,16 Unità Astronomiche il 10 settembre. La prima osservazione registrata negli annali cinesi è del 26 agosto e indica che la cometa era visibile nella costellazione del Cane Minore; l'ultima osservazione indica la Halley posizionata nella costellazione dello Scorpione, circa 56 giorni dopo. Questo passaggio della Halley fu osservato anche a Roma e fu fatto corrispondere alla morte del generale romano Agrippa.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prendendo invece in esame la possibilità che l'oggetto rappresentato fosse una nova o una supernova, allora, consultando nuovamente gli annali cinesi, si ottengono alcune notizie che permetterebbero di formulare interessantissime ipotesi. Gli annali registrano una "stella nuova" comparsa nei mesi di marzo o aprile dell'anno 5 a.C. e rimasta visibile ad occhio nudo per circa 70 giorni. Le coordinate approssimate per questo oggetto corrispondono ad un punto nella costellazione del Capricorno. Gli annali cinesi riportano però anche l'apparizione di un'altra stella, probabilmente una nova, che dovrebbe essere apparsa nel 10 a.C. vicino ad Arturo nella costellazione di Boote. E' molto probabile, considerato il modo in cui l'oggetto è rappresentato sulla moneta, cioè alto nel cielo rispetto all'immagine del cavaliere, che si tratti di una di queste due novae e non della cometa di Halley. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un altro caso simile è quello della moneta di bronzo di Tasciovanus, databile dal 20 a.C. al 10 d.C., periodo in cui egli regnò. Nonostante il cattivo stato di conservazione, si può notare nuovamente la rappresentazione di un oggetto di aspetto stellare posto in alto sopra l'immagine del cavallo, sul rovescio della moneta. Probabilmente, vista la similitudine con il caso precedente e la datazione molto simile, l'oggetto rappresentato è la stessa stella dello statere di Tincommius.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La casistica non si esaurisce qui. E' disponibile nelle raccolte numismatiche una quantità molto elevata di monete celtiche sulle quali sono raffigurati oggetti astronomici.  Ad esempio, su una moneta d'argento del tipo detto di Buschelquinar, risalente al I secolo a.C., è incisa una configurazione di quattro oggetti immersi in un alone raggiato a forma di spirale. Tale configurazione potrebbe rappresentare una congiunzione planetaria molto vistosa verificatasi, secondo le simulazioni al computer, nel giugno dell'anno 26 a.C. nella costellazione del Leone vicino a Regolo. I pianeti interessati furono Venere, Giove e Saturno e poco distante fu presente anche Marte; inoltre all'inizio di giugno anche la Luna transitò in vicinanza dei pianeti in congiunzione.  L'eccezionalità dell'evento avrebbe spinto alla rappresentazione sulla moneta.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4775870906213495428-8855888269194499630?l=perstorie-eieten.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/feeds/8855888269194499630/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2011/06/il-disegno-illustra-come-spesso.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/8855888269194499630'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/8855888269194499630'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2011/06/il-disegno-illustra-come-spesso.html' title=''/><author><name>eieten</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02367020598082211162</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://1.bp.blogspot.com/_m4NAY49Zm88/SwgkwO6OuGI/AAAAAAAAADo/4kYdZZG2Keo/S220/eleonora_di_aquitania_e_enrico_II_tomba_fontevraud_abbazia_01.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-bceQda6D39c/TfYyFa-GgXI/AAAAAAAACnw/PR-tH-nHmSg/s72-c/monete2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4775870906213495428.post-5304614525898123676</id><published>2011-06-11T07:50:00.000-07:00</published><updated>2011-06-11T07:52:20.218-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-YTt9jX-A6Wo/TfOBHt-Q9QI/AAAAAAAACnI/TZkplohU_ok/s1600/monete1.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 269px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-YTt9jX-A6Wo/TfOBHt-Q9QI/AAAAAAAACnI/TZkplohU_ok/s400/monete1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5616975129860961538" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il cielo nelle monete celtiche &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutte le popolazioni del mondo antico tenevano in grande considerazione l'osservazione del cielo e dei suoi fenomeni, come ci testimoniano numerosi reperti archeologici. Ovviamente gli oggetti osservati erano il Sole, la Luna, pianeti visibili ad occhio nudo, le stelle più luminose e la strumentazione era per lo più limitata a traguardi e mire costruiti in legno o in pietra, talvolta di grandi dimensioni come certi monumenti megalitici tuttora esistenti nel Nord Europa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'uso che gli antichi facevano delle osservazioni astronomiche era legato alle specificità culturali delle diverse civiltà. Ad esempio, l'astronomia cinese era tutta improntata sulla meticolosa registrazione di ogni mutamento che si verificasse nel cielo e sul trarre indicazioni e auspici per la vita sulla Terra, mentre non era sentita l'esigenza di sviluppare qualche modello finalizzato a descrivere, predire e rendere conto della posizione e del moto dei corpi celesti.  Questo approccio, tipico delle popolazioni dell'Estremo Oriente, era completamente differente dal modo di intendere l'astronomia delle culture del mondo occidentale.  E' ben nota l'attività speculativa dei greci intorno alla descrizione del "Sistema del Mondo" e quanto essa abbia condizionato il pensiero scientifico e filosofico occidentale nei secoli successivi. Tale attività, tesa a costruire modelli che spiegassero la natura e il moto degli astri, non fu però accompagnata da precise e continue registrazioni cronologiche e descrittive degli eventi celesti.  L'astronomia egizia e soprattutto quella babilonese erano invece meno improntate alla speculazione filosofica, ma maggiormente alla formulazione di modelli atti a predire i fenomeni del cielo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di tutte queste civiltà esistono generalmente documenti scritti, pervenuti fino ai giorni nostri, che testimoniano come l'astronomia venisse praticata, con quali mezzi, con quali intenti e quali risultati venissero ottenuti. Esiste però una popolazione, o meglio un insieme di popolazioni, la cui cultura ha condizionato in maniera determinante quella di tutti i popoli europei e le cui capacità astronomiche e matematiche, per altro molto sviluppate, stanno emergendo solamente adesso. Si tratta delle popolazioni celtiche, dei Galli - come venivano usualmente denominati dai Romani - diffuse su tutta l'Europa centro-occidentale e settentrionale, nella Spagna e nell'Italia settentrionale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I Celti, di cui si può parlare in senso stretto solo dal VI secolo avanti Cristo in poi, derivarono da tre ondate di invasioni di popolazioni scitiche stanziate originariamente nell'Asia centro-occidentale che si fusero con le popolazioni preesistenti in Europa. La prima ondata si verificò intorno al 4400 a.C., la seconda verso il 3300 a.C. e la terza verso il 2800 a.C. Lo studio dei ritrovamenti archeologici mette in evidenza una grande abilità dei Celti nella lavorazione dei metalli, nell'artigianato e in tutte quelle attività caratteristiche non di una popolazione barbarica (come ci è stato insegnato per secoli, intendendo la storia dal punto di vista della Romanità), ma di un popolo molto evoluto, che però non ebbe mai fortuna politica e militare a causa del continuo frazionamento e delle lotte interne tra tribù e tribù per questioni di egemonia sul territorio. Nonostante ciò, i Celti        rappresentarono sempre un grosso problema per i Romani, anche dopo la Guerra di Gallia durata dal 58 al 51 a.C. e vinta da Giulio Cesare.  I Romani li sconfissero militarmente, ma assorbirono una grandissima parte dei loro usi, tradizioni e bagaglio culturale: spesso li ritroviamo presenti, a distanza di due millenni, anche nel nostro modo di vivere attuale. E' incredibile la quantità di luoghi geografici, in Europa, che portano nomi derivati dalla lingua gallica e lo stesso accade per la denominazione di oggetti di uso comune. Emblematica è anche la derivazione celtica di alcuni dialetti lombardi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Paradossalmente, a questa elevata influenza culturale non corrisponde una pari disponibilità di documenti scritti che testimonino l'attività intellettuale di questo popolo; anzi, i due rami della lingua celtica attualmente noti comprendono un vocabolario costituito da qualche migliaio di parole e poche stringate nozioni di grammatica. La spiegazione di questa carenza è da ricercarsi nel modello culturale celtico che riteneva la natura una cosa viva ed in continua evoluzione. Scrivere significava congelare un concetto, impedendone l'evoluzione; quindi i Celti tendenzialmente non scrivevano e, quando proprio era necessario, lo facevano con riluttanza. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C'era poi anche l'esigenza da parte della classe sacerdotale druidica di preservare il proprio ruolo dominante basato sulla profonda conoscenza della natura e delle sue manifestazioni. Scrive Giulio Cesare riguardo ai druidi: "...Non ritengono lecito scrivere i loro sacri precetti; invece per gli affari, sia pubblici che privati, usano l'alfabeto greco. Mi sembra che due siano le ragioni per cui essi evitano la scrittura: prima di tutto perché non vogliono che le norme che regolano la loro organizzazione siano risapute dal volgo, poi perché i discepoli non le studino con minore diligenza..." (De Bello Gallico, VI, 14). Era preferita una rappresentazione del mondo attraverso un linguaggio grafico, che ancora oggi possiamo ammirare sui reperti archeologici, con lo scopo di fissare l'essenza e il significato profondo delle cose più che rappresentare il loro aspetto esteriore. Un simile modo di pensare era certo adatto ad un'attività speculativa di tipo astratto, per cui si può ipotizzare che l'astronomia e la matematica fossero coltivate dalla classe sacerdotale. Giulio Cesare nel suo De Bello Gallico attribuisce ai druidi grande conoscenza del cielo, delle stelle e dei loro moti, e la capacità di descrivere ed interpretare i fenomeni naturali. Infatti, riguardo al periodo ventennale di addestramento dei futuri druidi scrive: "...Vengono trattate ed insegnate ai giovani molte questioni sugli astri e sui loro movimenti, sulla grandezza del mondo e della Terra sulla natura..." (De Bello Gallico, VI, 14). La stessa cosa viene affermata da Pomponio Mela, da Plinio il Vecchio, da Pompeo Trogo, da Posidonio e da altri storici latini e greci. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' emblematico il fatto che Giulio Cesare, la cui competenza nelle scienze astronomiche era per quel tempo notevole, incaricò Sosigene di preparare la riforma del calendario romano proprio ai tempi della guerra di Gallia, cioè dopo il contatto con i druidi celti. Il calendario usato correntemente dai Romani a quell'epoca era decisamente poco accurato, mal conciliava i moti del Sole e della Luna, era in errore sulla durata dell'anno e si trovava perennemente in ritardo sulle stagioni. Il calendario gallico invece aveva una struttura più complessa, ma la sua precisione era decisamente più elevata. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Esistono documenti, di origine greca, che attestano  fitti scambi di idee ed esperienze tra i pitagorici della scuola siracusana e i druidi celti che venivano a contatto con loro nelle varie colonie greche fiorenti sulla costa meridionale della Francia. A titolo di esempio, analizzando i rapporti tra le dimensioni delle decorazioni presenti su taluni manufatti, ci si può facilmente accorgere che le terne pitagoriche erano conosciute. In più, si osserva che i motivi decorativi prediletti erano basati su fregi eseguiti con il sapiente uso del compasso ad apertura variabile con continuità. Questo permette di eseguire raccordi mediante segmenti di curve di ordine elevato il cui tracciamento richiede la conoscenza di qualche algoritmo, per lo meno di natura grafica, per ottenerli. Ovviamente la carenza di documenti scritti rendeva impossibile la verifica di ogni ipotesi, ma da quando, verso la fine del secolo scorso, vennero ritrovati i frammenti del Calendario di Coligny, risalente al secondo secolo dopo Cristo e, successivamente, quello di Village d'Heria, gli studiosi iniziarono a rendersi conto di quanto doveva essere sviluppata la scienza astronomica celtica. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Calendario di Coligny è un sofisticato calendario luni-solare basato su cicli di cinque anni di 12 mesi lunari più sessanta giorni da intercalare, secondo talune regole, in modo da accordare tra loro i moti apparenti del Sole e della Luna. Il ciclo di cinque anni faceva parte di un ciclo lungo trent'anni, detto Saeculum dagli storici latini. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il reale meccanismo con cui tale calendario fu sviluppato e come venisse utilizzato è ancora in parte coperto da mistero, nonostante gli importanti lavori di A.M. Duval, G. Pinault a altri. Da studi attualmente in corso risulta che l'abilità necessaria allo sviluppo di un siffatto calendario doveva implicare obbligatoriamente una notevole conoscenza sia astronomica, relativa ai moti del Sole e della Luna, che matematica. Va comunque ricordato che la fusione delle popolazioni scitiche con quelle autoctone portò all'assorbimento da parte degli invasori della cultura preesistente la quale, tra l'altro, aveva prodotto i monumenti megalitici che abbondano in vari luoghi del nord Europa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La conclusione che possiamo trarre è che l'osservazione del cielo e la speculazione relativa ai fenomeni celesti ricoprirono un ruolo fondamentale nella cultura celtica. La carenza di reperti scritti, salvo i due calendari citati, non ci permette di avere a disposizione registrazioni chiare e oggettive, ma sia le citazioni di autori latini e greci sia le evidenze indirette ci spingono ad affermare che l'astronomia fosse praticata ad alto livello dai druidi celti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra i reperti che possono aiutarci a renderci conto di ciò esistono le monete, coniate in grande quantità e con grande frequenza dalle varie tribù galliche, su cui possono essere identificati simboli astronomici.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' vero che anche i Greci e i Romani coniarono monete con raffigurazioni di oggetti astronomici, ma esse rappresentano solo casi limitati e poco numerosi, mentre il numero delle coniature di monete galliche con simbologia astronomica è inusualmente elevato. In questa sede saranno descritti solo alcuni esempi significativi, al di là della famosa moneta d'oro fatta coniare da Vercingetorige (vedi a lato) intorno al 52 a.C., sul cui rovescio è rappresentata la falce della Luna sopra l'immagine di un cavallo, animale frequentemente rappresentato sulle monete galliche. &lt;br /&gt;  &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La numismatica celtica è un campo in cui la datazione dei reperti è estremamente problematica. Contrariamente a quanto avviene nel caso delle monete romane, in cui sia le iscrizioni che le effigi rappresentate sono di grande utilità dal punto di vista cronologico, nel caso delle monete celtiche risulta difficile ottenere una datazione precisa di ciascun pezzo. Questa difficoltà è dovuta, oltre che alla mancanza di reperti scritti, anche al fatto che le monete stesse forniscono usualmente poche informazioni utili per risalire alla data di conio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per quanto ci è dato sapere, esistono solamente due importanti riferimenti storici su cui basarsi ai fini cronologici e cioè la sconfitta di Bituitus (121 a. C.) che pose termine all'egemonia degli Arverni sulle altre tribù galliche e la guerra di Gallia, condotta da Giulio Cesare, che culminò nella sconfitta della coalizione delle tribù celtiche ad Alesia e che segnò la fine dell'indipendenza delle popolazioni celtiche della Gallia. La prima data è ritenuta empiricamente come il limite temporale più remoto a cui far risalire la consuetudine di battere moneta, mentre nel caso della battaglia di Alesia i ritrovamenti archeologici sono numerosi ed estremamente interessanti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal punto di vista delle rappresentazioni e delle iscrizioni sulle monete, predominano teste di re e magistrati sul dritto e cavalli e cavalieri sul verso, ma non mancano casi curiosi ed interessanti, soprattutto dal punto di vista astronomico. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra la grande quantità di pezzi rinvenuti negli scavi archeologici sono da ricordare le serie complete di monete armoricane, cioè coniate dalle popolazioni celtiche stanziate in Armorica, regione geograficamente corrispondente all'odierna Bretagna, nella Francia settentrionale. In particolare, risultano di estremo interesse le monete coniate dalla popolazione celtica dei Coriosoliti, raccolte e classificate da Colbert de Beaulieu che pubblicò il suo documentato lavoro nel 1937. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le monete dei Coriosoliti sono generalmente suddivise in sei classi, in successione cronologica, sulla base degli elementi stilistici presenti. Se si prende in esame ad esempio l'insieme di sei pezzi, cronologicamente ordinati, si nota un fatto estremamente interessante. Sul dritto delle sei monete è incisa una testa umana variamente stilizzata; sul rovescio invece è raffigurato un cavallo con un cinghiale tra le zampe, ma nella seconda e nella terza il cinghiale lascia il posto alla raffigurazione di una cometa vista sopra l'orizzonte. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il cinghiale è chiaramente un simbolo sacerdotale, druidico, mentre il cavallo è un attributo della classe aristocratica, quella dei cavalieri, da cui provenivano coloro che esercitavano il potere temporale. Originariamente l'immagine della cometa era stata erroneamente interpretata come la raffigurazione di una lira, strumento musicale molto usato dai bardi, cioè i cantori gallici; solo nel 1987 J. Muller propose la più corretta interpretazione astronomica. L'ordine cronologico delle monete è tale per cui evidentemente il conio avvenuto durante il periodo di visibilità della cometa riportò la sua rappresentazione, mentre quando la cometa non fu più visibile ritornò ad essere raffigurato il tradizionale simbolo del cinghiale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; A Gaspani&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4775870906213495428-5304614525898123676?l=perstorie-eieten.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/feeds/5304614525898123676/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2011/06/il-cielo-nelle-monete-celtiche-tutte-le.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/5304614525898123676'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/5304614525898123676'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2011/06/il-cielo-nelle-monete-celtiche-tutte-le.html' title=''/><author><name>eieten</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02367020598082211162</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://1.bp.blogspot.com/_m4NAY49Zm88/SwgkwO6OuGI/AAAAAAAAADo/4kYdZZG2Keo/S220/eleonora_di_aquitania_e_enrico_II_tomba_fontevraud_abbazia_01.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-YTt9jX-A6Wo/TfOBHt-Q9QI/AAAAAAAACnI/TZkplohU_ok/s72-c/monete1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4775870906213495428.post-951503711610333028</id><published>2011-06-04T05:31:00.001-07:00</published><updated>2011-06-04T05:33:07.006-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-1o2cBzFpFLc/Teol98lF3DI/AAAAAAAAClo/qISqHpv7ftg/s1600/uom%2Bfarfalla.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 237px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-1o2cBzFpFLc/Teol98lF3DI/AAAAAAAAClo/qISqHpv7ftg/s400/uom%2Bfarfalla.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5614341631634693170" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Il "Mothman" l'Uomo Falena&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Miti millenari o leggende antiche sembrano attingere forza dalle nostre paure ed assumere un vigore ed una potenza tali da trasformarle in eventi reali, privi di ogni connotazione fantastica. Tra i casi più estremi ed affascinanti che si possano ricordare negli ultimi decenni troviamo sicuramente quelli legati alla misteriosa creatura alata oramai conosciuta come Mothman, l’uomo falena.&lt;br /&gt;Tutto iniziò il 12 novembre del 1966 nel West Virginia, il primo avvistamento risale al '66 anche se recenti indagini sembrerebbero far presumere che un "fenomeno uomo-falena" possa esistere da molto più tempo di quanto ritenuto. Gli eventi occorsi nel West Virginia non sono collocabili all’interno di quelle isterie di massa che magari furono tanto popolari nel medioevo, come anche non possiamo chiamare in causa abbagli di varia natura per gente che era abituata a vivere con la natura e a coltivarne i suoi frutti e ad allevare le sue creature. Ciò che accadde a Point Pleasant non fu neanche un unicum topologico e storico, molti altri avvistamenti si sarebbero susseguiti nel corso del tempo e quasi nessuno avrebbero trovato risposte certe come molti invece hanno fatto credere. Ciò che queste persone videro e sperimentarono trascese totalmente l’intelletto umano posizionandosi all’interno di quel nuovo campo della psicologia che viene oggi conosciuta come Psicologia dell’Insolito e degli Eventi Straordinari come anche all’interno di quella vasta casistica IR-IV su incontri tra individui ed esseri di possibile origine extraterrestre. Si perché il Mothman è ormai acclaratamente parte della letteratura ufologica mondiale. La sua presenza è stata in molte occasioni associata a quei velivoli che siamo stati abituati a chiamare UFO e la sua presenza ha sempre accompagnato flap localizzati di avvistamenti. Tali eventi sono a pieno titolo fatti straordinari rimasti a distanza di decenni senza nessuna spiegazione logica, e vorremmo aggiungere anche zoologica . Ritornando alla nostra indagine si rese ben evidente come la maggior parte degli avvistamenti della strana creatura fosse avvenuta nelle vicinanze del deposito di esplosivi abbandonato oggetto del secondo avvistamento del 15 novembre. Quale luogo migliore per nascondersi che una struttura della seconda guerra mondiale ormai disabitata? La presenza di una serie di gallerie ad alveare sotterranee, che dipartivano dal deposito e si districavano per diversi chilometri nella zona permetteva a questo strano essere di muoversi indisturbato senza la minima possibilità di essere visto. In aggiunta al deposito di esplosivi, reso invalicabile per motivi di sicurezza, si aggiungeva nella zona il McClintic Wildlife Station una grande riserva naturale demaniale inaccessibile per la sua fauna e flora protetta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel lontano '66 il primo avvistamento lo fecero 5 uomini, che si trovavano all'interno di un cimitero (nel Clendenin, in Virginia), per scavare la fossa di un cittadino scomparso da poco, i 5 uomini alternavano il lavoro a momenti di relax, fino a quando videro volare sulla propria testa una strana figura che dopo venne descritto come: UOMO MARRONE CON LE ALI. Niente di simile era stato avvistato fino a quel momento, i lavoratori rimasero scioccati ma non furono gli unici ad assistere a questo strano fenomeno. Tre giorni dopo si verificò un nuovo caso di &lt;br /&gt;avvistamento uomo falena, era il 15 novembre quando un coppia si trovava a percorrere una strada che portava al piccolo paesino di Point Pleasant, nel West Virginia. Improvvisamente avvistarono la strana creatura, quella notte altri individui sarebbero stati testimoni di altri agguati. Un gruppo composto da quattro persone era stato testimone di non meno di quattro avvistamenti dello strano uccello gigante. Nella stessa sera verso le 22.30 Newell Partridge, costruttore edile,mentre guardava la televisione, venne infastidito da una continua assenza di segnale accompagnata da un oscuramento totale con televisione accesa, l'uomo si avvicinò al televisore udendo uno strano suono che proveniva dall'esterno della sua abitazione, il cane di Partridge ululava costringendo l'uomo a munirsi di torcia e recarsi fuori casa. L'uomo puntò la torcia nel punto dove il cane ululava e vide lo strano soggetto. Nelle successive interviste Partridge esperto cacciatore raccontò che la sua non era allucinazione, ma ciò che vide esisteva realmente. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'avvistamento più sensazionale, venne effettuato da due piloti di un aereo sopra l'aeroporto di Gallipolis Ohio, che avevano scambiato lo strano essere per un piccolo aereo, mentre si trovavano ad una velocità di 110 Km/h, l'essere in questione, sopportava quella velocità senza battere ali! Pochi uccelli sono in grado di andare a quella velocità  e per giunta in volo orizzontale e non in picchiata. In più di qualche caso, l'essere si avvicinò tanto ai testimoni, da poterli sfiorare e attaccare. In linea di massima, si poté fare una descrizione dell'essere: &lt;br /&gt;1)Altezza: alto da 1,30 a 2,0 M. 2) Larghezza: largo in alto, lievemente affusolato, più largo di un Uomo. 3) Rivestimento: i testimoni non sono riusciti a precisare se è vestito o ricoperto di pelle grigia sebbene alcuni testimoni, ebbero l'impressione che fosse bruno. 4) Testa: visto da dietro sembra non avere testa, pochi testimoni riferirono di aver visto una faccia. 5) Occhi: dotati di luminosità propria, rosso-vivi, del diametro approssimativo di 5-8 Cm distanti tra loro. Gli occhi si trovano vicino alle spalle. 6) Gambe: di tipo umano, l'essere cammina eretto come un uomo, e non curvo come un orso, muove le gambe come se trascinasse i piedi. 7) Braccia: i testimoni riferirono che l'essere non aveva braccia. 8) Ali: ripiegate contro il dorso quando non vengono usate; l'apertura d'ali, su questo tutti i testimoni sono d'accordo, è di circa 3 metri simili a quelle di un pipistrello, non battono in volo. 9) Suoni: suoni, squittii come un topo, un testimone disse che emetteva un suono simile "al cigolio della cinghia di una ventola". Due testimoni dichiararono di aver udito un ronzio metallico mentre l'essere li sorvolava. 10)Velocità: avrebbe retto l'andatura di automobili che andavano a 120-160 Km/h, senza battere ali. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il disegno dell’essere qui riportato, è stato eseguito nel 1996 da un testimone proprio durante le numerose apparizioni del Chupacabras. Il testimone disse di aver osservato quest’essere (rivelatosi essere poi il “Mothman”) dalla finestra di casa sua mentre era intento a stare in posizione eretta fuori al giardino. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Casi accaduti: avvistamenti Uomo Falena nel "West Virginia" &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Data Luogo Descrizione dell'evento &lt;br /&gt;1 Settembre 1966  Scott Missouri Diversi adulti osservano un oggetto a forma d'uomo che manovra a bassa quota &lt;br /&gt;1 Novembre 1966  Camp Conley Road  Una Guardia Nazionale osserva una grande figura umana bruna posta su un ramo d'albero &lt;br /&gt;12 Novembre 1966 Cimitero di Clendenin  Cinque maschi adulti osservano un oggetto volante bruno a forma d'uomo &lt;br /&gt;15 Novembre 1966 Area TNT vecchia centrale elettrica Point Pleasant Due coppie di Sposi avvistano un essere grigiastro dotato di 2 occhi rossi luminosi &lt;br /&gt;16 Novembre 1966 Area TNT presso Igloo Tre adulti, osservano un essere grigio, alto e dotato di 2 occhi rossi luminosi &lt;br /&gt;17 Novembre 1966 Statale 7 Cheschire Ohio Un ragazzo osserva un essere grigio di forma umana dotato di occhi rossi luminosi e con una apertura alare di 3 metri &lt;br /&gt;18 Novembre 1966 Area TNT Due pompieri osservano un essere molto alto e gigantesco dotato di occhi rossi luminosi &lt;br /&gt;20 Novembre 1966  Campbells Creek Sei adolescenti avvistano un essere grigio, alto dotato di occhi rossi luminosi &lt;br /&gt;24 Novembre 1966 Point Pleasant Due adulti e due bambini, notano un essere gigantesco che vola dotato di occhi rossi luminosi &lt;br /&gt;25 Novembre 1966 Autostrada nei pressi di AREA TNT  un uomo in macchina incontra un essere alto, grigio  con occhi rossi luminosi che l'insegue   &lt;br /&gt;26 Novembre 1966 Lowell Ohio Due adulti e due bambini osservano 4 uccelli giganteschi di colore bruno alti 1,5 metri con un'apertura alare di 3 metri &lt;br /&gt;27 Novembre 1966 Statale Albans Una casalinga osserva un essere grigio con occhi rossi luminosi più alto di un uomo, fermo sul prato &lt;br /&gt;27 Novembre 1966 Manson Una ragazza avvista un essere alto e grigio a forma d'uomo con 3 metri di apertura alare con occhi rossi luminosi. Insegue l'auto. &lt;br /&gt;27 Novembre 1966 Statale Albans Due ragazze osservano alcuni esseri grigi alti 2,10 metri che le inseguono a piedi &lt;br /&gt;4 Dicembre 1966 Aeroporto di Gallipolis Ohio Cinque piloti osservano un uccello gigantesco dal collo lungo per un primo tempo scambiato per un aereo che poi si avvicina a loro ad una velocità di 110 Km/h costante senza sbattere ali &lt;br /&gt;6 Dicembre 1966  Maysville Kentucky  Un postino osserva un essere gigantesco simile ad un uccello in volo &lt;br /&gt;6 Dicembre 1966 Area TNT Due adulti osservano una figura grigia dagli occhi rossi e luminosi che li assale &lt;br /&gt;7 Dicembre 1966 Statale 33 Ohio Quattro donne osservano un essere volante la cui forma ricorda un uomo, di colore bruno-argenteo e dagli occhi rossi luminosi &lt;br /&gt;8 Dicembre 1966 Statale 35 Due donne osservano su di una collina una figura indistinta che ha occhi rossi luminosi &lt;br /&gt;11 Dicembre 1966 Area TNT Un ragazzo e un uomo, osservano una figura dall'aspetto umano di colore grigio in volo a grande velocità &lt;br /&gt;11 Dicembre 1966 Statale 35 Una donna osserva un enorme essere grigio con occhi rossi luminosi che sorvola la sua auto &lt;br /&gt;11 Gennaio 1967 Point Pleasant Una casalinga osserva un essere alato delle dimensioni di un piccolo aereo che vola a bassa quota &lt;br /&gt;12 Marzo 1967 Letert Falls Ohio Una donna osserva un grande essere volante dal pelo bianco dalla lunga apertura alare (3 metri) che passa davanti alla sua auto &lt;br /&gt;19 Maggio 1967 Area TNT Una donna osserva un essere volante dagli occhi rossi luminosi che si avvicina ad un oggetto rosso librato in aria e scompare &lt;br /&gt;2 Novembre 1967 Area TNT Una donna osserva una figura grigia gigantesca simile ad un uomo che sorvola un campo sfiorando il suolo &lt;br /&gt;7 Novembre 1967 Chief Cornstalk Park Quattro uomini mentre erano a caccia, osservano una figura gigantesca con gli occhi rossi luminosi. Uno di loro dirà che non ebbe la forza di sparare all'essere perchè in preda al terrore  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che cosa si celò dietro le apparizioni del Mothman e gli strani fenomeni occorsi a Point Pleasant? Qualsiasi cosa si sia celato dietro la creatura che è stata chiamata Mothman di un fatto possiamo essere certi, non si trattò di una montatura e di una mistificazione. Ci sono stati troppi testimoni credibili per poter ritenere che sia stata perpetuata una mistificazione ai danni dei media e dei ricercatori perpetuata per un tempo così lungo da non essere logicamente credibile. Basti solo pensare agli oltre cinquecento cittadini testimoni di strane luci, a bassa quota, nei cieli sopra Point Pleasant. Per non parlare di quasi, e forse più, di 100 persone direttamente o indirettamente entrate in contatto con la strana creatura.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4775870906213495428-951503711610333028?l=perstorie-eieten.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/feeds/951503711610333028/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2011/06/il-mothman-luomo-falena-miti-millenari.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/951503711610333028'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4775870906213495428/posts/default/951503711610333028'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://perstorie-eieten.blogspot.com/2011/06/il-mothman-luomo-falena-miti-millenari.html' title=''/><author><name>eieten</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02367020598082211162</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://1.bp.blogspot.com/_m4NAY49Zm88/SwgkwO6OuGI/AAAAAAAAADo/4kYdZZG2Keo/S220/eleonora_di_aquitania_e_enrico_II_tomba_fontevraud_abbazia_01.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-1o2cBzFpFLc/Teol98lF3DI/AAAAAAAAClo/qISqHpv7ftg/s72-c/uom%2Bfarfalla.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4775870906213495428.post-3955779695838546633</id><published>2011-06-01T05:36:00.001-07:00</published><updated>2011-06-01T05:37:39.516-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-oTQJRGJURQg/TeYyf81QX7I/AAAAAAAACk8/Kkqnmq63Bjo/s1600/fraDolcino2.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 350px; height: 251px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-oTQJRGJURQg/TeYyf81QX7I/AAAAAAAACk8/Kkqnmq63Bjo/s400/fraDolcino2.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5613229510050734002" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;– STORIA DI UN ERETICO NOVARESE: FRA DOLCINO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I terribili e cruenti fatti di sangue che videro protagonisti da una parte fra Dolcino con i suoi discepoli e dall'altra il vescovo Raniero di Vercelli fra il 1306 e il 1307, ebbero un importante preambolo rappresentato dalla predicazione di Gerardo Segarelli, il fondatore della setta dei nuovi apostoli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto ebbe inizio a Parma nel 1260:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;« Durante il mio soggiorno nel convento dei frati Minori di Parma, quando già ero sacerdote e predicatore, si presentò un giovane del luogo, di famiglia di basso rango, illetterato e laico, idiota e stolto, di nome Gherardino Segalello e chiese di essere accolto nell'ordine. Costui, non essendo stato esaudito, se ne stava tutto il giorno, quando gli era possibile, nella chiesa dei frati a meditare ciò che poi, nella sua stupidità, mise in atto.&lt;br /&gt;Tutt'intorno al lampadario della fraterna comunità del beato Francesco, c'erano dipinti gli apostoli con i sandali ai piedi ed i mantelli tirati indietro sulle spalle, secondo l'antico uso invalso tra i pittori e ancor oggi in voga. Se ne stava li in contemplazione quando finalmente decisosi, lasciatisi crescere barba e capelli, si rivestì dei sandali e della corda dell'ordine dei frati Minori; questo perché come ho già avuto occasione di dire, chiunque intenda costituire una nuova congregazione, inevitabilmente usurpa sempre qualcosa dell'ordine del beato Francesco.&lt;br /&gt;Si fece anche un vestito di bigello e un mantello bianco di stamigna robusta, che portava avvolto intorno al collo, credendo in tal modo di vestire come gli apostoli.&lt;br /&gt;Venduta una piccola casa e intascatone il ricavato si mise sopra la pietra da cui un tempo i podestà di Parma solevano arringare il popolo. Il sacchetto dei denari che possedeva non lo distribuì ai poveri né "si rese amabile alla comunità dei poveri" (Ecl 4, 7), ma chiamati a sé dei poco di buono che se ne stavano a giocare sulla piazza gettò loro il denaro dicendo: "Chi lo vuole lo prenda e se lo tenga". Subito quei ribaldi raccolsero le monete e se ne andarono a giocare ai dadi bestemmiando il Dio vivente, e Gerardo li sentiva.&lt;br /&gt;Era quanto mai convinto di adempiere così al consiglio del Signore; "Se vuoi essere perfetto va, vendi ciò che hai e dallo ai poveri e avrai un tesoro in cielo; poi vieni e seguimi." (Mt 19, 21) »&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così la "Cronaca" del francescano Salimbene de Adam (1221-1288) ci riferisce degli esordi della setta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 1260 era l'anno che secondo Gioacchino da Fiore doveva segnare l'inizio dell'era dello Spirito Santo: siamo quindi in un periodo di attesa, di cambiamenti radicali e forse epocali. Nella sua ingenua semplicità, Segarelli ebbe il merito di saper sintetizzare le prerogative patarine alle attese gioachimite. Il risultato sarebbe stato inquietante, e non solo per il suo movimento. La risposta della Chiesa fu, ancora una volta, sanguinosa e lontanissima dal Vangelo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Entrare nel movimento dei nuovi apostoli significava dover votare la propria vita alla povertà, significava dover "seguire nudi il Cristo nudo", eper questo era previsto un rito, la "svestizione": erano fatti togliere ai neofiti gli abiti, segno della morte dell'uomo "vecchio", quindi gli abiti erano restituiti a caso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;« Costoro, riunitisi da diverse parti vennero per vedere il loro fondatore e ne tessero tante e tali lodi che egli stesso ne rimase sbalordito. E altro non dicevano se non che, standosene tutt'intorno a lui, per ben cento volte gridavano: "Padre, padre, padre"; e dopo una breve interruzione riprendevano questo ritornello e cantavano: "Padre, padre, padre", ne più ne meno come fanno i bambini che, quando sono istruiti dai maestri di grammatica, ripetono a voce alta e ad intervalli ciò che loro è stato insegnato.&lt;br /&gt;Egli li ricompensò per tanto onore facendoli spogliare tutti nudi, senza mutande o altro vestimento che coprisse loro almeno i genitali, e se ne stavano appoggiati tutti intorno al muro, ma in maniera disordinata, sconcia e tutt'altro che decorosa e pudica. Voleva infatti togliere loro ogni bene perché d'ora in poi seguissero nudi Cristo nudo. Su ordine del maestro, ciascuno, affardellati i propri vestiti, li pose in mezzo alla stanza. Poi chiamata dal maestro, mentre costoro se ne stavano in quella maniera impudica, fu fatta entrare "una donna, origine del peccato, arma del demonio, causa della cacciata dal paradiso, madre di delitto, corruzione dell'antica legge". A lei Ghirardino Segalello, che era il loro maestro, ordinò di ridistribuire gli abiti come se li desse a dei poveri privati di ogni loro bene. Costoro poi, una volta rivestitisi, gridarono: "Padre, padre, padre". Questo diede loro per ricompensa e ringraziamento: si comportò da folle e fece comportarsi da folli pure loro…Fatte queste cose, li mandò nel mondo a farsi vedere ed essi andarono, chi verso la curia romana, chi a San Giacomo (di Compostella), chi a San Michele Arcangelo (Monte Santangelo del Gargano), chi in terra d'oltremare. »&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In un primo momento gli apostolici non furono rifiutati dalla gerarchia; anzi, il vescovo Obizzo di Sanvitale li aiutò economicamente. Nel 1215, però, il IV Concilio Lateranense sentenziò:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;« Perché l'eccessiva varietà degli ordini religiosi non sia causa di grave confusione nella chiesa di Dio, proibiamo rigorosamente che in futuro si fondino nuovi ordini. &lt;br /&gt;Chi quindi volesse abbracciare una forma religiosa di vita, scelga una di quelle già approvate. Ugualmente chi volesse fondare una nuova casa religiosa faccia sua la regola e le istituzioni degli ordini religiosi già approvati.&lt;br /&gt;Proibiamo anche che uno sia monaco in diversi monasteri, e che un solo abate possa presiedere a più monasteri. »&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il problema non fu sanato, e il Secondo Concilio di Lione (7 maggio - 17 luglio 1274) ritornò con maggior decisione sulla questione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;« Un concilio generale con apposita proibizione ha cercato di evitare l'eccessiva diversità degli ordini religiosi, causa di confusione. Ma l'inopportuno desiderio dei richiedenti in seguito ha strappato, quasi, il loro moltiplicarsi e la sfacciata temerità di alcuni ha prodotto una moltitudine di nuovi ordini, specie mendicanti, ancor prima di aver ottenuto un'approvazione di principio. Rinnovando la costituzione, proibiamo assolutamente a chiunque di istituire un nuovo ordine o una nuova forma di vita religiosa, o di prendere l'abito in un nuovo ordine. Proibiamo per sempre tutte, assolutamente tutte, le forme di vita religiosa e gli ordini mendicanti sorti dopo quel concilio, che non abbiamo avuto la conferma della sede apostolica e sopprimiamo quelli che si fossero diffusi. »&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Segarelli non ebbe scelta: o si piegava o si ribellava. Optò per la seconda ipotesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poteva contare sull'innegabile successo della sua semplice predicazione. Occorreva convertirsi, fare penitenza (penitentiam agite, deformato in penitençagite, che divenne il vero slogan del movimento), predicare il tempo nuovo nelle piazze e nelle cattedrali, abbandonare le ricchezze per rivestirsi di povertà. Una dottrina patarina, potremmo dire. Che ci siano stati influssi gioachimiti, è dimostrato da un altro passo riportato sempre dal Salimbene nella sua Cronaca:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;« In altra occasione, mentre me ne stavo a Ravenna, gli apostolici fecero predicare un fanciullo nella basilica Ursiana, che è la chiesa arcivescovile di Ravenna. E fu tale l'affannoso affrettarsi di uomini e donne, che si guardavano bene dall'attendersi l'un l'altro. A punto che una gran nobildonna di quella città, a nome Giulietta, moglie di ser Guido Riccio da Polenta, si lamentò con i frati che a malapena era riuscita a trovare una vicina che andasse con lei. La chiesa Ursiana era poi talmente piena quando vi giunse che non trovò posto se non fuori della porta. Eppure è grande, visto che consta di quattro navate oltre quella centrale.&lt;br /&gt;Facevano dunque gli apostolici girare questo fanciullo per le città e lo facevano predicare nelle chiese E grande era l'afflusso di uomini e donne e l'ammirazione, perché al giorno d'oggi si amano le novità …Così commenta l'abate Gioacchino (da Fiore) il passo di Geremia l,7: "Non dire sono un giovincello, perché andrai a fare tutto quello per cui ti manderà e tutto quello che t'ordinerà, tu farai" "Penso che come un tempo Dio scelse gli antichi padri per rivelare i suoi misteri, poi scelse apostoli più giovani che chiamò addirittura amici, ora, in questa terza fase, sceglie dei fanciulli veri e propri, perché annuncino il vangelo del regno a coloro per i quali il vecchio modo di vivere ha perduto valore. »&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi ci parla del nostro eretico, il Salimbene, è un francescano fazioso, lontano anni luce dalla splendida figura del suo maestro, e oltre tutto lui pure in odore d'eresia, per quei tempi, perché sostenitore velato (ma non troppo) di Gioacchino da Fiore. La sua unica preoccupazione fu che gli apostoli potessero diventare i veri propagatori del messaggio pauperistico che era proprio di Francesco, e che, dato il loro successo, potessero ottenere l'appoggio economico dei vescovi. Senza volerlo il Salimbene ci fornisce un penoso spaccato di quel particolare momento storico. A pochi decenni dalla morte del grande Santo di Assisi, c'era già nell'ordine chi anteponeva gli interessi economici a quelli spirituali, ma di questo abbiamo già parlato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gerardo Segarelli fu in ogni modo un uomo coerente: si fece addirittura circoncidere. Ebbe come amico un vescovo che cercò anche di salvarlo dalle mani dell'Inquisizione lombarda, ma non vi riuscì. Sotto il pontificato di Bonifacio VIII (1294-1303), "colpevole in molte eresie ed enormi delitti", Gerardo fu arso vivo. Correva il mese di luglio del 1300. Esattamente un mese dopo, fra Dolcino da Novara scriveva la sua prima lettera, prendendo in pugno la situazione e ridando vita, fortuna e notorietà al movimento, anche se per poco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una testimonianza qualificata (anche se certamente di parte) che possiamo analizzare è nientemeno quella di Bernardo Gui, inquisitore ed autore di numerose opere, fra cui "De secta illorum qui se dicunt esse de ordine apostolorum", nella quale così riferisce sulla dottrina di Dolcino:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;« Tolto di mezzo ed arso sul rogo l'eresiarca Gerardo Segarelli, gli succedette nel magistero dell'errore e della perversa dottrina Dolcino della diocesi di Novara, figlio naturale di un sacerdote, uno dei discepoli di Gerardo. Egli divenne il capo ed alfiere di tutta quella setta e congregazione non apostolica, come sostengono per ingannare, ma di fatto apostatica, ed aggiunse errori agli errori, come apparirà con maggiore evidenza più sotto, dove gli errori di costoro sono raccolti in una sorta di compendio, perché, una volta smascherati, i fedeli li possano evitare più facilmente.&lt;br /&gt;Dolcino radunò nella sua setta ereticale molte migliaia di persone di entrambi i sessi, da ogni dove, soprattutto in Italia settentrionale e in Toscana e nelle altre regioni vicine, e a loro trasmise una dottrina pestifera e predisse molti avvenimenti futuri con spirito, non tanto profetico quanto fanatico ed insensato, affermando e fingendo di avere da Dio delle rivelazioni e uno spirito profetico. Ma in tutte queste cose fu trovato falso, ingannatore ed illuso, insieme con Margherita, sua malefica ed eretica compagna nei delitti e nell'errore, come le seguenti vicende mostreranno.&lt;br /&gt;Dolcino scrisse tre lettere che indirizzò a tutti i cristiani in generale, e in particolare ai suoi seguaci, in esse farnetica abbondantemente circa passi della S. Scrittura e finge nell'esordio di seguire la vera fede della Chiesa romana, ma la stessa serie delle lettere mostra a ragione la sua perfidia. Dal testo di due, che ebbi fra le mani, sfrondando ho raccolto in compendio quanto segue, omettendo, per motivi di brevità, il resto che non mi sembrava pertinente.&lt;br /&gt;La prima di queste fu datata o scritta nel mese di agosto del 1300. In apertura Dolcino afferma che la sua congregazione ha carattere spirituale ed incarna in senso proprio ed esclusivo il modo di vita apostolico, con vera povertà, senza il vincolo di un'obbedienza esteriore, ma solo interiore. Aggiunge che in questi ultimi tempi essa è stata scelta e mandata da Dio nell'intento speciale di salvare le anime; e che il capo, cioè egli stesso, che chiamano fra Dolcino, è stato eletto e mandato da Dio con rivelazioni a lui fatte sul presente e sull'imminente futuro riservato ai buoni e ai malvagi, per svelare le profezie e il significato delle S. Scritture nel tempo attuale. Indica nel clero secolare i suoi avversari e ministri del demonio, insieme con molti del popolo, dei potenti e dei sovrani, e tutti i religiosi specialmente i Domenicani e i Francescani, ma anche gli altri, che continuano a perseguitare lui e i suoi, perché aderiscono a detta setta, che egli definisce congregazione spirituale ed apostolica. Per questo motivo Dolcino dice di fuggire e di nascondersi dai suoi persecutori, come hanno fatto i suoi predecessori di questa congregazione, fino a un tempo prefissato, in cui, sterminati gli avversari, egli e i suoi appariranno in pubblico e predicheranno a tutti. Inoltre dice che tutti i suoi persecutori e i prelati della Chiesa verranno uccisi e annientati entro breve; i superstiti si convertiranno alla sua setta e si uniranno a lui; allora egli e i suoi avranno il sopravvento su tutti.&lt;br /&gt;Distingue poi nella storia quattro stati di santità secondo il proprio modo di vita: nel primo vi furono i padri dell'Antico Testamento, ossia i patriarchi e i profeti, e gli altri uomini giusti fino all'avvento di Cristo. In questo stato approva che il matrimonio, come fatto buono, ci fosse per favorire la moltiplicazione del genere umano. Ma poiché verso la fine i discendenti si allontanarono dallo stato spirituale e buono dei progenitori, allora venne Cristo con i suoi apostoli, discepoli e i loro imitatori, a sanare la debolezza di quelli. E questo fu il secondo stato di santi, che ebbero un altro particolare modo di vivere e rappresentarono la medicina perfetta per la debolezza del popolo precedente. Essi mostrarono la vera fede con i miracoli, l'umiltà, la pazienza, la povertà, la castità ed altri buoni esempi di vita in contrasto con tutto ciò da cui si erano allontanati quelli del primo stato. In questo secondo stato la verginità e la castità furono considerate migliori del matrimonio, la povertà migliore della ricchezza, il vivere senza nulla possedere migliore dell'avere proprietà di beni terreni. Questo stato durò fino al tempo del beato Papa Silvestro e dell'imperatore Costantino; e a quel tempo i posteri si allontanarono dalla perfezione dei primi.&lt;br /&gt;Il terzo stato iniziò da san Silvestro, al tempo dell'imperatore Costantino, quan
