sabato 30 aprile 2011


HILDEGARDA,LA SPOSA TREDICENNE DI CARLO MAGNO

Thurgan (Svevia), sec. VIII – Metz, 30 aprile 783






Uno storico del IX secolo la classifica come “nobilissimam piissimamque reginam” (nobilissima piissima regina).
Discendente da Goffredo duca di Allemagna e dell’alta nobiltà sveva, Hildegarda era figlia di Pabo conte del Thurgan (altri testi dicono di Ildebrando conte di Svevia).
Era ancora un’adolescente quando Carlomagno, re dei Franchi, nel 771 la prese in sposa, subito dopo aver rotto il suo terzo matrimonio con la figlia di Desiderio re dei Longobardi, che d’altra parte non era approvato dal papa Stefano IV (768-772).
Fu esemplare nella vita cristiana, sia in famiglia che nella corte, ebbe nove figli dei quali tre morirono in tenera età; fu fedele compagna di Carlomagno, che accompagnò sempre nei suoi viaggi arrivando fino a Roma; risulta che fece una cospicua donazione all’abbazia di Saint-Arnoul di Metz, dove secondo la sua volontà fu sepolta alla sua morte, avvenuta il 30 aprile 783 a Metz, quando aveva circa trent’anni.
L’epitaffio sulla sua tomba, composto da Paolo Diacono (720-799), monaco benedettino, profondo conoscitore della storia di Metz, ne esalta la singolare bellezza della sua persona e soprattutto della sua anima.
Parte delle sue reliquie furono trasferite nell’872 nell’abbazia di Kempten, sull’Iller in Svevia, posta tra il lago di Costanza e Monaco, i cui monaci la consideravano come loro fondatrice.
Nel 963 si procedette all’elevazione delle reliquie e da allora fu onorata come beata. Una nuova ‘Vita’ della beata Hildegarda fu compilata nel 1472 per disposizione di Giovanni di Werdenau, abate di Kempten e dedicata anche al figlio della regina l’imperatore Ludovico il Pio († 840), essa esalta la virtù della sovrana, narra della costruzione di vari monasteri, della sua predilezione per l’abbazia di Kempten, dove aveva fatto deporre le reliquie dei martiri Gordiano ed Epimaco e racconta delle numerose guarigioni verificatesi sulla sua tomba.
La festa si celebra il 30 aprile.

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