venerdì 24 settembre 2010


Beato Ermanno il Contratto Monaco di Reichenau

24 settembre

Altshausen, 18 luglio 1013 - 24 settembre 1054






Nacque il 18 luglio 1013 dal conte Wolfrat di Altshausen, forse della famiglia deiBerholdinger; sua madre si chiamava Hiltrerd,proveniva dalla Borgogna e probabilmente eraimparentata coi Welfen. Non si sa se fosse zoppodi nascita o se lo diventò per una paralisi infantile. A sette anni (1021) cominciò ad andare ascuola, secondo il Bucelino, presso i monaci diS. Gallo di cui avrebbe poi vestito l'abito.
Fu sicuramente professore a Reichenau e atrent'anni entrò a far parte di questo monastero,ricevendovi l'ordinazione sacerdotale. Lavorò finoagli ultimi anni di vita nelle materie a cui era stato iniziato dai suoi maestri, l'abate Bernone ei monaci Kerung e Burcardo: astronomia, poesia,storia, musica e liturgia, nella quale poté svilup-pare appieno il suo talento meritando di essereesaltato come miraculum saeculi e il più modernodei musicisti, non solo perché introdusse una nuovadivisione nel sistema delle note, ma anche perchéinventò una nuova scrittura delle note stesse.
Gli vengono attribuite la Salve Regina, l'Alma Redemptoris mater, l'Ufficio di alcuni santi (Gregorio, Afra, Wolfgango, ecc.) e le Sequenze dellaCroce e della Pasqua (Grates, honos, hierarchia eRex regun, Dei agne); alla liturgia si riferisconoanche i trattati De musica e De monochordo;e opere di indole matematica, tutte di interesse liturgico:
Le opere poetico-didattiche furono scritte daErmanno soprattutto a scopo pastorale per i monaci e lesuore della propria abbazia e di altri monasteri, inmodo speciale quella intitolata De octo vitiis principalibus. Egli ebbe inoltre uno spirito aperto edintento a quanto avveniva, vicino e lontano, nellasua patria. Ebbe la stima dell'imperatore Enrico III e di papa Leone IX, che visitarono Reichenau rispettivamente nel 1048 e nel 1049; così ècomprensibile che abbia scritto due libri sulle gestadi Corrado II ed Enrico III, la Cronaca dellaSvevia, probabilmente lavoro giovanile, e in etàmatura la Cronaca Universale, opera che, prendendo le mosse dalla morte di Cristo (contrariamente all'uso fino ad allora seguito di iniziare lastoria con la morte di Abramo), giunge al 1054.In essa Ermanno per primo sfrutta, elaborandolo scientificamente, materiale tratto dagli annali monastici ed imperiali, vite dei santi, liste episcopali ealtre fonti: la sua esposizione è profonda e precisa, oggettiva ed imparziale, semplice e chiara,con un sicuro intuito dell'essenziale e in un latinoelegante.
Sul proprio tempo il beato scrisse in modo moltocircostanziato. E' probabile che, nonostante le sofferenze e il lavoro, egli debba aver viaggiato molto.Dal discepolo Bertoldo, che ne continuò la Cronaca Universale, venne lodato come paziente, pieno di carità, obbediente, puro, savio, sempre dedito al lavoro e alla preghiera, compassionevole,gentile, come un uomo che si ritenne sempre unpeccatore e pensò sempre alla morte. Ancora oggiviene ammirata l'opera da lui compiuta, tanto piùche ebbe una vita breve, poiché morì all'età diquarantun anni, il 24 settembre 1054. Venne sepolto adAltshausen, ma la sua tomba è oggi sconosciuta.Se ne conservano reliquie ad Altshausen, a Zurigoed altrove. Nel calendario benedettino è ricordato come beato, ma è una celebrazione dovuta alBucelino. Il vescovo di Friburgo dichiarò inammissibile il culto pubblico verso Ermanno come beato, mapermise la continuazione del culto nel territorio incui fino allora vigeva.
Rappresentazioni di Ermanno sono nel coro di Zwiefalten e ad Andechs; in un dipinto del soffittodella distrutta chiesa di Montecassino era raffigurato come Doctor marianus.

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