domenica 15 agosto 2010

Janis Joplin - Work me Lord (Live in Woodstock 1969)

Joe Cocker - A Little Help From My Friends - Woodstock 1969



BUON COMPLEANNO WOODSTOCK!

40 ANNI FA IL GRANDE RADUNO DI WOODSTOCK:EBBE INIZIO IL 15 AGOSTO LA LEGGENDA ANCORA VIVA DEL PIU' GRANDE FESTIVAL ROCK-POP DELLA STORIA

: condividevano gli stessi ideali. Quello nato come un semplice raduno rock è oggi sinonimo di pace, musica e contestazione.

Così nacque il megafestival Cittadina in stile coloniale, Woodstock si trova 100 miglia a Nord di New York ed è famosa nel mondo per il più grande evento controculturale. Gli organizzatori del megaconcerto sono quattro: Michael Lang, 23 anni, Artie Kornfeld, 25 anni, John Roberts, 23 anni, e Joel Rosemann, 25 anni: i primi due hanno l'idea, gli altri ci mettono il capitale. È l'inverno del 1969 quando i quattro s'incontrano perché Lang e Kornfeld rispondono a un annuncio, fatto pubblicare da Roberts e Rosemann sul New York Times, che dice: «Giovani dal capitale illimitato cercano idee e opportunità da finanziare». Il progetto che presentano Lang e Kornfield è quello di creare uno studio di registrazione unico al mondo, tecnicamente all'avanguardia, con tutte le comodità per i musicisti compresa la vista sul magnifico panorama delle Catskill Mountains di Woodstock. Per l'inaugurazione pensano a un concerto in piazza con i maggiori nomi del rock, Bob Dylan in testa.

I due "finanziatori" pensano subito al business: e perché non organizzare un megaconcerto all'aperto durante l'estate? I ricavi dei biglietti (ne prevedono 40 mila a 18 dollari l'uno) li investiranno poi nei lavori dello studio di registrazione. Per organizzare un cast degno si rivolgono a John Morris, uno dei promoter più in auge. Presto, però, si accorgono che Woodstock non ha una zona in grado di contenere un palco enorme e 40.000 persone, perciò ripiegano su un campo all'interno di una fattoria a 60 miglia a sud di Woodstock. Il proprietario dell'area, Max Yasgur, all'inizio non ne vuole sapere ma cede alle insistenze del figlio appassionato di musica rock. Nei campus delle università degli States inizia a diffondersi la notizia che a Ferragosto, a nord di New York, succederà qualcosa di grosso e il 14 agosto, il giorno prima dell'apertura del festival, fuori dai cancelli c'è già una folla di 50.000 persone, almeno 10.000 più del previsto.

Woodstock nation Gli organizzatori cominciano a capire che l'evento non solo gli sta scoppiando nelle mani, ma che ha tutte le carte in regola per diventare il più grande evento rock del mondo. Tolgono le palizzate e il festival viene ufficialmente dichiarato gratuito: il campo viene invaso da oltre mezzo milione di giovani, provenienti da tutto il mondo. I giornali parlano di Woodstock Nation: in effetti, per tre giorni la fattoria di Max Yasgur è stata un Paese a sé, una zona franca dove gli ideali di libertà regnavano sovrani, grazie ai quali si è svolto un evento culturale di importanza sociologica forse irripetibile. A causa della folla e degli ingorghi sulle strade, gli organizzatori noleggiano 18 elicotteri per trasportare gli artisti dall'aeroporto di New York al palcoscenico, a causa dei ritardi la scaletta della manifestazione è rivoluzionata e viene improvvisata sul momento. Richie Havens che è il primo a esibirsi perché il suo è un gruppo acustico (sono solo in tre) e ci sta su un solo elicottero. Havens è costretto a suonare per due ore e mezza perché non c'è nessuno pronto a salire sul palco dopo di lui: la leggendaria interpretazione di Freedom, con lunghe improvvisazioni, è frutto anche di questi eventi.

Flop economico? Mah… Gli organizzatori sostengono di averci perso: certo è che il film-documentario di Michael Wadleigh ha vinto il premio Oscar e i due album prodotti, uno triplo e uno doppio, hanno venduto milioni di copie. Molti musicisti sono stati ingannati: al momento dell'ingaggio in pochi sapevano che sarebbero stati prodotti film e dischi e così non hanno mai ricevuto un dollaro per i diritti di riproduzione. Ma i gruppi rappresentati da manager scafati, come i Grateful Dead, i Jefferson Aiplane, i Creedence Clearwater Revival o The Band, non rilasciano i diritti di riproduzione e così le loro esibizioni scompaiono sia dall'album sia dal video. Quindi a Woodstock non tutto è stato fatto con "pace, amore & musica", qualcuno, sicuramente, ci ha guadagnato.

Non solo tre giorni Ma il Festival non ha chiuso il 17 agosto. Della tre giorni a ritmo di rock se ne continua a parlare per mesi. E non sempre bene: in molti, infatti, bollano il raduno come: «La più grande orgia di sesso e droga dal tempo dell'Impero Romano». Il capo della Polizia locale, però, spiazza tutti e, durante la conferenza stampa di chiusura dell'evento, tranquillizza i giornalisti e l'opinione pubblica, dicendo che non è successo nulla fuori dalla legge, anzi: «Bisogna essere orgogliosi di ragazzi come questi». 

Woodstock è stato sicuramente l'inizio dell'industrializzazione della musica, della presa di potere del marketing delle multinazionali che scoprono il nuovo enorme mercato della cultura giovanile e fanno di tutto per appropriarsene. Sono in molti, però, siano essi cantanti, musicisti, tecnici, organizzatori, che devono la loro carriera al solo fatto di aver partecipato all'evento che ha segnato per sempre la cultura giovanile e non solo: ha segnato per sempre anche la musica. Dopo Woodstock, infatti, le rockstar sono diventate ufficialmente ricche. Si comprano ville e macchine di lusso ma, nelle interviste, continuano a sostenere ideologie rivoluzionarie, a favore dell'amore e dell'uso delle droghe leggere, contro la violenza e la guerra. Qualcuno riesce a gestire il successo e il benessere improvviso, altri meno.

sabato 14 agosto 2010



 


 

Ferragosto

Storia e origini del Ferragosto

Storia e origini del Ferragosto


 

La parola Ferragosto deriva dal latino, Feriae Augusti, la festa pagana, introdotta in onore dell'imperatore romano Augusto, con cui, dal primo giorno del mese di agosto si celebrava la raccolta dei cereali.


 

Tale celebrazione che di solito veniva festeggiata in settembre alla fine del ciclo della stagione estiva, venne spostata dall'imperatore Augusto all'inizio del mese che porta il suo nome.
Le Feriae Augusti si dipanavano tra riti collettivi e banchetti, bevute ed eccessi sessuali, a cui tutti potevano partecipare, comprese schiavi e serve.

Queste festività che raggiungevano il loro picco il 15 del mese, erano così radicate che la Chiesa decise di cristianizzarle, piuttosto che provare a sradicarle.
Così, nel secolo VI, le Feriae Augusti vennero assorbite e trasformate nella celebrazione dell’Assunzione in cielo di Maria Vergine che, terminata la sua vita terrena, fu elevata alla gloria celeste con l’anima e con il corpo.


A questo proposito, erano e sono celebrate tutt’oggi, in varie località italiane, imponenti
processioni religiose.
Tra le più importanti, ci sono quelle che si svolgono a Palermo dove le "barette" con la statua della Madonna sono portate da ragazzi o quelle a Sassari dove i "candelieri" di cartapesta, in forma di palma, fanno il giro della città; a Tivoli (Roma) "l’inchinata" della statua della Vergine incontra la statua di Gesù. La sontuosità della ricorrenza è sentita particolarmente anche a Genova, Milano, in Abruzzo ed è festeggiata con fuochi artificiali.


 

Pur se svolta in tono solenne però, la festa non perde il suo carattere fortemente popolare tanto che conserva l’uso delle scampagnate e delle gite fuori porta (o delle code in Autostrada) favorite, naturalmente, dalle condizioni ottimali del tempo estivo

venerdì 13 agosto 2010



 

AMITYVILLE
LA CASA STREGATA

 

          Questo è il caso più famoso di Ed e Lorraine Warren, forse la coppia di demonologi più famosa d'America; l'indagine sulla casa che ispirò il film Amityville Horror.
I Warren erano solo due delle nove persone che ebbero il permesso di studiare la casa. Anche ora, dopo 24 anni, le investigazioni su Amityville sono oggetto di conferenze e domande. 
Nel corso degli anni, le voci che sostengono di dimostrare il caso di Amityville come una frode,sono cresciute. Come queste voci siano cominciate e come si siano sparse ovunque non è chiaro, quello che è chiaro è che i Warren hanno visto quella casa per ciò che è ed hanno sperimentato alcuni fenomeni che vi si sono verificati. Hanno fotografie e rapporti che mostrano la prova inconfutabile dell'esistenza dei fenomeni a dir poco "notevoli" che accadono in quella casa. Si pensa che le voci che parlano di "frode" siano cominciate con un uomo chiamato Dott. Steven Kaplan, anche se non ha mai ottenuto il dottorato in alcuna università. Questo fatto è stato discusso in molte occasioni, tuttavia non ha fatto demordere Kaplan dal mettere in giro certe dicerie. Si era auto affermato presidente della Società di Parapsicologia di Long Island, e di alcune altre società relative, presumibilmente fondate da lui. Il Sig.Lutz, il proprietario di Amityville, chiamò il Sig. Kaplan prima di chiamare i Warrens, e chiese a lui di investigare sulla situazione. Kaplan arrivò alla casa con sei "streghe" e un team dell'emmittente televisiva "Channel 7", così Mister Lutz buttò fuori Kaplan dalla sua proprietà e chiamò i Warren. Questo è stato l'inizio di vent'anni di vendetta da parte di Kaplan.

        Le teorie di Kaplan che insistono nel affermare che Amityville sia solo una farsa sono state discusse con Ed Warren in un programma alla radio di Long Island. Kaplan insisteva del dire che Amityville era una truffa perché nel libro di Jay Anson, "Amityville Horror" vi erano delle incongruenze e non era esatto al 100%. Anche Ed Warren riteneva che il libro di Anson non fosse esatto al 100%, ma soltanto perché l'autore non aveva famigliarità con i termini propri del campo della Demonologia, non a causa di un errore volontario da parte di Mr.Lutz. Kaplan semplicemente non poteva permettersi di non essere implicato in quella che probabilmente è stata la più famosa ricerca nel campo del paranormale, e così iniziò a spargere la voce che era tutta una truffa.
Kaplan scrisse un libro sulla storia di Amityville, intitolato "The Amityville Cospiracy"("La Cospirazione di Amityville") ed una settimana prima che il libro fosse pubblicato morì di un attacco di cuore. Il libro contiene molte più contraddizioni e molti più mezzi fatti, che "The Amityville Horror" di Jay Anson. Kaplan non era mai stato all'interno della casa, malgrado lui dicesse il contrario.
Kaplan tuttavia giurò di avere le fotografie e i materiali che confutavano la sua teoria. Ed Warren gli offrì 5000 dollari per mostrargli le prove della truffa, ma Kaplan rifiutò. Quando Ed gli chiese come aveva condotto la sua ricerca Kaplan non poté neppure specificare che apparecchiatura aveva usato. In qualche modo riusciva a trovare una bugia come scappatoia alla richiesta di particolari.
Alla fine a Babylon, una stazione radiofonica di New York, Kaplan chiese scusa ai Warren poiché avevano scoperto che le sue teorie erano solo menzogne per screditare il nome della casa. Durante la trasmissione Kaplan dichiarò " Non andrò mai più contro i Warren".
I Warren trovarono che Lutz, pur non avendo mai studiato demonologia, aveva dato una descrizione molto precisa ed accurata delle attività sovrannaturali all'interno della casa. Descrizioni che senza ombra di dubbio erano quelle di un'infestazione demoniaca. Lutz non avrebbe mai potuto mettere insieme una storia come quella per una farsa. 
Ma perché la storia della farsa è così popolare? Una parte del motivo era che il figlio del capo della polizia era un giornalista, e la polizia aveva sperato di tenere intrusi e vandali fuori dalla zona, poiché la storia si era sparsa e l'assalto alla Casa era continuo. Una storia erronea fu stampata sul giornale Newsday che diceva che il caso di Amityville era una truffa.
Ma a chi sarebbe venuto un tornaconto dal mettere insieme una farsa del genere? I Lutz avevano ricevuto poco o niente dai libri e dai film. Jay Anson, l'autore di "The Amityville Horror" sicuramente ha guadagnato dal suo libro, ma sembra non l'abbia fatto nessun altro. Un'altra voce dice che sia stato l'avvocato dei Lutz, l'avvocato Webber, a mettere insieme la storia, d'accordo con i Lutz, accompagnati da parecchie bottiglie di vino. La verità è che i Lutz non bevono alcolici ed avevano in tutta la casa una sola benedetta bottiglia di vino regalatagli da Padre Pecararo. Un'altra voce ancora dice che l'avvocato Webber avrebbe voluto scrivere il suo libro su Amityville ma che Anson semplicemente l'abbia battuto sul tempo.
Jay Anson, ebbe un attacco di cuore mentre stava scrivendo l'ultimo capitolo del libro. Fu ricoverato ma ebbe un altro attacco, questa volta mortale, mentre stava scrivendo un secondo libro, "666", sull'anticristo. Queste sono soltanto due delle molte "coincidenze" nella storia della piaga di Amityville. 
Quella che segue è la versione abbreviata della storia di Amityville che risultò dalla ricerca dei Warren. Questo resoconto è stato stilato dalla storia orale presa durante un raduno N.E.S.P.R ( New England Society for Psychic Research) nell'Ottobre del 1997.
La proprietà venne usata come una sorta di asilo per gli indiani d'America, che erano malati e andavano in contro alla morte. Vi era una recinzione nella proprietà, dove i pazienti venivano alloggiati. Gli spiriti inumani, si divertono in tali situazioni di sofferenza e possono infestare le tombe di coloro che sono stati sepolti in terra non consacrata.
I problemi della casa di Amityville, sembrano provenire dagli omicidi di Ronald DeFeo del 13 novembre 1974. Quella che segue è più o meno la ricostruzione dell'omicidio. DeFeo era un drogato, e suo padre era venuto a saperlo. Successivamente disse che c'era un fantasma accanto a lui, nell'ombra, durante gli omicidi, che lo ha costretto a sparare hai suoi due fratelli e alla sorella intorno alle 3:15 del mattino, il 13 novembre 1974. Anche se le case nelle vicinanze non sono lontane, nessun vicino si è svegliato ed ha sentito gli spari. Tutte le vittime sono state trovate supine. I Warren credono che le vittime siano state tutte in mano allo spettro e che le abbia paralizzate rendendole incapaci di corre fuori per chiedere aiuto.
Quando i Warren furono chiamati per investigare, incontrarono Padre Pecoraro, e i Lutz. I Lutz in quel periodo vivevano a casa della madre della signora Lutz a Deer Park, New York, perché erano troppo impauriti per rimanere ancora nella loro dimora. Era così profondo il loro timore che erano persino impauriti di parlare dei fenomeni. Avevano lascito tutto il loro mobiglio e i loro averi lì poiché aspettare ulteriormente per poterli portare via semplicemente non valeva il rischio.
La prima volta che i Warren entrarono nella Casa erano accompagnati da un reporter molto importante dell'emittente televisiva "Channel 5", da un professore della Duke University e dal presidente della "American Society for Psychic Research". Quel primo giorno fu sconvolgente. Lorraine riceveva senza sosta messaggi riguardanti i fenomeni che vi erano accaduti. 
Ansioso di vedere con i suoi occhi se i fenomeni erano reali, Ed, che normalmente è leggermente sensitivo, è entrato nella cantina. La cantina è il tipico posto dove gli spettri diabolici passano i loro giorni, quindi Ed. lo ritenne il posto migliore da dove cominciare. Malgrado non succeda mai nulla quando Ed è presente, nella cantina vide delle ombre con migliaia di puntini di luce. Queste ombre hanno tentato di buttarlo a terra. Ed si affidò alla religione per resistere all'attacco delle ombre, e comandò allo spirito di andarsene. Immediatamente ebbe una sensazione di qualcosa che tentava di sollevarlo da terra, e seppe con certezza che quella era una casa veramente maligna. Anche se sapeva che quello era un caso serio, non aveva idea di "quanto" serio fosse realmente. Ed non fu mai così seriamente influenzato da nessun caso prima, o dopo, il caso si Amityville. 
Lorraine fu presa dal panico ancora prima di entrare nella casa. Si mise in contatto in anticipo con alcuni amici preti chiedendogli di accompagnarla "spiritualmente" nella casa. 
Mentre saliva al secondo piano, sentì come un'enorme torrente di forze che si abbatteva contro di lei, mentre l'atmosfera divenne molto pesante.
Entrata nella stanza di Missy Lutz, Lorraine, grazie hai suoi poteri di chiaroveggenza seppe che erano stati lasciati li stessi mobili che c'erano quando furono assassinate le sorelle DeFeo. Il sig Lutz aveva lasciato dormire i suoi bambini nei letti dei defunti ragazzi DeFeo.
Nella camera da letto principale,vi era una parete a specchio. Lorraine si sedette sul letto in cui fucilarono i coniugi DeFeo. Solo il materasso era stato cambiato. La sensazione che dava la camera fu quella di orrore assoluto, e andare di stanza in stanza non la dissipò affatto. La successiva sembrava più orribile di quella precedente.
Al terzo piano, Lorraine vide lo spettro di Ronald DeFeo. Questo incontro fu così terribile e sinistro, da convincerla che non vi era nulla da fare per aiutare o espellere lo spirito dalla casa.
Una volta tornata al piano di sotto, le venne chiesto di fare qualcosa che non avrebbe mai voluto fare all'interno di quella casa, la pregarono di comunicare con gli spettri della dimora e chiedergli cosa fosse realmente accaduto. Tutti i ricercatori erano nella stanza, l'investigatore della Duke University svenne dalla paura. Due degli altri ricercatori si lamentarono di palpitazioni cardiache e dovettero stendersi sul pavimento. La casa sembrava avere un effetto negativo sugli uomini. Mary Pascarella, il Direttore di un importante gruppo di ricerca del New Haven, si sentì così male che dovettero portata fuori e da quel momento non volle mai più rientrata nella casa.
Ed e Lorraine lasciarono l'abitazione all'una del mattino. Entrambi erano così influenzati dalla casa che giurarono di non tornarci mai più. Ma lo fecero.... e la storia di Amityville ebbe inizio. 

Lo studio del sig. Lutz, i mobili sono in gran parte quelli del Sig. DeFeo Quest'area (ora la piscina) era l'area in cui venivano relegati gli Indiani malati o morenti.

L'intervista a Lutz

          Gli strani e tragici fenomeni di Amityville iniziarono ancora prima che i Lutz vi si trasferissero. Prima che la casa fosse acquistata dai Lutz, la notte del 13 novembre 1974, Ronald DeFeo Jr. assassinò tutta la sua famiglia durante il sonno. 
Munito di un fucile Marilin di calibro 35, Ronald si spostò di stanza in stanza ...otto colpi in canna. 

 

         Più tardi, Defeo Jr. avrebbe rilasciato diverse testimonianze agli ufficiali: "È stata la folla inferocita!" "È stata mia sorella!" Infine, confessò di averlo fatto lui stesso come atto di autodifesa personale.

Ad un certo punto, durante la confessione, sostenne di aver sentito delle "voci" che lo avevano obbligato a commettere gli omicidi. In oltre affermò anche di avere visto delle oscure ed ombrose figure muoversi per la casa, ed parlò di un paio di mani nere che gli hanno portato il fucile. 
La polizia trovò i cadaveri distesi a faccia in giù nei loro letti, sembrava che nessuno avesse sentito i colpi di fucile. I vicini di casa non sentirono neppure uno degli spari. Ancora oggi, Ronald rimane in prigione nella struttura correttiva di Greenhaven, in cui sta scontando sei ergastoli per il crimine commesso.
George Lutz e sua moglie Kahty, poco dopo il matrimonio, cominciarono a cercare una casa adatta per una coppia con figli. Il programma era di vendere le loro due abitazioni e usarne il ricavato per comperare una abbastanza grande per entrambi e per i tre bambini da poco nati. Kahty fu la prima a vendere la sua casa così lei e i bambini si trasferirono in quella di George in Deer Park.

George e Kathy passarono gran parte dell'estate a cercare la nuova casa senza avere fortuna. Avevano già visto più di 50 potenziali abitazioni, quando l'agente immobiliare a cui si erano affidati gli parlò di una residenza al 112 Ocean Avenue ad Amityville.
George fu informato dei tragici eventi accaduti hai proprietari precedenti.."L'agente immobiliare, ci disse cosa era accaduto nella casa... che i sei membri della famiglia erano stati assassinati e ci fu chiesto se per noi era un problema, se fossimo comunque interessati a vedere la casa. I bambini non ebbero da ridire e così siamo andati a vederla. In seguito, abbiamo avuto una discussione come famiglia e come coppia, sul prendere in considerazione o no l'acquisto della casa. 
Non appena Kahty entrò nella casa, un sorriso gli si dipinse sul volto, un sorriso che non aveva fatto guardando tutte le altre case... fu da quel sorriso che capii che quella era la casa dei nostri sogni."
Il valore di mercato della casa era circa 100.000 dollari. La proprietà includeva 4,00 acri di terreno, più un porticciolo completo di una rimessa per la barca e un garage. In oltre c'era, sul retro, una piscina riscaldata e uno scantinato. "Era molto graziosa, aveva tutto quello che cercavamo, ed era ad un prezzo che potevamo permetterci, se erano disposti ad accettare l'offerta che gli volevamo fare."
I Lutz fecero un'offerta di 80.000 dollari.... che fu accettata. E si trasferirono quasi subito. La prima impressione che provarono nei riguardi della casa può essere descritta bene come "affascinante", era una bella costruzione, e aveva tutto quello che si può sperare di trovare, ma strani avvenimenti cominciarono ad accadere poco dopo che la famigli vi si stabilì.

Il giorno del trasloco

        Così arrivò il giorno del trasloco, una carovana di camion, di rimorchi e di furgoni partì dall'appartamento di George in Deer Park e arrivò alla nuova casa. George era occupato a disimballare uno dei camion quando Padre Pecararo gli fece visita. 
"Quando ho detto ad un mio amico che casa avevamo acquistato, lui mi fece promettere di farla benedire. Non sapevo cosa significava a quel tempo, io ero un Metodista non praticante. Chiesi a Kathy cosa significasse, lei è cattolica, così me lo spiegò. Eravamo d'accordo a farlo e l'unico prete che conoscevamo era padre Ralph Pecararo." 
Padre Pecararo aveva curato l'annullamento del precedente matrimonio di George, durante il processo George e Padre Pecararo avevano imparato a conoscersi molto bene. Quando George lo chiamò spiegandogli di aver comperato una nuova casa e chiedendogli di benedirla, il prete acconsentì. 
Padre Pecararo non era il solito prete di parrocchia. Era un vice-officialis della diocesi, e giudice della corte ecclesiastica nel centro di Rockville. Non era il tipo che normalmente si muoveva per andare a benedire una casa, a chiunque appartenesse. Ma come amico di George vi andò senza problemi. George stava disimballando le scatole quando padre Ralph comparve, così dopo aver scambiato due chiacchiere, il sacerdote andò a benedire la casa.
"Mentre effettuava la benedizione della casa, accaddero un numero di cose anormali di cui non ci parlò. Successivamente, mentre stava andando via, ci informò semplicemente di una camera particolarmente "scomoda" al secondo piano. Era una stanza che avevamo progettato diventasse la stanza del cucito e non una camera da letto." 

        Padre Pecararo fu felice di quella decisione, disse a Lutz che aveva "sentito qualcosa" la dentro; e anche lui si trovò d'accordo a non usarla come camera da letto. 
George Lutz e Padre Pecararo non parlarono mai nello specifico di ciò che era accaduto durante la benedizione della casa. La testimonianza del prete circa quell' avvenimento è emersa solo una volta, quando Jay Anson lo intervistò per il suo libro.
E' importante notare come molta della gente che sostiene che il caso di Amytiville sia una "farsa", insiste nel dire che il prete non è mai esistito....né che abbia mai benedetto la casa... o avesse avuto alcuna esperienza paranormale mentre la effettuava. La verità è che padre Pecararo esiste. Mentre la storia di ciò che è accaduto ai Lutz è divenuta di dominio pubblico, è stato fatto di tutto per proteggere l'identità del prete. Quando il suo nome è stato reso pubblico e i media gli si accanirono subito contro, il che danneggiò la sua carriera.
Ma altri avvenimenti strani si verificarono il giorno del trasloco. Mentre Lutz scaricava uno dei camion, il cane di famiglia, "Harry" fu legato accanto alla recinzione della casa. George scoprì che aveva saltato la recinzione per lasciare la proprietà e nel tentativo vi era rimasto appeso. Il cane sopravvisse....

L'Infestazione

        "Se non avessimo fatto benedire la casa, non so come le cose sarebbero potute andare o che cosa sarebbe potuto succedere. Sino a che non ci fu una minaccia di tale potenza da essere percepita da chiunque fosse presente... gli eventi nella casa furono tutti molto, ma molto subdoli."
Anche dopo che i Lutz si furono sistemati nella nuova abitazione... le stranezze continuarono ad accadere anche se molto gradualmente. "La casa era paziente... era disposta ad attendere" sottolineò George. 

        Odori misteriosi e repellenti iniziarono a impestare la casa. Una strana sostanza verde e gelatinosa fuoriuscì dalle pareti. L'acqua dello scarico del water veniva giù nera. Sciami di mosche venivano trovati spesso nella "camera da cucito". Strane gocce nere simili a muco nasale stillavano dai buchi delle serrature. Piccoli indicatori che qualcosa non andava nella casa al 112 di Ocean Avenue. 
Alcuni cambiamenti di personalità hanno cominciato ad interessare la famiglia Lutz. George si svegliava ogni mattina precisamente alle 3:15... con una urgenza incontrollabile di ispezionare la rimessa delle barche. Stava giorni e giorni senza lavarsi. Era spesso molto malato e perdeva peso ed energie. Kathy cominciò ad avere incubi. I bambini litigavano violentemente tra loro.
Fu allora che i rumori cominciarono. Si udivano passi in giro per tutta la casa. "Nel mezzo della notte, si sentiva la porta principale sbattere... era un suono molto distinto" George correva giù per le scale per scoprire solo Harry, il cane,che dormiva hai piedi della porta. Era evidente che non era entrato nessuno, ma lui si ricordava distintamente lo sbattere della porta. "Era l'unica porta della casa che faceva quel tipo di suono chiudendosi , io sapevo quello che avevo appena sentito."
In oltre George sentiva alcuni strani suoni durante la notte... come lo spegnersi della radiosveglia. 

        "Ho udito un suono come quando si sintonizza una radio sveglia un po' fuori dalla stazione, o come una banda cittadina che si stesse accordando. Un suono cacofonico, proveniva dal piano di sotto. Inizialmente la prima cosa che pensai fu che poteva effettivamente esserci una radio rotta..." George tornò nuovamente al primo piano, per trovare una coperta tutta arrotolata e la mobilia mossa. Quando i Lutz invitavano gente nella loro nuova casa, molti degli ospiti furono testimoni dei questi rumori strani, essi sentivano dalla cucina i passi girare per tutto il piano di sopra. "Chiedevamo loro se avessero sentito i passi e poi andavamo al piano di sopra per controllare e trovavamo i bambini addormenti."

Uno degli ospiti dei Lutz spiegò che anche lui, da bambino, aveva vissuto in una casa assediata da rumori molto simili. Lui sentiva i passi e sentiva battere sui muri. Una delle cose che ricordava fu che i suoi genitori erano soliti aprire le finestre e passeggiare per la casa recitando delle preghiere. "Disse che per loro funzionava, quando era bambino lo aveva fatto... e suonava una cosa ragionevole." Così i Lutz decisero di provare. 

Aprirono una finestra per ogni stanza della casa e insieme girarono per le camere recitando preghiere, ma non funzionò. Delle voci provenienti dal nulla gli urlavano "per favore smettetela!" George si mise a cercare degli altoparlanti nascosti pensando che gli stessero giocando uno scherzo crudele. Ma non ne trovò neppure uno. Era ormai evidente ai Lutz che qualsiasi cosa stesse succedendo nella casa, non sarebbe stato possibile mandarla via semplicemente dicendogli di andarsene.

Uno degli aspetti più spaventosi dell'infestazione di Amityville, furono le apparizioni che si manifestarono dentro la casa. 
Kahty era nelle cucina, e improvvisamente sentì una presenza abbracciarla da dietro. In oltre avrebbero visto qualcuno o qualcosa che li spiava,dalla finestra, in piena notte. Ombre si muovevano per la casa. 
Ad un certo punto, George e Kathy cominciarono a notare che la loro figlia Missy aveva cominciato a interagire con una "amica immaginaria" di nome Jodie.

Quando si arrivò all'argomento "Jodie", fu evidente che Lutz era restio a parlarne. Aveva un tono molto serio e spesso parlava in modo concitato. "Un giorno, nostra figlia Missy andò da sua mandre e gli chiese se si poteva comunicare con gli angeli, e si mise a parlare della sua amica immaginaria. Missy aveva parlato con qualcuno e lei chiamava questa entità...o cosa...o persona..."Jodie". A quel punto abbiamo creduto che fosse solo un amico immaginario. Sapete è una cosa normale e divertente per i bambini avere amici immaginari. Non è così divertente quando "l'amico immaginario" fa cose come quelle che faceva "Jodie"." 

Lutz ha continuato a spiegare che, "Missy aveva questa amica immaginaria, che aveva chiamato "Jodie". Jodie aveva la capacità di cambiare forma e Missy, pensò che fosse una buona cosa." 
Le cose si stavano intensificando velocemente nella casa. Di nuovo, George e Kathy vedevano gli occhi scrutare dentro le loro stanze . Una notte George corse dalla casa fino alla rimessa perché aveva sentito dei rumori... trovò soltanto delle impronte di zoccoli che conducevano lontano dalla barca rovesciata. Una notte Kathy lanciato una sedia verso gli occhi che stavano scrutando dentro dalla finestra della camera da letto del Missy. Il suono di un maiale di squittio ha perforato l'aria di notte. 
Era tempo di lasciare la loro 'casa dei sogni '. 

Fuggire alla casa

        "L'ultima notte nella casa, ci fu una terribile, terrificante tempesta. Successivamente, la gente controllò i rapporti meteorologici della zona, e dissero che non c'era stata una tale tempesta. Non mi interessava quello che aveva detto il meteorologo, per noi c'era stata una tempesta che infuriava quella notte".

        I Lutz non avevano intenzione di abbandonare la loro casa. Ma gli eventi che si succedevano notte dopo notte stavano diventando insostenibili. Il programma era semplicemente di lasciare la casa per un po'... e mettere a posto le cose. 
"Così ci arrangiammo ed andammo a stare dalla madre di Kathy"

        Gli eventi che sono accaduti l'ultimo giorno nella casa sono confusi, George Lutz si è sempre rifiutato di parlare di quel giorno. Molti hanno tentato di fargli raccontare cosa successe, ma George Lutz rispose sempre e solo:
"Le cose che successero quel giorno non sono mai state dette. Non dovrebbero mai essere dette."


Tuttavia, qualche cosa è riuscita a trapelare. Improvvisamente i Lutz ebbero una grossa fretta di lasciare la casa. Durante il tempo in cui cercarono di fare i pochi bagagli necessari, le cose andarono rapidamente di male... in peggio.
La famiglia riuscì a prendere pochi vestiti, mentre la temperatura all'interno della casa passava da gelida a caldissima. Strani colpi sono stati sentiti, e le parti interne della casa sembravano muoversi mentre producevano lamenti. In oltre, George incontrò un'altra apparizione al secondo piano. Una figura incappucciata, che si è levata in piedi senza muoversi, e puntava direttamente verso di lui.

Alla fine di una trasmissione radiofonica George Lutz mostrò una serie di fotografie che furono prese ad Amityville dai ricercatori. Le fotografie... sono stupefacenti. George ha cominciato mostrando le varie diapositive prese per tutta la casa così che le persone potessero farsi un'idea di come appariva l'abitazione. Il giorno in cui i ricercatori arrivarono, la casa fu trovata come se fosse stata abbandonata con rapidità. I vestiti erano gettati in giro, il cibo nel frigorifero, le piante lasciate ad appassire sulle finestre. Altre fotografie prese sia all'interno che all'esterno, mostrano visi nebbiosi che spiano alle finestre. Una fotografia mostra una strana figura spettrale di un giovane ragazzo in piedi al secondo piano....un'altra fotografia mostra un'entità che esce fuori da un muro, spiando gli investigatori. Le foto sono molto scioccanti e... mostrano la verità. 

Alla fine, un membro del pubblico chiesa a Lutz, "Perché pensate sia importante informare la gente su ciò che è accaduto a Amityville?" George prese un'attimo per ponderare la domanda, poi dichiarò: 

"Vedete... potete non passare mai una cosa del genere. Ma nel corso della vostra vita, di queste cose se ne parlerà sempre di più e si imparerà sempre si più... è facile che in un modo o nell'altro si vengano a sapere questo tipo di cose. Questa roba succede... accade in modo giornaliero, ci sono persone in questa stanza, sta notte che possono raccontarvi ogni genere di storie... a proposito di queste cose. La mia preghiera è che ogni persona in questa stanza non passi mai una cosa tale. Ma se conoscete qualcuno a cui accade, sappiate che la cosa più dura per queste persone è il non poterne parlare con nessuno, Non si parla di questo, non viene capito... e quando accade a te, diventi un'alieno per chiunque altro".

La tragica morte della famiglia DeFeo, 
prima che il 112 Ocean Avenue ad Amityville divenisse "la più famosa casa infestata della storia".


        Migliaia di turisti si affollano ogni anno nella piccola e quieta cittadina di Amityville, Long Island alla ricerca di demoni e fantasmi. La ricca storia e bellezza della città sono oscurate dalla storia di George e Kathy Lutz, i precedenti residenti al 112 di Ocean Avenue, che affermano che poco dopo essersi trasferiti sono dovuti fuggire via spaventati, a causa di una terribile attività paranormale. Il libro e il popolare film hanno contrassegnato la città come il sito infestato più famoso della storia, tuttavia molti non sanno che la storia precedente è ugualmente agghiacciante.
Sei membri della famiglia DeFeo sono stati assassinati al 112 Ocean Avenue, un anno prima che la famiglia Lutz vi si stabilisse e la loro tragedia "infestasse" i cittadini di Amityville fino a ora.

        Nel giugno del 1965, un uomo di nome Ronald DeFeo comprò la casa coloniale tedesca di due piani e mezzo in Ocean Avenue, equipaggiata con una rimessa per la barca sull'Amityville River e un'abbondanza di stanze per sua moglie e i suoi quattro bambini. Sembrò il sogno americano: una bella casa, una famiglia felice, e soldi da spendere. DeFeo fece un segno sul terreno che si leggeva "High Hopes" un simbolo di buona fortuna famigliare. Ma c'è un lato molto oscuro in questa favola, per il figlio più grande Ronald DeFeo Jr. non era così meraviglioso. Il suo temperamento era turbolento come quello di suo padre e raggiunta l'adolescenza cominciarono le grosse liti. Dall'età di 17 anni Ronald, o "Butch" come era stato soprannominato dai suoi amici, cominciò a fare uso di droghe pesanti e a compiere dei furtarelli. Anche se fu sempre trattato bene dalla sua famiglia; aveva un lavoro alla rimessa di suo nonno e riceveva uno stipendio settimanale sia che si facesse vedere o no, Butch divenne sempre più arrabbiato e pieno di risentimento nei confronti del padre perché pensava che lo trattasse male.
Progettò una finta rapina con un amico mentre stavano andando in banca per depositare 20.000 dollari ricavati dalle vendite, e si divise il malloppo "rubato" con il suo amico. Quando Ronald padre scoprì il malfatto, Butch si volle vendicare.

È stato riportato che nelle prime ore del mattino del 13 Novembre 1974, Butch, lasciò la sala al secondo piano ed afferrò il suo fucile Marilin calibro 35. Mentre i suoi genitori e i suoi quattro fratelli e sorelle più giovani stavano dormendo, metodicamente gli sparò uccidendoli. Per primo entrò nella camera dei genitori, uccidendo immediatamente suo padre Ronald con due colpi di fucile alla parte bassa del corpo. Poi uccise la madre Louise con due colpi al torace. Dai corpi dei suoi fratelli e sorelle, trovati tutti a faccia in giù nei loro letti, si capì che i colpi di fucile stranamente non li avevano svegliati. I suoi due fratelli più giovani John e Mark, furono le vittime successive. In piedi tra i due letti dei fratelli sparò un colpo ciascuno. Per concludere, entrò nella stanza delle sue sorelle, Down e Allison. Butch sparò in testa alle due ragazze senza esitare, uccidendole istantaneamente. La polizia segnalò che tutte e sei le vittime furono ritrovate supine con la testa adagiata su di un braccio come se stessero riposando. 

Butch provò a dare la colpa a un assassino Mafioso, che diceva di avere un "contratto" di vendetta da portare a termine contro di lui. Ma i detectives divennero sospettosi quando trovarono un contenitore di proiettili vuoto nella sua stanza da letto, proiettili dello stesso calibro dell'arma usata per gli omicidi. La storia del killer della Mafia, andò a bagno dopo ore di interrogatorio. "È cominciato tutto molto velocemente, come iniziai era già tutto finito. È stato tutto così veloce." Confessò. Durante l'interrogatorio fu chiesto a Butch perché avesse fatto una cosa del genere, lui rispose: "Per quel che ne sò se io non uccidevo la mia famiglia loro mi avrebbero ucciso, e per quel che mi interessa l'ho fatto per auto difese e non c'è nulla di sbagliato in questo. Quando ho un'arma in mano, non vi è alcun dubbio nella mia mente su chi io sia. Io sono Dio".
Successivamente, dopo altre sedute di interrogatorio DeFeo Jr. disse che fu costretto a commettere quegli omicidi da un'ombra oscura presente nella casa che guidò le sue azioni privandolo della volontà.

        Anche se Butch fu giudicato colpevole di sei omicidi di secondo grado, molte domande rimangono ancora per quando riguarda cosa sia realmente accaduto in quella tragica notte di Novembre. Perché i bambini non sono scappati via al suono dei primi spari? Perché le vittime sono state tutte trovate supine nei loro letti? Perché i vicini non hanno sentito neppure uno degli spari? Alcuni dicono che la famiglia DeFeo fosse stata drogata durante la cena, ma le autopsie stroncarono questa ipotesi non trovando alcuna traccia di droga o simili. La polizia pensò che la casa insonorizzasse il suono dei colpi di fucile, tuttavia, molta gente che entrò nella casa disse che i rumori della strada si sentivano benissimo dall'interno dell'abitazione. Secondo gli esperi di balistica, il suono di un fucile Marilin calibro 35 può essere sentito da oltre un miglio, tuttavia i vicini sostengono che l'unico suono che si sentì quella notte fu il continuo abbaiare del cane dei DeFeo. Adesso Ronald DeFeo Jr. continua a cambiare la sua storia. Essendo un bugiardo abituale, continua ad essere molto poco chiaro ciò che accadde la notte del 13 Novembre 1974. Per molti, la verità rimane da scoprire e sono in corso investigazioni che potrebbero far luce sulla validità di questa storia.

Ronald DeFeo Jr., 47 anni, attualmente sta scontando sei ergastoli al penitenziario di Greenhaven a Stormville, N.Y. Il comitato per la libertà sulla parola ha rifiutato la sua prima richiesta nel 1999, venticinque anni dopo gli omicidi, dichiarando che "egli dimostra una totale mancanza di interesse per la vita umana" e "il rilascio ora è incompatibile con la sicurezza della comunità intera." DeFeo fece una nuova richiesta nel 2001 con grande sdegno dei residenti della città di Amtyville che ritengono che "Non c'è ragione per la quale dovrebbero lasciare andare quell'idiota. Ha ucciso sei persone."

Sarah Spadaro "Infinity"

Bibliografia:
http://www.worren.net/ 
"AmityvilleHorrorTruth"
http://md.essortment.com/trueamityville_rjlk.htm 

giovedì 12 agosto 2010



B i o g r a f i a di Mary Louise Brooks

  

Mary Louise Brooks nasce a Cherryvale, nel Kansas, il 14 Novembre 1906. Il padre, Leonard Porter Brooks, è un onesto avvocato di provincia; la madre, Myra Rude, donna colta, amante della musica classica e delle buone letture, avrà una grande influenza sul carattere di Louise spingendola, peraltro, sin da giovanissima, alla danza.

  

 

  


 

Infatti, a soli quindici anni, Louise abbandona il liceo per recarsi a New York dove entra a far parte della compagnia Denishawn. Da qui allontanata a causa del suo atteggiamento insofferente e anticonformista, lavora dapprima per i George White Scandals, quindi, dopo una breve parentesi al Café de Paris a Londra, viene ingaggiata nelle riviste Ziegfeld Follies.
          Spirito erratico e mutevole, Louise riesce a distinguersi nella vita mondana per la franchezza disarmante delle battute, inusuale in una giovanissima provinciale, che, in un ambiente di ipocrisie e verità sottaciute, viene presa per snobismo o insolenza:

"feci il mio ingresso nel mondo con una radicale abitudine alla verità che ha automaticamente eliminato dalla mia vita quella piatta monotonia che devono provare i bugiardi (...) e così sono rimasta, in una crudele ricerca di verità e perfezione, come il carnefice inumano di ogni ipocrisia , evitata da tutti, tranne da quei pochi che hanno vinto la propria avversione alla verità per poter liberare quanto di buono c'è in loro"

          Tuttavia il carattere irriducibile e disinibito fa della Brooks il prototipo perfetto della ragazza flapper, caratteristica che riuscirà a trasferire nelle prime commedie della propria carriera cinematografica. La flapper girl, ispirata da una novella di Francis Scott Fitzgerald, This side of Paradise, si distingue per la gioventù, l'indipendenza, la capricciosa volubilità e fiducia nel futuro nonché per l'assenza delle tradizionali virtù femminili (quali la fedeltà) e, nel tipo fisico, per una figura snella e quasi da ragazzo sottolineata dal corto taglio di capelli acconciati a caschetto.
          Dopo l'esordio cinematografico nel 1925 in The street of forgotten men, grazie anche all'amicizia col produttore Walter Wanger, Louise gira A social celebrity con Adolphe Menjou, quindi It's the old Army game con W. C. Fields sino a Love 'em and leave 'em, il miglior film del periodo di New York.

  

 

  

          Louise fissa definitivamente il tipo della maschietta anni '20 : il caschetto di capelli neri e lisci, gli occhi vivissimi e una vitalità irrefrenabile; nel film, dove interpreta la pestifera sorella minore della virtuosa Evelyn Brent, semina a ripetizione seduzioni, fatali intrighi, falsi pentimenti e malversazioni con deliziosa amoralità (restando oltretutto impunita): il versante leggero dell'età del jazz si ritrova anche qui.
          Nel luglio del 1926 Louise sposa Eddie Sutherland, il regista di It's the old Army game, che, come quasi tutti, si era innamorato a prima vista, accettando, come suo solito, con svagata avventatezza:

"[lo sposai] perché era un uomo attraente che mi aveva ricoperta d'oro. Apparteneva anima e corpo a Hollywood, e io, là, mi sentivo un'estranea: lui amava le feste, io la solitudine"

          La Brooks non credette mai nel matrimonio (nell'ottobre del 1927 aveva intrecciato una relazione con l'uomo d'affari e cinefilo George Marshall) e nell'aprile del 1928 divorzierà, abbastanza tumultuosamente: appare comunque già qui la sua insofferenza per l'impersonale macchina hollywoodiana rispetto ai giorni felici di New York.
          Un'insofferenza che si tramuterà poi in ripulsa esistenziale come testimonierà decenni più tardi in una memorabile lettera a Guido Crepax (il personaggio di Valentina è, infatti direttamente ispirato da Louise ).
          Il 1928, comunque, fu un anno di svolta per la carriera cinematografica della Brooks: infatti gira Beggars of life  di William Wellman e A girl in every port (Capitan Barbablù) di Howard Hawks.
          Il primo film rappresenta la migliore prova drammatica dell'attrice in terra americana: Louise interpreta il ruolo di una ragazza che, ucciso il patrigno che voleva abusare di lei, sarà costretta a fuggire, vestita da uomo, assieme ad un altro vagabondo da poco conosciuto. L'avvio, quasi chapliniano per certi toni melanconici e randagi, é pervaso dall'insinuante erotismo dettato dal contrasto tra la morbida e minuziosa bellezza di Louise e il suo dimesso abbigliamento maschile.


 

  

 

  

          La seconda parte risente della pervasiva gigioneria di Wallace Beery e, tuttavia, la scena in cui i vagabondi improvvisano una Corte di Giustizia sul treno (tre anni prima di M) e il tono generale del film che anticipa certi temi della Depressione lo impongono come pellicola da scoprire e, negli USA, da riscoprire (c'è da dire che Louise elogiò con enfasi Beery sino a definire la sua caratterizzazione "un piccolo capolavoro").
          In A girl in every port, il maggior successo muto di Howard Hawks, torna a vestire i panni della seduttrice seminando discordia tra i due marinai Victor MacLaglen e Robert Armstrong.
          Lo spettatore più interessato all'interpretazione di Louise sarà però il regista austriaco G. W. Pabst che, con intuizione felicissima, la vorrà per il ruolo di Lulu in Die Büchse der Pandora
(Lulu o il vaso di Pandora), trasposizione cinematografica dei due drammi di Frank Wedekind  Il vaso di Pandora e Lo spirito della terra.
          Louise, che aveva spodestato dal ruolo una certa Marlene Dietrich, sarà la protagonista assoluta del film e regalerà un'interpretazione leggendaria che può anche essere letta come una sintesi della sua vita e delle sue pulsioni più segrete.
          Lulu rappresenta davvero lo spirito della terra, un erotismo immediato, elementale, fuori dalla società e dalla storia; in Lulu tutti si perdono poiché il suo istinto non conosce mascheramenti o valori, e gli uomini che si imbattono in lei, che in essi e per essi vivono, riconosceranno in Lulu la falsità della vita normale e la propria perdizione.
          Non a caso l'unico personaggio a lei pari sarà il suo assassino Jack lo Squartatore, anche lui un outcast, un reietto: durante il loro incontro fatale Lulu si donerà assolutamente, sino alla morte (tanto che nel prostituirsi a lui non aveva chiesto denaro), mentre Jack non potrà che prenderla nel modo più estremo.


 

  

 

  

          Nel film, che procede per quadri descrittivi, per slanci improvvisi, le istituzioni vengono necessariamente svelate nella loro menzogna, dall'arte (il teatro, la rivista) al matrimonio, dal mondo degli affari (rappresentato da Schön) alla Giustizia (nella scena del processo), dalla putrescenza dell'aristocrazia alla ipocrita filantropia dell'Esercito della Salvezza sino al pervertimento del sesso.
          Se storicamente il film decifra il disagio della Germania pre - hitleriana, esso può venir letto come uno scontro tra una civiltà che mente a sè stessa per sopravvivere e la vera ed aspra natura umana.


 

  

 

  

          Nel successivo capolavoro di Pabst il personaggio di Louise Brooks si raffina ed il tono appare più controllato rispetto all'incandescenza di Die Büchse der Pandora.  Infatti in Das Tagebuch einer Verlorenen (Diario di una donna perduta) la protagonista Thymian è, al principio, nettamente inserita nella società borghese: solo dopo esserne stata espulsa in nome di una rispettabilità esteriore (viene infatti sedotta e messa incinta) saprà riconoscerne la sostanziale falsità. Non solo, ma ciò che la società addita come male (in questo caso il bordello) appare invece come fondamentalmente sincero e riposante rispetto all'inferno delle istituzioni classiche (la famiglia, la Casa di correzione, le dame di carità...). Appare: il breve attimo in cui Thymian riconosce una piega avida nella bocca della tenutaria del bordello (e Thymian passa dal sorriso alla tristezza), danno il senso del film: non c'è differenza tra bene e male: tutto è involto nella meschinità del male, senza salvezza. Il finale, con la redenzione, conferma paradossalmente le scene che lo precedono.
          Thymian, insomma, è una Lulu consapevole.
          Da notare che il film, che ebbe numerosi problemi di censura, è ancora più radicale nella versione originale dove Thymian, con simmetrico rigore, diviene la tenutaria del bordello ponendosi così in perfetta, bensì apparente, contrapposizione al perbenismo dominante.


 

  

 

  

          Hollywood non attira Louise, così, nel 1930, ella gira, a Parigi, Prix de beauté (Miss Europa), per la regia del nostro Augusto Genina (su sceneggiatura di Pabst e René Clair).
          Il film parla di una modesta impiegata che, vinto un concorso di bellezza ed entrata nel mondo dello spettacolo, grazie anche alle lusinghe di un principe, verrà poi uccisa dal marito, incapace di rassegnarsi a perderla.
          La sola presenza della Brooks basta a giustificare la pellicola: è il suo semplice esserci a sprigionare una sensualità diffusa e impalpabile fra le eleganti ambientazioni costruite da Genina; e l'indimenticabile sequenza finale illumina retrospettivamente il film accendendolo di toni melodrammatici e simbolici: Lucienne - Louise verrà infatti uccisa mentre assiste ad un filmato dove lei stessa recita. Quando Lucienne giacerà morta la sua immagine sullo schermo continuerà a sorridere ed a cantare .
          Il contrasto simbolico tra caducità e grettezza del reale e inalterabilità dell'arte diverrà, in seguito, anche l'involontaria epitome della vita di Louise Brooks la cui icona rifiuta il tempo e sta indifferente di fronte a qualsiasi giudizio di valore.


 

  

 

  

          Genina forse non si rese conto di aver girato il miglior film della sua carriera e, nonostante fosse colpito da Louise, distillò giudizi duri sull'attrice:

"Molto bella, straordinariamente fotogenica, sarebbe stata un'ottima attrice se non avesse avuto il vizio di bere. Non faceva che inghiottire cognac e champagne. La sua ubriachezza cominciava alle quattro del mattino [...] Dormiva sempre [...] si svegliava solo per girare la scena; dopodiché tornava a bere e si rimetteva a dormire. Era l'amante di un barman. Il giorno in cui dovevamo fare l'ultima scena, sparì di scena. Fu necessario affidarsi alla polizia, che la trovò in un castello, naturalmente ubriaca"

          Interessante ricordare ora la succitata lettera a Guido Crepax:

"[...] c'è stato un momento a Parigi nel 1929, quando giravo Prix de beauté e vivevo in pace con me stessa: credo che fosse perché non parlavo il francese. Il fatto di essere perduta era perfettamente naturale tra quelle persone con cui non potevo esprimere né pensieri nè sentimenti [...]
Ricorda che quando tornò il figliol prodigo il padre disse :
'era perduto ed è ritrovato'. Fu il padre a trovare il figlio perduto: In certo modo mi è mancato questo esser ritrovata."

          Louise Brooks si considerava irrimediabilmente perduta e anelava, senza saperlo, alla propria autodistruzione: i seguenti anni congiureranno velocemente a questo.
          Nel 1930 rifiuterà di doppiare un suo precedente film muto,
The Canary murder case (La canarina assassinata), tratto da un romanzo giallo di S. S. Van Dine, e si attirerà la vendetta degli studios hollywoodiani.
          La sua parte verrà doppiata (male) da Margaret Livingston e contribuirà a creare la fama che il declino della Brooks fosse dovuto alla sua pessima voce incompatibile con l'avvento del sonoro.

Il film rimane comunque memorabile a causa di Louise e del suo costume da canarina ideato dal figurinista Travis Banton.


 

  

 

  

          Da notare che, finita la spensieratezza degli anni '20, il pubblico della Depressione sembra orientarsi su attrici più clamorosamenti fatali. Come ammetterà la stessa Louise in un articolo su Marlene Dietrich:

"Le attrici brune, di piccola taglia si eclissarono o si fecero bionde e si ridisegnarono le loro sopracciglie con archi stretti e con false ciglia. Davanti alla macchina da presa lanciavano in primi piani sguardi misteriosi, gettando la testa indietro ad ogni momento e afflosciandosi su letti o divani, prive di difesa"

          Sarà proprio da un tipo d'attrice come quello appena descritto che Louise si vedrà soffiare il posto come protagonista di The public enemy (Nemico pubblico) con James Cagney. Il regista William Wellman si era ricordato di lei, ma la Brooks decise che era meglio correre tra le braccia di George Marshall (o fu forse lui a consigliarla in tal senso) che girare un film che si rivelerà storico.
          La parte fu presa da una certa Jean Harlow.
          Louise girerà alcuni film anonimi (nel 1935 non si concretizzerà un film con Pabst e la Garbo), si risposerà e divorzierà nel giro di alcuni mesi, e poi scomparirà per tornare, nel 1936, con due western, Empty saddles e soprattutto Overland stage raiders
con un giovane John Wayne.
          In Overland si condensa, come spesso nella vita dell'attrice, la parabola hollywoodiana di Louise Brooks: la solida mediocrità di John Wayne, l'americano par excellence, amato, ricordato e onusto di gloria e prebende o l'eversiva di talento, autodistruttiva e irregolare.
          I produttori (e quindi il pubblico) scelsero il primo, il tempo sceglierà per chi sa.
          Overland
sarà l'ultimo film della Brooks: a soli trentadue anni la divina Louise è un'attrice finita e una donna profondamente sola.
          Nel 1940 apre una scuola di danza a Wichita che terrà sino al 1943 quando si trasferirà New York:

"[...] mi resi conto che l'unica carriera ben retribuita che mi si offriva era quella della squillo. Cancellai il mio passato, mi rifiutai di vedere i pochi amici che mi legavano ancora al mondo del cinema, e cominciai ad affezionarmi a delle bottigliette piene di piccoli sonniferi gialli"

          Louise cerca ancora l'oblio, la dimenticanza, ma sarà la grigia quotidianità a scovarla. E' costretta a lavorare alla radio in alcune soap operas, per la pubblicità e ai grandi magazzini Saks, presso il negozio della Fifth Avenue (lei, che era inetta al lavoro manuale).
          Lasciato l'impiego nel 1948 si accontenterà di essere mantenuta da alcuni ricchi "amici" sino al 1955 quando un doppio avvenimento segnerà il resto della sua vita. Infatti, a Parigi, il direttore della Cineteca Nazionale, Henri Langlois, in occasione della mostra 60 ans de cinema, non solo riproporrà i suoi film dimenticati, ma userà il suo volto come simbolo della mostra stessa (assieme a quello di Renée Falconetti). Interrogato in merito all'esclusione di attrici come Marlene Dietrich e Greta Garbo, il vulcanico Langlois, fine conoscitore del periodo muto, risponderà:"Ma quale Dietrich, ma quale Garbo, c'é solo Louise Brooks!".
          Henri Langlois (che aveva chiamato a collaborare alla Cineteca un'altra divina dimenticata, Jeanne Roques, alias Musidora) sarà quindi all'origine della rivalutazione artistica dell'attrice.
          Ma un altro incontro si rivelerà decisivo (e fatale), quello con James Card, il fondatore, nel 1947, della cineteca della George Eastman House e, come Langlois, profondissimo conoscitore e ricercatore del periodo muto.


 

  

 

  

          Card, una figura misteriosamente affascinante e passionale, con cui Louise intreccerà una relazione tempestosa, non solo le aprì le porte degli archivi  (dove vide per la prima volta le sue pellicole), ma, colpito dalla qualità della sua prosa, la incoraggiò a scrivere.
          Louise, che aveva già distrutto una propria autobiografia, Naked on my goat, comincerà a comporre articoli su Bogart, Lillian Gish, Chaplin, Buster Keaton, pubblicati su riviste come Positif e Sight and sound, con uno stile difficilmente definibile e di alto livello letterario.
          Viene alla mente un' espressione foscoliana :"calore di fiamma lontana"; in scritti come Marion Davies' niece ( La nipote di Marion Davies), ad esempio, dedicato alla morte dell'amica Pepi Lederer, si ritrovano infatti inseparabilmente frammisti autobiografismo e pettegolezzo fintamente svagato, l'ironico distacco (a volte feroce verso se stessa) e la nostalgia per un tempo e una giovinezza
ormai perduti per sempre.
          Non a caso Louise nutrirà sempre un amore inestinguibile per la Recherche di Marcel Proust: sapeva quindi del conforto e del dolore della memoria.
         Nel 1956 Louise si era definitivamente trasferita a Rochester (New York) dove rimarrà sino alla morte conducendo una vita riservatissima (come rarissima eccezione un viaggio a Parigi nel 1958 dove stringerà amicizia con Lotte Eisner).
         Nel 1979 Kenneth Tynan le dedicò un lungo articolo
sul New Yorker che la fece riscoprire presso il grande pubblico; nel 1982 fu pubblicato con successo Lulu in Hollywood, una raccolta di alcuni suoi articoli; si rifiutò sempre di pubblicare una sua autobiografia come spiegò coerentemente nel bellissimo articolo Why I'll never write my memoirs (Perché non scriverò mai le mie memorie). Come confesserà a Lotte Eisner:

"scrivere la verità per lettori nutriti dalle sciocchezze della pubblicità è un esercizio senza senso"

          Gravemente malata per un enfisema, non acconsentì a lenire i dolori con i farmaci rimanendo lucida sino alla fine. Muore l'8 Agosto 1985.


 

  

 

  

 

mercoledì 11 agosto 2010

Il folletto di "Sogno di una notte di mezz'estate"


Puck (mitologia)
Puck rappresentato come essere fatato

Puck è un spirito ingannatore della tradizione Inglese pagana, è conosciuto anche come Robin Goodfellow e come Hobgoblin. Il termine Puck deriva dall'Inglese antico
Púca che indicava, appunto uno spirito dei boschi, dall'aspetto mutevole ed ingannatore, che attirava le persone di notte nella foresta con luci e suoni incantatori (similmente alle celtiche
Dame Bianche) o rubava il latte dai mastelli nelle fattorie. Il Puck si può anche trasformare in cavallo e portare gli incauti nel profondo delle foreste oppure farli cadere in acqua.

Nomi simili in altre lingue

In genere il nome porta al significato di "diavolo", "demone", o "spirito maligno".

A Puck viene anche associato Hobgoblin, uno spirito dei boschi che scherza con i viandanti (li aiuta o fa loro sbagliare strada).

Nel corso del Medioevo, Puck viene accostato alla figura di Robin Goodfellow. Robin Goodfellow era un diavoletto che, fra l'altro, aiutava le massaie nel lavori domestici. Spazzava le case e puliva gli angoli in cambio di panna e latte e smetteva subito se gli venivano offerti dei vestiti nuovi.

Queste figure a loro volta tendono a unificarsi in una sola. D'altra parte Hob è una contrazione di Robin e "robin" era un nomignolo medievale per diavolo o diavoletto. Diventa chiaro, a questo punto, il percorso compiuto dal nome di "Robin Hood", probabilmente visto, dapprima, come una fata o un elfo della tradizione pagana.

Puck nella cultura

Una delle più note rappresentazioni letterarie di Puck è il personaggio omonimo di Sogno di una notte di mezza estate di William Shakespeare. Un Puck folletto dispettoso è anche protagonista di due opere di Rudyard Kipling, Puck il folletto e Il ritorno di Puck; Kipling lo presenta come un piccolo fauno dagli occhi cerulei. A Puck è dedicato anche il nome di uno dei satelliti di Urano, ed è un personaggio della serie TV animata della Disney Gargoyle. Il "pooka" Harvey è anche il protagonista invisibile dell'ononimo film diretto da Henry Koster con James Stewart su soggetto tratto dalla pièce omonima di Mary Chase, vincitrice del premio Premio Pulitzer nel 1945.





 

lunedì 9 agosto 2010


San Lorenzo, la notte delle stelle cadenti


Certamente oggi la fama di San Lorenzo di Roma, la cui festa liturgica cade il 10 agosto, è legata al fenomeno conosciuto come "la notte delle stelle cadenti" intorno al quale sono sorte numerose credenze popolari che attirano anche i giovani di oggi. Praticamente non si tratta di stelle, ma di polveri spaziali, esito di frammenti di roccia o di ghiaccio rimasti sospesi nello spazio dopo l'ultimo passaggio della cometa Swift Tutle, che ha incrociato la Terra nel 1862, che si incendiano e che cadono sulla Terra senza arrecare alcun danno alle cose e alle persone. Anche dai giovani la notte di San Lorenzo è attesa come momento di evasione aspettando lungo la spiaggia, di notte, condizioni del tempo permettendo, la visione di un frammento di stella cadente al quale confidare il segreto del proprio cuore con la speranza che, come vuole la tradizione, il desiderio si possa concretizzare. Attenti, però, ci sono espliciti divieti per l'accensione dei falò sulla spiaggia. Dunque, la notte del 10 agosto, niente spavento se qualcuno, alzando gli occhi al cielo, vedrà una stella filante che si accende improvvisamente, sfrecciando nel cielo, cambiando, forse, anche colore e spargendo scintille, come è dato vedere in queste sere d'agosto nei nostri paesi a conclusione delle feste patronali quando il cielo si accende con i meravigliosi bagliori dei fuochi d'artificio. Si tratta, indubbiamente, di uno degli appuntamenti più spettacolari e romantici del cielo stellato e per il quale madre natura non ha previsto alcun biglietto da pagare per assistervi. Le meteore visibili nelle notti del 10 agosto, ma anche dieci giorni prima, e in quelle seguenti, anche fino al 20, sono state definite in diversi modi; c'è chi le chiama "stelle cadenti dei desideri, chi "lacrime di San Lorenzo". Per gli astronomi sono, invece, rigorosamente le Perseidi, cioè le meteore che sembrano provenire dalla costellazione di Perseo. Anche quest'anno le Perseidi si potranno vedere con la massima frequenza di apparizioni nelle due notti tra l'11 e il 12 e tra il 12 e il 13 e, in forma più ridotta, fino alla fine d'agosto. Grazie al fenomeno vedremo viaggiare ciascuno dei frammenti celesti ad una velocità di 60 chilometri al secondo. L'orario più opportuno per osservare il fenomeno è tra le 21.30 e le 00.30, ma il momento più bello sarà all'una di notte. Le meteore d'agosto non sono le stelle che cadono e neppure le lacrime di San Lorenzo che, come immaginava il poeta Giovanni Pascoli, piange per le malvagità del mondo. Si tratta, invece, di piccoli detriti che possono variare dalla dimensione di un granello di sabbia a quella di un sassolino e che una cometa, scoperta nell'800, si lascia dietro lungo la sua orbita attorno al Sole. Sciami di meteoriti sono visibili sulla Terra dal 9 al 14 agosto, dal 13 al 15 novembre, dal 23 al 28 novembre dal 12 al 14 dicembre. Il fenomeno delle stelle cadenti è registrato nelle più antiche cronache ed è associato alle più strane leggende. Abbiamo già detto che la tradizione popolare, a chi vedendo il fenomeno esprime in quel momento un desiderio, promette che questo si avveri. Ma nell'antichità le apparizioni di meteore e di altri fenomeni legati agli astri erano considerate segni infausti. Così, per gli antichi orientali, per i greci e i romani le stelle cadenti erano lacrime di divinità che piangevano a causa dei disastri già avvenuti o annunciati. Secondo i cinesi dovevano preoccuparsi i governanti del fenomeno delle stelle cadenti. Anche la tradizione cristiana ha ereditato il concetto della pioggia di stelle cadenti come pianto celeste. Secondo la leggenda il diacono San Lorenzo fu bruciato vivo su una graticola di ferro dai romani il 10 agosto del 258 dopo Cristo. Da allora, ogni anno, le sue lacrime infuocate continuano a diffondersi nel cielo come scintille. Il Pascoli nella poesia "X Agosto" ha consolidato questa credenza popolare associandola all'uccisione del padre Ruggero, avvenuta il 10 agosto 1867. La tradizione popolare cristiana, però, ha voluto anche introdurre un elemento positivo. Così, oggi, quanti ammirano quelle scintille e ricordano il sacrificio di San Lorenzo, possono chiedere una grazia ed esprimere un desiderio. Insomma, la pioggia delle stelle cadenti diventa occasione di festa e di speranza. San Lorenzo è il patrono principale di Grosseto. Il suo culto si è diffuso anche in Germania e in Spagna era considerato un santo nazionale. Filippo II, nel costruire il grande Escorial, volle riprodurre nel palazzo la pianta della graticola sulla quale si sacrificò San Lorenzo. Anche la Certosa campana di Padula ripete nella pianta la leggendaria graticola di San Lorenzo. San Lorenzo viene invocato contro gli incendi e si crede che il giorno della sua festa sia il più caldo dell'anno. Ce lo potranno confermare, come ci hanno insegnato gli esperti uomini antichi della campagna, i bravi grilli che non faranno mancare il loro "cri-cri"; e sarà possibile sapere, appunto, sulla base del numero dei loro "cri-cri" che ascolteremo per un minuto nella magica notte di San Lorenzo, moltiplicato per un numero fisso, se veramente avremo raggiunto l'apice del caldo dell'anno. Comunque, staremo a vedere! Inoltre gli studiosi del settore hanno previsto che l'anno in cui la pioggia di stelle cadenti sarà molto copiosa sarà il 2126. Chi vivrà, vedrà.