domenica 6 giugno 2010


La bambola nel Medioevo.


 

Durante il Medioevo il gioco con la bambola attraversò un periodo incerto e,per alcuni versi oscuro.

Abbiamo pochissime citazioni scritte rispetto all'uso della bambola,quasi nessun reperto archeologico e,soprattutto ,nessuna rappresentazione pittorica rilevante di bambine che giocano con le bambole.

In verità il gioco in assoluto è pochissimo rappresentato nella pittura per lo meno fino al 1400 con Brugel,pittore fiammingo ,che dipinse il bellissimo quadro dei"cento giochi".

I motivi di questa scarsità di notizie si può individuare su due linee storiche principali.

La prima causa fu ,senza dubbio ,lo stato di povertà in cui si trovarono le popolazioni europee dopo le invasioni barbariche e la fine dell'Impero romano d'occidente.

In altre parole,come avviene in tutte le culture sconvolte dalla guerra e dalla scarsità di cibo ,occorre che anche i bambini più piccoli vengano precocemente indirizzati al lavoro o all'aiuto familiare piuttosto che alla ludicità che,certo ,è considerata una perdita di tempo.

Altro motivo è l'ostilità e la censura che la chiesa di Roma effettuò almeno fino al XII secolo su ogni forma di divertimento.

Bello e significativo,in tal senso ,è nel testo di Umberto Eco "Il nome della Rosa"la proibizione di lettura del testo greco di Aristotele sulla risata e l'ironia.

Tutto ciò che era appena vicino al divertimento in generale veniva considerato opera del demonio,gioco compreso e gioco con la bambola in assoluto.

La bambola veniva ad assumere nella sua rappresentazione antropomorfica ,l'essenza stessa del peccato femminile originale,la seduzione,la tentazione ,la vanità.

Ed è da dire che nella costruzione e rappresentazione della bambole siamo lontanissimi dalla sessualizzazione dei nostri giorno con bambole Barbie e simili.

E' comunque probabile che,con tutti i limiti della povertà,che imponeva alle bambine precoci lavori domestici,e la netta condanna della chiesa,le bambole fossero ,allora come oggi ,il gioco elettivo per le piccole.

Nei pochi manufatti conservati si nota una differenza di bambole a seconda dell'età di destinazione.

Per i neonati venivano costruite bambole in argilla ,riempite poi di sassolini .

Le bambole venivano poi usate ,muovendole e causando rumore,come sonaglini sopra le culle dei più piccoli.

Sempre in argilla sono anche molte bambole per le più grandi ,è probabile che l'argilla ,molto resistente all'usura ,facesse si che una stessa bambola passasse da più generazioni accuratamente conservata.

Le bambole venivano dalle bambine ,ricoperte di stracci a uso di abiti,la cosa non era frequente ,poiché la stoffa in generale era bene prezioso e molto caro.

Nelle famiglie più ricche e nell'aristocrazie si sono ritrovate bambole costruite in legno,con gli arti snodabili e,su alcune,capelli posticci.

Questo tipo di bambola era però condannata ancora più duramente dalla chiesa,in quanto la rappresentazione antropomorfica era ancora più precisa.

In effetti erano qualcosa a metà tra un feticcio e la figura magica.

Per questo e per altri motivi non pertinenti a questa trattazione,la bambola era considerata uno degli"attrezzi del mestiere"delle streghe.

La strega poteva raffigurare nella bambola una persona reale e,attraverso la bambola,effettuare malefici sulla persona stessa.

Alla fine del Medioevo ,comunque,la bambola inizia a diventare la raffigurazione simbolica del futuro di chi la possiede:ci saranno bamboline vestite da suore per chi è destinata al convento,vestite lussuosamente per chi è destinata a nobile matrimonio.

Questa usanza ,chiaramente,nelle alte classi sociali.

Per lunghi secoli le bambine del popolo continueranno a giocare con bambole di argilla o,al massimo intagliate nel legno e solo alla fine del XVII secolo si cominceranno a vedere le bambole di pezza.

La prima fabbrica di bambole che viene attivata è a Norimberga alla fine del 1400 e sempre a Norimberga si può visitare oggi il più accurato e completo "Museo della bambola"

Susanna Franceschi

Riproduzione vietata


 

Nessun commento:

Posta un commento